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lunedì 1 febbraio 2021

L' INSEGNAMENTO DI UN CARRETTO VUOTO

 

Camminavo con mio padre quando egli si fermò in una curva e dopo un breve silenzio mi domandò:

“Oltre al cantare degli uccelli, senti qualcos’altro”?

Tesi l’orecchio ed alcuni secondi dopo gli risposi:

“Sento il rumore di un carretto”.

“È proprio questo” - disse mio padre – “è un carretto vuoto”.

Domandai a mio padre:

“Come sai che è un carretto vuoto anche se non lo vediamo”?

Allora mio padre rispose:

“È molto facile sapere quando un carretto è vuoto, a causa del rumore. Più è vuoto, più fa rumore”.

Divenni adulto e oggi quando sento una persona che parla troppo, che interrompe la conversazione degli altri, che è inopportuna o violenta, che si dà arie per quello che possiede, che è prepotente e sottovaluta la gente, ho l’impressione di sentire la voce di mio padre che dice:

“Quanto più vuoto è il carretto, maggiore è il rumore che fa”.

In questo momento così particolare abbiamo bisogno di carri pieni che viaggino spediti e di tanto silenzio intorno.

mercoledì 27 gennaio 2021

LA SCHIAVITU’ VOLUTA



 

Oggi mi sono imbattuto in uno scritto di Osho che mi ha fatto molto riflettere.

Lo condivido con voi.

 

Come rendere l’uomo schiavo in 5 passi:

1.     Mantieni l’uomo più debole possibile

2.     Mantieni l’uomo nell’ignoranza e nell’illusione

3.     Mantieni l’uomo spaventato

4.     Mantieni l’uomo più infelice possibile

5.     Mantieni gli uomini lontano gli uni dagli altri

 

Cosa fare quando sentiamo che queste condizioni gravano su di noi?

1.     Prenderci cura di noi stessi, del nostro benessere psicofisico e farlo in modo costante. I modi sono tanti: alimentazione sana e attenta, cura di sé e della propria igiene, cura e lettura dei sintomi e dei propri malesseri attraverso rimedi naturali, attenzione a fare moto e dove non possibile fare esercizi in casa, stare il più possibile all’aria aperta e in luoghi lontani da smog e rumori, non cedere alle facili tentazioni di sconforto, ma reagire ascoltando musica, praticando hobbies, evitando persone “nocive” e cercando quelle “solari” (ho volutamente, visto i tempi, evitato la parola “positive”.

2.     Leggere, studiare e documentarsi da più fonti. Non fermarsi a quello che dice la tv o l’esperto di turno. Anche il più grande uomo di scienza e di cultura se è veramente tale sa di non sapere tutto e di non essere il depositario della verità. Una volta un saggio rabbino mi ha detto di diffidare di tutto, anche di Dio se fosse necessario e di cercare le risposte confrontando con oggettività dati e situazioni, separando i fatti dalle opinioni e soprattutto credendo che una sola verità non esiste.

3.     Vincere la paura con la paura. Di cosa? Di perdere se stessi e la propria liberta di pensiero e di azione e qui re-agire, non accettare la paura fine a se stessa, ma gestirla come monito per aumentare la mia sicurezza: vivere con la mia ombra, insomma, sapendo che è solo un’ombra e non me stesso.

4.     Vincere la tristezza pensando e condividendo affetti, pensieri positivi e creativi, con sano realismo guardando a ciò che si è realmente e al nostro valore infinito di uomini e donne pensanti.

5.     Evitare la solitudine sentendo con tutti i mezzi gli altri, parlare, condividere e soprattutto riconoscere che non si è mai totalmente isolati a meno che non lo si voglia. Unirsi ad altri, se necessario per fare valere i propri diritti e le proprie idee perché è così che si è sempre creata la storia.

 

Al processo di Norimberga chiesero ai gerarchi nazisti come avessero fatto a compiere lo scempio della Shoa e la distruzione di un popolo intero con metodo rigoroso. La risposta sconcertante è stata una: la paura.

 

Perché? Perché la paura abbassa le difese immunitarie facendo ammalare, mette le persone l’una contro l’altra, fa nascere invidie e delazioni, produce ignoranza e disprezzo e crea quel sottobosco necessario a persone meschine perché possano proliferare i loro affari o applicare le loro ideologie.

 

Oggi è il giorno della memoria: il mio pensiero va a tutto il popolo ebraico.

 

 

giovedì 24 dicembre 2020

BUON NATALE: I GIORNI TUTTI UGUALI

 

 

I giorni tutti uguali.

 

“Mi sembra di vivere in apnea, tra casa e lavoro, senza tregua…”.

 

L’esperienza di questa persona mi tocca profondamente e accomuna molti dei miei consultanti.

I giorni tutti uguali nella ripetitività di sempre, si fanno sentire ancora di più. Complice la paura, il bombardamento mediatico, le discordanze medico-scientifiche dei vari testimonial, il non sapere cosa ci aspetta per il futuro, rende tutti provati nel più profondo, nell’intimo delle nostre relazioni, nella quotidianità del nostro lavoro o del nostro non lavoro.

 

Che fare?

 

Mi torna alla mente l’insegnamento di un vecchio monaco che, a fronte della mia domanda su come non trovasse logorante la ripetitività delle loro giornate, mi rispondeva che dipendeva solo da lui.

 

La visione che diamo del presente fa la differenza.

 

Sono molti gli psicoterapeuti che ci dicono che la realtà che viviamo è solo una forma percettiva e che ogni evento viene “filtrato” dalle nostre emozioni e dai nostri sentimenti.

Prendere coscienza di questo ci permette di riuscire a dare una interpretazione differente di quello che ci sta succedendo e di ritrovare il giusto equilibrio per diventare resilienti alle situazioni.

 

Certo questo non cambia la realtà dei fatti, ma ci permette di poter esprimere noi stessi in modo alternativo e non farci sopraffare dagli eventi oltre misura.

 

La risposta sta sempre nella nostra mente, nella nostra ricerca di risposte coerenti, nel vincere la paura e il senso di chiusura che la situazione attuale ci impone: fuori c’è comunque un mondo ed esserne presenti è fondamentale.

 

L’apporto che possiamo dare a ogni singolo momento della nostra esistenza è proprio l’eterno segreto che rende ogni momento unico e irripetibile: siamo qui per migliorare il mondo in cui viviamo e questo avviene dando noi stessi in ogni singolo attimo.

 

Fosse solo anche un sorriso che trapela dalla mascherina attraverso gli occhi è già moltissimo per chi lo riceve: la vita insegnava Antony de Mello è quella cosa stupenda che ci accade quando noi siamo impegnati a fare altro.

 

Questo Natale è diverso dagli altri e possiamo trarre tanti insegnamenti. Forse tra questi quello principale è il messaggio della semplicità. Semplifichiamo il nostro essere, spegniamo i proclami e riconquistiamo fiducia nell’universo; ritroviamo uno spazio di quiete dentro di noi.

 

“quando avrò risolto tutto troverò pace…” Buddha replicava “quando starai in pace tutto si risolverà”.

 

Un felice e semplice Natale a tutti: e non sarà un giorno uguale agli altri.

 

 

 

venerdì 6 novembre 2020

 

AVVISO

Il dpcm uscito nella notte tra martedì e mercoledì entrerà in vigore il 6 novembre.

Le Regioni che rientrano nella Zona Rossa sono Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Calabria.
In queste regioni da domani sarà in vigore un nuovo lockdown. 


Purtroppo tra le varie chiusure rientra anche la mia categoria pertanto mi sarà impossibile fornire le mie prestazione professionali in presenza fino al termine del lockdown al 3 dicembre p.v.

Con rammarico devo quindi disdire tutti gli appuntamenti in essere.

Resto comunque a disposizione via cellulare, whatsapp video o chiamata, skype per qualsiasi tipo di esigenza legata ai trattamenti in essere e relative consulenze naturopatiche.

CHIEDO ESPRESSAMENTE A TUTTI DI RICONTATATTARMI CON QUESTI MEZZI.

A nulla sono serviti gli sforzi di riadeguamenti dei locali e delle prestazioni (che per quanto mi riguarda erano già a criterio pre-covid19) così come la preparazione professionale alla quale mi sono sottoposto per ricevere e prestare servizio in totale sicurezza.

Resto a disposizione.

mercoledì 27 maggio 2020

AIUTO C'E' UNA TRAPPOLA!!! #COVID19





Oggi voglio raccontarvi una storia che mi ha molto colpito.

 “Attraverso il buchino del muro il topolino guardava il contadino e la moglie che stavano aprendo un pacchetto. "Che cibo ci sarà?" - si chiedeva il topolino che rimase sconvolto nel vedere che era una trappola per topi.

Il topolino fece il giro della fattoria avvisando tutti: - "C'è una trappola per topi in casa! C'è una trappola per topi in casa!"

Il pollo alzò la testa e disse: "Signor Topo, capisco che è una cosa grave per te, ma non mi riguarda. Non mi preoccupa affatto."

Il topolino andò dal maiale dicendogli, "C'è la trappola per topi in casa! C'è la trappola per topi in casa!" Il maiale con empatia disse: -"Mi dispiace molto, Signor Topo, ma non c'è nulla che io possa fare, eccetto pregare. Ti assicuro che sarai fra le mie preghiere."

Il topolino allora andò dalla mucca: -"C'è una trappola per topi in casa! C'è una trappola per topi in casa!" La mucca disse, "Ohh.. Sig. Topo, mi dispiace per te ma a me non disturba."

Quindi, il topolino tornò in casa, con la testa bassa, molto scoraggiato, per affrontare da solo la fatidica trappola. 

Durante la notte uno strano rumore echeggiò per la casa, come quello di una trappola che afferra la sua preda. La moglie del contadino si alzò subito per vedere cosa avrebbe trovato nella trappola. Nel buio, non vide che era un serpente velenoso con la coda bloccata nella trappola. Il serpente morsicò la moglie del contadino che dovette portarla d'urgenza all'ospedale, con la febbre alta.

Come molti sanno, nella cultura contadina, la febbre si cura con una zuppa di pollo fresco, quindi il contadino con il suo coltellone uscì nel pollaio per rifornirsi con l'ingrediente principale della zuppa. 

La malattia della moglie però non passava e così tanti amici vennero a trovarla per starle vicino. 
La casa era piena e per nutrire tutti, il contadino dovette macellare il maiale. Ben presto la moglie morì e tanta gente venne al suo funerale tanto che il contadino dovette macellare la mucca per offrire il pranzo a tutti.

Il topolino dal buchino del muro guardò il tutto con grande tristezza.

La prossima volta che sentite che qualcuno sta affrontando un qualche problema e pensate che non vi riguardi, ricordate che quando uno di noi viene colpito, siamo tutti a rischio.

Siamo tutti coinvolti in questo viaggio chiamato vita.

Prendersi cura gli uni degli altri è un modo per incoraggiarci e sostenerci a vicenda.

"Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona. Essa suona anche per te".

(Ernest Hemingway - Per chi suona la campana).

Cosa ci insegna questa storia?

In questo periodo di emergenza COVID 19 ho sentito molte richieste di aiuto. Ho sentito persone con gravi difficoltà economiche, altre preoccupate per il lavoro o per la famiglia, altre ancora per il contagio, altre per la privazione della loro libertà, altre per il distacco familiare e sociale, altre perché bisognose di una parola buona.

Aiuto!!! 

Durante questa emergenza COVID19 ho visto tanta solidarietà, ho sentito medici che mi raccontavano le loro ore in ospedale tra paura di contagi e decisioni ferali; ho visto volontari portare cibo ai bisognosi o medicinali agli anziani chiusi in casa. Materialmente, spiritualmente o anche dando la propria disponibilità professionale gratuitamente ho visto e sentito tante risposte affermative alle grida di aiuto. Mi hanno dato nuova speranza per il futuro.

Sempre durante questa emergenza COVID19 ho visto anche tante persone chiuse nel loro egoismo, poco attente alle necessità degli altri, critiche verso chi esprimeva scontento o preoccupazione.

Come in ogni guerra il meglio e il peggio dell’uomo fuoriesce con tutte le sue svariate sfaccettature.
Siamo tutti come il topolino abbiamo paure e chiediamo aiuto. Stiamo attenti a come rispondiamo perché, come nella storia, questo aiuto riguarda tutti, nessuno ne è escluso. 

Voglio continuare a sperare che il numero di chi si adopera per un cambiamento positivo sia sempre maggiore di chi non agisce, deride o non vuole ascoltare e capire le esigenze degli altri.

Ringrazio Raffaella Zanellato per aver condiviso questa storia: possa essere di insegnamento. 

Cambiare si può, si deve! Subito.



TI ASCOLTO, PARLAMI
servizio di counseling gratuito emergenza COVID19
Paolo G. Bianchi
cell. 328 8755091
skype: paolo giuseppe bianchi
Lomazzo (CO), via Unione 2,
Buttrio (UD), c/o Romina Tulissi, Via Divisione Julia 14/2 




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venerdì 22 maggio 2020

Covid Fase 2, ripresa e piccolo John



Oggi voglio parlarvi di una cucciolata di leopardi di cui, l’ultimo, è in gravi difficoltà: fatica a muoversi e a camminare. 

Per praticità chiameremo questo cucciolo “piccolo John”.

All’inizio della nostra storia non succede niente di particolare: mamma leopardo li allatta tutti e si prende cura di ognuno, indistintamente.
Poi la natura fa il suo corso e la mamma si accorge che piccolo John fatica a tenere il passo con gli altri.

E’ tremendo, ma la legge della natura è spietata: mamma leopardo decide di smettere di aspettarlo e di allattarlo.

Piccolo John allora si trascina, corre in modo goffo, cerca di stare al passo e deve sgomitare per potersi nutrire, ma riesce comunque sempre a farcela: ultimo, ma arriva.

Un giorno alla pozza dell’acqua piccolo John sta cercando di bere, ma non sa che nell’acqua un coccodrillo lo sta puntando. La mamma se ne accorge e lo difende rompendo quello schema che fino allora la natura aveva dettato. 

Se parlassimo in termini “umani” potremmo dire che è subentrata la “pietà” o meglio ancora la “compassione”.

Dal quel momento piccolo John, che fino allora aveva faticato il doppio degli altri per essere nel gruppo, torna a essere accettato e negli spostamenti anche i fratellini lo aspettano.

Questa storia mi è stata raccontata da una mia consultante in una sessione via skype.

Era commossa mentre mi parlava di questo documentario che le aveva insegnato una grande virtù: la determinazione.

Siamo tutti provati da questo momento storico. Molti hanno imparato lezioni che non dimenticheranno mai, altri ricorderanno solo gli aspetti restrittivi o tanta paura, altri non ricorderanno nulla.

Sicuramente chi continuerà a lottare come piccolo John forse ce la potrà fare, magari con l’aiuto di qualcuno, ma certo è che uscirà vincente da tutta questa emergenza perché avrà imparato la lezione più importante: lottare sempre, fino all’ultimo per la vita.

Ringrazio A. per avermi raccontato questa storia (le storie mi piacciono sempre), ringrazio piccolo John per avercela insegnata e la dedico a tutti coloro che in questi giorni dovranno riprendere in mano la propria vita augurando a tutti noi di potercela fare.


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martedì 12 maggio 2020

ADESSO BASTA!!! SPACCO TUTTO



La rabbia sale e non la controlli più.

In questi giorni sento sempre più persone arrabbiate, deluse e stanche. Troppe tensioni, troppe indecisioni, troppe comunicazioni contradditorie e poco efficaci stanno alimentando il malcontento di molti trasformandosi in rabbia incontrollabile.

Perché?

Mi vengono in mente due film.

Nel primo “L’amore ai tempidel colera”, il protagonista Florentino Arisa riesce a celare la sua rabbia quando incontra il suo avversario in amore lasciando cadere dei documenti a terra così da nascondere il volto paonazzo dietro alla scrivania.


Nel secondo film “Zorro”, il vero e vecchio Zorro porge la sua maschera al giovane Zorro, giunto al termine del suo addestramento, dicendogli di nascondere con quella la sua rabbia.

Le maschere che indossiamo nella vita quotidiana sono oggi nascoste, per il nostro bene e quello degli altri, dalle maschere chirurgiche, ma riusciremo a controllare la nostra rabbia come i due protagonisti dei film?

Difficile fingere, soprattutto quando la misura della rabbia è colma: la disciplina a volte non basta.

Perché si cede al passo alla rabbia? Quando succede?

Quando ci si sente defraudati nel proprio io, nelle proprie aspettative, depredati nel proprio territorio o nelle proprie necessità.

La rabbia in Medicina Tradizionale Cinese è legata alla primavera: con il risveglio dei sensi tutto lotta alla conquista e riconquista.

In un articolo scritto per la rivista medica Olos e Logos ho avuto modo di parlare dell’emozione rabbia in medicina tradizionale cinese e su come gestirla. clicca qui per leggere l'articolo


Certo è che tra le emozioni, la rabbia è la più difficile da contenere e quando diventa generalizzata si può trasformare creando maggiori problemi.

Forse dovremmo imparare da Zorro: nasconderla dietro una maschera per utilizzarla al servizio del bene comune.

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mercoledì 8 aprile 2020

PREVENIRE IL COVID19

QUESTO METODO PUO’ AIUTARVI A PREVENIRE IL COVID19

Io e mia moglie ci occupiamo di prevenzione e benessere, il nostro studio è chiuso ormai da tempo come prescrivono le disposizioni governative.


In questo periodo ci siamo chiesti come potevamo aiutare le persone per rimanere in salute.

Abbiamo lavorato a lungo, abbiamo scartato ipotesi e soluzioni ma alla fine abbiamo individuato un breve testo cinese con una tecnica facilissima ma soprattutto molto efficace:
8 punti del corpo da trattare con la digitopressione.

La digitopressione (detta anche agopuntura senza aghi) fa parte della medicina tradizionale cinese e, tramite la pressione su specifici punti sul corpo favorisce il fluire del Qi, l’energia vitale del nostro organismo.


Diffondetelo! 

La salute viene prima di tutto: dobbiamo superare questo periodo al meglio delle nostre forze per potere poi riprendere a ricostruire. 

Ci sarà tanto da fare.

Coraggio, insieme ce la faremo.

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lunedì 6 aprile 2020

USCIAMO TUTTI, FACCIAMOLO ORA!






“Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. (Seneca) 

In questo momento non possiamo andare da nessuna parte. Ma ne siamo sicuri? 

In mezzo a grandi incertezze c’è un viaggio che li supera tutti: quello verso il conoscere meglio se stessi. Perché?

Perché gli uomini hanno sempre bisogno di certezze.

La tensione, già alta per evitare contagi, si amplifica con conseguenze negative per la salute fisica e mentale quando non si ha la sicurezza del presente e si ha la paura del futuro.

Il risultato è uno stress continuo molto difficile da rifuggire: un mezzo utile e scientificamente provato è quello del concentrarsi sul “qui e ora” attraverso una ricerca più profonda di noi stessi e una maggiore capacità di introspezione.

Come? 

La meditazione è la risposta

Peter Malinowski, psicologo e docente della John Moores University di Liverpool sostiene che la meditazione sia un valido mezzo per ritrovare equilibrio nella risoluzione dei problemi.

“Attraverso l’esercizio di esaminare i problemi in un’altra prospettiva, non siamo più totalmente identificati con i nostri sentimenti e con i nostri pensieri: con questa presa di distanza può crescere in noi una crescente fiducia così che anche i drammi interiori più grandi possono risolversi  cambiando la logica dei nostri pensieri”.

La scienza riconosce sempre più la validità della meditazione come momento per reintegrare e riallineare le nostre energie psicofisiche.

L’obiezione più comune che raccolgo quando propongo la meditazione è che sia difficile, poco pratica e soprattutto adatta solo a persone poco attive.

Niente di più sbagliato: oggi la meditazione è:

-       parte dell’addestramento di reparti speciali dell’esercito

-       in aiuto al personale impegnato in prima linea nella risoluzione di grossi problemi

-       praticata a scuola

-       proposta e utilizzata nelle carceri

Naturalmente avrete capito che il titolo è solo una provocazione e che il viaggio che propongo e l’invito a uscire sono altro. 

Rispettiamo le regole nell’interesse di tutti!

Vi invito a sperimentare la meditazione tramite gli incontri di Meditazione Mindfulness che, in questo periodo di emergenza, propongo due volte alla settimana via Skype, il martedì e il venerdi  alle ore 21:00 proprio per contrastare lo stress da COVID 19.

Basta provare… contattatemi.

Gli incontri sono gratuiti, è il mio personale contributo per aiutare le persone a superare al meglio questa terribile situazione.



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