martedì 6 gennaio 2026

E TU LO CHIAMI AMORE? LA DIPENDENZA AFFETTIVA

 


A volte ciò che chiamiamo amore è solo paura di rimanere soli. È una frase che molti sentono dentro, anche se raramente hanno il coraggio di dirlo ad alta voce. La dipendenza affettiva nasce proprio qui, in questo spazio silenzioso in cui il bisogno dell’altro sostituisce la presenza di sé. 

 

Eppure “nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”, ricordava Eleanor Roosevelt, e nella Medicina Tradizionale Cinese questa verità risuona a livello profondo: quando deleghiamo il nostro equilibrio emotivo all’esterno, la nostra energia vitale perde la centratura e lo Shen, lo spirito della mente che risiede nel Cuore, smette di dimorare in noi.

 

La MTC descrive la dipendenza affettiva come un vuoto, una mancanza di nutrimento sottile che spinge a cercare fuori ciò che non riusciamo più a riconoscere dentro. 

 

“Il vero amore inizia quando non si cerca nulla in cambio”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry, e proprio lì si vede l’essenza della libertà emotiva: la capacità di amare senza smarrirsi. Quando lo Shen si proietta verso l’esterno nella costante attesa, nel bisogno di conferme, nella paura che l’altro si allontani, il Cuore perde la sua forza ordinatrice. 

 

Come affermava Erich Fromm, “L’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, unicità e individualità”. Senza questa integrità, la persona si indebolisce, il sonno si agita, il respiro si accorcia, le emozioni invadono la fisiologia.

 

Il corpo riflette tutto: in MTC non c’è emozione che non lasci traccia. La preoccupazione appesantisce la Milza, l’ansia disturba il Cuore, la paura svuota i Reni, lo smarrimento spezza il respiro del Polmone. “Il corpo grida ciò che la bocca tace”, ricordava Jung, e anche quando la razionalità nega il disagio, il sistema energetico continua a parlarci. È così che la stanchezza cronica, il bisogno di compensare con cibo o attenzioni, le tensioni muscolari, i pensieri ricorrenti e lo stato di allerta diventano compagni di viaggio, non perché siamo deboli, ma perché abbiamo dimenticato il ritorno verso noi stessi.

 

La dipendenza affettiva non riguarda l’amore ma la sua assenza. “Ama te stesso, come se la tua vita dipendesse da questo”, diceva Buddha, e nella saggezza energetica orientale questo insegnamento è un pilastro: quando il nutrimento interno è solido, l’energia fluisce libera e non si aggrappa. 

 

Kahlil Gibran lo esprime con parole che sembrano scritte per la MTC: “Lasciate che vi sia spazio tra voi, e che i venti dei cieli danzino tra di voi”. Lo spazio non è distanza, ma libertà. È ciò che permette a due esseri di stare insieme senza rinunciare alla propria anima.

 

Si potrebbe dire, come scriveva Osho, che “l’amore non possiede, e non può essere posseduto”. E aggiungere, con la saggezza di Lao Tzu, che “essere profondamente amati da qualcuno ci dà forza, amare profondamente qualcuno ci dà coraggio”. Coraggio di essere, non di dipendere. 

 

La MTC non “cura” l’amore, ma ristabilisce l’equilibrio che permette all’amore di fluire senza trasformarsi in attaccamento. La forza dei Reni sostiene la volontà, la calma del Cuore stabilizza la mente, la Milza dà radici al pensiero chiaro, il Fegato restituisce visione e progettualità personale. Perché, come scriveva Seneca, “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuole arrivare”.

 

Il percorso di liberazione interiore passa sempre attraverso una scelta di verità. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, diceva Gandhi, e la MTC traduce questa frase in termini energetici: prima devi ritornare a te stesso, solo allora puoi incontrare l’altro. 

 

E se talvolta la paura ci trattiene, ricordiamoci le parole di Paulo Coelho: “Un giorno ti sveglierai e non ci sarà più tempo per fare le cose che hai sempre sognato. Falle adesso”. Perché la vita non aspetta. Come diceva Nietzsche, “Diventa ciò che sei”.

 

Quando una persona ritrova la propria energia, il suo Cuore torna a essere casa dello Shen. Il sonno si acquieta, il respiro si espande, l’identità interiore torna a brillare. La relazione non è più gabbia, ma scelta. Amore non come bisogno, ma come incontro. E allora la frase di Rumi acquista pieno significato: “Ciò che cerchi ti sta cercando”. Non fuori, non negli altri, ma nel momento in cui ritorni finalmente a te.

 

Se senti che questo tema ti riguarda, se desideri alleggerire il cuore, ritrovare energia e identità, sciogliere dipendenze e ricostruire la tua centratura, possiamo lavorare insieme con un percorso olistico che integra MTC, riequilibrio energetico, counseling e crescita personale.
Ricevo a Lomazzo (CO) e Buttrio (UD) e offro anche percorsi individuali online.


Per informazioni o per prenotare un incontro, contattami: ritrova il tuo equilibrio, non aspettare che la vita passi.

 

  • Maciocia G. – La Pratica della Medicina Cinese
  • Kapchuk T. – The Web That Has No Weaver
  • Wiseman N., Ellis A. – Foundations of Chinese Medicine
  • Frattaroli A. – Guarire con la Mente
  • Fromm E. – L’Arte di Amare
  • Gibran K. – Il Profeta
  • Coelho P. – Manuale del Guerriero della Luce
  • Osho – L’Amore, la Libertà e la Solitudine

 

Nessun commento:

Posta un commento