Ci sono notti e giorni in cui il cuore accelera senza motivo, in cui il respiro si fa corto e le mani sudano in silenzio sotto le coperte. Non è febbre, non è un virus, non è nulla che si possa inquadrare in una diagnosi convenzionale.
Intanto il corpo soffre, e lo fa con una precisione disarmante. La causa, il più delle volte, ha un nome antichissimo, riconosciuto da ogni tradizione medica e spirituale del pianeta: si chiama paura.
Non è la paura del buio che affligge i bambini, né la paura razionale che ci fa scansare un’automobile in corsa. Parliamo di qualcosa di più sottile, di più pervasivo: quella paura cronica, diffusa, spesso inconsapevole, che abita il corpo come un ospite non invitato e che, nel tempo, finisce per alterare ogni equilibrio fisiologico, ormonale, immunitario ed energetico; una paura che, letteralmente, uccide.
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