sabato 26 dicembre 2015

Cambiare: l'augurio per il 2016

Cambiare è possibile soprattutto quando ci poniamo nuovi obiettivi e si vogliono affrontare nuove sfide.
 
Anche quest’anno è ormai agli sgoccioli ed è arrivato il momento di fare bilanci e fissare nuovi obiettivi per il 2016. È innegabile che se vogliamo evitare gli errori già commessi o se abbiamo l’ambizione di costruire qualcosa di nuovo, bisogna fare dei cambiamenti.
Cambiare è possibile? E quanto bisogna saper cambiare e adattarsi in tempi così difficili come i nostri?

Cambiare è la parola d’ordine ma dobbiamo aggiungere “voglio cambiare” per essere efficaci.

Molti pensano che per ottenere dei risultati sia necessario amplificare gli sforzi già fatti, altri che si debba ricominciare tutto da capo, cercando di fare esperienza di quanto già realizzato e creare nuove idee. Per altri ancora un cambiamento è indispensabile per appagare il gusto dell’avventura e dell’ignoto.

Per cambiare veramente servono volontà, concentrazione, attenzione soprattutto quando si vuole evitare di ripetere errori già commessi in passato; una buona capacità di organizzazione e soprattutto di pianificazione faranno poi il resto.

I libri che parlano di cambiamento e i “guru” del settore non mancano, ma alla fine la domanda che ci si deve sempre porre è la stessa: “Che cosa voglio veramente?”. Ogni persona di buon senso sa che per cambiare e raggiungere un obiettivo bisogna rendersi conto che è indispensabile crederci con tutte le proprie forze.
Incontro molte persone che si dicono disposte a cambiare pur di vedere migliorata la loro vita, ma non sono così sicuro che lo vogliano veramente e soprattutto che credano che attraverso qualche cambiamento riescano a raggiungere un maggiore stato di realizzazione. Basta una semplice domanda per capire che cambiare è possibile, ma è sempre più difficile trovare persone che lo vogliano veramente e seriamente.

La maggiore difficoltà è il primo passo, il primo approccio; la consapevolezza di ciò che si è e ciò si vuole diventare.

Ma come sempre l’uomo è restio alle novità, e si lascia intimorire da molti preconcetti e condizioni limitanti fermando così uno dei processi più belli dell’esistenza: cambiare e migliorare.

Per l’anno che verrà auguro a tutti noi di poter cambiare, migliorare e soprattutto raggiungere quella realizzazione personale che possa permetterci di guardare le cose e i fatti della vita “da un’altra prospettiva” nella quale realizzare quel nostro destino al quale tutti siamo chiamati, ma che pochi riescono a raggiungere.

Un felice e buon 2016 per cambiare

mercoledì 16 dicembre 2015

Genitori spazzaneve


Gli inglesi li chiamano “genitori spazzaneve”. Perché “ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima”. L'obiettivo è fare in modo che i figli non soffrano, ma in realtà è l'ansia dei genitori a riversare sui figli iperprotettività per evitare qualsiasi incontro/scontro con i problemi. 
 
Se l'atto in sé può essere mosso dai migliori sentimenti, il mondo dei terapeuti è concorde nell'evidenziarne gli enormi danni. Qualsiasi processo pedagogico infatti prevede fatica, costanza e soprattutto dedizione per arrivare a dei risultati; lo scontro con la dura realtà è necessario per crescere, determinare il carattere, imparare a conoscersi nei punti di forza e di debolezza. Facendo così questi genitori impediscono ai figli di mettersi alla prova e soprattutto di diventare adulti nel vero senso della parola.

In questo articolo de "Il Corriere della Sera" se ne parla ampiamente e posso solo confermare che questo tema del volere facilitare la strada ai figli deresponsabilizzandoli è tema all'ordine del giorno anche tra i miei consultanti: un vecchio insegnamento orientale diceva che solo quando si inciampa si può imparare qualcosa e soprattutto è nella forza di rialzarsi che si misura il carattere della persona.

venerdì 11 dicembre 2015

Riflessologia e mali di stagione: autunno

E' di questi giorni l'uscita dell'ultimo numero di Olos e Logos, dialoghi in medicina integrata,  sul tema "Le malattie dell'autunno in medicina integrata" a pag. 18 potete trovare il mio quarto articolo sul tema "riflessologia ed emozioni"
nel quale parlo dell'autunno e dell'emozione tristezza.

Qui potete scaricare l'intero numero della rivista
Qui potete scaricare il mio intervento


giovedì 3 dicembre 2015

Ripicche di adulto

La ripicca è l'arma tipica del bambino: quando non riesce ad ottenere qualcosa utilizza tutti i mezzi in suo possesso per richiamare l'attenzione degli adulti alle sue necessità o alle sue volontà.
Purtroppo questo tipo di ricatto è molto utilizzato anche fra gli adulti e la forma non è molto differente da quella dei bambini se non per metodi più affinati e subdoli: musi lunghi, frasi dette a metà, per non parlare di sintomi più o meno reali che vengono utilizzati per attirare l'altro a sè e renderlo schiavo della propria volontà.
Certo questo non rende felici nè chi deve utilizzare tali mezzi nè, tantomeno, chi li subisce.
Chi fa uso della ripicca infatti, deve utilizzare tutte le energie in suo possesso per realizzare i suoi scopi andando sempre alla ricerca di nuove forme; chi subisce si trova schiavizzato e succube fino al punto in cui non decide di ribellarsi.
La ripicca dell'adulto è l'arma tipica di chi non vuole crescere e quando il dispetto si presenta come un'abitudine bisogna intervenire. Il dialogo fermo, adulto con il quale esprimere le contrarietà è sempre la soluzione vincente, ma soprattutto da ambo le parti
l'importante è ricordare che l'adultità è fatta di assunzione di responsabilità, di vittoria sulle proprie paure grazie ad una sana autostima e all'umiltà del saper chiedere le cose in modo aperto e diretto, senza ricorrere ai ricatti.

lunedì 30 novembre 2015

Il counselor secondo SIAF

Evidentemente la figura del Counselor in Italia è ancora avvolta dal mistero: sono ancora molte le persone che non sanno cosa faccia un Counselor.

A tale scopo pubblico la
definizione di Counselor come stabilito da SIAF, l'associazione di cui faccio parte, in modo da facilitare la comprensione.

"Il Counselor è un professionista della relazione d’aiuto. Attraverso l’ascolto, le abilità comunicative e le competenze relazionali, aiuta a sviluppare le risorse personali e a migliorare le relazioni nei vari contesti di vita. Il counselor attraverso uno spazio di riflessione e di esperienza, favorisce capacità di scelta e di cambiamento, lasciando emergere i punti di forza e le capacità di autodeterminazione dei singoli e dei gruppi. Il professionista SIAF, iscritto nel registro dei Counselor, è tenuto a rispettare una serie di regole fissate dalla sua associazione per permettere al socio di lavorare nella trasparenza e soprattutto nella coerenza e nel rispetto dei diritti della persona con la quale si inizia un lavoro di ricerca personale. La mancata inosservanza di tali regole comporta la piena responsabilità del professionista nei confronti dei singoli utenti con i quali inizia un percorso di sviluppo individuale o di gruppo.

Il counselor: 
  • sa definire quali sono i suoi limiti e le sue potenzialità in ambito di competenze professionali e si attiene solo ed esclusivamente al suo ambito specialistico;
  • è tenuto a fornire all’interlocutore informazioni dettagliate sulla sua figura e sul metodo che utilizzerà;
  • è tenuto a rispettare la riservatezza, la libertà e l’autonomia del cliente;
  • non deve effettuare alcuna tipologia di discriminazione nei confronti del proprio cliente;
  • deve rispettare la normativa corrente sul trattamento dei dati sensibili;
  • è tenuto a comunicare al proprio interlocutore il compenso per l’attività svolta;
  • deve presentare al proprio cliente un documento denominato “consenso informato” nel quale vengono riportati tutti i dettagli del caso (per maggiori informazioni collegarsi al link: SIAF servizio clienti);
  • è tenuto all’osservanza del segreto professionale, anche in caso di morte del cliente stesso. In caso di lavoro con minori al di sotto dei 14 anni, qualora emergano elementi di sfruttamento e/o violenza, il professionista è tenuto a segnalare la situazione ai genitori (qualora questi non siano coinvolti) oppure all’Autorità Giudiziaria di competenza;
  • deve evitare di svolgere un lavoro di ricerca personale con clienti che hanno potuto stabilire una qualsiasi tipologia di relazione con il professionista;
  • è tenuto a consegnare tutta la documentazione in suo possesso al cliente che ne faccia esplicita richiesta;
  • informa il cliente che può interrompere il rapporto qualora ritenga che sia necessario subordinare il proprio lavoro a consulenze professionali di altri colleghi o di altra natura;
  • è tenuto ad aggiornarsi costantemente per permettere all’interlocutore di avere innanzi un professionista riconosciuto a livello formativo".
(fonte newsletter SIAF ai Counselor 27 novembre 2015)

giovedì 26 novembre 2015

La cruna dell'ago

E' sempre impressionante passare sotto le mura di Gerusalemme e attraversarle entrando da una delle sue innumerevoli porte. Si sentono millenni di storia: guerre, passioni, re e profeti si sono immerse nelle strette vie mescolandosi alla gente comune in turbini di eroismi e cantici di fede.

Una di queste porte è detta, secondo la tradizione, "La cruna dell'ago" perchè anticamente per poterla attraversare il cammello doveva liberarsi del carico e inginocchiarsi. Anche i Vangeli, sotto un'altra forma, ne parlano.

A volte per vivere bene la nostra esistenza dobbamo liberarci da tanti pesi: paure più o meno conscie, egoismi più o meno manifesti, rancori, rabbia e angoscia. Ma per vivere bene è anche necessario sapersi separare da ciò che non è importante e focalizzarsi su aspetti prioritari come salute, amore, benessere psicofisco o realizzazioni del proprio ego. Proprio in questi casi "La cruna dell'ago" ci insegna che bisogna distaccarsi dai beni materiali e, inginocchiandoci di fronte a noi stessi, dare un senso alla nostra interiorità.

Discorso complesso di questi tempi dove è sempre più difficle separre il superfluo da ciò che è realmente essenziale, in un mondo che misura il valore delle persone sulla base di ciò che si possiede.
Forse la chiave è riscoprirci nel passaggio attraverso quella porta stretta prendendo la consapevolezza che non siamo ciò che possediamo e che, soprattutto, dobbiamo imparare a dare il giusto valore a ciò che abbiamo.
Insomma possedere senza esserne posseduti, pronti a liberarci dei pesi per poter passare oltre il muro.

lunedì 23 novembre 2015

Il campione diabetico

Quella di Marco De Flavis è un'altra delle tante eccezionali storie italiane. Marco convive con il diabete da quando aveva sei anni. Nonostante ciò ha vinto due medaglie d’oro agli ultimi campionati europei di pattinaggio a rotelle.
A sei anni il diabete e a sette la passione per lo sport: quello che emerge dall'intervista che tovate su Corriere Salute è tanta determinazione e soprattutto tanta voglia di non piangersi addosso.
Come sempre, in questi casi, a colpire sono due fattori. Il primo è la motivazione personale che aiuta sempre e comunque a vincere o a gestire la malattia. Il secondo è l'attività fisica e soprattutto la determinazione ad essa correlata che porta a importanti risultati nel campo medico e scientifico.

Incontro tante persone determinate a vivere meglio, a imparare a gestire con minore difficoltà le problematiche della vita grazie alla motivazione personale o ad attività che aiutino la mente e il corpo a rilassarsi e rinvigorirsi. Purtroppo ne incontro anche molte che alla prima difficoltà si abbattono, si chiudono in se stesse aspettando solo dai farmaci risoluzioni da miracolo alle quali loro per prime non credono.

La storia di Marco De Flavis dovrebbe aiutarci a riflettere, a prendere esempio di come la volontà personale aiuti i processi di guarigione e autoguarigione oltre che a migliorare la qualità della propria vita in modo che psiche e soma possano convivere in armonia donando alla persona serenità e gioia di vivere.

venerdì 13 novembre 2015

Dimmi cosa leggi e ti diro' chi sei


qui a Formazionezero da sempre sosteniamo che delle buone letture aiutino non solo a stare meglio, ma ad affrontare anche con maggiore serenità le difficoltà della vita. Per molto tempo, uno dei collaboratori più attivi del blog, l’amico Tiziano Cornegliani nella sua rubrica "Un disturbo un libro" ci ha parlato dei malesseri nella letteratura, ma ci ha anche guidato alla lettura di romanzi affascinanti per aiutarci a riscoprire e riscoprirci nella vita di tutti i giorni.
E, a quanto pare, come espresso chiaramente in questo articolo de Il Corriere della Sera - neuroscienze "la narrativa «di qualità» aumenta le abilità di comprensione delle relazioni sociali, l’intuizione dei sentimenti, dei pensieri e delle reazioni degli altri. I lettori mettono in gioco risorse interpretative flessibili e quindi sollecitano funzioni sofisticate".
Sempre secondo questa ricerca leggere è come massaggiare i neuroni: aumenta la vitalità, l'empatia, la capacità relazionale e, perchè no, ci aiuta a ritrovare con i sogni un po' di speranza e di felicità interiore, quindi auguro a tutti buona lettura.

martedì 3 novembre 2015

Tai Chi, designed in China, made in Italy

A noi di Formazionezero piace parlarvi di confronti, di dialoghi tra mondi apparentemente lontani e diversi; è il nostro modo di intendere ed esplorare la realtà.
Proprio per questo vi segnaliamo e vi consigliamo Tai Chi, designed in China, made in Italy “un evento che propone l’essenza del Tai Chi come punto di incontro: la ricerca del benessere attraverso l’unione armonica degli opposti”.
Lo spettacolo è stato ideato e organizzato dall’Associazione Elicoides, di cui faccio parte, per celebrare il decimo anno di attività nella promozione e diffusione del Tai Chi.
L’appuntamento è al Teatro Litta, corso Magenta 24, Milano lunedì 16 novembre, ore 19:00. Ingresso libero. 
La prenotazione, obbligatoria, è richiesta entro sabato 14 novembre.
Info e prenotazioni: Associazione Elicoides, tel. 392/3684286 info@elicoides.it
Qui trovate la locandina-invito

Paola Gaggio

mercoledì 28 ottobre 2015

In ferie quando ti va


Tutti conosciamo LinkedIn, il social network dei professionisti, ma questa volta se ne parla non per le frenetiche attività di contatti che vi si svolgono, ma per parlare di ferie. Infatti, per i lavoratori di LinkedIn, dal 1 novembre scatta una vera rivoluzione: poter andare in ferie quando si vuole purchè si rispettino gli impegni e le scadenze.

L'idea non è nuova e ce ne parla questo articolo di "La Repubblica Economia e Finanza" . Accanto a casi di successo ve ne sono altrettanti che hanno prodotto nei dipendenti effetti devastanti soprattutto quando ci si scontra con i risultati: chi non li raggiunge viene automaticamente licenziato.

Se da una parte l’intento è di creare senso di responsabilità e aumentare la professionalità, dall'altra si crea ansia e stress nel momento in cui solo gli obiettivi, e non le aspettative, sono in correlazione con quelle degli altri.

L'idea di lavorare il meno possibile piace a molti, ma non tutti la pensano così e quindi ci si deve scontrare con volontà e visioni diverse del mondo del lavoro.
Sicuramente serve molta maturità, voglia di confrontarsi e soprattutto di fare emergere le proprie reali capacità: il premio è riposarsi quanto si vuole, ma di certo per avere queste doti serve fare un percorso interiore molto arduo che solo pochi sono veramente disposti a fare e anche in questo sistema gli arrivisti non mancano...
“In ferie quando ti va” è un meccanismo tutto da scoprire, da verificare e da costruire e, come sempre, la grande differenza è fatta dalla testa e dal cuore delle persone e non dai sistemi.

giovedì 22 ottobre 2015

Astroturfing, la creazione del consenso ingannevole


“Si chiama astroturfing, ed è uno dei reati più difficili da scovare. È direttamente collegato al marketing, e in sostanza è composto da una serie di azioni ingannevoli che tendono a creare un'opinione positiva (o negativa) rispetto a un prodotto”. (qui l'articolo del Sole 24Ore).

La rete ormai ci mette tutto su un piatto d'argento e prima di acquistare qualsiasi bene o servizio ci affidiamo ciecamente a quanto leggiamo su internet: la reputazione che si crea intorno a quel professionista o a quel prodotto è fondamentale. E fin qui tutto bene se le recensioni fossero veritiere e verificabili. Ma a quanto pare non è sempre così e, oltre al solito sciocco a cui non stai simpatico o allo sprovveduto che non capendo ti ricopre di insulti, ci sono persone che di mestiere, a pagamento, creano false recensioni che possono intaccare la reputazione di altri, sconsigliare l’acquisto di un prodotto o il soggiorno in quel determinato albergo.

A quanto pare è un fenomeno diffuso che colpisce tutti i settori: dalla politica all'economia, dal benessere alla grande distribuzione.
La "reputazione" ai tempi di internet si basa sull'opinione di tutti, ma attenzione agli “influencer” che possono pilotare gusti, acquisti, opinioni, azioni.
L’atteggiamento migliore, come sempre, è di consapevolezza, di confronto e di buon senso…forse oggi merci un po’ rare.

giovedì 15 ottobre 2015

Il Nobel per l'economia

Il premio Nobel 2015 per l'Economia è stato assegnato allo scozzese Angus Deaton per i suoi studi sui consumi, povertà e welfare.

Il professore ha anche formulato quello che è noto come il "paradosso di Deaton", basato sull'osservazione dell'eccessiva regolarità del consumo di fronte a shock inattesi del reddito permanente: in sostanza oltre una certa soglia di reddito l'attitudine ai consumi non cambia.

Come sempre a farla da padrone sono necessità impellenti e desideri (soprattutto in tempi di crisi) e per quanto ci si sforzi di capire come far spendere di più alle persone, essere felici rimane il sogno di tutti.
Saper costruire la propria felicità al di là dei teoremi economici rimane la cosa più difficile, ma anche la più sicura quando nasce da noi stessi giorno dopo giorno.

mercoledì 7 ottobre 2015

Nobel per la medicina


"Quello assegnato oggi è un premio alla lotta contro le malattie della povertà, che colpiscono centinaia di milioni di persone ogni anno. Le ricerche sulle infezioni provocate da parassiti condotte da Campbell e Omura hanno infatti permesso di mettere a punto nuove armi contro malattie (come la cecità fluviale e la filariasi linfatica) che affliggono un terzo della popolazione mondiale, concentrata in Africa sub-sahariana, Sud Asia e Centro-Sud America".

Quindi stavolta l'attenzione si è rivolta a scoperte che possano aiutare Paesi ancora in via di sviluppo e così la commissione ha fatto cadere la sua scelta sull’irlandese Campbell, il giapponese Omura premiati per studi sui parassiti nematodi e sulla cinese Tu per la scoperta dell’artemisinina, l’antimalarico più usato al mondo.

Interessanti anche le biografie di questi tre scienziati e gli studi che li hanno portato a queste straordinarie terapie che si sono rivelate rivoluzionarie per l'umanità.

giovedì 1 ottobre 2015

Samurai Lab a Legnano: il giorno dopo


L’evento “Il portale d’Oriente” doveva essere una sorta di prova generale per dare visibilità alle arti e alla cultura orientale: in realtà l'esito è stato più che positivo così come è stato riportato anche dalla stampa locale.

Nella kermesse Legnanese durata due giorni sono stati tanti i maestri di arti marziali che si sono alternati sul tatami per confrontarsi, divulgare, sentire con il cuore, con la mente e con il corpo quanto la pratica sia ancora viva e soprattutto attuale. Sicuramente una bella esperienza per dimostrare che oggi come allora, nella vita di tutti i giorni, le arti marziali aiutino al completamento psicofisico della persona e la sostengano nelle scelte di tutti i giorni. Questo è il vero spirito del "budo", l'antica via del guerriero addestrato alla guerra, ma pronto a vivere la pace secondo i valori più importanti.

Bello il clima, gli spazi di azione e di riposo con il tempo per curiosare tra gli espositori che hanno arricchito la manifestazione.

Un particolare ringraziamento al Maestro Massimiliano Andreani (con me nella foto qui sopra) che mi coinvolge in ogni sua iniziativa rinnovandomi stima e fiducia.


giovedì 24 settembre 2015

Tristezza? No grazie

Perché le persone sono tristi? Cosa provoca in loro questa emozione e come si può fare ad allontanarla?
Da una ricerca dell’Università di Leuven in Belgio, riportata in questo articolo dell’Huffington Post risulta addirittura che duri 240 volte più delle altre emozioni.
Potete ben pensare agli effetti devastanti non solo sul nostro stato d’animo, ma anche su tutto il corpo ed è per questo che la tristezza va gestita fin dal suo nascere in modo che non si trasformi in depressione.
Gli esperti suggeriscono di evitare di rimuginare continuamente su fatti e situazioni, ma penso non basti.
In ogni caso la tristezza sarà argomento del mio prossimo articolo su Olos e Logos dal titolo “Riflessologia ed emozioni: autunno – l’emozione tristezza” quale continuazione degli altri tre già pubblicati.


giovedì 17 settembre 2015

Medicina integrata, un nuovo articolo

Bentrovati dopo la pausa delle vacanze! Qui a Formazionezero ce la siamo goduta fino in fondo e abbiamo subito un’articolo interessante da condividere con voi: “Riflessologia ed Emozioni: estate e quinta stagione, le emozioni gioia e riflessione”.

Qui potete scaricare il mio articolo pubblicato come sempre dalla rivista Olos e Logos.

Inoltre vogliamo segnalarvi che la rivista Olos e Logos: dialoghi di medicina integrata inizia una nuova collaborazione internazionale dopo quelle già avviate da tempo con il Journal of Traditional Chinese Medicine edito a Pechino dall’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese ed il Journal of Integrative Medicine edito a Shanghai. Si tratta del Journal of Alternative, Complementary and Integrative Medicine edito negli Stati Uniti che ha proposto al Dott. Sotte, Direttore della rivista, di entrare nel suo Editorial Board insieme ad altri due membri italiani: Dott. Alfredo Vannacci di Firenze e Dott. Paolo Roberti di Sarsina di Bologna.

lunedì 6 luglio 2015

Gregari di successo


Romani, Solera, Cammarano, Maffei, Somma, Piave; per molti sono e resteranno degli eterni sconosciuti. Pochi infatti sanno che sono alcuni dei poeti che hanno scritto i libretti delle opere del grande Giuseppe Verdi. Eppure se opere come Nabucco o Aida sono diventate famose non credo debbano la loro fama esclusivamente alla genialità di chi le ha musicate perchè anche la storia narrata è importante.
Ma tutti conoscono Verdi. Intendiamoci non voglio sminuire il grande maestro,  ma dare il giusto riconoscimento agli “eterni gregari” che non finiscono sulle prime pagine, ma che sono fondamentali in un’ impresa di successo.
Così come gli sherpa per rispetto alla montagna si fermano un passo prima della vetta, gli eserciti silenziosi creano il gioco perchè quel singolo lo concettualizzi nel fatidico goal. Poi si spera di non essere dimenticati, come spesso avviene. 

Nella formazione aziendale si parla tanto di squadre vincenti, di processi condivisi, ma poi il successo è solo per pochi e di quei pochi solo pochissimi si ricordano dei propri gregari.
Allora che fare? Da una parte servirebbe un'educazione al team, in una logica di riconoscere l'importanza di ogni singolo nella squadra e di limitare il protagonismo di "capi" che non si rendono conto che capacità di leadership come "delega" e " condivisione dei successi" contano di più di un podio personale.
Il buon Verdi con la sua storia ci ha insegnato che il senso della condivisione è tutto e lo ha dimostrato costruendo a Milano, a sue spese, la Casa di Risposo per Artisti poveri (spesso gregari meno fortunati degli artisti più famosi).
Nella vita privata come un quella pubblica o lavorativa, ricordiamoci che dietro ogni successo c'è una mamma che ti aiuta a preparare la cartella o un impiegato diligente, o un operaio che crede nel suo lavoro, o una segretaria che gestisce bene l'agenda: e vi giuro ne esistono ancora  e nonostante le amarezze della crisi non vogliano farceli vedere, sanno lavorare in silenzio, dietro alle quinte, lasciando agli altri il palcoscenico, la rappresentazione finale.
Ogni persona che ci aiuta a crescere è un gregario, non posso fare altro che ringraziare i miei e continuare ad esserlo per altri.

domenica 14 giugno 2015

mercoledì 3 giugno 2015

Abbey Programme su MAG


"Chi è l'uomo che vuole la vita e arde dal desiderio di vedere giorni felici?" Regola benedettina, (Prologo). Esistono luoghi che non sembrano essere mai stati segnati dall’usura del tempo. Sono luoghi magici che emanano un senso di spiritualità diffusa, di operosità e di protezione allo stesso tempo. Basta entrarvi per provare subito un profondo senso di pace e sentire come la vita di tutti i giorni ti privi proprio del desiderio d’essere felice fino in fondo creando in te un enorme senso di smarrimento.....
Da anni sostengo che il monastero aiuta a ritrovare equilibri e Abbey Porgramme ne è un buon metodo...ne parlo su Mag, mensile de "La Provincia", quotidiano di Como, di questo mese.


giovedì 28 maggio 2015

Un disturbo un libro di Tiziano Cornegliani


 

Per quelli che "...nulla ha più senso"

Come si legge un libro e perché, di Harold Bloom
Da dove sto chiamando, di Raymond Carver





venerdì 22 maggio 2015

Riflessologia ed emozioni: la primavera e la rabbia


"Nella ciclicità delle stagioni la primavera si presenta con vento e piogge leggere. In molte tradizioni popolari la primavera è legata al rinnovamento: dopo un inverno rigido i primi tepori danno modo alle piante di lasciare sbocciare le prime gemme. Così il vento rigenera l’aria purificandola dalla stabilità dell’inverno e spingendo dovunque i primi tepori della stagione. Il vento nel processo di rigenerazione abbatte, estirpa e rimuove ciò che nell’inverno è morto: il suo scopo è fare spazio alla vita perché i cicli possano continuare all’infinito".

Olos e logos, rivista di medicine integrate dedica spazio nel numero di primavera al secondo della serie di cinque miei articoli dedicati alla riflessologia.

venerdì 15 maggio 2015

Un disturbo un libro di Tiziano Cornegliani

Non amare i libri



I cento libri che rendono più ricca la nostra vita,
di Piero Dorfles – Garzanti, 2014









I 50 libri che hanno cambiato il mondo,
di Andrew Taylor – Garzanti, 2015

Una certa idea di mondo, di Alessandro Baricco – Feltrinelli, 2012

Il piacere tra le righe, di Camilla Baresani – Bompiani, 2003

La farmacia dei libriRimedi per l'anima di Tiziano Cornegliani


Qui potete scaricare l'articolo