martedì 2 ottobre 2007

Mal di Sardegna

Nei giorni scorsi sono stato garbatamente rimproverato da un lettore perché non pubblicavo più post da un po' di tempo. In effetti mi sono concesso una pausa di riflessione, un po’ di ozio creativo tra alcuni importanti appuntamenti in Sardegna.

Il primo di questi è stato al monastero di San Pietro di Sorres
dove ho avuto modo di conoscere il nuovo Padre Abate e riconfermare gli impegni per ospitare dei corsi Abbey Programme® nel prossimo futuro: i lavori di ristrutturazione dei locali della foresteria stanno proseguendo e con il nuovo anno si potrà ricominciare l’attività in questo luogo stupendo.

Altro incontro importante ed interessante è stato con un gruppo di dirigenti del Comune di Porto Torres che vorrebbero organizzare dei corsi Samurai Lab® per sè e per il locale Corpo dei Vigili Urbani. E' stato un pomeriggio all'insegna della convivialità e del buon cibo magistralmente e amorevolmente curato da Massimo, proprietario del ristorante Li Lioni di Porto Torres che ci ha ospitato per l’occasione. Massimo ci ha preso proprio per la gola anche grazie al pecorino, alla salsiccia sarda e al miele che ci ha regalato per poterci ricordare dei sapori della Sardegna anche in continente. Ma, come si suol dire, “il lupo perde il pelo e non il vizio”, e girovagando per la penisola del Sinis (Oristano) e limitrofi ho avuto modo di apprezzare altri esempi di imprenditoria sarda.

Tra questi prima di tutto l’agriturismo “Sabori Antigu” dove ero ospite con mia moglie. Una struttura bellissima che si trova tra la salina naturale di Sale ‘e Porcus e la spiaggia incontaminata di S’Anea Scoada. In questo agriturismo Piero e sua moglie Bruna aiutati da Sandra ci hanno letteralmente coccolati con i piatti tipici della tradizione sarda e la loro simpatia.


Mentre a Santu Lussurgiu (Oristano) abbiamo incontrato Carlo Pische titolare delle Distillerie Lussurgesi dove secondo la tradizione del posto prepara “magistralmente” (in sardo si dice “judu”) acquavite secca o aromatizzata al finocchio selvatico, mirto, cioccolatini ripieni e, nel periodo natalizio, panettoni all’abbardente.

Nella foto vedete Carlo in nostra compagnia, ben felice di presentarci le sue creazioni. Nella Distilleria mi ha colpito non solo la cura nella preparazione dei prodotti, ma anche quella delle confezioni, con bottiglie serigrafate e packaging che ha vinto il 1° premio al Vinitaly di Verona nel 2005 come confezione dell’anno.

Il mal di Sardegna mi sta già colpendo mentre scrivo, spero di tornarci presto e magari fare ancora altre belle scoperte. E come si dice in sardo: “Adiosu”.

Nessun commento: