martedì 1 settembre 2026

ABBASTANZA BENE DAI... UN DISASTRO!

 



 

“Abbastanza bene, dai…” Perché quella risposta rivela tutto ciò che non stiamo dicendo al nostro corpo 

C’è un momento della giornata in cui siamo tutti attori consumati. Avviene in ascensore, sul pianerottolo, all’ingresso dell’ufficio, al banco del bar.

Qualcuno ci guarda — spesso senza fermarsi davvero — e chiede: «Come stai?». Noi, con quella disinvoltura che i secoli di civiltà ci hanno insegnato, rispondiamo: «Abbastanza bene, dai». Poi ognuno va per la propria strada.

Eppure, se ci soffermassimo un istante su quelle tre parole — abbastanza bene, dai — scopriremmo che dentro di esse è nascosto un universo di non detto, di segnali ignorati, di energie sospese e non elaborate. Quel dai finale, apparentemente innocuo, è forse la parola più rivelatrice del nostro tempo: un’ammissione velata di qualcosa che non va del tutto, accompagnata però da una rinuncia immediata ad approfondire.

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