Oggi mi sono imbattuto in uno scritto di Osho che mi ha
fatto molto riflettere.
Lo condivido con voi.
Come rendere l’uomo schiavo in 5 passi:
1.
Mantieni l’uomo più debole possibile
2.
Mantieni l’uomo nell’ignoranza e nell’illusione
3.
Mantieni l’uomo spaventato
4.
Mantieni l’uomo più infelice possibile
5.
Mantieni gli uomini lontano gli uni dagli altri
Cosa fare quando sentiamo che queste condizioni gravano su
di noi?
1. Prenderci
cura di noi stessi, del nostro benessere psicofisico e farlo in modo costante. I modi sono
tanti: alimentazione sana e attenta, cura di sé e della propria igiene, cura e
lettura dei sintomi e dei propri malesseri attraverso rimedi naturali,
attenzione a fare moto e dove non possibile fare esercizi in casa, stare il più
possibile all’aria aperta e in luoghi lontani da smog e rumori, non cedere alle
facili tentazioni di sconforto, ma reagire ascoltando musica, praticando
hobbies, evitando persone “nocive” e cercando quelle “solari” (ho volutamente,
visto i tempi, evitato la parola “positive”.
2. Leggere,
studiare e documentarsi da più fonti. Non fermarsi a quello che dice la tv o l’esperto
di turno. Anche il più grande uomo di scienza e di cultura se è veramente tale
sa di non sapere tutto e di non essere il depositario della verità. Una volta
un saggio rabbino mi ha detto di diffidare di tutto, anche di Dio se fosse
necessario e di cercare le risposte confrontando con oggettività dati e situazioni,
separando i fatti dalle opinioni e soprattutto credendo che una sola verità non
esiste.
3. Vincere
la paura con la paura. Di cosa? Di perdere se stessi e la propria liberta di
pensiero e di azione e qui re-agire, non accettare la paura fine a se stessa,
ma gestirla come monito per aumentare la mia sicurezza: vivere con la mia
ombra, insomma, sapendo che è solo un’ombra e non me stesso.
4. Vincere
la tristezza pensando e condividendo affetti, pensieri positivi e creativi, con
sano realismo guardando a ciò che si è realmente e al nostro valore infinito di
uomini e donne pensanti.
5. Evitare
la solitudine sentendo con tutti i mezzi gli altri, parlare, condividere e
soprattutto riconoscere che non si è mai totalmente isolati a meno che non lo
si voglia. Unirsi ad altri, se necessario per fare valere i propri diritti e le
proprie idee perché è così che si è sempre creata la storia.
Al processo di Norimberga
chiesero ai gerarchi nazisti come avessero fatto a compiere lo scempio della
Shoa e la distruzione di un popolo intero con metodo rigoroso. La risposta
sconcertante è stata una: la paura.
Perché? Perché la paura abbassa
le difese immunitarie facendo ammalare, mette le persone l’una contro l’altra,
fa nascere invidie e delazioni, produce ignoranza e disprezzo e crea quel
sottobosco necessario a persone meschine perché possano proliferare i loro
affari o applicare le loro ideologie.
Oggi è il giorno della memoria:
il mio pensiero va a tutto il popolo ebraico.