venerdì 13 gennaio 2023

PENSIERO DEL FINE SETTIMANA - ESSERE ERETICI


 

 

Vi auguro di essere eretici.

Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.

Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. 

Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno. 

Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è. 

Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa. 

Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie. Chi non pensa che la povertà sia una fatalità. 

Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.

Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.

Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
 

Luigi Ciotti

domenica 8 gennaio 2023

DECALOGO PER TEMPI ODIERNI - COUNSELING & CRESCITA PERSONALE


 

 

Non sentirti assolutamente certo di nulla.

Non pensare che valga la pena procedere nascondendo la realtà dei fatti, perché è sicuro che essa verrà alla luce.

Non cercare di scoraggiare la riflessione perché è sicuro che ci riuscirai.

Quando sei confrontato da una opposizione, anche se dovesse trattarsi di tuo marito o dei tuoi figli, cerca di superarla con la discussione e non con l'imposizione, perché una vittoria ottenuta con la forza è fittizia  e illusoria.

Non avere alcuna venerazione per l'altrui autorità, in quanto si possono sempre trovare altre autorità ad essa contrarie.

Non utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimere te. 

Non aver paura di essere eccentrico nelle tue idee perché ogni idea ora accettata è stata una volta considerata eccentrica. 

Trova più gusto in un dissenso intelligente che in un consenso passivo, perché, se apprezzi l'intelligenza come dovresti, nel primo caso vi è una più profonda consonanza con le tue posizioni che non nel secondo.

Sii scrupolosamente sincero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo il tentare di nasconderla.

Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono di illusioni, perché solo uno sciocco può pensare che in ciò consista la felicità.

Bertrand Russell, Un decalogo liberale

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO) - Buttrio (UD)  www.paologbianchi.com  

 

martedì 3 gennaio 2023

UN AMORE IMPOSSIBILE - PER RIFLETTERE


 

 

Quanto può durare un amore impossibile?
Un amore impossibile,
che ha avuto anche solo
un istante di possibilità,
ma per qualche normalissimo e sadico
o assurdo e inevitabile motivo,
non può svolgersi, non può viversi,
un amore che è, ma non può esistere,
un amore che non ci sarà mai tempo a scalfire, né abitudine a spegnere.
Il guaio, meraviglioso e terribile guaio,
è che basta anche solo un attimo
per creare un ricordo,
e ciò che sopravvive alla dimenticanza,
è destinato, o forse dovrei dire condannato, all'eternità.
Un amore impossibile,
è possibile che resista a tutto,
anche ad altri amori,
perché lascia sempre intatto il desiderio
che brilla nel ricordo,
e nel ricordo si ama davvero,
forse anche di più.
Quanto può durare un impossibile?
Un vero amore impossibile, è per sempre.

(Dal libro "I ponti di Madison County")

martedì 27 dicembre 2022

TRISTEZZA? IMPARA! - COUNSELING


 

 

 "La cosa migliore da fare quando si è tristi”, replicò Merlino, cominciando a soffiare e sbuffare, “è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai. 

Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili. 

C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare. Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove. 

Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te. 

Guarda quante cose ci sono da imparare".

[T. H. White]

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sabato 24 dicembre 2022

BUON NATALE

 



- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea… - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
la Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

#GuidoGozzano - La notte Santa

mercoledì 21 dicembre 2022

LA PROPRIA OMBRA - COUNSELING


 

 "L'incontro con se stessi significa innanzitutto l'incontro con la propria Ombra.


L'Ombra è in verità come una gola montana, una porta angusta la cui stretta non è risparmiata a chiunque discenda alla profonda sorgente.


Ma dobbiamo imparare a conoscere noi stessi per sapere chi siamo, poiché, inaspettatamente al di là della porta si spalanca una illimitata distesa, piena di inaudita indeterminatezza, priva in apparenza di interno e di esterno, di alto e di basso, di qua e di là, di mio e di tuo, di buono e di cattivo.


E' il mondo dell'acqua, in cui è sospesa, fluttua ogni vita,dove comincia il regno del "simpatico", l'anima di tutto ciò che è vivo, dove io sono inseparabilmente questo e quello, dove io sperimento in me l'altro e l'altro-da-me sperimenta sé stesso. 

L'inconscio collettivo non è affatto un sistema personale incapsulato, è oggettività ampia come il mondo, aperta al mondo. Li vi sono l'oggetto di tutti i soggetti, nel più pieno rovesciamento della mia coscienza abituale, dove io sono sempre soggetto che "ha" oggetti; là mi trovo talmente e direttamente collegato con il mondo intero che dimentico (anche troppo facilmente) chi io sia in realtà. "Perduto in sé stesso" è un'espressione efficace per descrivere questo stato. 

Ma se una coscienza potesse vedere questo "sé stesso", vedrebbe il mondo, o un mondo. Ecco perché dobbiamo sapere chi siamo. Basta infatti che l'inconscio ci sfiori, perché noi ci trasformiamo in esso, in quanto diveniamo inconsci di noi stessi. E' questo il pericolo primigenio, istintivamente noto e oggetto di terrore per il primitivo che si trova ancora così vicino a questo pleroma (principio primo dell'universo). 

La sua coscienza è ancora insicura e poggia su basi barcollanti: è ancora infantile, appena emersa dalle acque primordiali. E' facile che un'ondata dell'inconscio la travolga, e che egli dimentichi chi è, e faccia allora cose nelle quali non si riconosce. 

Perciò i primitivi temono gli affetti incontrollati, nei quali più che facilmente la coscienza naufraga cadendo in preda a fenomeni di possessione. Per questo gli sforzi dell'umanità sono stati interamente volti al consolidamento della coscienza mediante i riti, le reprèsentations collectives e i dogmi: che erano le dighe, le muraglie erette contro i pericoli dell'inconscio, i perils of the soul…..

Per quanto riguarda la coscienza, siamo padroni di noi stessi, sembriamo addirittura noi i "fattori" (dèi); ma se varchiamo la porta dell'ombra, ci accorgiamo con spavento che di questi "fattori" siamo oggetto. Apprendere questa verità è decisamente sgradevole; nulla ci delude più della scoperta della nostra insufficienza. 

Essa può perfino far nascere un panico primitivo, in quanto la supremazia della coscienza, oggetto della nostra fede e della nostra timorosa cura, segreto del successo umano, si trova pericolosamente messa in dubbio. 

Siccome però l'ignoranza non è garanzia di sicurezza, ma anzi aumenta l'insicurezza, è molto meglio, nonostante la paura, renderci conto che siamo minacciati. Un problema ben impostato è già mezzo risolto. In ogni caso, sappiamo allora che il pericolo maggiore che ci minaccia sta nel non poter prevedere le reazioni della psiche…"

♨️Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO) - Buttrio (UD)  www.paologbianchi.com  

 

lunedì 19 dicembre 2022

PADRONANZA DI SE' - COUNSELING


 

 

 "Bisogna comprendere che il sonno nel quale vive l’uomo non è un sonno normale, ma ipnotico. L’uomo è ipnotizzato e questo stato ipnotico è continuamente mantenuto e rinforzato in lui. L’uomo moderno non pensa, ma qualcosa pensa per lui, non agisce, ma qualcosa agisce tramite lui, non crea, ma qualcosa viene creato per mezzo suo. Si potrebbe pensare che esistano delle forze per le quali sia utile e vantaggioso mantenere l’uomo in uno stato ipnotico, impedendogli di vedere la verità e di comprendere la sua condizione oggettiva.

L’uomo è una macchina. Tutto quello che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze esteriori, di impressioni esteriori. Tutto ciò che sopravviene nella vita di un uomo, tutto ciò che si fa attraverso di lui, semplicemente accade. L’uomo che dorme non può “fare”, in esso tutto si fa nel sonno. Per "fare" deve innanzitutto svegliarsi. Le macchine sono cieche e incoscienti, non possono essere altrimenti. L’attività incosciente di milioni di macchine si conclude inevitabilmente in sterminio e rovina.

La civiltà contemporanea vuole degli automi. E le persone sono certamente sul punto di perdere le proprie abitudini di indipendenza, diventando sempre più simili ad automi, a macchine. Non è possibile dire come finirà tutto questo né come uscirne, e neppure se ci sarà una fine o un’uscita. Una sola cosa è certa, ed è che la schiavitù dell’uomo non fa che aumentare. L’uomo sta diventando uno schiavo volontario. Non ha più bisogno di catene: incomincia ad amare la sua schiavitù, a esserne fiero. E nulla di più terribile potrebbe accadere ad un uomo."

- G.I. Gurdjieff

giovedì 15 dicembre 2022

SOLO COME UN CANE? - COUNSELING

 


 

"Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nel primo caso in risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo.

La soluzione più frequente scelta dall’uomo è l’unione col gruppo. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. L’unione ottenuta mediante il conformismo, non è intensa né profonda; è superficiale e, poiché è il risultato della routine, è insufficiente a placare l’ansia della solitudine.

Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa: sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica"
.

Erich Fromm, L’arte di amare.

 

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO), Buttrio (UD): benessere e crescita personale

mercoledì 14 dicembre 2022

LE SORTI UMANI - COUNSELING


 

"A Mosca viveva un vecchio generale, che aveva passato tutta la sua vita ad andare in giro per penitenziari; si fermava davanti ai deportati e domandava di cosa avessero bisogno. 

Raramente chiedeva dei loro reati, sebbene ascoltasse con attenzione se era il condannato che cominciava a parlare. Parlava con loro come fossero fratelli, ma loro per primi, alla fine, lo considerarono un padre. 

Così aveva fatto per molti anni, fino alla sua morte; era arrivato al punto che tutti in Russia lo conoscevano. Mi ha raccontato un ex deportato che aveva personalmente verificato come i più inveterati criminali si ricordassero del generale. In verità, non lo ricordavano con fervore o particolare solennità. Ma avveniva che uno di quei “disgraziati”, che magari aveva ucciso una dozzina di persone, a un tratto, di punto in bianco, sospirava e diceva: “Ma ora sarà ancora vivo il vecchio buon generale?”.

Come fate a sapere quale seme avesse lasciato cadere quel “vecchio buon generale” nell’anima di un uomo che, dopo vent’anni, non l’aveva più dimenticato? Perché qui si tratta della vita intera e delle innumerevoli sue ramificazioni. Il miglior giocatore di scacchi, il più acuto scacchista può computare anticipatamente solo alcune mosse. 

Quante sono qui le mosse di cui restiamo all’oscuro? Gettando il vostro seme, gettando la vostra buona azione, in qualsiasi forma essa sia, donate parte della vostra individualità e accogliete in voi una parte dell’individualità altrui; partecipate con reciprocità alla vita dell’altro. 

D’altro canto, tutte le vostre idee, tutti i semi che avete gettato, quelli che forse voi stesso avete dimenticato, germoglieranno e cresceranno: chi avrà ricevuto qualcosa da voi, lo trasmetterà a qualcun altro. 

Pertanto, come fate a sapere quale ruolo avrete avuto nel compimento delle sorti umane?"

Fedor Dostoevskij, L'idiota.

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO) - Buttrio (UD)  www.paologbianchi.com 

venerdì 25 novembre 2022

L' AMORE PER LA MENZOGNA - PER RIFLETTERE


 

"L'essere umano ha un problema, non può sopportare tanta verità. 

Di conseguenza, poiché non può sopportare tanta verità, il sistema mentale si pone in una zona di sicurezza. Il profeta o il mistico ha un problema, vuole conoscere la verità, poiché  vuole conoscere la verità, è totalmente dissociato dalla società, perché la società non vive nella verità, vive in un tenebroso sistema di sicurezza. 

Pertanto, il mistico è come un pazzo nella società, non lo capisce nessuno, perché in realtà, poiché la società è pazza, devono classificare chi è davvero sano di mente come pazzo, ma è la società che è pazza e sposta la follia a chi vede la realtà. 

Non so se mi spiego, se voi vedete profondamente la realtà, siete molto marginali nella società. Perché la società non può sopportare tanta realtà. Poiché le persone hanno bisogno di auto-ingannarsi per continuare a vivere. 

Il problema della società è che non può rivelare così tanti autoinganni. Il mistico si che ne ha bisogno se vuole contattare la divinità. Il mistico ha bisogno di liberarsi dei sistemi di autoinganno, almeno dei propri, può vedere gli inganni della società, ma i propri sono quelli che devono essere rimossi, altrimenti non c'è modo di connettersi. 

Quindi il lavoro è liberarsi dagli autoinganni. Qual è la radice dell'autoinganno? La mente, perché la mente è progettata per il sistema dell'autoinganno e per la sopravvivenza. 

Di conseguenza, la mente umana fa in modo di partecipare a tutti gli autoinganni per non essere escluso dal sistema. Quindi il problema del mistico è che deve vivere una doppia vita. È così connesso all'essenza che percepisce il mondo come se fosse tutta una menzogna, ed è tutta una menzogna, ma deve vivere come se fosse tutto vero. 

Pertanto, la vita del mistico è complicatissima perché deve vivere consapevolmente una menzogna e deve vivere dentro di sé una verità che non può essere condivisa con nessuno."

Mario Javier Saban 

domenica 13 novembre 2022

IL SALE NEL LAGO - COUNSELING OLISTICO


 

 

Un Maestro ormai anziano, si era stancato delle ripetute lamentele del suo apprendista. Un mattino, lo mandò a prendere del sale. 

Quando l’apprendista ritornò, il Maestro gli disse di aggiungerne un pugno in un bicchiere di acqua e di berlo.
“Che sapore ha?” Chiese il Maestro. “Amaro! Salatissimo!” rispose l’apprendista.
 

Il Maestro rise sommessamente. Chiese poi al giovane uomo di seguirlo. I due camminarono in silenzio per diversi minuti, finché arrivarono alle sponde di un grande lago fra le montagne.
“Riversa la stessa quantità di sale nelle acque del lago” disse allora il maestro.
Il discepolo fece come chiedeva l’anziano uomo.
“E ora bevi dell’acqua dal lago.” Il giovane congiunse le mani e bevve lentamente.” Mentre qualche goccia ancora cadeva dal suo mento, il Maestro gli chiese “Che sapore ha?”
“Fresco” disse l’apprendista. “Senti il sapore del sale?”
“Hmm...no.” disse il giovane.


A questo punto il maestro si sedette al fianco del serioso giovane e cominciò a spiegare parlando dolcemente. 


“Ascolta. Il dolore nella tua vita è puro sale. Niente di meno e niente di più.
La quantità di dolore nella vita di ognuno è dato, e non si può evitare. Tuttavia quanta amarezza proviamo, dipende dal contenitore in cui riversiamo il nostro dolore.


Per cui quando provi pena, l’unica soluzione è ampliare il tuo senso delle cose.
Smettila di essere un bicchiere.
Diventa un lago
.


Storia Zen

 

Siamo l'orizzonte spazio-temporale che ci circonda. più restrigiamo lo sguardo a noi stessi e alla nostra realtà e più ci vediamo stretti e costretti.

Ampliare gli orizzonti significa imparare a guardare gli aspetti della nostra esistenza da un altro punto di vista, affrontarli come se non fossero nostri, vederli da più angolazioni in modo da trovarne il punto debole.

Per fare questo serve grande forza d'animo, capacità di astrazione e di elevazione: doti che per alcuni possono anche essere innate, ma per i più vanno costruite con disciplina e pazienza. Come?

Quanto tempo dedichi veramente a te stesso? Alla tua interiorità? Al tuo stato di salute e di benessere? 

Quanto leggi ogni giorno per associare la tua mente a idee nuove che vincano concetti antichi e preconcetti o per rasserenarla e quietarla? 

Quando tempi dedichi a valutare ciò che ti circonda come qualcosa da vivere e non da sopravvivere?

Elevarsi significa guardare dall'alto, sorpendersi per ciò che si è nel profondo e non per ciò che si ha, tornare a vivere nel presente più immediato e lasciare scorrere il resto.

Sii il lago in cui fare nuotare serena la tua vita e usa il sale, quel poco  che basta, per arricchire i tuoi cibi.

 

terapie olistiche e bionaturali Lomazzo (CO), Buttrio (UD) - percorsi di ben-essere e crescita personale

giovedì 10 novembre 2022

ESSERE E MAL-ESSERE - CAMBIAMENTO

 


Ma noi, siamo pronti a cambiare la nostra vita che nella maggior parte dei casi giusta non è? Cambiare è una delle cose più difficili da fare. Il cambiamento ci fa paura e nessuno vuole davvero correggere il proprio modo di vivere. Per questo siamo più favorevoli alla terapia oggettiva; per questo preferiamo curarci l’asma con l’aerosol, l’allergia con gli antistaminici e il mal di testa con l’aspirina. Questo è molto più facile, e molto più sbrigativo, che mettersi a capire che cosa provoca in noi questi malanni. Se scoprissimo poi che sono dovuti all’abitare in una casa che ci è poco congeniale, alla compagnia di gente insulsa, al mangiare cose sbagliate e al fare un lavoro privo di significato, saremmo disposti a cambiare? Cambiare, come si fa? Questo senso di impotenza aumenta la nostra predisposizione al mal-essere”.  Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra (2004)

 

Quello del cambiamento è sempre un tema scottante. Una volta che si è raggiunta la certa “comfort zone” diventa difficile uscirne.

 

Judith Bardwick sostiene che la zona di comfort è "uno stato comportamentale in cui una persona opera in una posizione neutra rispetto all'ansia."

Brenè Brown descrive lo stato psicologico qualcosa ove "la nostra incertezza le nostre carenze e la nostra vulnerabilità sono ridotte al minimo, dove crediamo di poter ricevere abbastanza amore, cibo, talento, tempo a disposizione, ammirazione. Dove sentiamo di avere un certo controllo su ciò che ci circonda."

 

Eppure si sta male, si vorrebbe, ma… e si trovano milioni di scuse per non affrontare i problemi anzi talvolta li si amplifica quasi per un gusto “sadico” di stare peggio o per cercare il compatimento degli altri.

 

Siamo fatti per essere felici, le strade, i mezzi e quanto ci serve è già in noi, dobbiamo solo scoprirlo. Se non ne siamo capaci possiamo farci aiutare: certo richiede sforzo, volontà e soprattutto capire cosa si desidera veramente che ne valga la pena…

 

E tu sei pronto a fare il tuo viaggio? Dipende da te.

 

Paolo G. Bianchi - International Practitioner of Holistic Medicine

Lomazzo (CO) – Buttrio (UD) - Crescita e benessere personale

 

 

 

 

 

martedì 8 novembre 2022

IL PESO DI UNA PREGHIERA - PER RIFLETTERE, COUNSELING






Una donna, vestita sobriamente, con il volto triste, entrò in un negozio, si avvicinò al padrone e umilmente gli chiese se poteva prendere alcuni alimenti a credito. Con delicatezza ella gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva lavorare e i loro sette figli avevano bisogno di cibo. 

Il padrone non accettò e le intimò di uscire dal negozio. 

Conoscendo le reali necessità della sua famiglia, la donna supplicò: «Per favore, signore, glielo pagherò non appena posso».

Il padrone ribadì che non poteva farle credito, e che lei poteva rivolgersi ad un altro negozio. 

In piedi, vicino al banco, si trovava un giovane sacerdote che aveva ascoltato la conversazione tra il padrone del negozio e la donna. Il sacerdote si avvicinò e disse al padrone del negozio che avrebbe pagato quello di cui la donna avrebbe preso, per il bisogno della sua famiglia. Allora il padrone, con voce riluttante, chiese alla donna: «Ha la lista della spesa?» La donna disse, «Si, signore». «Bene!» disse il padrone. «Metta la sua lista sul piatto della bilancia e le darò tanta merce quanto pesa la sua lista».

La donna esitò un attimo e, chinando la testa, cercò nel suo portafoglio un pezzo di carta, scrisse qualcosa su di esso e poi posò il foglietto su un piatto della bilancia.

Gli occhi del padrone e del sacerdote si dilatarono per lo stupore, quando videro il piatto della bilancia, dove era stato posato il biglietto, che si era abbassato di colpo e rimaneva completamente abbassato. Il padrone del negozio, fissando la bilancia, disse: « E' incredibile! » 

Il giovane sacerdote sorrise, e il padrone cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull'altro piatto della bilancia. Pur continuando a mettere molti alimenti, il piatto della bilancia non si muoveva, fino a che si riempì. Il padrone rimase profondamente stupito. 

Alla fine, il padrone prese il foglietto di carta e lo fissò ancora più stupito e confuso. Non era affatto una lista della spesa! Era una preghiera, che diceva: «MIO DIO, TU CONOSCI LA MIA SITUAZIONE E SAI CIO' DI CUI HO BISOGNO: METTO TUTTO NELLE TUE MANI!»

Il padrone del negozio, in silenzio, consegnò alla donna tutto ciò che aveva messo sul piatto della bilancia. 

La donna ringraziò e uscì dal negozio. 

Il giovane sacerdote, consegnando una banconota da 50, disse al padrone: «Ora sappiamo quanto pesa una preghiera» 

Il nome di quel sacerdote era Karol Wojtyla e il suo motto da papa divenne "Totus Tuo", riferendosi a Maria.

"Pregare" è fidarsi e affidarsi. L'universo sa sempre ciò che è bene per noi e se chiediamo con fiducia ci riversa quello che ci serve veramente. Bisogna però stare attenti. 

Un saggio Abate mi disse una volta che Dio arriva sempre un momento dopo... Perchè? perchè vuole vedere quanto siamo fiduciosi, quanto ci fidiamo di lui.

Dobbiamo salire tutti di livello, abbandonare le materialità inutili e concentrarci sulle cose fondamentali e coltivarle: la nostra salute, i nostri affetti, l'amore per il nostro lavoro che ci dà sostentamento, il rispetto della natura e soprattutto la nostra libertà di pensiero e azione. 

In una recente intervista lo psicologo Morelli sosteneva che le povertà maggiori oggi sono dovute all'impoverimento spirituale che questa società cerca sempre più di imporci. Sono d'accordo.

Confondiamo la spiritualità con i bigottismi: la spiritualità è ben altro

La spiritualità è mettere sul piatto della bilancia noi stessi con sincerità e profondità, ma soprattutto chiedere con altrettando cuore sincero; il resto viene sempre da sè.

venerdì 17 giugno 2022

PENSIERO DEL FINE SETTIMANA - PER RIFLETTERE


 

 

"Se le porte della percezione fossero ripulite, ogni cosa apparirebbe all’uomo così com’è, infinita. 

Perchè l’uomo si è imprigionato da sé, così da veder tutto attraverso le anguste fenditure della sua caverna."   William Blake

venerdì 10 giugno 2022

IL FALCO CHE NON VOLEVA VOLARE - COUNSELING


 


"Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
«E l'altro?» chiese il re. 


«Mi dispiace, sire, ma l'altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell'albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli il cibo». 


Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco. Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo. Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull'albero, giorno e notte. Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema. 

Il mattino seguente, il re spalanco' la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
«Portatemi l'autore di questo miracolo» ordinò. Poco dopo gli presentarono un giovane contadino. 


«Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?» gli chiese il re. Intimidito e felice, il giovane spiegò:
«Non è stato difficile, maestà... Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare!»  (Storia Zen)

 

E tu, hai il coraggio di tagliare i tuoi rami e volare?

Incontro persone che non sono disposte a lasciare le loro abitudini, le loro convizioni limitanti, le loro false aspettative: le scuse sono tante e talvolta talmente insostenibili che loro stessi se ne rendono conto.

E' più facile stare male nelle proprie certezze che lavorare su se stessi, ottenere un cambiamento e essere felici.

Certo il percorso è faticoso, ma ne vale sempre la pena, soprattutto quando arrivare alla meta non è così impossibile.

Sei pronto a metterti in discussione e volare? Ti aspetto.

 

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO) - Buttrio (UD)

Percorsi personalizzati di benessere e crescita personale

 

mercoledì 8 giugno 2022

CHI E' STATO IL TUO MAESTRO? - PER RIFLETTERE - COUNSELING



"Quando il grande mistico Sufi, Hassan, stava morendo, qualcuno chiese: “Hassan, chi è stato il tuo Maestro?”

Egli rispose: “Ho avuto migliaia di Maestri. Se dovessi riferirti tutti i loro nomi, impiegherei mesi, anni e non ne avrei il tempo. Ma voglio parlarti di tre dei miei Maestri.

Uno era un ladro.

Una volta mi persi in un deserto e quando raggiunsi un villaggio era molto tardi, tutto era chiuso.
Alla fine trovai un uomo che stava cercando di fare un buco nel muro di una casa. Gli chiesi se poteva indicarmi un posto dove stare, e lui mi disse: “A quest’ora della notte è difficile, ma puoi stare con me, se riesci a vivere con un ladro!”
E quell’uomo era così bello che rimasi con lui per un mese! E ogni notte mi diceva: “Ora vado al lavoro. Tu riposati, prega”. Quando ritornava, gli chiedevo: “Sei riuscito a prendere qualcosa?”. E lui rispondeva: “Non stasera. Ma domani ci riprovo, se Dio vuole…” Non perdeva mai la speranza, era sempre felice.

Per anni e anni ho meditato senza che succedesse niente, e molte volte arrivava il momento in cui ero così disperato, così senza speranza, che pensavo di smetterla, con tutte queste sciocchezze. Poi all’improvviso mi ricordavo di quel ladro che all’improvviso diceva: “Se Dio vuole, domani accadrà”.

Il mio secondo Maestro è stato un cane.

Ero assetato e stavo andando al fiume quando arrivò un cane. Anche lui aveva sete. Guardò nel fiume, ci vide dentro un altro cane – la sua immagine riflessa – e si spaventò. Si mise ad abbaiare e scappò via, ma la sua sete era tale che tornò indietro. Alla fine nonostante la paura saltò in acqua, e l’immagine scomparve. Seppi che mi era arrivato un messaggio da Dio: si deve saltare nonostante tutte le paure.

Il mio terzo Maestro è stato un bambino.

Entrando in una città vidi un bambino che trasportava una candela accesa. Stava andando a portarla alla moschea. Per scherzo, chiesi al bambino: “Hai acceso tu la candela?”. Mi rispose: “Sì, signore”. Gli domandai: “C’è stato un momento in cui la candela era spenta, e poi un momento in cui la candela era accesa. Sei in grado di mostrarmi la fonte da cui è venuta la luce?”. Il bambino rise, spense la candela, e mi chiese: “Hai visto la luce andarsene. Dove è andata? Dillo tu a me!”. Il mio ego era scosso, tutta la mia conoscenza era scossa. E in quel momento percepii la mia stupidità. Da allora abbandonai tutte le mie pretese di conoscenza.”.

E’ vero che io non ho avuto un Maestro. Questo non vuol dire che non sia stato un discepolo. Ho accettato l’intera esistenza come Maestro. Per me, essere discepolo è stato un coinvolgimento più grande del tuo. Io mi sono affidato alle nuvole, agli alberi… mi sono affidato all’esistenza in quanto tale. Non ho avuto un Maestro, perché ho avuto milioni di Maestri, ho appreso da ogni possibile fonte.

Essere un discepolo è un dovere lungo il cammino.

Che cosa significa essere un discepolo? Significa essere in grado di apprendere, essere disponibile all’apprendimento, essere vulnerabile di fronte all’esistenza. Con un Maestro inizi ad imparare, ad apprendere… pian piano entri in sintonia, pian piano capisci che allo stesso modo puoi entrare in sintonia con l’intera esistenza. Il Maestro è una piscina in cui imparare a nuotare. Quando hai imparato, tutti gli oceani sono tuoi.
 

Osho 🌹-The Secret of Secrets

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sabato 4 giugno 2022

RICETTA PER UNA TORTA PERFETTA - PER RIFLETTERE


 

 

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in questa storia sul web. Mi è piaciuta molto e per questo ve la voglio riproporre:

Mia madre è sempre stata un'ottima cuoca e cucinava sempre del cibo gustoso.
Ma un giorno, mise una torta bruciata davanti a mio padre.
Non solo un po' bruciata, ma nera come il carbone.
Aspettai di vedere cosa avrebbe detto mio padre.
Mangiò la torta e mi chiese come fosse andata la mia giornata.
Poi senti mia madre scusarsi con lui per il dolce.
Non dimenticherò mai la sua risposta.
"Cara, mi piace molto la tua torta."
Più tardi, chiesi a mio padre se avesse detto la verità.
Mi mise il braccio sulla spalla e disse: "Tua madre oggi ha avuto una giornata dura."
"Era stanca."
"Una torta bruciata non ha mai fatto male a nessuno, mentre una parola tagliente avrebbe potuto farle del male."
Tutti commettiamo degli errori.
Non dobbiamo concentrarci sugli errori ma, sostenere coloro che amiamo.
Questo è il segreto delle relazioni lunghe e felici...
(Dal web)

Ricordiamoci che le parole sono lame, non solo possono offendere, ma ferire profondamente, soprattutto le persone più sensibili.

Ricordiamolo quando per sostenere le nostre opinioni finiamo col proclamarci detentori di verità senza sapere chi realmente è il nostro interlocutore.

E ricordiamoci che nessuno è immune da una giornata pesante e per questo serve tolleranza soprattutto se è qualcuno che si ama.

 

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