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mercoledì 27 gennaio 2021

LA SCHIAVITU’ VOLUTA



 

Oggi mi sono imbattuto in uno scritto di Osho che mi ha fatto molto riflettere.

Lo condivido con voi.

 

Come rendere l’uomo schiavo in 5 passi:

1.     Mantieni l’uomo più debole possibile

2.     Mantieni l’uomo nell’ignoranza e nell’illusione

3.     Mantieni l’uomo spaventato

4.     Mantieni l’uomo più infelice possibile

5.     Mantieni gli uomini lontano gli uni dagli altri

 

Cosa fare quando sentiamo che queste condizioni gravano su di noi?

1.     Prenderci cura di noi stessi, del nostro benessere psicofisico e farlo in modo costante. I modi sono tanti: alimentazione sana e attenta, cura di sé e della propria igiene, cura e lettura dei sintomi e dei propri malesseri attraverso rimedi naturali, attenzione a fare moto e dove non possibile fare esercizi in casa, stare il più possibile all’aria aperta e in luoghi lontani da smog e rumori, non cedere alle facili tentazioni di sconforto, ma reagire ascoltando musica, praticando hobbies, evitando persone “nocive” e cercando quelle “solari” (ho volutamente, visto i tempi, evitato la parola “positive”.

2.     Leggere, studiare e documentarsi da più fonti. Non fermarsi a quello che dice la tv o l’esperto di turno. Anche il più grande uomo di scienza e di cultura se è veramente tale sa di non sapere tutto e di non essere il depositario della verità. Una volta un saggio rabbino mi ha detto di diffidare di tutto, anche di Dio se fosse necessario e di cercare le risposte confrontando con oggettività dati e situazioni, separando i fatti dalle opinioni e soprattutto credendo che una sola verità non esiste.

3.     Vincere la paura con la paura. Di cosa? Di perdere se stessi e la propria liberta di pensiero e di azione e qui re-agire, non accettare la paura fine a se stessa, ma gestirla come monito per aumentare la mia sicurezza: vivere con la mia ombra, insomma, sapendo che è solo un’ombra e non me stesso.

4.     Vincere la tristezza pensando e condividendo affetti, pensieri positivi e creativi, con sano realismo guardando a ciò che si è realmente e al nostro valore infinito di uomini e donne pensanti.

5.     Evitare la solitudine sentendo con tutti i mezzi gli altri, parlare, condividere e soprattutto riconoscere che non si è mai totalmente isolati a meno che non lo si voglia. Unirsi ad altri, se necessario per fare valere i propri diritti e le proprie idee perché è così che si è sempre creata la storia.

 

Al processo di Norimberga chiesero ai gerarchi nazisti come avessero fatto a compiere lo scempio della Shoa e la distruzione di un popolo intero con metodo rigoroso. La risposta sconcertante è stata una: la paura.

 

Perché? Perché la paura abbassa le difese immunitarie facendo ammalare, mette le persone l’una contro l’altra, fa nascere invidie e delazioni, produce ignoranza e disprezzo e crea quel sottobosco necessario a persone meschine perché possano proliferare i loro affari o applicare le loro ideologie.

 

Oggi è il giorno della memoria: il mio pensiero va a tutto il popolo ebraico.