venerdì 20 dicembre 2013

L'angolo di Tiziano

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Oggi “chiudiamo in bellezza” nel vero senso della parola il nostro appuntamento con L’angolo di Tiziano che ringraziamo ancora per il suo impegno e costanza nel segnalarci letture e riflessioni.
Parliamo infatti di bellezza e qui potete scaricare l’articolo.
Arrivederci all’anno prossimo e Buone Feste a tutti gli amici del blog! Continuate a seguirci e a postare i vostri interventi.

lunedì 16 dicembre 2013

Google, il miglior posto di lavoro al mondo


“Superfluo citare gli innumerevoli studi secondo cui i dipendenti felici hanno una produttività addirittura del 31% superiore alla media”.
Qui puoi leggere l'articolo sui "Great place to work 2013".

Continuiamo a dirlo, ma a quanto pare non facciamo proprio niente per realizzarlo considerando che nella classifica dei migliori ambienti di lavoro non compare nemmeno un’azienda italiana.
I sogni di Olivetti e tanti altri imprenditori illuminati sembrano ormai essersi spenti di fronte alle necessità di fare fronte alla giornata. E così, in Italia, le aziende dove è bello poter lavorare in Italia sono sostituite da quelle che possano garantirti ancora la continuità di un lavoro; non importa come purché sia un lavoro!

Che dire? E’ triste che in un panorama come il nostro in cui continuiamo ad esportare “materia grigia” non si riesca a creare qualcosa di favorevole alla crescita autentica spesso bloccati da apparati, burocrazia, invidie e associazionismi.
Le responsabilità sono tante, ognuno ha le sue, ma alla riprova dei fatti siamo lontani da certi standard: “È il differente approccio, fanno sapere dalla società che stila la graduatoria, sempre teso a conquistare la fiducia e la soddisfazione dei dipendenti con strategie di welfare e di conciliazione dei tempi vita-lavoro”. Non ci resta che rimboccarci le maniche e volerci credere fino in fondo, ma questo forse è la parte più dura.

venerdì 13 dicembre 2013

mercoledì 11 dicembre 2013

Il telefono? Parlane col tuo cuore


Ultimamente ho scoperto sul mio cellulare una funzione: mi dice quanto tempo ci passo durante la giornata. Devo dire che da allora cerco di limitare l’uso del cellulare il più possibile.
Secondo questo articolo siamo tutti a rischio malattie cardiovascolari e pare che l’abuso del cellulare sia una delle cause scatenanti insieme a fumo, inquinamento e pessima alimentazione; tutti fattori che certo non aiutano i processi di prevenzione.
Le tecnologie dovrebbero essere al nostro servizio per migliorarci la vita, sta a noi la capacità di non renderle la principale fonte di inquinamento per noi stessi e per gli altri. Una vecchia pubblicità diceva “Il telefono? La tua voce”. Oggi, ad ogni telefonata pensiamo al nostro cuore.

lunedì 9 dicembre 2013

Morale comune? Tutta da riscoprire


Quello della moralità è un discorso antico: ciò che è morale per ciascuno di noi magari non lo è per altri e quindi la logica del bene comune si interrompe creando un divario tra bene e male.
È ciò su cui si dibatte in questo articolo lasciandoci come sempre alla classica soluzione: i fatti contano più delle parole e devono essere al servizio di tutti.
Nei capitoli 2 e 64 della Regola benedettina, i parametri con i quali viene scelto un capo e secondo i quali questo deve operare sono ben delineati e non lasciano spazio ad interpretazioni. Virtù e valori nella Regola si incrociano per diventare un unico campo nel quale il leader deve muoversi, proporre, creare, dirigere e anche saper dire di no. Insegnamenti antichi sempre validi, ancor più in tempi di crisi dove il peggio dell’uomo rischia di essere rispolverato a favore di pochi e a scapito di molti.
Nell’eterna lotta al potere esiste una morale tutta da riscoprire, ma che è fatta di logiche chiare e di buon senso, ma soprattutto di una semplice visione: mai fare agli altri quello che non vorresti ti fosse fatto. Molto semplice, ma a quanto pare, molto difficile da applicare.

giovedì 5 dicembre 2013

L'angolo di Tiziano

A come Amicizia: prosegue il nostro alfabeto dei sentimenti. Tanti suggerimenti raccolti ed elaborati da Tiziano per delle letture che ci aiutano ad approndire un tema affascinante e ricco di sfumature.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito, continuate così!

martedì 3 dicembre 2013

La formazione che non c'è


"Oggi ho fatto una cosa di cui mi vergogno profondamente. Ho dichiarato di aver tenuto un corso di formazione che non ho mai tenuto".  Non sono io, ma un collega che ha denunciato il fatto su Italians, il blog di Beppe Severgnini.
Parliamo ancora una volta di formazione finanziata e di come, spesso, viene utilizzata solo con lo scopo di incamerarne i fondi senza preoccuparsi dei risultati.

Non c'è molto da dire: questa esperienza apre nuovamente la dolorosa parentesi di come nel mondo manageriale e imprenditoriale la formazione, molto spesso, venga vista solo come un'opportunità di introiti e non come una possibilità di crescita e miglioramento.
L'autodenuncia del collega è un atto coraggioso che mette in luce la difficoltà a fare entrare nel mondo aziendale logiche di cambiamento efficaci e soprattutto  fare riconoscere la bontà degli strumenti formativi. 
Dall'altra parte è anche compito di noi formatori riconquistare la fiducia dei nostri interlocutori attraverso strumenti validi, professionalità di alto livello e formazioni veramente utili a chi le pratica e le deve mettere in atto.
È un lavoro lungo e complesso dove il fattore educativo deve coinvolgere tutti, noi formatori per primi smettendo di farci la guerra per diventare più reciprocamente collaborativi. Il risultato sarà una gara con qualche arrivista in meno e qualche risultato e cambiamento in più. Ne vale pena.

domenica 1 dicembre 2013

Abbey Programme in Sardegna

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Cagliari Pad  è una rivista on line ricca di contributi, interventi e filmati sulla vita nella regione sarda.
Tra le varie interviste, è stata inserita anche quella che il giornalista Guido Garau  e il suo staff mi hanno fatto in occasione del mio Abbey Programme all’Abbazia di Sorres.

lunedì 25 novembre 2013

Curarsi con i libri


Che le medicine alternative acquistino sempre maggior spazio nel mondo delle cure è ormai un dato di fatto, così come la ricerca verso la naturopatia si spinga sempre più verso l'autocura. Quello che propone l’Editore Sellerio è invece un libro dal titolo curioso: "Curarsi con i libri"

Avevate mai pensato di poterlo fare? Eppure c'è una lettura specifica per ogni malanno, debitamente ordinato  alfabetico. E non solo. È anche possibile segnalare libri che "curano" attraverso un sito dedicato in modo da ampliare, con il contributo di tutti, questo originale prontuario medico.
Del resto chi di noi non ha il suo libro preferito da rileggere quando si sente depresso o quello da spulciare quando ha bisogno di consigli? Sarebbe interessante sapere anche da voi qual è il vostro libro “curativo” in modo da condividerlo con gli amici del blog, evidenziando magari effetti particolari o controindicazioni.
Ringrazio Tiziano per la segnalazione

giovedì 21 novembre 2013

L'angolo di Tiziano


Cari amici del blog,
dopo una breve pausa di riflessione, ho individuato un percorso (anche grazie ai suggerimenti della nostra Paola) che spero piacerà a molti e che - ancor più – vorrei vi stimolasse a inviare i vostri contributi (questa è una speranza che coltivo davvero tanto…).
Dunque, si tratta di questo: abbiamo individuato un “alfabeto dei sentimenti”: amore, amicizia, coraggio, dolore, famiglia, felicità… e a ciascun sentimento dedicheremo un articoletto che rimandi a uno o più libri, o comunque a una lettura, esemplare. L’ispirazione ci è venuta da quel fantastico libro che è Sillabari, di Goffredo Parise.
Oggi iniziamo con “A” come amore che potete scaricare qui. 
Buona lettura!
Tiziano

domenica 17 novembre 2013

Praglia: la vita di un’Abbazia


Che l'Abbazia di Praglia (Padova) sia la sede privilegiata del mio Abbey Programme è ormai risaputo. Sono ormai centinaia le persone che hanno avuto modo, anche grazie a questo progetto formativo, di avvicinarla, conoscerla apprezzarla nella sua totalità. Ora i nove secoli di storia di questa magnifica abbazia benedettina e dei suoi monaci è stata raccolta in un volume di 800 pagine dal titolo "Santa Maria Assunta di Praglia: storia, arte, vita di un’abbazia benedettina".
Quest'opera monumentale, che peraltro mi onora citando tra le varie attività nella storia dell'Abbazia anche il mio Abbey Programme, verrà presentata al pubblico il prossimo 23 novembre presso il Centro Congressi dell'Abbazia. 
Oltre al Padre Abate saranno presenti autorità locali e nazionali e relatori di eccezione.
Se volete partecipare l'ingresso è gratuito e qui potete scaricarel’invito con il programma della giornata.

Se siete interessati all’acquisto potete contattare direttamente il P. Cellerario Don Mauro Maccari OSB all'indirizzo mail <amministrazione@praglia.it>  per prenotare il volume.

giovedì 14 novembre 2013

Pensiero del fine settimana


Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù.

Dal film “L’attimo fuggente” di Peter Weir, 1989   

martedì 12 novembre 2013

Il cervello istruzioni per l'uso


una sala dell'esposizione
Non posso resistere, il mio interesse per le neuroscienze fa parte del mio mestiere e reputo questa un’occasione imperdibile: "Brain, il cervello, istruzioni per l'uso" un'esposizione interattiva di carattere scientifico nata da una collaborazione tra il Museo di Storia Naturale di Milano e l'American Museum of Natural History di New York.

L’idea è di festeggiare i 175 anni del museo di Storia Naturale di Milano con una mostra interamente dedicata alla materia grigia e a 100 miliardi di neuroni.
Se il cervello è la vostra passione sappiate che la mostra sarà aperta fino al 13 aprile 2014. E se non siete appassionati penso che una visita vi possa comunque aiutare ad acquisire una maggiore autoconoscenza che aiuti a migliorare la gestione della propria vita. Personalmente non mancherò.

Milano, Museo Civico di Storia Naturale
Corso Venezia 55
18 ottobre 2013 - 13 aprile 2014

domenica 10 novembre 2013

Parnasus sostituisce i libri


Addio pesanti cartelle e zaini e addio anche ai trolley colorati trascinati dai piccoli studenti. E così spariscono anche i liceali con i libri sotto braccio: la vittoria dei tablet ipertecnologici è alle porte.
Che si debba usare sempre più la tecnologia è fuori dubbio e che l'infinita varietà di informazioni in rete permetta di svolgere qualsiasi genere di ricerca senza avere la necessità di spostarsi è ormai realtà. Ora i tablet entrano anche nelle scuole sostituendo i libri; ne è un esempio il Liceo trentino «Andrea Maffei» dove ogni studente è armato di tablet e relativa connessione internet. Il progetto si chiama Parnasus.

Devo ammettere che ho sempre odiato la cartella pesante, zaini e zainetti pieni di libri e ben venga questa sperimentazione altamente all'avanguardia, ecologica e pratica. Sul mio cellulare ho salvato una dozzina di libri (sono agli inizi!) che sfoglio mentre viaggio sul treno o sul metrò e, tuttavia, sono molto fiero della mia piccola biblioteca “cartacea” vecchio stampo accumulata anno dopo anno.
La mia paura è, invece, che queste tecnologie producano una sorta di analfabetismo di ritorno quali il non saper più scrivere a mano, con la penna (ricordo alle elementari carte assorbenti e inchiostro fino ai gomiti), ma del resto il mondo va avanti e ci si deve adeguare.
L'importante è saper utilizzare tutto con saggezza, senza farsi prendere la mano, e saper ritornare ogni tanto al "vecchio" per apprezzare "il nuovo". I copisti nelle antiche abbazie hanno cercato di tramandare con le capacità dell'epoca ciò che era lo scibile umano, ora sta a noi saperlo gestire in modo sapiente per trasmetterlo alle generazioni future.

giovedì 7 novembre 2013

Pensiero del fine settimana


"La cosa più importante sono le persone, non le macchine.
Le persone ispirano e alimentano la curiosità, le macchine no".
Steve Jobs (1955 - 2011)

“Nella testa di Steve Jobs” di Kahney Leander, Sperling & Kupfer



martedì 5 novembre 2013

Il dolore che non c'è

Tutti vorremmo evitare la sofferenza sia psichica che fisica, fin da bambini impariamo cosa sia il dolore e cerchiamo di annientarlo, esorcizzarlo, combatterlo.
Non è il caso di Isaac che a soli 5 anni, insieme all'alfabeto e alla scrittura, deve anche imparare che cosa sia il dolore.

Isaac non sente il dolore e questo rende il suo corpo vulnerabile a tutto: dalla bruciatura alla rottura di un arto, Isaac, nella sua insensibilità, può farsi danni irreparabili e rischiare la vita stessa. L'influsso che questa situazione comporta si riflette anche cognitivamente sulla reazione al dolore psichico che, pur essendo diverso, non permette a Isaac di fare le giuste valutazioni sul senso della sofferenza.
Da sempre filosofie antiche e religioni ci aiutano a capire, interpretare o utilizzare il dolore come esperienza: senza di esso l’animo umano e la persona fisica sono "incomplete": ecco perchè il compito dei genitori e degli educatori di aiutare Isaac nella sua normale crescita è ancora più arduo.
Riflettendo sulla storia di Isaac mi rendo conto ancora più di come la nostra psiche e il nostro organismo si reggano su equilibri perfetti che dobbiamo imparare ad ascoltare in modo da cogliere quei piccoli segnali che ogni tanto ci lancia in modo da fermarci ed imparare a conoscerci di più e meglio.

domenica 3 novembre 2013

Workers buy out, sopravvivere alla crisi

Il mito della fenice che risorge dalle proprie ceneri è spesso citato durante corsi di formazione o le consulenze, ma oggi, in Italia, esistono imprese che riescono a “risorgere”?

Sembra impossibile, eppure la risposta è affermativa e, secondo quanto emerso da questa inchiesta de “il bureau”sono anche più di una.
(Clicca qui per vedere la mappa).

La formula non è complessa: alcune imprese sono riuscite, attraverso il passaggio a una società cooperativa, a rinascere e a rimanere sul mercato.
E’ il workers buy out con il quale i dipendenti rilevano l’azienda e ne diventano proprietari. Il fenomeno è del tutto nuovo in Italia, ma sta assumendo una dimensione importante che, data la particolarità del tessuto imprenditoriale del nostro Paese, lo porterà verso un ulteriore sviluppo.



Come sempre quando le risposte non arrivano, sono le persone che devono sapersele cercare. In “For all the people” - saggio sul movimento cooperativo statunitense - l’autore John Curl  scrive che, nonostante una crisi sempre più dura e la sostanziale indifferenza dei media sull’argomento, gli “elementi embrionali di un’economia più cooperativa sono sempre più evidenti”. Ora spetta alla società scegliere quale strada imboccare: “Il mondo può emergere da questa crisi con una nuova economia, oppure può sprofondare in una distopia davvero cupa». E come insegna l’antico motto “l’unione fa la forza”.

giovedì 31 ottobre 2013

Pensiero del fine settimana

"Per quelli che si sentono prigionieri tutto diventa un muro:
anche una porta aperta"
René Char (1907-1988)


ringrazio Pietro per la segnalazione di questo pensiero

martedì 29 ottobre 2013

Donna e carriera?


Un tempo vi erano le rivendicazioni per la parità tra i sessi, poi le quota rosa e il classico maschilismo italiano che ne fregava altamente di una e dell'altra posizione continuando a pensare che la donna che fa carriera debba fare ogni tipo di sacrifici magari mettendo a disposizione del capo anche la sua femminilità. Ora, forse a causa alla crisi, un esercito di donne si presenta compatto al motto "orgogliosamente moglie e mamma, sicura e determinata, acculturata, soddisfatta di aver riconquistato il focolare domestico senza rinunciare alle sue prerogative di donna moderna" grazie alla conquista (non per tutte, per la verità) del telelavoro così come ben descritto in questo articolo.

Il telelavoro può essere una risorsa per tante donne, può dare anche una risposta "ecologica" alle tangenziali intasate, ma ancora non capisco: perché solo le mamme devono accompagnare i bambini a scuola, dal dentista ecc? In altre parole: perché il telelavoro non può essere esteso anche ai gentili mariti?

Forse noi uomini "non possiamo" perché presi dalle nostre carriere? O perché ancora pensiamo che vivere tra le mura domestiche sia solo "mestiere da donna"?
Lavorare da casa non è meno facile che lavorare dall'ufficio. Certo si risparmiano code interminabili e tempo che si può dedicare ad altro, ma pochi si rendono conto che che in una casa c’è sempre da fare per cui ritagliarsi, quando si è a stretto contatto con i figli, uno spazio per se stessi è ancora più difficile.

Tra l'altro temo che noi uomini, con il telelavoro, dovremmo reimparare ad organizzarci, a non perdere tempo nelle futili attrazioni che la casa normalmente offre: potrebbe essere una nuova lezione di organizzazione del tempo e una riscoperta di chi siamo e quale valore diamo alle cose.
Carriera, famiglia e valori potrebbero coniugarsi molto bene nel telelavoro, a patto di una concreta uguaglianza tra uomini e donne ma temo che questo traguardo, almeno qui in Italia, sia ancora lontano da raggiungere.

domenica 27 ottobre 2013

Un taxi per la speranza


«Il mio compagno Stefano me lo diceva sempre che il tassista era la professione più bella del mondo, perché puoi far entrare le persone nella tua esistenza e fare un pezzo di strada con loro - racconta Caterina - Io lo prendevo in giro, ma mi stavo sbagliando: ogni cliente è un mondo nuovo che si apre e uno scambio di doni».
A parlare è Zia Caterina, o meglio Caterina Bellandi tassista di 48 anni di Firenze che ha trasformato il suo taxi Milano 25, il suo mezzo di lavoro in un momento di svago e sorriso per i bambini che devo andare all'ospedale per terapie oncologiche. Quando sale un bambino si spegne il tassametro e l'auto diviene un luna park colorato e divertente.

E' risaputo che coloro che hanno conosciuto le sofferenze siano portati ad aiutare gli altri e di come il sorriso aiuti ad affrontare le sofferenze.

Patch Adams è stato il primo ad adottare questa modalità con malati terminali e il suo metodo è diventato scienza per molti altri. Non è necessario essere medici, ognuno può fare qualcosa di fronte alla sofferenza e si sa il sorriso di un bambino vale più di ogni altro dono.

Fermiamo anche noi un momento il tassametro della nostra vita e, se possiamo, diamo qualche sorriso e qualche gentilezza in più: ne vale la pena.
Grazie Zia Caterina.