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martedì 10 marzo 2026

LA PAURA CHE UCCIDE






Ci sono notti e giorni in cui il cuore accelera senza motivo, in cui il respiro si fa corto e le mani sudano in silenzio sotto le coperte. Non è febbre, non è un virus, non è nulla che si possa inquadrare in una diagnosi convenzionale.

Intanto il corpo soffre, e lo fa con una precisione disarmante. La causa, il più delle volte, ha un nome antichissimo, riconosciuto da ogni tradizione medica e spirituale del pianeta: si chiama paura.

Non è la paura del buio che affligge i bambini, né la paura razionale che ci fa scansare un’automobile in corsa. Parliamo di qualcosa di più sottile, di più pervasivo: quella paura cronica, diffusa, spesso inconsapevole, che abita il corpo come un ospite non invitato e che, nel tempo, finisce per alterare ogni equilibrio fisiologico, ormonale, immunitario ed energetico; una paura che, letteralmente, uccide.

NE PARLO NEL MIO ULTIMO ARTICOLO SU BRAINFACTOR,

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La paura che uccide - BRAINFACTOR 

domenica 8 giugno 2025

LO SMARTPHONE, LA TUA DROGA!




L’iperconnessione: la nuova tossicodipendenza

 

“Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”
— William Shakespeare, Amleto

Viviamo un paradosso vertiginoso: mentre teniamo in tasca dispositivi capaci di accedere all’intero sapere umano, sembriamo più confusi, ansiosi e svuotati che mai. Non è più una sensazione: è una diagnosi.

Il nostro modo di interagire con la realtà è cambiato in modo così rapido e profondo che il corpo, la mente e l’anima non hanno avuto il tempo di adattarsi.
Gli smartphone, i tablet, la connessione continua hanno colonizzato lo spazio-tempo dell’umano, riducendo i momenti di vuoto, pausa, silenzio — quelli in cui, un tempo, emergevano la creatività, la spiritualità, il pensiero critico.

Il tempo interiore è stato frantumato in micro-secondi di attenzione mercificata.

 Non ci sarà bisogno di censura: la gente non avrà più tempo per leggere.”— Ray Bradbury, Fahrenheit 451

I dati sono impietosi. Nel 2023, il tempo medio giornaliero passato davanti allo schermo è stato di 7 ore e 6 minuti per persona, secondo DataReportal. Bambini di 8 anni che usano i social prima di addormentarsi. Adolescenti che controllano lo smartphone ogni 4 minuti, come mostrato da uno studio della University of Texas (2022).

Uno studio coreano del 2021 pubblicato su Addictive Behaviors ha dimostrato che l’uso compulsivo dello smartphone altera i livelli di cortisolo, dopamina e ossitocina, influenzando non solo il sistema nervoso, ma anche quello immunitario e ormonale.

Questi giovani non saranno solo più ansiosi. Saranno più infiammati, più stanchi, meno fertili, più depressi. Saranno incapaci di tollerare la noia, il silenzio, la frustrazione.
Saranno meno liberi.

Quelli che costruiscono i muri, alla fine ne diventano prigionieri.” — George R.R. Martin

E mentre noi, adulti, rincorriamo notifiche come topi nel labirinto del like, i grandi creatori del digitale — da Steve Jobs a Chris Anderson (ex direttore di Wired) — vietano o regolano severamente l’uso degli schermi ai propri figli. Perché loro lo sanno: questa non è una tecnologia neutra.

È un dispositivo di modellamento mentale. E chi lo progetta conosce molto bene il cervello umano.

Se un prodotto è gratuito, il prodotto sei tu.” — Documentario The Social Dilemma (2020)

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il nostro spirito (Shen) abita nel Cuore. È ciò che ci dà lucidità, gioia, presenza. Ma uno Shen disturbato — disperso nella nebbia luminosa degli schermi — produce insonnia, ansia, dimenticanza, palpitazioni, ma soprattutto una strana sensazione di vuoto che nulla sembra colmare.

I testi classici parlano chiaro:

Se il Cuore è calmo, lo Shen è saldo. Se il Cuore è agitato, lo Shen vaga nel deserto.”Neijing Suwen

Lo Shen disperso è il nostro stato attuale: ci sentiamo presenti eppure lontani, iperstimolati ma incapaci di provare vero piacere.

Il Qi, energia vitale, viene disperso continuamente: i pollici scrollano mentre lo sguardo si disconnette dal corpo. Il meridiano del Cuore si indebolisce, il meridiano del Fegato si congestiona. L’energia mentale (Yi) è confusa, e la volontà (Zhi) si fa fragile.

 La mente che corre dietro a molte cose perde sé stessa.” — Confucio

Questa condizione è diventata il nostro nuovo “stato basale”.

Si chiamano “digital zombies”: persone con lo sguardo fisso, postura curva, incapaci di sostenere una conversazione più lunga di due minuti.

Ma questa condizione non si limita alla mente. Colpisce la pelle, gli occhi, il sistema ormonale. Si abbassa la soglia del dolore, aumentano gli stati infiammatori, i disturbi dell’intestino e del ciclo mestruale.

L’uso eccessivo di dispositivi altera i ritmi circadiani e sopprime la produzione naturale di melatonina (Nature Reviews Neuroscience, 2021).

L’OMS ha parlato per la prima volta nel 2020 di “Infodemia”: eccesso di stimoli informativi che generano stress cronico, reazioni infiammatorie e disturbi cognitivi.

Stiamo creando una generazione infiammata, ansiosa, disconnessa da sé.

 Stiamo diventando specialisti del nulla.” — Erich Fromm

E allora? La risposta non è una fuga, ma una scelta di presenza. Una terapia dell’essenziale.

Nei percorsi di riequilibrio energetico e olistico, sempre più persone portano disturbi che all’inizio sembrano vaghi: irritabilità, mente affollata, fame nervosa, insonnia, stanchezza al risveglio.

La diagnosi è sempre più simile: squilibrio dello Shen, deficit del Cuore, Qi stagnante nel Fegato, disequilibrio tra Yin e Yang del sistema nervoso.

Cosa si può fare?

Non servono rimedi miracolosi. Serve riprendere contatto con il corpo, spegnere lo schermo e ascoltare ciò che pulsa.
Le metodiche e le tecniche soprattutto in MTC abbondano e si rivelano molto efficaci, soprattutto perché sempre orientate e personalizzate ad ogni singola domanda, così come l’utilizzo a livello mentale dei fiori australiani, Lucani o classici Fiori di Bach.

E poi la cosa più importante: la riscoperta del silenzio. Il silenzio interiore. Quello che oggi fa paura più della morte.

Se non sei in grado di stare in silenzio con te stesso, ti stai perdendo la parte più profonda dell’esistenza.” — Etty Hillesum

Chi o cosa vuoi diventare? Questo sembra essere l’imperativo a cui darsi una risposta in tempi brevi.

La tecnologia non è il nemico. Ma è uno strumento potente, che plasma ciò che siamo e che saremo.
È tempo di scegliere: vogliamo essere animali connessi e vuoti, o esseri presenti e radicati?

Come in tutte le epoche di passaggio, solo chi saprà ritornare al centro, al ritmo, all’essenza, potrà davvero prosperare. La MTC lo insegna da migliaia di anni.

Noi, oggi, dobbiamo solo ricordarlo e ricordarcelo

 

Bibliografia (post-2020):

  • Montag, C. et al. (2021). Digital phenotyping in psychological research: A systematic review. Frontiers in Psychology.
  • Lin, Y. et al. (2023). Neurobiological mechanisms of smartphone addiction. Neuroscience & Biobehavioral Reviews.
  • Zhao, Z. et al. (2022). Traditional Chinese Medicine in treating insomnia: Evidence from modern studies. Journal of Integrative Medicine.
  • Carr, N. (2020). The Shallows: What the Internet Is Doing to Our Brains (10th Anniversary Edition). Norton.
  • Wang, J. et al. (2022). Effects of Qigong on mental health: A meta-analysis. Complementary Therapies in Medicine.
  • Chen, Y. et al. (2023). Smartphone addiction and cognitive function: A meta-analysis. Journal of Behavioral Addictions.
  • Zhao, R. et al. (2022). A randomized controlled trial on the effects of PEMF in anxiety and sleep disorders. Complementary Medicine Research.
  • Li, S. et al. (2021). Suan Zao Ren decoction and Shenmen acupuncture in insomnia: a comparative study. Chinese Medicine.
  • World Health Organization. (2020). Managing the Infodemic: A call to action.
  • The Social Dilemma (2020). [Netflix Documentary].

 

mercoledì 16 aprile 2025

QUANDO LA SCUOLA DIVENTA FONTE D'ANSIA

 


 

Quando la scuola diventa fonte d’ansia: come aiutare i bambini con approccio naturopatico e tanto cuore

 

L’ansia scolastica è un fenomeno sempre più diffuso tra i bambini in età scolare soprattutto ora che siamo a fine corsi. 

 

A volte si presenta come un dolore alla pancia al mattino, altre volte come insonnia, irritabilità o crisi di pianto prima di andare a scuola. 

 

Il bambino non sempre riesce a verbalizzare le sue emozioni, ma il corpo parla per lui. In questi casi, è fondamentale che il genitore non minimizzi il disagio, ma lo accolga e lo accompagni, con dolcezza e fermezza, verso una nuova sicurezza.

 

In una società frenetica e iperstimolata, la figura materna ha ancora oggi un ruolo insostituibile come radice emotiva. 

 

Non è un caso che molti episodi di ansia si manifestino proprio nei momenti di separazione: al mattino, nel distacco per andare a scuola, o la sera, quando si elabora la giornata.

 

La madre è la prima figura di attaccamento e il suo sguardo, il suo tocco, la sua voce possono calmare il sistema nervoso del bambino. 

 

Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby (1988), un bambino che si sente visto, contenuto e ascoltato dalla madre svilupperà nel tempo un “sé sicuro” capace di affrontare le sfide scolastiche con maggiore responsabilità e sicurezza.

 

Molti genitori offrono inconsapevolmente lo smartphone come “antistress” per calmare i figli. 

 

Tuttavia, diversi studi hanno evidenziato che l'uso precoce e prolungato del cellulare nei bambini può peggiorare l’ansia, disturbare il sonno e compromettere le funzioni cognitive (Twenge et al., 2020).

 

Il cellulare non dovrebbe mai essere usato come strumento per distrarre il bambino dall’ansia. Meglio costruire rituali rassicuranti: disegnare insieme, leggere un libro, fare una passeggiata nella natura. Il contatto umano e reale è la miglior medicina per l’insicurezza.

 

L’approccio naturopatico può essere un valido alleato per sostenere i bambini in modo naturale. Ogni rimedio va sempre personalizzato e preparato da un professionista del settore e assunto per almeno 3 settimane con regolarità: i risultati si vedono quasi subito, ma vanno mantenuti nel tempo!

 

Se ciò non bastasse è importante un consulto adeguato con una ricerca più approfondita delle cause.

 

Spesso il bambino non chiede soluzioni, ma semplicemente di essere ascoltato. 

 

Parlare della scuola non solo per analizzare i voti o i comportamenti, ma per scoprire emozioni, gioie e fatiche, crea uno spazio relazionale in cui il bambino può sentirsi accolto, senza giudizio.

 

Superare l’ansia scolastica non significa cancellare la paura, ma aiutare il bambino a conviverci con più fiducia. 

 

La presenza costante e rassicurante della madre, l’eliminazione di stimoli eccessivi (come il cellulare), e il sostegno di tecniche dolci come la floriterapia o un professionista specializzato nel settore (psicoterapeuta infantile/pediatrico), rappresentano un cammino sinergico verso l’equilibrio.

 

Ogni bambino è unico, e anche l’ansia, se ascoltata e accolta, può diventare occasione di crescita e consapevolezza.

 

Bibliografia essenziale

  • Bowlby, J. (1988). A secure base: Clinical applications of attachment theory. Routledge.
  • Twenge, J.M., Spitzberg, B.H., & Campbell, W.K. (2020). Less in-person social interaction with peers among U.S. adolescents in the 21st century and links to loneliness. Journal of Social and Personal Relationships, 37(6), 1892–1913.
  • Siegel, D. J. (2020). The Power of Showing Up. Ballantine Books.
  • Brown, N., & Gerbarg, P. (2021). Non-Drug Treatments for Childhood Anxiety, ADHD and Depression. W.W. Norton.
  • Australian Bush Flower Essences official site: www.ausflowers.com.au
  • Bach Centre: www.bachcentre.com

 


giovedì 9 maggio 2024

TU DI CHE SONNO SEI? GLI OLII ESSENZIALI




Come per i rimedi naturali ci sono diversi oli essenziali che possono aiutare a favorire il sonno e a rilassarsi prima di coricarsi.

Tra questi la lavanda è uno dei più noti per le sue proprietà rilassanti: il suo aroma è conosciuto fin dall'antichità per calmare la mente e favorire il sonno.

Altrettanto noto è l'olio essenziale di Camomilla; le sue proprietà calmanti possono aiutare ad alleviare lo stress e l'ansia accumulato durante le giornate e contribuendo a favorire il sonno.

L' olio di Ylang Ylang ha un aroma dolce e floreale e le sue proprietà favoriscono soprattutto la riduzione dell'insonnia.

L'aroma fresco e agrumato dell'arancia dolce può aiutare a rilassare mente e corpo non solo per il sonno, ma anche per aiutarci ad affrontare le giornate più difficili soprattutto aprendoci alle relazioni con gli altri.

Il Vetiver, contenuto anche in numerosi profumi ha un aroma terroso molto calmante che riconduce per la sua peculiarità proprio al contatto con la terra riequilibrando molti aspetti pratici.

L' incenso è da sempre utilizzato anche nelle cerimonie religiose per la sua particolarità calmante e per la sua capacità di elevazione spirituale adatta a riportare calma e serenità.

La menta piperita è famosa per lenire il mal di testa e le tensioni muscolari e quindi creare senso di rilassatezza.

L'utilizzo degli olii essenziali, come quello dei rimedi naturali implica comunque conoscenza e soprattutto "personalizzazione" per questo ti invitiamo a venirci a trovare per scoprire di che sonno sei e conoscere il rimedio più utile al tuo benessere psicofisico



IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine - Terapie Olistiche e Bionaturali
Lomazzo (CO) - Buttrio (UD) - 328 8755091

professionista disciplinato legge 4/2013


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martedì 9 gennaio 2024

LE VOSTRE DOMANDE: LA RUMINAZIONE MENTALE

 


Elena mi chiede di parlare della "ruminazione mentale" e di come possa distruggere la pace delle nostre giornate e delle nostre nottate oltre che le nostre relazioni.

La ruminazione mentale si riferisce a un processo di pensiero ripetitivo e persistente su pensieri negativi, preoccupazioni o problemi senza giungere a una soluzione. È spesso associata a stati d'animo negativi come l'ansia e la depressione. Le persone che soffrono di ruminazione tendono a ripetere gli stessi pensieri in modo ossessivo, senza riuscire a liberarsi da essi.

La pratica della mindfulness può aiutare a diventare consapevole dei propri pensieri senza giudicarli. Imparare a osservare i pensieri senza identificarsi completamente con essi può ridurre la loro potenza.

Cercare attivamente di distrarsi con attività piacevoli o interessanti quando iniziano a emergere pensieri negativi. L'obiettivo è spostare l’attenzione su qualcosa di diverso.

Se i pensieri riguardano problemi specifici, cercare di affrontarli in modo attivo piuttosto che ripetere continuamente gli stessi pensieri. Identificare soluzioni concrete o prendere azioni che avvicinino a una soluzione.

Parlare con qualcuno di fiducia riguardo ai propri pensieri e alle proprie emozioni. Condividere i propri sentimenti può aiutare a ottenere prospettive diverse e ricevere supporto.

Impostare un periodo specifico durante la giornata in cui ci si permette di riflettere sui problemi o preoccupazioni. Al di fuori di questo periodo, cercare di evitare la ruminazione e focalizzarsi su altre attività.

La ruminazione può contribuire all'escalation di pensieri negativi, portando a un aumento dell'ansia e della depressione.

Poiché la ruminazione spesso non porta a soluzioni concrete, può interferire con la capacità di risolvere problemi in modo efficace.

I pensieri incessanti possono disturbare il sonno, portando a problemi di insonnia e affaticamento.

Lo stress cronico associato alla ruminazione può avere effetti negativi sulla salute fisica, aumentando il rischio di malattie cardiache, disturbi gastrointestinali e altri problemi di salute.

Se la ruminazione mentale sta causando problemi significativi nella propria vita, potrebbe essere utile cercare il supporto di un professionista; importante esplorare le cause sottostanti della ruminazione e fornire strategie personalizzate per gestirla.

 

Per approfondire

 

"Rumination: Nature, Theory, and Treatment of Negative Thinking in Depression" di Costas Papageorgiou e Adrian Wells.

"Ruminative Thoughts" di Susan Nolen-Hoeksema, che ha contribuito notevolmente allo studio della ruminazione mentale.

"Rumination and the Perseverative Cognition Hypothesis in Depression" di Joanne M. Dickson, Ed Watkins e Costas Papageorgiou.

"The Ruminative Thought Style: Metacognition, Rumination, and Symptoms of Depression" di Edward R. Watkins.

"Ruminative Self-Focus and Negative Affect: An Experience Sampling Study" di Constance Hammen e Philip T. Shih.

"Rumination in the Time of COVID-19" di Ethan Kross e Ozlem Ayduk, che può essere rilevante considerando il contesto attuale.

"Cognitive Processes in Depression" di Aaron T. Beck, uno dei pionieri nella ricerca sulla depressione cognitiva.

"Rumination and Psychopathology: The Controversial Role of Cognitive Bias" di Edward H. Hagen.

"The Ruminative Brain: Cortisol, Mood, and Amygdala Activation" di Ian H. Gotlib, Jutta Joormann e Yael Niv.

"Rumination in Major Depressive Disorder Is Associated with Impaired Neural Activation During a Cognitive Control Task" di Lauren B. Alloy, Lyn Y. Abramson e Rachel E. Hogan.

IPHM Paolo G. Bianchi
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venerdì 20 ottobre 2023

LE VOSTRE DOMANDE: PARLARE DI GUERRA AI BAMBINI



Sono diversi i genitori che mi hanno chiesto come poter parlare di guerra ai loro piccoli.

Diciamo che il clima di tensione a cui anche noi adulti siamo sottoposti di certo non aiuta…

 

Parlare ai bambini della guerra è una sfida delicata e importante. È essenziale adottare un approccio sensibile e adattarlo all'età e alla maturità del bambino. 

 

Per i bambini più piccoli (3-7 anni), usare parole semplici e concrete. Ad esempio, dire che la guerra è quando le persone litigano o si fanno del male.

 

Per i bambini più grandi (8-12 anni), offrire spiegazioni più dettagliate e rispondere alle loro domande in modo più completo.

 

Gli adolescenti possono affrontare discussioni più complesse sulla guerra, inclusi i motivi storici e politici che possono portare a conflitti.

 

Evitare comunque di nascondere la realtà della guerra, ma fare attenzione a non fornire dettagli troppo cruenti o spaventosi che potrebbero essere inappropriati per l'età del bambino.

 

Libri, documentari o immagini possono aiutare i bambini a capire meglio l'argomento. Scegliere materiali adatti all'età del bambino.

 

Assicura al bambino che sono al sicuro e che ci sono molte persone che lavorano per prevenire la guerra e promuovere la pace nel mondo.

 

Spiegare l'importanza dell'empatia e del rispetto per gli altri. Aiutare i bambini a comprendere che la guerra provoca dolore e sofferenza alle persone coinvolte.

 

Essere disponibile per rispondere alle domande dei bambini e risolvere i loro dubbi. Se non si conosce la risposta, ammetterlo e cercala insieme.

 

Insegnare ai bambini il valore della pace, dell'amicizia e della risoluzione pacifica dei conflitti. Racconta storie di persone che hanno lavorato per la pace nel mondo.

 

Limitare l'esposizione ai media (in questo periodo anche per gli adulti e soprattutto gli anziani – ricordare che per le statistiche l’Italia è al 43° posto per libertà di stampa!): ridurre l'esposizione dei bambini a notizie e immagini violente sulla guerra. Questo può causare ansia e paura.

 

Fare conoscere ai bambini le risorse di supporto, come genitori, insegnanti o consiglieri, a cui possono rivolgersi se si sentono preoccupati o spaventati.

Continuare a parlare con i bambini sull'argomento nel tempo, offrendo aggiornamenti appropriati e opportunità per discutere.

 

Ricordare che ogni bambino è diverso, e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. 

 

Adattare il proprio approccio in base alle esigenze e alla sensibilità del proprio bambino, e mantenere sempre la comunicazione aperta e amorevole.

 

 

IPHM Paolo G. Bianchi
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lunedì 4 settembre 2023

LE VOSTRE DOMANDE: SEROTONINA E FELICITA'


 

Oggi rispondo a Sergio che mi chiede di parlare della serotonina e la sua relazione con la felicità.

Rispondo, come sempre, secondo i parametri della medicina naturopatica e della mia professione.

 

La serotonina è un neurotrasmettitore che svolge un ruolo fondamentale nel sistema nervoso centrale degli esseri umani e degli animali. Agisce come messaggero chimico nel cervello, trasmettendo segnali tra le cellule nervose (neuroni). La serotonina è associata a una varietà di funzioni biologiche e psicologiche nel corpo:

 

Vediamo quali:

 

Regolazione dell’umore: la serotonina è spesso conosciuta con il “neurotrasmettitore del buon umore” (e da qui la domanda di Sergio). Livelli adeguati di serotonina sono associati a sentimenti di benessere, felicità e stabilità emotiva. D’altra parte, bassi livelli di serotonina sono stati collegati a disturbi dell’umore come depressione e ansia.

Regolazione dell’appetito: la serotonina svolge anche un ruolo nella regolazione dell’appetito e della sazietà. Colpisce i modelli alimentari e può influenzare la sensazione di fame e soddisfazione dopo aver mangiato.

Regolazione del sonno: è stato dimostrato che la serotonina ha un effetto modulante sulla percezione del dolore. Può influenzare il modo in cui il dolore viene percepito ed elaborato dal cervello.

Funzione cardiovascolare: la serotonina svolge anche un ruolo nella regolazione della pressione sanguigna e della funzione cardiovascolare generale.

Funzioni gastrointestinali: una grande quantità di serotonina si trova nel sistema gastrointestinale, dove è coinvolta nella regolazione del movimento intestinale e in altre funzioni gastrointestinali.

 

I farmaci inibitori selettivi del compendio della serotonina (SSRI) sono comuni nel trattamento medico allopatico di disturbi come per esempio la depressione e l’ansia. Questi farmaci hanno la funzione di aumentare la disponibilità di serotonina nel cervello bloccandone la riduzione da parte dei neuroni, il che può aiutare a migliorare l’umore e ridurre i sintomi di questi disturbi. (NB possono essere prescritti solo da specialista medico).

 

È importante sottolineare che la serotonina è solo uno dei neurotrasmettitori e fattori che influenzano la funzione cerebrale e il comportamento umano. La sua funzione è complessa ed è influenzata da una varietà di fattori genetici, ambientali e di stile di vita.

 

Come abbiamo detto la serotonina è un neurotrasmettitore che svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’umore, del sonno, dell’appetito e di varie funzioni corporee.

 

In medicina naturopatica è considerato importante mantenere un adeguato equilibrio di serotonina per promuovere una buona salute mentale ed emotiva.

 

Gli approcci naturopatici in questo senso sono:

Dieta equilibrata: mangiare cibi ricchi di triptofano. Alcuni esempi sono la carne di tacchino, i latticini, le uova, le noci, i semi e le banane.

Esposizione alla luce solare: può influenzare la produzione di serotonina; trascorrere del tempo all’aria aperta e ricevere abbastanza luce solare può aiutare i ritmi circadiani e a migliorare l’umore.

Esercizio fisico regolare: l’attività fisica regolare può aumentare la produzione di serotonina e promuovere un senso di benessere generale. L’esercizio aerobico e altre forme di attività fisica possono essere utili.

Integratori naturali: alcune erbe e integratori sono stati utilizzati in naturopatia per promuovere la produzione e la regolazione della serotonina. Questi possono includere 5-http, magnesio, vitamina B6 e omega 3.

Gestione dello stress: praticare tecniche di gestione dello stress come la meditazione, il taichi, l’aromaterapia e il rilassamento, può aiutare a ridurre i livelli di stress e migliorare la produzione di serotonina.

Stile di vita: l’adozione di uno stile di vita sano in termini di sonno adeguato, relazioni sociali soddisfacenti, attività gioiose può aiutare a mantenere livelli sani di serotonina.

È importante ricordare che quello naturopatico è un approccio di tipo complementare e in tal caso è utile consultare un esperto per avere un programma personalizzato e appropriato soprattutto in presenza di piani terapeutici preesistenti.

 

Qual è la relazione tra serotonina e felicità?

 

La relazione tra serotonina e felicità non è così semplice come potrebbe sembrare inizialmente. Mentre è vero che livelli adeguati di serotonina sono associati a uno stato emotivo equilibrato e positivo, la felicità è influenzata da una vasta gamma di fattori che vanno ben oltre la sola chimica cerebrale.

La serotonina agisce come un modulatore dell'umore, ma non è l'unico fattore determinante nella felicità. Gli aspetti psicologici, sociali, ambientali e personali giocano un ruolo fondamentale nel determinare il benessere e la felicità di una persona. 

Ad esempio, fattori come relazioni interpersonali soddisfacenti, realizzazione personale, senso di appartenenza, attività piacevoli e una prospettiva positiva possono contribuire in modo significativo al livello di felicità di un individuo.

È importante notare che gli squilibri nella chimica cerebrale, incluso il basso livello di serotonina, possono essere associati a disturbi dell'umore come la depressione. 

Tuttavia, la depressione e la felicità non possono essere ridotte esclusivamente ai livelli di serotonina o di altri neurotrasmettitori. La depressione è una condizione complessa che coinvolge diversi fattori biologici, psicologici e ambientali.

In sintesi, la serotonina svolge un ruolo importante nell'umore e nel benessere emotivo, ma la felicità è un concetto più ampio e complesso, influenzato da numerosi fattori che potrebbe essere argomento di un ulteriore post.

 

Bibliografia

"Serotonin: The Neurotransmitter for the Next Millennium" di Barry L. Jacobs, Ph.D. - Questo libro esplora il ruolo della serotonina nel cervello e nella regolazione delle emozioni e del comportamento.

"The Serotonin Power Diet: Eat Carbs--Nature's Own Appetite Suppressant--to Stop Emotional Overeating and Halt Antidepressant-Associated Weight Gain" di Judith J. Wurtman e Nina T. Frusztajer - Sebbene si concentri principalmente sulla dieta e sul controllo dell'appetito, offre anche informazioni sull'importanza della serotonina nel controllo dell'umore e del comportamento alimentare.

"Listening to Prozac: The Landmark Book About Antidepressants and the Remaking of the Self" di Peter D. Kramer - Mentre questo libro si concentra principalmente sugli antidepressivi in generale, offre una panoramica dei meccanismi d'azione della serotonina e del loro impatto sulla salute mentale.

"The Serotonin Receptors: From Molecular Pharmacology to Human Therapeutics" a cura di Bryan L. Roth - Questo testo è più tecnico e si rivolge a chi è interessato a una comprensione approfondita dei recettori della serotonina e delle loro implicazioni cliniche.

 

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giovedì 10 agosto 2023

LE VOSTRE DOMANDE: SONNO E INSONNIA




Marta mi chiede qualche consiglio per migliorare la qualità del sonno e vincere l'insonnia.

L'insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da difficoltà a dormire o a mantenere un sonno continuo durante la notte. Sebbene ci siano diverse cause dell'insonnia, spesso è influenzata da fattori come lo stress, l'ansia, l'ambiente di sonno inadeguato o gli stili di vita poco salutari.

Ci sono diversi metodi naturali che possono aiutare a migliorare la qualità del sonno e affrontare l'insonnia. Bisogna tenere presente che l'efficacia di queste tecniche può variare da persona a persona, quindi è importante trovare quelle che funzionano meglio per se stessi. 

Ecco alcuni metodi naturali :

Mantenere un programma regolare per il sonno: cercare di andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana. Questo aiuta a stabilire un ritmo circadiano più coerente e può facilitare l'addormentamento.

Creare una routine rilassante prima di coricarsi: preparare il corpo per il sonno con attività rilassanti come leggere un libro, fare meditazione, prendere un bagno caldo o ascoltare musica tranquilla. Evitare invece stimoli intensi, come schermi luminosi di dispositivi elettronici, o film che possano creare agitazione o siano "adrenalinici" poco prima di andare a letto,

Limitare il consumo di caffeina e alcol: la caffeina e l'alcol possono disturbare il sonno, quindi cercare di evitarli nelle ore precedenti al riposo notturno.

Creare un ambiente di sonno confortevole: assicurarsi che la camera da letto sia oscurata, silenziosa e a una temperatura piacevole. Un ambiente piacevole favorisce un sonno più tranquillo.

Praticare esercizio fisico regolare: l'attività fisica può aiutare a ridurre lo stress e migliorare la qualità del sonno. Cercare di fare esercizio durante il giorno, ma evitare di farlo troppo vicino all'ora di andare a dormire.

Gestire lo stress e l'ansia: l'insonnia spesso è collegata a problemi di stress e ansia. Trovare i metodi più idonei per rilassarsi, come la meditazione, la respirazione profonda o la scrittura di un diario.

Limitare il sonno durante il giorno: se si soffre di insonnia notturna, cercare di limitare i pisolini durante il giorno, poiché possono influenzare negativamente il sonno notturno.

Stare attenti a ciò che si mangia e beve: alcuni cibi o bevande possono disturbare il sonno, specialmente se consumati poco prima di coricarsi. Ridurre il consumo di cibi pesanti e piccanti nelle ore serali.

Considerare l'uso di integratori naturali: alcune persone trovano utile l'assunzione di integratori naturali, come la melatonina, la valeriana o la camomilla, per favorire il sonno. Tuttavia, è sempre meglio consultare un professionista  prima di assumere qualsiasi integratore.

La consulenza di un professionista  è sempre consigliabile, specialmente se l'insonnia persiste o peggiora. 

Queste sono solo alcune delle pratiche comuni che possono aiutare con l'insonnia, ma ci sono molte altre opzioni disponibili.


IPHM Paolo G. Bianchi
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