Quanto conta il giudizio degli altri nelle nostre vite?
a giudicare da quello che sento dai miei consultanti TANTO, forse troppo soprattutto quando arrivano più critiche non costruttive o giudizi senza motivazione o conoscenza profonda dei fatti, che congratulazioni.
Nasciamo e viviamo sotto il tetto del giudizio altrui: genitori, scuola, società, amicizie più o meno vere, ecc. sono fonte continua di critica e di giudizio.
In realtà i parametri dovrebbero essere ben altri: la mia capacità di giudizio varia su quanto mi so realmente valutare in quanto essere senziente.
Nelle arti marziali è interessante vedere come la persona che sa trovare un tuo punto debole e colpirti va ringraziata perchè ti ha mostrato una falla nel tuo sistema...
Non sempre è così soprattutto quando la critica è esasperata o peggio ancora non richiesta.
Oggi molti si barricano dietro al "io sono sincero e ti dico quello che penso..."
Altro punto dolente è quando la critica non ti è riportata direttamente, ma per interposta persona, in modo da non poter permettere di controbattere.
In realtà dovremmo tutti imparare a gestire meglio i nostri punti di forza e di debolezza e sapere che quando qualcuno ci ferisce spesso lo fa per caricare su di noi le sue problematiche.
Questo non giustifica che si debba accettare tutto, ma è un valore da tenere molto ben presente soprattutto prima di incominciare una lotta che ha il solo scopo di farci ulteriormente stare male.
E' importante ricordare poi che chi è avvezzo al criticare spesso è una persona estremamente carica di odio e rancore e quindi quanto può realmente valere il suo giudizio?
La maturità ci dovrebbe insegnare ad accettare le critiche in quanto tali, ma anche valutarne il peso concreto e il contenuto.
Allo stesso modo è bene stare attenti alle lodi sperticate perchè spesso nascondono opportunismo e una volta terminate rendono ancora più doloroso il percorso.
Essere se stessi, avere un piano valoriale alto e la forza di difenderlo sempre è la sola via di scampo ricordando che nessuno è perfetto, ma tutti siamo perfettibili, noi per primi.
Per questo motivi dobbiamo stare attenti a non ricadere noi per primi nell'errore della critica. Come? aprendo ad un dialogo sincero basato prima di tutto sull'ascolto e sull'analisi delle reciproche aspettative (soprattutto quelle inespresse).
"Dobbiamo trovare il tempo per fermarci e ringraziare le persone che fanno la differenza nelle nostre vite". (John F. Kennedy) e non fermarci a quelle che vogliono solo infastidirci o darci lezioni di vita che, spesso e volentieri, hanno bisogno di imparare loro per primi.
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