Nei momenti di difficoltà siamo soliti interrogarci circa la “vera essenza” dell’essere umano, tornando a chiederci se siamo buoni o cattivi per natura. Nel corso dei secoli la risposta a questo interrogativo è costantemente mutata, oscillando tra fasi in cui è prevalsa l’idea della “scimmia assassina” e momenti in cui abbiamo preferito considerarci primati sociali e collaborativi. Grazie alla storia, all’antropologia e alle ultime scoperte in ambito evoluzionistico possiamo forse finalmente considerare questo interrogativo (trattato per altro da grandi filosofi quali Hobbes e Rousseau) destituito di ogni senso. Se già nel Settecento David Hume aveva intuito che la natura non è un’entità morale nella quale cercare il bene e il male, saranno le osservazioni di Charles Darwin a confermarne la strutturale ambivalenza che essa ci consegna.

Questa realtà, su cui antropologi, etologi ed evoluzionisti lavorano ormai da decenni fondandosi su nuove basi scientifiche, è oggi supportata anche da un’ampia documentazione archeologica e paleoantropologica da cui vorrei estrapolare due brevi esempi che il professor Telmo Pievani cita spesso nelle sue conferenze. Alcuni anni fa, all’interno della grotta di Makapansgat (Sud Africa) fu rinvenuto un cumulo di ossa animali (alcune delle quali annerite) miste ad altre appartenenti a nostri lontani antenati. La narrazione che ha accompagnato questa scoperta per anni fu che si trattasse di una grande “grigliata primitiva”. Tuttavia dopo qualche tempo si scoprì che le ossa umane erano tutte rosicchiate e che le macchie nere (erroneamente attribuite al fuoco) erano in realtà percolazioni di manganese. L’uomo, in sostanza, era la preda. Questa scoperta fu ovviamente molto importante perché rovesciava quel paradigma che vedeva nella cooperazione umana un’azione pro-attiva finalizzata alla caccia. Ad occhi contemporanei il fatto che l’uomo abbia invece cooperato per millenni a scopo prettamente difensivo potrebbe far pendere la nostra bilancia morale nella direzione di un ottimismo antropologico che vede nell’essere umano un cooperatore nato, un essere empatico e altruista per natura".

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/24/siamo-buoni-o-cattivi-per-natura-la-cultura-e-lunica-arma-contro-guerre-e-conflitti/6533233/ 


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