martedì 11 agosto 2026

Ombre. L'altro lato delle cose




 

 

Quando la scienza incontra quell'invisibile che la Medicina Cinese conosce da millenni: il nuovo libro di Massimo Citro Della Riva e il dialogo silenzioso tra fisica dei campi, biologia della luce e la sapienza del Qi.

C'è un momento, nella vita di ogni persona che si occupa di cura, in cui la domanda smette di essere “che cosa vedo” e diventa “che cosa mi sfugge”. È una soglia scomoda, perché ci chiede di ammettere che la parte più governante della realtà è proprio quella che i nostri strumenti non riescono a misurare. 
Non a caso, chi lavora ogni giorno con il corpo, il respiro e l'ascolto sa che la guarigione raramente accade dove la si cerca con il bisturi dello sguardo razionale. Accade altrove, in una zona di penombra che la medicina tradizionale cinese chiama da tremila anni con un solo ideogramma: Qi.

È in questo territorio di confine che si muove “Ombre. L'altro lato delle cose: la realtà oltre i confini dei sensi”, il nuovo libro di Massimo Citro Della Riva, medico, ricercatore e già autore del fortunato “Illusione”.

Dopo aver esplorato nel primo volume il terreno della fisica quantistica e della filosofia, Citro Della Riva sposta qui lo sguardo sulla biologia dell'invisibile: cellule che comunicano attraverso segnali luminosi, organismi che dialogano per vie elettromagnetiche, una rete di relazioni che tiene insieme, senza soluzione di continuità, l'umano, l'animale, il vegetale e perfino ciò che chiamiamo inanimato.

La sua tesi, per quanto vestita di linguaggio contemporaneo, non è nuova: è la stessa intuizione che la Scuola Medica Salernitana custodiva già nel Regimen Sanitatis, quando insegnava che il corpo non è un meccanismo isolato ma un microcosmo in conversazione costante con l'ambiente, gli astri, gli umori, il tempo.

Chi frequenta da anni il pensiero taoista (ispirazione della MTC) riconoscerà in “Ombre” un'eco familiare. Il Tao Te Ching apre con un avvertimento che sembra scritto apposta per i lettori di Citro: il Tao che può essere nominato non è il Tao eterno. Ciò che davvero regge le cose sta, per definizione, oltre la portata del nome e della misura. Lao Tzu non chiedeva di rinunciare alla conoscenza, ma di riconoscerne il limite strutturale: la realtà visibile è la superficie di un oceano più vasto, e chi si ferma alla superficie scambia l'onda per l'acqua. Zhuangzi, con la sua ironia tagliente, avrebbe probabilmente sorriso davanti all'idea di “misurare l'invisibile”: per il vecchio maestro taoista, il tentativo stesso di afferrare con lo strumento ciò che sfugge allo strumento è il segno più chiaro che siamo sulla strada giusta, purché non dimentichiamo di lasciare andare la presa.

Ciò che percepiamo con i sensi non è che la scena visibile di una dimensione più profonda: una frase che potrebbe uscire da un trattato di agopuntura tanto quanto da un laboratorio di biofisica.

È qui che il libro di Citro Della Riva costruisce, involontariamente forse, un ponte diretto con il pensiero della Medicina Tradizionale Cinese. L'Huangdi Neijing descrive il Qi come il soffio-energia che precede e sostiene la forma, la matrice invisibile da cui la materia si condensa e a cui, prima o poi, ritorna.

Giovanni Maciocia, nei suoi testi fondamentali per la clinica occidentale, ha tradotto questa visione in un linguaggio accessibile senza tradirne la profondità: il Qi non è una metafora poetica, è una categoria operativa, qualcosa che si sente nel polso, si legge nella lingua, si modifica con l'ago e con il respiro.

Elisabeth Rochat de la Vallée, dedicando una vita intera allo studio dei caratteri classici, ci ha mostrato quanto ogni ideogramma medico cinese porti dentro di sé una cosmologia: curare non è correggere un guasto meccanico, è ristabilire una circolazione.

Ed è proprio la circolazione, io credo, il vero soggetto nascosto di “Ombre”.

Quando Citro Della Riva parla di campi energetici, vibrazioni e relazioni invisibili che legano ogni forma di vita, sta descrivendo in altre parole ciò che nella clinica cinese chiamiamo stagnazione o libero fluire del Qi.

E qui torna, come sempre nel mio lavoro, la frase che considero un ancoraggio più che uno slogan: acqua che non corre, fete. L'acqua stagnante imputridisce; l'energia che non scorre si ammala, prima nel corpo sottile e poi, inevitabilmente, in quello denso.

Non è un caso che tanto la tradizione taoista quanto quella occidentale, quando si spingono oltre la superficie fenomenica, arrivino alla stessa conclusione pratica: il benessere non è uno stato da difendere ma un movimento da non interrompere.

Anche Carl Gustav Jung, pur muovendosi in un vocabolario del tutto diverso, aveva intuito che sotto la coscienza individuale scorre una rete condivisa, quell'inconscio collettivo fatto di archetipi che attraversano epoche e culture senza rispettare i confini dell'io.

Le “ombre” junghiane, in fondo, non sono lontane dalle “Ombre” di Citro Della Riva: entrambe indicano una parte di realtà psichica o fisica che non vediamo direttamente ma che condiziona, spesso più della parte illuminata, il nostro comportamento e il nostro benessere.

Integrare l'ombra, per Jung, non significava eliminarla ma riconoscerla come parte legittima del Sé; allo stesso modo, la biologia dell'invisibile di cui parla Citro non ci chiede di rinnegare la scienza della misura, ma di ampliarne lo sguardo fino a includere ciò che oggi sfugge allo strumento e che domani, forse, non sfuggirà più.

Otto secoli prima di Jung, Hildegard von Bingen aveva già dato un nome a questa forza invisibile che attraversa ogni essere vivente: viriditas, la verdità-vitalità che scorre nelle piante come nel corpo umano, energia sottile resa visibile nel colore verde della natura ma percepibile, per chi sa ascoltare, ben oltre la vista.

Hildegard non separava la dimensione spirituale da quella fisiologica: la stessa forza che fa germogliare il seme è quella che sostiene il benessere dell'organismo, ed è compito del terapeuta riconoscerne il flusso più che intervenire sulla forma. È una visione che la Scuola Medica Salernitana, nel suo pragmatismo mediterraneo, tradusse in regole di vita quotidiana: il cibo, il sonno, il movimento, l'equilibrio degli umori come strumenti per non ostacolare quella stessa vitalità sottile.

Nulla è davvero separato: esseri umani, animali, piante e perfino ciò che consideriamo inanimato partecipano a una rete di comunicazione ininterrotta — è la biologia che oggi conferma ciò che l'agopuntura pratica da millenni sul corpo del paziente.

Leggendo “Ombre” viene naturale chiedersi perché la scienza contemporanea, dopo aver a lungo deriso queste intuizioni come residui pre-razionali, cominci ora a incontrarle di nuovo, questa volta armata di strumenti di misura più sottili. La risposta, credo, non sta in una improvvisa resa della razionalità, ma nella maturazione di una scienza che comincia a occuparsi non solo di ciò che può misurare oggi, ma di ciò che potrà misurare domani, quando avrà affinato i propri strumenti teorici e sperimentali.

È lo stesso movimento che, in ambito clinico, porta sempre più professionisti della salute convenzionale a sedersi allo stesso tavolo di chi pratica agopuntura medica, mindfulness o counseling olistico: non per abolire le rispettive competenze, ma per riconoscere che la persona è una sola, e che la sua ombra — la sua parte invisibile — merita la stessa cura dedicata alla parte misurabile.

È questa la prospettiva che continuo a portare nel lavoro quotidiano dell'Origin Program, nei percorsi che integrano Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Quantistica, Counseling Olistico e Mindfulness: non tecniche giustapposte, ma sguardi diversi sulla stessa acqua, che ha bisogno di scorrere per non imputridire.

Se il tema dell'invisibile che governa il visibile vi incuriosisce quanto ha incuriosito me, vi aspetto nei percorsi degli studi di Lomazzo e Buttrio, dove proviamo ogni giorno, con strumenti antichi e sguardo contemporaneo, a rimettere in circolo ciò che si era fermato.

RINGRAZIO: PAOLA, mia moglie, per il regalo di questo libro illuminante


Bibliografia

Citro Della Riva, M. (2026). Ombre. L'altro lato delle cose: la realtà oltre i confini dei sensi. Milano: Sperling & Kupfer.

Citro Della Riva, M. (2025). Illusione. Viaggio nell'invisibile tra scienza e spiritualità. Milano: Sperling & Kupfer.

Citro Della Riva, M. (2024). Diversamente sani. Manuale per meglio sopravvivere ai medici e alle malattie. Milano: Byoblu Edizioni.

Citro Della Riva, M. (2022). Apocalisse. Li hanno lasciati morire. Milano: Byoblu Edizioni.

Citro Della Riva, M. (2021). Eresia. Milano: Byoblu Edizioni.

Maciocia, G. (2021). I fondamenti della Medicina Cinese. Milano: Edra.

Rochat de la Vallée, E. (2021). Il grande libro della medicina cinese. Torino: Jaca Book.

Kaptchuk, T. J. (2023). Medicina cinese: la tela senza tessitore. Roma: Casa Editrice Astrolabio.

Jung, C. G. (2021). L'uomo e i suoi simboli. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Bingen, H. von (2020). Il libro delle opere divine. Milano: San Paolo Edizioni.

Nessun commento: