sabato 22 dicembre 2012

L'angolo di Tiziano


Ne “L’angolo di Tiziano” oggi trovate una gradita sorpresa esaudendo il desiderio di molti amici lettori del blog. E’ un nuovo e-book che raccoglie tutti gli interventi, le riflessioni e i consigli che Tiziano ci ha dato dall’inizio della sua collaborazione con Formazionezero.
Un grazie a Tiziano per la sua costante e preziosa presenza e un augurio di buona lettura a tutti. Con Tiziano ci rivediamo l'anno prossimo.

giovedì 13 dicembre 2012

L'angolo di Tiziano

"Caro Gesù Bambino, i miei genitori mi dicono di scriverti una letterina per chiederti alcune cose che mi stanno a cuore. Ma sono un po’ confuso..." 
Ogni Natale apre speranze, porta a bilanci e previsioni, voglia di novità e di pace per tutti. In questa "lettera a Gesù Bambino" Tiziano, nel suo angolo, ci invita, come sempre, a qualche riflessione.

PS Vi aspettiamo numerosi giovedì prossimo 20 dicembre, qui nell'angolo di Tiziano: abbiamo una bella sorpresa per voi

lunedì 10 dicembre 2012

"San Giuseppe Imprenditore" contro la crisi

"L'idea che nasce da chi come me ci è già  passato" dice Lorenzo Orsenigo, promotore e fondatore dell'Associazione San Giuseppe Imprenditore  "e in un modo o nell'altro ha superato il dramma della crisi: quando un'azienda chiude, spesso, anche giustamente, si pensa ai dipendenti che perdono il posto di lavoro. Più difficile invece che si pensi all'imprenditore, che spesso non è così abbiente da potersi permettere un futuro sereno. L'associazione nasce a questo scopo. Avrà  sede a Como e si prefigge di assistere, sul piano umano e psicologico, gli imprenditori in difficoltà".

Qui trovi l'intervista a Lorenzo Orsenigo

Molte le iniziative in via di attuazione sul piano pratico: per chi volesse mettersi in contatto con Lorenzo per saperne di più:
orsenigolorenzo@gmail.com

venerdì 7 dicembre 2012

Pensiero del fine settimana


 C'è chi

C'è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E' tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

E' lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell'attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po' lo invidio
- per fortuna mi passa.


W. Szymborska (1923 - 2012)

Ringrazio Clara per la segnalazione

martedì 4 dicembre 2012

Imprese che resistono




L'impresa oggi soffre per la crisi congiunturale, la tassazione, l'utilizzo di modelli manageriali inadeguati ai tempi e tanti altri malesseri. Il risultato è la rottura della catena del profitto, la chiusura delle fabbriche e la conseguente disoccupazione. Questi effetti si fanno sentire ancora di più in quella miriade di piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto industriale italiano che non riuscendo a fare fronte a questi problemi innescano un circolo vizioso di negatività economica e sociale.

"Imprese che resistono" è un'associazione nata nel 2009 e formata da un gruppo di imprese composto per l’80% proprio da piccole aziende. Trasversale e apartitica si pone l'obiettivo di valorizzare la forza lavoro, difendere l'occupazione e il valore del lavoro all'interno dell'impresa.

E' il primo movimento di "imprenditori" che dà la possibilità di fare rete in un momento storico come quello in cui viviamo dove è fondamentale unire le forze per cercare di superare la crisi

Per chi vuole saperne di più e conoscere le iniziative basta cliccare qui

lunedì 3 dicembre 2012

Counseling e Psicoterapia: un dialogo possibile



"Rispetto agli altri Paesi, l'Italia sembra segnare il passo in merito a una possibile collaborazione fra psicoterapia e counselling. Il National Health System britannico ricomprende entrambi nelle cosiddette “terapie della parola”, differenziandoli in funzione della diversa “profondità” di intervento: i due ruoli sono riconosciuti nel contesto della salute pubblica e le spese di trattamento - se prescritto - sono a carico del sistema sanitario nazionale. E' giunto il momento di archiviare nel “museo terapeutico” le vecchie polemiche, per mettersi tutti allo stesso tavolo, unendo le forze verso un obiettivo comune che è quello delle persone che “ci” chiedono aiuto, alle quali poco importa l'etichetta ma tanto l'efficacia dell'intervento. La prospettiva integrazionale, che sa fare tesoro delle differenze per prendere concretamente in considerazione gli innumerevoli aspetti dell'umano, può consentire di arrivare in tempo breve alla formulazione di una proposta seria e coordinata in tale direzione".

E' quanto emerge dall’intervento di Integrational Mind Lab   al congresso della Società Italiana di Psichiatria a Milano (7-11 Ottobre 2012) dal titolo "Nutrire la mente".

Ringrazio Mind Lab per aver utilizzato una mia citazione nel loro manifesto di intenti all’interno di un evento di tale importanza.

giovedì 29 novembre 2012

L'angolo di Tiziano

Essere felici è, più o meno (in)consciamente, l’obiettivo primo della nostra vita. Che poi sia operazione ardua, se non quasi impossibile, è altro discorso, ma l’obiettivo resta quello: provare a essere felici. Anche se è sentire comune che la ricerca ossessiva della felicità è tra le cause maggiori di infelicità. E, ancora, che siamo felici, forse, non quando cerchiamo di esserlo e, anzi, quando ce ne accorgiamo lo siamo già un po’ meno…
Tiziano Corneliani nel suo Angolo ci aiuta nella riflessione. Clicca qui per leggere il suo intervento.

martedì 27 novembre 2012

Comunicare a gesti? In un bar di Bologna

Chi se la sente di sperimentare la lingua italiana dei segni ottiene un piccolo sconto sull’ordinazione. E’ quello che deve fare l’avventore del “Senza nome”, bar di Bologna che ha la particolarità di essere il primo locale gestito da due ragazzi sordi.

All’ingresso sono esposte le foto con i segni convenzionali in Lis (il linguaggio dei gesti) e per chi proprio non se la sente in una bacheca può trovare tanti bigliettini dove sono indicati cibi e bevande: per ordinare basta staccarli e consegnarli al bancone del bar.

In realtà il sogno dei due gestori era quello di aprire un circolo culturale, ma come sempre il problema erano i soldi. La soluzione è stata aprire un bar che potesse contemporaneamente essere fonte di guadagni e luogo di incontro per le attività culturali.

domenica 25 novembre 2012

Il Web fa male al sesso

A quanto pare sesso e web non vanno così d’accordo. 
L’istituto di endocrinologia e andrologia dell’Università di Padova ha condotto uno studio approfondito dal quale è emerso che chi frequenta chat e siti a luci rosse ha “effetti collaterali”: giovani e adulti ricevendo effetti stimolanti finiscono con il cadere in una vera e propria dipendenza ossessiva che, a sua volta, sfocia nell’autoerotismo patologico e nell’inibizione della ricerca di incontri “reali”. 

Comunque sia, adulti o giovani, i frequentatori di siti pornografici e affini vengono a denunciare patologie sessuali quali anoressia sessuale, turbe nell’orgasmo, disfunzioni erettili. 

La SIAMS (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità), nell’ultimo suo convegno a Lecce, discutendo tra gli altri anche di questo tema, ha portato alla luce un fenomeno in grande crescita, denunciandone la pericolosità.

Del resto, parlando con i Responsabili delle Risorse Umane delle aziende, noto come sia sempre più frequente limitare gli accessi alla rete. A quanto pare anche il luogo di lavoro non è indenne da queste tendenze obbligando le imprese a prendere drastiche contromisure limitando le possibilità di navigare sul web “a ruota libera” durante le ore di lavoro.

Tuttavia il problema rimane e il web, come tutti gli strumenti, se da una parte è fantastico perché permette di aprire orizzonti che prima non si sarebbero mai incrociati dall’altra, se siamo navigatori poco consapevoli, può farci perdere la rotta nel suo infinito. A noi la scelta.

Giornata contro la violenza sulle donne

Perchè non resti solo una giornata...

giovedì 22 novembre 2012

Pensiero del fine settimana


"Nella foresta 
quando i rami litigano 
le radici si abbracciano"

Doune Diene 
(direttore del dialogo interculturale dell'UNESCO)

domenica 18 novembre 2012

La fragranza del pane

“Come una sorta di aromaterapia, la fragranza del pane appena sfornato non solo fa venire l’acquolina in bocca, ma pare riesca a favorire il buonumore, il benessere e rendere le persone più sensibili e ben disposte verso gli altri”.  Da sempre il pane, in tutte le culture, accompagna la mensa, si condivide con gli amici, si fatica per averlo quotidianamente ed è il centro di molti riti religiosi. Nella letteratura si è spesso citato il pane sotto vari aspetti e la storia ce l’ha consegnato come motivo di lotte e rivoluzioni.
Ora i ricercatori dell’Università della Bretagna del Sud hanno scoperto che il pane spinge anche all’altruismo proprio grazie all’inconfondibile aroma che sprigiona appena sfornato stimolando positivamente i sentimenti di chi ne è colpito.
Abbiamo sempre più bisogno di emozioni positive e, dentro e fuori le aziende, di riconoscerci ancora capaci di sentimenti genuini, veritieri e schietti. Che dire? Auguriamoci sempre, per tutti, quel pane quotidiano cibo per il corpo e per l’anima.

giovedì 15 novembre 2012

L'angolo di Tiziano

Vanità delle vanità, dice Qohèlet,
vanità delle vanità, il tutto è vanità.
Che resta all’uomo di tutto il suo affanno
in cui s’affanna sotto il sole?
 

Così comincia l’Ecclesiaste, o – appunto – Qohèlet, termine ebraico. È un libro sapienziale per la Bibbia cristiana. È formato da dodici brevi capitoli per un totale di 222 versetti; sembra sia databile al III secolo a.C.e nel suo angolo, come sempre, Tiziano ci aiuta a riflettere sulle varie "vanità" della nostra vita.
Clicca qui per scaricare la riflessione di oggi.


domenica 11 novembre 2012

Lacrime e pianto, tra antropologia e counseling

Il bimbo nasce con un vagito. Piangerà ancora molte volte nella vita e le cause saranno diverse: dolore, angoscia, ansia, stanchezza, stress, ma anche gioia, commozione o “liberazione”. Il pianto fa parte della vita, è espressione della nostra sensibilità, ma può anche essere visto come un elemento di debolezza. Certo è che anche i grandi della storia hanno pianto e non per questo sono stati sminuiti dai posteri, anzi…
Ne parlo nel mio ultimo articolo su BrainFactor

giovedì 8 novembre 2012

Pensiero del fine settimana

"La terra si trasforma in oro nelle mani del saggio" 
(Proverbio Iraniano) 


 l'immagine è un'opera di Calina Hiriza

martedì 6 novembre 2012

Abbey Programme al Badoni di Lecco: la stampa


Come sapete è appena terminata la prima parte del ciclo di interventi all'IIS Badoni di Lecco su "La Regola benedettina come modello di management"  e la stampa locale sta già interessandosi a questo progetto.

Qui potete trovare i primi articoli:
Merateonline
Resegoneonline 
Incroci
Giornale di Lecco





domenica 4 novembre 2012

Sul silenzio…

Evidentemente sta diventando una vera emergenza: non passa quasi giorno che non si parli sottolineando il valore umano, spirituale terapeutico, fisiologico del silenzio. 


Mi conforta che il coro di chi apprezza il silenzio stia via via aumentando e che stia crescendo anche la consapevolezza di quanto bene possa portare "il fare silenzio" in ogni nostra azione. 

E se Abbey Programme e Samurai Lab possono essere solo dei tentativi e delle propaggini di questo silenzio, ben vengano tutti coloro che da più parti si aggiungono al gruppo di chi “silenziosamente” ama questa dimensione dell'essere.

venerdì 2 novembre 2012

L'angolo di Tiziano

Oggi Tiziano riprendendo un articolo recentemente apparso sul supplemento del Corriere della Sera ci vuole fare riflettere sul concetto di "Nuovo Illuminismo", per saperene di più cliccate qui.

martedì 30 ottobre 2012

Ripartiamo dalle idee

"Uno su 35 ce l'ha fatta. Erano partiti in 350, in finalissima sono rimasti in 30, e ieri sono stati scelti i 10 vincitori. Dieci progetti, dieci idee giovani di ragazzi e ragazze che - il lavoro - non lo cercano ma lo creano". 

E' l'esito dell'iniziativa "Ripartiamo dalle idee" che vede coinvolto Corriere , Armando Testa, Sda Bocconi e Intesa Sanpaolo in una start up per neo imprenditori. 

"Tra gli obiettivi e le ragioni del concorso non c'è solo quello - concreto - di dare un aiuto alle giovani promesse alle prese con l'ingresso nel mondo del lavoro, in un momento particolarmente difficile per l'economia. Ma anche, per esempio, la necessità di rilanciare la fiducia. «Siamo convinti - ha spiegato il direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli - che servano segnali positivi concreti per aiutare il Paese a far emergere energie e processi di crescita". 

Una iniziativa a mio avviso positiva che apre alla speranza e dà modo comunque di continuare a costruire nonostante le difficoltà del periodo e i cattivi presagi dei tanti. 

Fare impresa resta sempre un sogno, ma realizzare un sogno è sempre la mèta a cui tutti vogliamo aspirare.

domenica 28 ottobre 2012

Abbey Programme al Badoni di Lecco



All’Istituto Tecnico Industriale Badoni di Lecco  ho appena terminato un ciclo di quattro incontri dal titolo “La Regola benedettina come modello di management” rivolto alle classi quinte dell’indirizzo di “meccanica”. 
L’iniziativa, promossa dal Prof. Carlo Polvara, ha riscosso un grande successo da parte degli studenti. Il loro coinvolgimento li ha portati, con l’affiancamento del Prof. Valerio Sala, a iniziare l’elaborazione di un e-book con i risultati dei lavori svolti in aula. 

L’intervento formativo continuerà il prossimo 19 novembre con la visita all’Abbazia di Praglia. Sarà un momento “esperienziale” in cui incontreranno l’Abate, si cimenteranno in una giornata all’insegna del lavoro comune, dello spirito di gruppo, del silenzio e della voglia di imparare dalla Regola quello che può rendere il loro domani più consapevole. 

Appena pronto potrete trovare l’e-book anche qui su Formazionezero.

giovedì 25 ottobre 2012

Pensiero del fine settimana



"Molto tempo fa in questo paese era buio fitto. Gli abitanti, tennero un'assemblea e decisero che occorreva una persona che fosse veloce a correre.: Scelsero Ghiandaia Azzurra. 

Esso, si mise subito in moto in direzione di levante e finalmente giunse in una capanna di terra in un villaggio molto abitato a giudicare dalla quantità di capanne, ma nessuno in realtà era li, perché se ne erano andati ad una festa non molto distante. 

Entrato nella capanna trovò un bambino.. Ghiandaia Azzurra chiese al bambino: "Dove sono andati?'". Il ragazzo rispose: "Sono andati via".

Nella capanna c'erano delle ceste di provviste contro la parete: Ghiandaia Azzurra indicò la prima cesta che vide li vicino e chiese: "Che c'è in quella cesta?". Il bambino rispose: "Prima sera". 
Poi indicò la cesta accanto dicendo: "Che c'è in quella cesta?". E il ragazzo rispose: "Appena buio". 
Le domande alternate dalle risposte si susseguirono, fino all’ ultima:: "Che c'è in quella cesta?". 
Il fanciullo rispose: "Aurora". Allora Ghiandaia Azzurra afferrò lesto la cesta e se ne scappò di corsa! Il bambino cominciò a gridare: "Ci hanno rubato l'Aurora!". La gente non fece caso alle urla del bambino poco distante, e continuarono a danzare.
Finalmente l’ attenzione di un abitante cadde sulle urla e disse: "Il ragazzo grida che hanno rubato l'Aurora". Tutti accorsero allora alla capanna e, spiegato l’ accaduto si misero presto ad inseguire Ghiandaia Azzurra verso ponente. 

Egli andava verso ponente, sempre verso ponente. Vicino alla Grande Valle lo raggiunsero. Stavano per prenderlo; eran proprio sul punto di farcela, quando egli aprì la cesta e la luce volò fuori". 


antica leggenda Sioux

giovedì 18 ottobre 2012

L'angolo di Tiziano

Cosa significa "compiere il nostro dovere?". Nel suo Angolo, Tiziano oggi ci invita a rileggere questo meraviglioso e attualissimo passo di Marco Aurelio: "Quando sei riluttante ad alzarti, al mattino, pensa subito: “È per adempiere il mio dovere di uomo che mi alzo...." continua qui

domenica 14 ottobre 2012

Samurai Lab: la pratica alla resilienza

Di questi tempi tutti abbiamo bisogno di essere “resilienti” (qui puoi leggere il mio articolo pubblicato in proposito da BrainFactor)  e soprattutto di essere motivati e di saper motivare gli altri. E chi più degli antichi samurai sapevano affrontare con determinazione e coraggio le difficoltà?

Per questo in collaborazione a Lbdi training, società di comunicazione di Milano, proponiamo un percorso pratico dal titolo “La pratica alla resilienza, motivarsi e motivare in tempo di crisi” basato proprio sul metodo Samurai Lab con un modulo appositamente studiato della durata di una giornata.

 Il seminario si svolgerà a Milano venerdi 26 ottobre 2012, e si rivolge a Dirigenti di qualsiasi funzione aziendale che desiderano comprendere come governare meglio le proprie emozioni e trasformarle in energie positive per sé e per i propri gruppi di lavoro.
Gli iscritti a FONDIR potranno usufruire di un Voucher formativo

giovedì 11 ottobre 2012

Pensiero del fine settimana



….."C’era una volta un giovane che andò da un saggio in cerca di aiuto: “Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto che sono incapace, maldestro e stupido. Come posso migliorare? Cosa posso fare affinché mi apprezzino di più?”. 
Il maestro gli rispose distrattamente, senza nemmeno guardarlo: “mi dispiace, ragazzo, non posso aiutarti perché prima ho un problema da risolvere. Dopo magari…” fece una pausa e poi aggiunse: “ma se tu mi aiutassi magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e poi aiutare te”. 
“Con piacere, maestro” disse il giovane esitante e un po’ deluso perché la soluzione del suo problema era stata nuovamente rimandata. 
“Bene” continuò il maestro, togliendosi dal dito un anello e porgendolo al ragazzo “prendi il cavallo e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una buona sommetta per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e torna con la moneta d’oro il più presto possibile”. 
Il giovane prese l’anello e partì. Appena fu giunto al mercato iniziò ad offrire l’anello ai mercanti che lo guardavano con un certo interesse finché non diceva il prezzo. 
Quando il giovane menzionava la moneta d’oro alcuni si mettevano a ridere, altri lo ignoravano. Soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che la moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. Pur di aiutarlo qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d'oro e rifiutò le offerte. Dopo aver offerto l’anello a chiunque incontrasse, rimontò a cavallo e riprese la via del ritorno, demoralizzato per il fallimento. 
Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni, così avrebbe finalmente ottenuto il suo aiuto! Entrò nella stanza. “Maestro” disse “mi dispiace… Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito ad ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo al vero valore dell’anello”.
 “Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello! Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quanto ti offre, non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello”. 
Il giovane riprese di nuovo a cavalcare e lo portò dal gioielliere che lo esaminò alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo: “dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso l’anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…” il giovane si precipitò dal maestro emozionato e gli raccontò l’accaduto. 
“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato solo da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?” 
E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al dito"

martedì 9 ottobre 2012

Gli italiani non amano il silenzio

Lo dico da tempo e ne ho la riconferma ogni volta che in monastero tengo un seminario Abbey Programme: la gente odia il silenzio e per questo tende a riempirlo con un fiume di parole inutili.  

Il silenzio è una dimensione pressochè scomparsa che a quanto pare sta diventando rara anche durante le ore notturne. Il silenzio finisce con il farci fa paura perché significa stare soli con noi stessi, con i nostri pensieri e le nostre paure. 

Per riempire il vuoto, per superare il disagio facciamo diventare tutto assordante. Bisogna riabituarci alla dimensione del silenzio e per farlo mi piace ricordare un antico motto benedettino: “Parla solo quando hai qualcosa di più prezioso del silenzio da dire”. Solo una cosa può aggiungersi a questa indicazione già di per sé preziosa: se dobbiamo parlare facciamolo con il cuore. Sempre.

domenica 7 ottobre 2012

50 posti di lavoro


Più cinquanta posti di lavoro in meno di un anno, uguale infinita soddisfazione. È quello che campeggia a chiare lettere su una pagina de “Il Corriere della Sera”
È la proposta che l’imprenditore sessantenne Angelo Corigliano offre per “dare un piccolo contributo al rilancio del nostro Paese”. Angelo, scopertosi malato, ha deciso di raggiungere questo ambizioso obiettivo e l’ha voluto dichiarare in modo ufficiale pubblicandolo sul Corriere.
Mi sembra un bell’esempio, soprattutto in un momento in cui la tendenza è pensare al breve, brevissimo periodo o, peggio, chiudersi a riccio senza neanche provare a cercare delle soluzioni che possano portare al bene comune. E noi cosa stiamo facendo?

giovedì 4 ottobre 2012

L'angolo di Tiziano

Tutti, prima o poi, cadiamo in una qualche azione riprovevole o semplicemente meschina. Anche i migliori di noi. Non c’è da stupirsene, è la natura dell’uomo.
Il problema è che queste cadute, nelle persone migliori, sono devastanti, perché è come se interrompessero un percorso di crescita, come se ci mettessero a nudo di fronte alla poca cosa che siamo.

Tiziano Cornegliani ci aiuta a riflettere su questo nel suo "Angolo di Tizano". Scarica qui il suo intervento.

martedì 2 ottobre 2012

La mente che sogna

Sono molte le culture in cui il sogno ha un valore sacro. Da millenni si tenta di interpretarli con modalità, approcci e soprattutto finalità differenti. C’è chi affida i propri sogni ad altri per averne un’interpretazione, chi sogna ad occhi aperti e chi fa dei suoi sogni motivo di vita, chi li realizza e chi si arrende lasciandoli in un cassetto. Ne parlo nel mio ultimo articolo su Brainfactor.
Nella speranza di aiutare a costruire nuovi sogni che possano diventare solide realtà.

domenica 30 settembre 2012

Da uomo di “borsa” a uomo di “Dio”

Il percorso sembra impossibile ma Henry Quinson  c’è riuscito: lui è un ex trader di Wall Street diventato monaco, che a “Torino Spiritualità”  parlerà della sua esperienza come consulente sul set del noto film “Uomini di Dio”, esperienza  che è diventata anche un libro, “Degli uomini e degli dei”, in uscita in Italia in questi giorni.  

La scelta fatta da Quinson non è isolata: molte sono le persone che a un certo punto della loro vita decidono di iniziare un percorso completamente diverso. Lo stesso Abate dell’Abbazia di Praglia ha un passato di studi economici e anche chi partecipa ad Abbey Programme, a suo modo, è alla ricerca di un qualcosa che coniughi valori della persona ed economia pratica. 

La Regola, come sostengo da anni, rappresenta il perfetto connubio fra questi due mondi. 

Del resto l’Europa è rinata sia economicamente che culturalmente proprio grazie i monasteri dopo la distruzione dei barbari e la caduta dell’impero romano. Tempi bui allora come oggi, tempi incerti nei quali il bisogno di speranza si accompagna alla ricerca di segni tangibili che ci indichino la via che porta alla rinascita. 

La Regola benedettina forse non è così antica e ci aiuta a farci capire che, come sostiene Quinson, se “Il denaro è un ottimo servitore, ma un pessimo padrone” allora, concretamente, si possano realizzare ottimi business senza essere degli squali.

venerdì 28 settembre 2012

Pensiero del fine settimana


"Tutto il mondo di oggi si fonda sulla materia (...), 
tutto il sistema economico è fondato sul profitto (...). 
L'economia dovrebbe essere fatta per l'uomo!"

domenica 23 settembre 2012

Talento e talenti? Parliamone

Quando Gesù, 2000 anni fa, raccontò la famosa parabola dei “talenti” credo non immaginasse nemmeno quanto sarebbe stata utilizzata. Molti gli esempi, le citazioni, le circonlocuzioni e, tra usi ed abusi, quando parliamo di talenti oggi intendiamo le capacità di una persona. 

Queste, proprio come nella parabola, possono essere messe a frutto oppure rimanere inespresse: a volte sono le situazioni esterne alla persona a non permetterlo, altre volte il processo è bloccato da condizioni autolimitanti o addirittura sconosciute alla persona per mancanza di consapevolezza. 
In quest’ultimo caso non c’è molto da dire: nell’infinito panorama delle offerte bisogna saper scegliere sulla base delle proprie esigenze e aspettative. Importante è fare chiarezza in noi stessi per capire cosa vogliamo e perché. 
Più complesso è il caso invece dell’ambiente che non permette lo sviluppo e la valorizzazione dei talenti: qui il dialogo è aperto e acceso e tra “fughe” e “ricerche” di “talenti” opinionisti, professori ed esperti cercano di proporre e trovare soluzioni affinché si riesca a definire cosa è la meritocrazia e come raggiungerla dando finalmente credito ai “talenti”. 

Anche il “Corriere della Sera”, nell’edizione on line, apre un dibattito e nella rubrica “Sportello Lavoro” ci propone il “Manifesto per il talento”.  
E’ “una campagna a sostegno del Talento quale energia vitale per il cambiamento sociale ed economico. L'obiettivo è sensibilizzare la società nell'impegno a promuovere una nuova cultura meritocratica” e, come cita il programma, “tutti sono liberamente invitati ad aderire”. 

L’importante è che se ne parli, ma soprattutto che si possano trovare vie pratiche: l’iniziativa è molto valida speriamo possa dare buoni frutti. Voi cosa ne pensate?

giovedì 20 settembre 2012

L'angolo di Tiziano

"Ma l’amore (inteso come amore tra due persone) è proprio così bello, è proprio una cosa così grande, fantastica, entusiasmante, totalizzante, come – grosso modo – se ne può dedurre da quanto abbiamo scritto la volta precedente prendendo come spunto il film “Qualcosa è cambiato”, o è anche altro?" La riflessione di Tiziano Corneliani iniziata due settimane fa continua e, come sempre, rende ancor più interessante l'argomento. Buona lettura.

domenica 16 settembre 2012

Il lavoro “debilita” l’uomo e il cuore

È quanto sostiene uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology e ripreso da La Stampa Benessere.it : lavorare troppo, o più di otto ore al giorno, fa aumentare dell’80% il rischio di avere un attacco cardiaco o un ictus. 

In tempi incerti come quelli in cui viviamo sembra impossibile: eppure chi ha un lavoro si trova spesso a fare “straordinari” che vanno ben oltre le classiche otto ore. 
Accade quando c’è la possibilità di aumentare gli introiti per aiutare il bilancio familiare, ma anche in quelle aziende che non vogliono incrementare il personale per cui sovraccaricano di lavoro quello esistente. Il rischio c’è ed è evidente: le persone sono sempre più tese e stressate e spesso sono alla ricerca di metodi e tecniche per imparare a rilassarsi e combattere il loro malessere. 

Come sempre “la cura” è nel saper avere e poter gestire un sano equilibrio tra i tempi che compongono le nostre giornate aumentando gli spazi per sé e per i momenti piacevoli in cui sviluppare relazioni e interessi. 

È innegabile che chi ha un lavoro fa di tutto per tenerselo ben stretto per cui “fare i conti” con tutto questo è una pratica quotidiana. 
L’importante è essere consapevoli dei rischi che si corrono e optare delle scelte che permettano di preservare benessere e salute. 
Dall’altra parte dirigenti e imprenditori rischiano di avere collaboratori che possono commettere errori più facilmente e quindi “rendere” molto meno perché sempre sotto tensione. 

Un ambiente di lavoro favorevole non è facile da costruire: servono formazione e soprattutto una cultura aziendale aperta. È un dato di fatto che un tale tipo di ambiente permette di produrre di più e meglio, anche in tempi brevi o di crisi.

giovedì 13 settembre 2012

Pensiero del fine settimana



“... quando stai studiando un argomento o considerando una filosofia chiedi a te stesso soltanto “Quali sono i fatti?” Qual’è la verità che la sostengono. Non lasciarti sviare né da ciò che vorresti credere, né da ciò che ti porterebbe dei vantaggi sociali se fosse creduto (...) l’amore è saggio, l’odio è folle”




sabato 8 settembre 2012

Abbey Programme e La Stampa

Sono passati più di 10 anni dall'ideazione di Abbey Programme. La stampa nazionale ed estera ci ha dato grande spazio con più di 100 articoli, interviste, redazionali. L'ultimo è de "La Stampa" del 26 agosto dove in uno speciale dal titolo "In fuga dal rumore: l'estate dei chiostri fa il tutto esaurito" viene dedicato un apposito box proprio ad Abbey Programme: "Ora et labora dà lezioni di vita ai manager" Per leggere l’articolo clicca qui

giovedì 6 settembre 2012

Pensiero del fine settimana

Il chiodo sostiene il ferro
Il ferro sostiene il cavallo
il cavallo sostiene l'uomo
l'uomo sostiene il mondo
Proverbio del Mali


L'opera è di Calina Hiriza

domenica 2 settembre 2012

L’angolo di Tiziano

Riprendere dopo lo stacco estivo è sempre difficile e faticoso: tante le speranze, le idee, i propositi. Tiziano ci spalanca gli occhi con una riflessione sull’amore. Un modo leggero, ma profondo per ripartire con un sorriso e dare voce come sempre alle nostre speranze per tutti questi sogni che vorremmo realizzare.

giovedì 30 agosto 2012

Pensiero del fine settimana


"Quando si ambisce al meglio, 
spesso si rovina ciò che è bene"

lunedì 27 agosto 2012

The help


Mississippi, profondo sud degli Stati Uniti, anni ‘60: il razzismo verso la gente di colore anche se contornato da buonismo e apparente gentilezza, è sempre diffuso e questo è l’ambiente che fa da sfondo al film “The Help” di Tate Taylor

Una giovane giornalista bianca che era stata cresciuta da una colf nera non sopportando il comportamento ipocrita della sua famiglia e delle sue amicizie decide di scrivere un libro che descriva la vita dei bianchi dal punto di vista delle colf nere. 

Sono proprio loro che dopo le prime riluttanze racconteranno storie raccapriccianti, ma anche di amore profondo: legami che se non fosse per le convenzioni o le paure andrebbero oltre alla barriera del colore della pelle. 

Naturalmente per evitare ritorsioni ogni riferimento a fatti e persone e anche il nome stesso dell’autrice viene protetto dall’anonimato. È un libro esplosivo che suscita scalpore nella piccola comunità del Mississippi: colpi di scena, momenti tragici si alternano ad altri più ridicoli per farci vedere, attraverso le emozioni, come la cattiveria di pochi possa influenzare i tanti. 

È un film che sa dare speranza perché, in fondo, ci insegna che non sempre il gruppo va seguito, e che, contemporaneamente, il gruppo può diventare strumento di cambiamenti radicali. Non è la semplice contrapposizione tra bene e male, ma la necessità di credere in qualcosa di diverso, avere coraggio nell’affrontare tutte le situazioni e credere che l’autostima che infondiamo prima o poi ci ritornerà premiandoci. 

Quando la leadership parte dal basso diventa qualcosa di profondo che segna dentro e insegna agli altri. Assolutamente da vedere e rivedere.

mercoledì 8 agosto 2012

Il primo giorno di ferie

Il primo giorno di ferie? Se l’è concesso Dio, dopo aver creato il mondo: "Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto” (Genesi 2,1-3).

Da allora l’alternanza tra lavoro e riposo non è solo una necessità quotidiana, ma richiede anche uno “stacco” più ampio e determinato: per questo andiamo in ferie!

domenica 5 agosto 2012

Tecno stress da spiaggia



La connessione continua sembra diventata una vera e propria sindrome. 
Eppure una vacanza 'unplugged' avrebbe tutt’altro fascino…
Ne parlo nel mio articolo dal titolo "Tecno-stress. Connessi anche in spiaggia" su Sindacato-Networkers.it.

venerdì 3 agosto 2012

Pensiero del fine settimana

"La solitudine è una malattia. E, per quanto paradossale possa sembrare, è anche contagiosa. Ne sono convinti gli psicologi dell'Università di Chicaco, dell'Università della California e San Diego e di quella di Harvard, secondo i quali questo morbo si diffonde tra i gruppi di persone proprio come il raffreddore: "Abbiamo rilevato un notevole schema di contagio che porta le persone a venire spostate verso gli angoli della rete sociale quando diventano sole. Alla periferia le persone hanno meno amici e la loro solitudine li porta poi a perdere via via quelli che erano rimasti. Prima di restare "taglate fuori", le persone alla periferia trasmettono sentimenti di solitudine agli amici rimasti, che tendono a diventare anch'essi soli". In pratica li "infettano". Dunque la solitudine è un attentato alla vita sociale. Ma può anche essere un passaporto per la vita reale. Si può trascorrere l'esistenza fra feste chiassose e comitive affollate; e poi uscire di scena ignari, così come si è venuti. Tutta una vita senza porsi la domanda. Perchè il ruomore era talmente forte che non siamo stati in grado di ascoltarla. Prestiamole attenzione: basta scegliere il silenzio".

(Germano Morosillo: "Isole" su "Pocket - Treviso" Giugno 2012)

Colgo l'occasione per ringraziare Germano per la disponibilità e per avermi autorizzato a riprendere il suo pezzo sul mio blog.

mercoledì 1 agosto 2012

Il tuo benessere? Parte dal piede

La storia dei trattamenti di Riflessologia Plantare è molto antica: ne parlano diffusamente la medicina tradizionale cinese, i Veda e in Egitto è stato trovato un dipinto raffigurante un medico intento a trattare le mani e i piedi di un paziente. Nonostante tutto questo, ancora oggi, la Riflessologia è poco nota in Italia, viene spesso confusa con altre tipologie di trattamento o massaggi e i suoi benefici sono poco conosciuti.
Ne parlo su “La Stecca”, notiziario di Como, nel suo ultimo numero.
Per leggere l’articolo clicca qui.

giovedì 26 luglio 2012

Pensiero del fine settimana

Come avrete notato "L'angolo di Tiziano" è in vacanza ma a settembre lo ritroverete sempre qui su formazionezero. Nel frattempo voglio proporvi questa bellissima poesia di Rabindarath Tagore (1861 - 1941)

I miei occhi ricevono la tranquillità del cielo,
ed ecco passare in me ciò che sente
un albero le cui foglie, semiaperte come coppe,
straripano di luce.

Un pensiero torna frequantemente nel mio cuore,
come questa bruma che sfiora i prati,
mescolandosi al mormorare dell'acqua,
agli stanchi sospiri della brezza.

Immagino di aver già vissuto nell'infinito
Delle cose di questo mondo e che, a questo infinito,
ho dato i miei amori e i miei dolori.

da Petali sulle ceneri, 1912

martedì 24 luglio 2012

Samurai Lab va in montagna

Il “Centro della montagna” e l’associazione “Shiatsu-Do” organizzano sabato 4 agosto 2012 “Ben.essere”: una giornata interamente dedicata alla cura del corpo e della mente.

In questa occasione, nel pomeriggio, a partire dalle 15:00, con il mio Samurai Lab potremo sperimentare insieme come le antiche tecniche di addestramento dei samurai possano aiutare a ritrovare equilibrio, motivazione, concentrazione per affrontare i problemi della vita odierna.

 Il programma è molto ricco e prevede trattamenti Shiatsu, Reiki, dimostrazioni e lezioni collettive di Yoga, Taji-Chi, Qi Gong e Do-In. Senza dimenticare la cena Himalayana, la dimostrazione di Kung Fu e un suggestivo concerto di campane tibetane e hang. La giornata terminerà con una meditazione guidata.

Un ottimo pretesto per preparaci bene alle vacanze e concederci uno spazio di riflessione, armonia, benessere alla ricerca della quiete interiore.

Qui la locandina con il programma di tutte le attività della giornata.
Qui le info come arrivare.  Vi aspetto!

domenica 22 luglio 2012

Un crick contro l'arroganza

“Non c'è niente che faccia bene all'anima come l'arroganza punita. 
Sono eventi rarissimi, ma da qualche tempo un po' meno rari di una volta, perché – con la crisi - la gente ha le scatole sempre più piene dei prepotenti”. 

È Paolo Rumiz a parlarcene su “Il Piccolo”  descrivendo il fatto di cui è stato testimone sull’autostrada Milano Bergamo. 
Situazione: intasamento, le auto sono ferme in colonna, tutti sono stanchi, spazientiti e in attesa di ripartire al più presto quando arriva un Suv guidato dal classico arrogante che, sulla corsia d’emergenza, vuole farsi strada a tutti i costi strombazzando a più non posso. Il suo clacson alla fine trova silenzio sotto i colpi decisi del crick di un operaio bergamasco estenuato dal rumore. “Ti sono piaciuto?” è tutto quello che il giustiziere ha da dire dopo aver semi distrutto il cofano del Suv mentre si solleva l’applauso corale degli astanti. 

Non voglio prendere parti, ma detesto l’arroganza come qualsiasi persona “normale”. 

L’arroganza: la incontro nei gruppi di discussione sui social network dove c’è sempre qualcuno che deve dimostrarti il suo valore assalendoti, in chi non rispetta la fila in banca o in posta, non onora le fatture o deve assolutamente darti consigli non richiesti, in chi si fa forte del proprio “grande ego”. 

Forse, se fossi stato su quell’autostrada, non sarei stato zitto nemmeno io… ma non credo sia giusto arrivare al limite. 

Negli incontri di counseling e nella formazione quello della pazienza è un tema ricorrente sul quale lavoro sempre molto. Tuttavia, affinché la pazienza abbia un senso, servono obiettivi identificati, dichiarati e condivisi, percorsi chiari e raggiungibili, risultati che premino durante il percorso. 
Senza di questo è difficile sopportare le situazioni nelle quali l’arroganza la fa da padrone. 
Del resto, come diceva Totò, “ogni limite ha una pazienza”



e per fortuna che questa volta era solo un crick su un clacson di un costoso SUV. 

Ringrazio l’amico Enzo per avermi segnalato l’articolo del Piccolo e vi invito a fare altrettanto se trovate degli spunti interessanti che volete condividere con gli amici del blog qui su formazionezero.

giovedì 19 luglio 2012

Pensiero del fine settimana


Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.

L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.

Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.

Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. 

L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. “Forse, voleva farle coraggio.” disse. 

Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. “L’oggi è un dono ed è per questo motivo che si chiama presente.”

ringrazio l'amico Gianluca Gaggioli per avermi segnalato questa meravigliosa storia pubblicata su Organizzazione-Qualità http://organizzazione-qualita.com/risorse/visione-positiva/