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martedì 25 novembre 2025

GOMMA E MATITA E UNA LEZIONE DI VITA...


 
Un giorno, la gomma guardò la matita e, con voce gentile, le chiese:
– Come stai, amico mio?
La matita rispose seccamente, senza nemmeno alzare lo sguardo:
– Non sono tuo amico. Ti odio.
La gomma, colpita da quelle parole taglienti, domandò con tristezza:
– Perché?
– Perché cancelli sempre quello che scrivo – ribatté la matita con rabbia trattenuta.
Ma la gomma, con la dolcezza che nasce da chi conosce il proprio scopo, disse:
– Io cancello solo gli errori. Lo faccio per aiutarti.
– E perché dovresti farlo? – insistette la matita, ancora diffidente.
– Perché è la mia natura. Sono nata per questo – spiegò la gomma, con una calma che non chiedeva nulla in cambio.
 
La matita scosse la testa:
– Questo non è un vero lavoro.
– Eppure il mio compito è tanto importante quanto il tuo – rispose la gomma con convinzione.
– Ti sbagli, sei arrogante. Scrivere è più nobile che cancellare – insistette la matita, alzando la voce.
 
Ma la gomma non si scompose:
– Togliere ciò che è sbagliato è come riscrivere ciò che è giusto.
A quel punto, la matita restò in silenzio, colpita da quelle parole semplici ma profonde. Poi, con un filo di malinconia, sussurrò:
– Ti vedo ogni giorno più piccola…
 
La gomma sorrise teneramente:
– È vero. Ogni volta che cancello un errore, perdo un pezzetto di me. Ma lo faccio volentieri, perché so che sto aiutando.
La matita, con voce roca e occhi lucidi, aggiunse:
– Anche io mi sento più corta ogni giorno…
La gomma allora le si avvicinò e la consolò:
– Vedi? Nessuno può fare del bene senza rinunciare a qualcosa di sé. È questo il segreto.
Poi la guardò con affetto sincero e chiese:
– Mi odi ancora?
 
La matita, finalmente serena, sorrise:
– Come potrei? Ti vedo sacrificarti ogni giorno per gli altri. Ogni mattina ti svegli, e sei un po’ meno di ieri… ma solo perché hai donato speranza e sollievo.
E allora, con la voce del cuore, concluse:
– Se non puoi essere una matita per scrivere la felicità degli altri, sii una buona gomma che cancella i loro dolori. E semina speranza, ovunque tu passi.
Perché il bene non fa rumore… ma lascia un segno che nessuna gomma potrà mai cancellare.
 
dal web 

giovedì 25 settembre 2025

La menopausa come momento particolare

 



“Ci sono stagioni che non sono la fine, ma una metamorfosi.”

Come gli alberi che in autunno si spogliano delle foglie per prepararsi a una nuova vita interiore, così la donna, con la menopausa, attraversa una soglia che non è soltanto biologica, ma profondamente esistenziale.

La medicina occidentale descrive la menopausa come la cessazione della funzione ovarica, la fine delle mestruazioni, un calo degli estrogeni accompagnato da vampate, insonnia, sbalzi d’umore. Una visione clinica, utile ma riduttiva.

Per molte donne, infatti, questo passaggio non è semplicemente un “deficit” ormonale, ma un momento di trasformazione identitaria: si interrompe un ciclo, ma si apre un nuovo spazio di libertà, di forza e di saggezza.

La MTC non considera la menopausa come un malfunzionamento, ma come un naturale mutamento del ciclo vitale.

La donna, secondo i classici, vive sette cicli di sette anni. Intorno ai 49 anni, l’energia del Rene, serbatoio dello Yin e del Jing, inizia a trasformarsi: non più orientata alla fertilità, ma alla conservazione e all’interiorità.

I sintomi della menopausa – vampate, sudorazioni, secchezza, irritabilità – sono espressione di squilibri tra Yin e Yang, tra il calore che emerge e i fluidi che si riducono.

Oltre alla dimensione fisiologica, la MTC vede però in questa fase un’opportunità spirituale: lo Shen, la “mente-cuore”, può liberarsi da legami biologici e aprirsi a una dimensione più ampia di consapevolezza.

Nelle culture antiche la menopausa era vissuta come ingresso in un ruolo nuovo: quello della donna-saggia, custode dell’esperienza, voce della comunità.

Oggi, in una società che esalta la giovinezza e teme l’invecchiamento, la menopausa viene spesso percepita come una perdita, ma se la guardiamo con occhi diversi, essa appare come una soglia di maturazione, in cui l’energia non più spesa nella ciclicità mestruale può essere orientata alla creatività, alla cura, alla trasmissione.

La MTC suggerisce diversi percorsi per vivere la menopausa in equilibrio:

Nutrire lo Yin con alimenti idratanti, riposo, meditazione, erbe come Rehmannia o Angelica sinensis.

Stabilizzare lo Shen con pratiche di respirazione e tecniche di rilassamento.

Riequilibrare Yin e Yang con terapie come moxibustione, riflessologia, cromopuntura, che armonizzano i flussi energetici.

La menopausa non è un tramonto, ma un passaggio: un invito a lasciare che il corpo si trasformi insieme all’anima. Non si tratta di “resistere” al cambiamento, ma di abitarlo.

Come scriveva Rilke: “Il futuro entra in noi, per trasformarsi molto prima che accada.”

Così, la menopausa diventa un futuro che si fa presente: un tempo nuovo, da vivere con consapevolezza e libertà.

Ogni donna porta in sé la saggezza di questa metamorfosi.


Prenditi uno spazio di ascolto quotidiano: un respiro consapevole, una passeggiata lenta, un gesto di cura rivolto a te stessa. Non temere di cambiare ritmo: la menopausa non toglie, ma restituisce.

Se vuoi conoscere meglio tecniche della MTC per affrontare la tua menopausa contattami


Riferimenti bibliografici

  • Davis, S. R., Lambrinoudaki, I., Lumsden, M., Mishra, G. D., Pal, L., Rees, M., Santoro, N. (2022). Menopause. Nature Reviews Disease Primers, 8(1), 1–21. 

  • Caan, B., & Chen, W. Y. (2021). Menopause and Healthy Aging. JAMA, 326(24), 2465–2466. https://doi.org/10.1001/jama.2021.21913

  • Li, X., Liu, Y., Li, C., & Xu, H. (2021). Traditional Chinese Medicine for Menopausal Symptoms: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2021, 1–16. 

  • Randolph, J. F., & Thurston, R. C. (2022). The Menopause Transition and Health After Menopause. Obstetrics & Gynecology, 140(4), 737–752. 

  • Zhang, Q., Yue, J., Lu, Y., Liu, Y., & Sun, Z. (2023). Integrative Medicine for Menopause: Current Approaches and Future Perspectives. Frontiers in Pharmacology, 14, 1102345. 

  • Hunter, M. S., & Gentry-Maharaj, A. (2020). Menopause, Mental Health and Wellbeing: The Need for an Holistic Approach. Maturitas, 138, 1–2. 

martedì 9 settembre 2025

E TU SEI CONNESSO?

 







Scegliere la Connessione: l’Arte di Ritornare alla Vita

 “Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.” — Carl Gustav Jung

Cosa succede quando ci si sveglia davvero?
Forse si sente il vuoto. Il rumore del silenzio. Il battito del cuore dimenticato.
Oppure ci si accorge che, pur circondati da messaggi, notifiche, reti e satelliti, non si è più connessi a nulla.

Viviamo in un paradosso digitale: mai così raggiungibili, mai così soli. Mai così informati, mai così smarriti.
Eppure, una parte di noi lo sa: l’unica connessione che conta è quella che ci riconduce a noi stessi, agli altri, alla natura, al respiro.

 “Tutto si tiene”, scrive Italo Calvino ne Le città invisibili, ed è in questa invisibile rete di relazioni che la nostra salute, la nostra anima e la nostra stessa identità prendono forma.

Viviamo in un’epoca in cui siamo sempre connessi, ma raramente connessi veramente. I nostri dispositivi si sincronizzano in millisecondi, ma noi disimpariamo ogni giorno la connessione più antica e vitale: quella con noi stessi, con l’altro, con il cosmo.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), da millenni, ci invita a riconoscere i legami profondi tra corpo e spirito, tra Cielo e Terra, tra l’Uomo e l’Universo. È la scienza dell’interrelazione, la filosofia della connessione consapevole. Ogni sintomo, nella visione orientale, è segnale di una disarmonia, di una rottura del dialogo tra le parti: tra organi, emozioni, stagioni, pensieri. E ogni guarigione comincia proprio dal riconnettere.

Il filosofo Martin Buber parlava di relazione come fondamento dell’esistenza: “L’uomo diventa Io nel momento in cui dice Tu”. Senza l’altro, non siamo. Anche nella fisiologia moderna, si osserva che cellule isolate degenerano più velocemente: senza un ambiente, senza comunicazione cellulare, perdono funzione e identità. Allo stesso modo, noi esseri umani privi di relazioni autentiche perdiamo coerenza, ci infiammiamo, ci ammaliamo.

Ecco che il cuore, in MTC, non è solo organo fisico, ma è il “Palazzo dello Shen”, la dimora della coscienza e della connessione empatica. Quando il Cuore è vuoto, confuso o agitato, la persona è sradicata. Quando invece è sereno, calmo e centrato, siamo capaci di relazioni profonde, autentiche e nutrienti. Il cuore è la nostra antenna, il ponte tra cielo e terra.

Nel Tao Te Ching, Lao Tzu afferma:

L’uomo segue la Terra. La Terra segue il Cielo. Il Cielo segue il Tao. Il Tao segue ciò che è naturale.”

Essere connessi significa quindi seguire il ritmo delle cose, non opporsi al fluire, ma entrarvi come goccia nel fiume. 

In MTC, ogni organo è in relazione con uno spirito-emozione (Hun per il Fegato, Po per il Polmone, Shen per il Cuore...) e ogni relazione che instauriamo con l’esterno trova un’eco nei nostri organi.

Ogni rottura è anche un danno interno.

Ogni legame guarito è una riparazione fisiologica.

L’intervento olistico, allora, non cura “il problema”, ma riattiva i circuiti, restituisce senso e sinergia. Una seduta di riflessologia, un trattamento con campi elettromagnetici pulsati, un riequilibrio con i fiori vibrazionali sui punti energetici... tutto questo è un modo per rimettere in comunicazione i vari livelli dell’essere.

Persino le parole possono guarire, quando sono dette nel momento giusto, con la giusta vibrazione. Ogni suono, ogni contatto, ogni presenza è potenzialmente una cura connettiva. Come nei monasteri buddisti o nei cori benedettini, il suono e la vibrazione diventano ponte tra l’umano e il divino, tra il visibile e l’invisibile.

Scegliere la connessione non è un gesto poetico: è un atto di sopravvivenza. In un mondo di iperstimolazione, isolamento e disgregazione interiore, riconnettersi è la più alta forma di medicina. È un atto rivoluzionario.

E tu, che leggi, vuoi restare in ascolto del rumore o sentire il tuo battito?

Vuoi “funzionare” o vivere?

Vuoi guarire sintomi o ritrovare la tua armonia originaria?

È il momento di scegliere, di interrompere l’automatismo, la distanza, la superficialità.

Ti invito a fermarti, a respirare, a riconnetterti. Con il tuo corpo. Con il tuo sentire. Con chi può accompagnarti in un cammino di vera integrazione.

La porta è aperta. La connessione è qui, ora. Sceglila.

 

Bibliografia essenziale:

  • Wang, Y., et al. (2022). Heart–Brain Communication in Traditional Chinese Medicine. Frontiers in Integrative Neuroscience.
  • Capra, F. & Luisi, P. L. (2021). The Systems View of Life: A Unifying Vision. Cambridge University Press.
  • Zhao, L. et al. (2023). Acupuncture and Heart-Brain Communication: From Theory to Mechanisms. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine.
  • Rosenberg, M. B. (2020). La comunicazione nonviolenta: un linguaggio di vita. Esserci Edizioni.

 


venerdì 29 agosto 2025

CISTITE e MTC



Il fuoco che brucia dentro: viaggio nelle radici invisibili della cistite ricorrente

"Ogni mese, puntuale come un orologio infuocato, torna. Brucia, costringe, costringe a fermarsi. La domanda è: da dove arriva davvero questo fuoco?"

C’è un disturbo, apparentemente banale, che tormenta milioni di donne nel silenzio, nella vergogna, nella solitudine. Si chiama cistite ricorrente, e spesso viene liquidata come un semplice problema batterico. Ma quando ritorna, ostinata e crudele, anche dopo mille antibiotici, diventa qualcosa di più: un messaggio del corpo che chiede ascolto profondo. Forse anche perdono.

La medicina occidentale la classifica come infezione del tratto urinario. Diagnosi chiara, soluzione (apparentemente) semplice: antibiotici, antinfiammatori, probiotici. Eppure, per molte donne, la cistite è una compagna costante, più psicologica che batterica, più invisibile che clinica.

Il corpo non dimentica. Lo sanno bene le donne che soffrono di cistiti da stress, da rabbia repressa, da relazioni non elaborate, da traumi mai portati alla luce. Il sintomo diventa rituale, come se il corpo, per via di una saggezza più antica, sapesse che solo attraverso il dolore può richiedere attenzione.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la vescica è legata all’elemento Acqua, in coppia con i Reni, ma attenzione: l’Acqua non è solo fredda e stagnante. Se non circola, se viene compressa o trattenuta, può diventare vapore, calore patologico, fuoco interno. Ed è lì che nascono le infiammazioni.

La cistite, in MTC, può essere espressione di calore umido nella vescica (spesso da alimentazione scorretta, eccessi sessuali, infezioni), fegato che invade la vescica, (quando la rabbia non trova sfogo e si dirige verso l’Acqua), vuoto di Yin del rene, con calore da deficit che risale verso la vescica, deficit di Qi della milza, che non riesce più a contenere l’umidità.

C’è anche un’altra lettura, più sottile: la vescica è l’organo del lasciar andare. E chi soffre di cistiti recidivanti spesso fatica a lasciar andare. Vecchi legami, colpe, emozioni, ricordi dolorosi. Così il corpo, ogni mese, infiamma ciò che è trattenuto.

In molte culture tradizionali, la malattia è una forma di comunicazione. Il corpo è messaggero. Se non si viene ascoltati nei piani superiori (psiche, anima), l’organismo grida con i mezzi che ha. La vescica è il punto più basso del tronco, quasi simbolicamente il luogo dove sedimentano le emozioni non elaborate.

Freud parlava di "isteria somatica", Jung di "ombra psichica", la MTC di "Shen disturbato" e "Qi in ribellione". In ogni caso, il messaggio è chiaro: non guarirà ciò che non viene integrato.

La vera cura non può limitarsi a sopprimere il sintomo.

Occorre un approccio integrato ad esempio fitoterapia cinese e occidentale (per raffreddare il calore e drenare l’umidità), trattamenti energetici (come punti riflessi, moxibustione, cromopuntura, biorisonanza per riequilibrare il meridiano della vescica), counseling olistico e tecniche di rilascio emozionale (per liberare ciò che si trattiene), alimentazione anti-infiammatoria (povera di zuccheri, alcol e cibi piccanti), esercizi di respirazione e meditazione, per rilassare il pavimento pelvico e il sistema nervoso.

Inoltre, è essenziale indagare il significato personale del sintomo. Che cosa ti sta chiedendo la tua vescica? Cosa non riesci a lasciare andare? A cosa ti aggrappi con paura?

La cistite è solo una scintilla: ascoltarla può diventare l’occasione per riscoprire un nuovo modo di abitare il proprio corpo, la propria storia, la propria energia.

Se vivi episodi ricorrenti di cistite e senti che non è solo un problema fisico, affronta la radice del fuoco con un percorso olistico personalizzato.

Prenota una consulenza o un trattamento presso il nostro studio: mettiamo insieme antiche tradizioni e approccio tecnico scientifico per aiutarti a ritrovare equilibrio, libertà e benessere profondo.

BIBLIOGRAFIA

  1. Sihra N., Goodman A., Zakri R., Sahai A., Malde S.
    Cystitis and urinary tract infections in women: a holistic approach.
    British Journal of General Practice, 2020; 70(693): 312–313.
  2. Foxman B.
    Urinary tract infection syndromes: occurrence, recurrence, bacteriology, risk factors, and disease burden.
    Infectious Disease Clinics of North America, 2020; 34(3): 511–530.
  3. Huang W., et al.
    Effects of Chinese herbal medicine on recurrent urinary tract infections: a systematic review and meta-analysis.
    BMC Complementary Medicine and Therapies, 2021; 21: 19.
  4. Jiang M., Wang C., Zhang Z., Zhang Q.
    Traditional Chinese Medicine for Recurrent Urinary Tract Infection: From Clinical Use to Basic Research.
    Journal of Ethnopharmacology, 2023; 306: 116220.
  5. Schoendorfer N., Grimes A. M.
    Recurrent Urinary Tract Infections and the role of the gut–bladder axis: emerging insights.
    Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, 2022; 12: 927315.
  6. Natour M.
    Medicina Tradizionale Cinese: fisiologia, patologia e clinica dei cinque elementi.
    Edizioni AMAL, 2021.
  7. Orloff J.
    The Empath’s Survival Guide: Life Strategies for Sensitive People.
    Sounds True, 2020.
  8. Maté G.
    The Myth of Normal: Trauma, Illness, and Healing in a Toxic Culture.
    Avery, 2022.
  9. Liu Y., et al.
    Study on the correlation between Liver Qi stagnation and recurrent urinary tract infection in women.
    Chinese Journal of Integrative Medicine, 2021; 27(6): 433–438.
  10. Di Stanislao C.
    Psicosomatica e medicina integrata: dalla Mente al Corpo e ritorno.
    Tecniche Nuove, 2021.

 

 

mercoledì 6 agosto 2025

Ho incontrato un vampiro!




I vampiri senza denti: figure energetiche dell’invisibile

 

"Ti è mai capitato di sentirti svuotato dopo aver parlato con qualcuno, come se ti avessero prosciugato ogni energia vitale?"
Non è fantasia, né esoterismo: il fenomeno ha radici profonde nella psicologia, nella tradizione, nella filosofia orientale e nella Medicina Tradizionale Cinese.

Queste figure non hanno mantelli né zanne, ma sanno nutrirsi della tua luce interiore. Li chiamiamo vampiri energetici.

 “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” William Shakespeare, Amleto

I vampiri esistono? Non quelli dalla pelle diafana e i canini aguzzi che affollano romanzi gotici e serie televisive, ma altri, più subdoli, che non si nutrono di sangue ma di vitalità.

Vampiri energetici: un ossimoro affascinante che invita alla riflessione più che alla paura. Non sono morti viventi, ma vivi mortificanti, spesso inconsapevoli del loro agire. Non ti lasciano morsi sul collo, ma uno strano senso di svuotamento dopo la loro compagnia.

In un mondo che ha smarrito la consapevolezza del Qi — l’energia vitale — e che riduce l’umano alla sua produttività, i vampiri energetici proliferano. Li incontriamo nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, persino in noi stessi quando siamo divorati da emozioni stagnanti. Non servono croci o aglio per difendersi, ma una nuova ecologia dell’energia.

La figura del vampiro attraversa secoli e culture, mutando volto ma non sostanza. Dal Dracula di Bram Stoker al Nosferatu di Murnau, fino agli “emotional vampires” della psicologia moderna, il tratto comune è l’appropriazione non consensuale dell’energia altrui. Il vampiro è colui che non produce luce propria, ma vive della luce degli altri.

Carl Gustav Jung avrebbe visto nel vampiro l’archetipo dell’Ombra: l’energia repressa, non integrata, che si manifesta come parassita psichico. In chiave alchemica, è il nigredo, la fase di putrefazione che precede la rinascita, ma se non viene trasmutato, rimane distruttivo. 

La Medicina Tradizionale Cinese conosce da millenni ciò che in Occidente solo oggi iniziamo a chiamare “energetico”. Le dinamiche tra le persone possono provocare reali spostamenti di Qi. Alcuni individui, in costante deficit di energia, tendono inconsapevolmente ad “agganciarsi” agli altri per colmare i propri vuoti.

Nel linguaggio della MTC, il vampiro energetico è spesso associato a una condizione di vuoto di milza e cuore, con tendenza alla preoccupazione eccessiva, all’ansia e alla manipolazione emotiva. Oppure può derivare da un vuoto di rene, in particolare del Jing, l’essenza vitale: soggetti spossati, che cercano costantemente “carburante” negli altri, soprattutto in relazioni affettive sbilanciate.

D’altro canto, chi subisce queste dinamiche può manifestare stasi di Qi del fegato (frustrazione, irritabilità), vuoto di Qi del polmone (tristezza, vulnerabilità) o attacchi al Wei Qi, la barriera difensiva esterna. Quando il sistema difensivo energetico è compromesso, anche la mente perde lucidità, si fa manipolabile, permeabile.

Non è raro che i ruoli si invertano. Il salvatore compulsivo, per esempio, apparentemente sempre pronto ad aiutare, può inconsapevolmente “drenare” l’altro nel suo bisogno di sentirsi indispensabile. In MTC, questa è una tipica espressione di stagnazione del Qi del cuore, che cerca di riempire i propri vuoti attraverso l’altrui sofferenza.

Anche l’ipocondriaco cronico, che chiede ascolto continuo e ossessivo, non chiede tanto cura quanto energia. Come un pozzo senza fondo, rifiuta ogni tentativo di guarigione reale, perché la sua patologia è diventata il modo per assorbire attenzione e presenza.

Il Qi, ci ricorda la medicina cinese, va coltivato e protetto. L’ambiente, le emozioni, la dieta, il sonno, le relazioni: tutto contribuisce a nutrirlo o a consumarlo. La consapevolezza, dice il Tao Te Ching, è il primo passo per il non-agire distruttivo:

 “Conoscere gli altri è intelligenza, conoscere se stessi è saggezza. Chi vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente.”

Laozi, Tao Te Ching

Riconoscere un vampiro energetico (in sé o nell’altro) è già un atto di consapevolezza. Ma è solo il primo passo. Serve poi un’educazione al confine, alla qualità del proprio Qi, al rispetto reciproco dell’invisibile.

In MTC, la protezione non si ottiene solo “difendendosi”, ma rinforzando il proprio centro (Milza), consolidando il radicamento (Reni) e aprendo il cuore (Cuore e Pericardio). Tecniche come il Qi Gong, la meditazione, l’uso mirato di fitoterapici e punti specifici (come Ren 6, St 36, Bl 23, Pc 6) possono aiutare a costruire un campo energetico più solido.

Non si tratta di diventare eremiti per non incontrare “vampiri”, ma di imparare l’arte taoista del vuoto: lasciare che l’energia negativa scivoli via, senza opporre resistenza, ma senza permetterle di entrare.

Il vampiro energetico è un simbolo potente. Ci ricorda che ogni relazione è uno scambio, e che lo squilibrio invisibile può essere più tossico di una ferita visibile. Che la salute non è solo assenza di malattia, ma integrità del nostro campo vitale.

In un tempo che consuma tutto, anche il silenzio, il respiro e l’ascolto diventano pratiche rivoluzionarie. E forse, per guarire davvero, dobbiamo imparare non a difenderci dai vampiri, ma a trasformare in luce ciò che chiede luce.

Se vuoi approfondire come proteggere il tuo campo energetico, rafforzare il tuo Qi e riconoscere i segnali sottili degli squilibri emotivi nelle relazioni, esplora le pratiche della Medicina Tradizionale Cinese con un operatore esperto.

Prenota una consulenza o un trattamento energetico integrato per ritrovare centratura, forza e lucidità.

Trasforma l’esperienza del “consumo” in un cammino di consapevolezza.

 

 

Bibliografia

  1. K. T. Sweeney et al., Energetics and Psychophysiology: The Invisible Exchange, Journal of Energy Psychology, 2021.
  2. Zhang Y. et al., The Role of Qi in Interpersonal Energy Exchange, Chinese Medicine Journal, 2022.
  3. Barbara E. Brennan, Core Light Healing, Hay House, 2020.
  4. McTaggart L., The Power of Eight, Atria Books, 2021.
  5. Yu T. et al., Meridian Sensitivity and Energetic Balance: New Approaches, Integrative Medicine Reports, 2023.
  6. Judith Orloff, Thriving as an Empath, Sounds True, 2020.
  7. Wang Y., Emotional Vampirism and Shen Disturbance: A Comparative Study, TCM Research Bulletin, 2024.
  8. Dacher E., Integral Health: A Path to Human Flourishing, Basic Health Publications, 2020.
  9. Liu J. et al., Acupuncture and Emotional Regulation: Role of Pericardium and Heart Meridians, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022.
  10. Ronchi E., Energia sottile e medicina cinese, Edizioni Mediterranee, 2021.

 

venerdì 18 luglio 2025

Tra Pelle e Spirito: Medicina Tradizionale Cinese, Tatuaggi, Orecchini e Piercing

 


 

Là dove si posa l’ago, si risveglia l’energia.” — Aforisma della Medicina Tradizionale Cinese

Nel gesto millenario dell’agopuntura, l’ago entra nel corpo non per ferire, ma per guarire, per riequilibrare ciò che è in eccesso o in difetto. Allo stesso modo, anche un tatuaggio o un piercing toccano la pelle e la attraversano. Ma a differenza dell’ago terapeutico (praticato dai medici esperti di agopuntura), che segue meridiani invisibili tracciati dallo spirito del mondo, le moderne pratiche estetiche spesso ignorano la mappa energetica dell’essere umano. 

Eppure, possono risvegliare — consciamente o no — potenze profonde, archetipi, memorie cellulari.

Questo post, dove penso di attirarmi le inimicizie di molti,  ha lo scopo di esplorare la relazione, sottile e mai neutra, tra le filosofie orientali, la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e le modificazioni corporee come tatuaggi e piercing: gesti estetici, ma anche rituali contemporanei che talvolta entrano in risonanza (o in contrasto) con il paesaggio invisibile del Qi.

Il corpo è un tempio per molte religioni e filosofie, ma anche una mappa.

Nel pensiero orientale, il corpo non è solo materia. È sacro, vivo, percorso da correnti di energia vitale (Qi), che fluiscono lungo canali chiamati meridiani. Ogni punto del corpo è in risonanza con un organo, un’emozione, un ciclo cosmico.

Per la MTC, bucare o incidere la pelle non è mai neutro. Ogni punto è come un’intersezione in una rete autostradale: colpirla può attivare o bloccare il flusso.

I piercing, ad esempio, spesso colpiscono zone ricche di punti riflessi: la lingua (collegata a Cuore e Milza), l’ombelico (punto centrale dell’energia ancestrale), il naso (punto del meridiano di Vescica o Stomaco, secondo il lato). I tatuaggi invece permanendo sulla pelle possono — secondo alcune scuole taoiste — interferire con lo scambio tra interno ed esterno, alterando il “respiro della pelle” (pi qi), importante per l’equilibrio di Wei Qi, l’energia difensiva.

Ma può un tatuaggio, se realizzato con consapevolezza, diventare invece simbolo di guarigione? In alcune culture orientali, sì.

I tatuaggi rituali e simboli sacri a volte possono diventare sulla pelle il racconto del proprio spirito.

In molte culture asiatiche antiche (come i Dayak del Borneo o le tribù Thai del nord), il tatuaggio era un rito sacro, non estetico. Il Sak Yant tailandese, ad esempio, è un tatuaggio eseguito da monaci buddisti che incorpora mantra e geometrie sacre. È creduto proteggere, rafforzare, guidare. In questo caso, il simbolo inciso sulla pelle è un sigillo: lo yin e lo yang, la tigre e l’Hanuman, diventano spiriti guida.

Questa visione risuona con i principi taoisti: l’intenzione (Yi), che guida il gesto, è più importante del gesto stesso. Se il tatuaggio è carico di significato, se nasce da un bisogno dell’anima, può persino attivare un processo trasformativo.

Ma come? Dipende prima di tutto da chi te lo pratica, dalla scelta del luogo dove la rappresentazione viene emanata e anche dal momento preciso in cui viene realizzata sia in termini di periodo che di cicli circadiani.

Il piercing, invece, è spesso vissuto come atto di ribellione, di affermazione, talvolta di dolore catartico

Ma la medicina cinese chiede: “dove?” e “perché lì?” 

Facciamo alcune riflessioni.

Il sopracciglio attraversa il meridiano della Vescicola Biliare: energia decisionale, coraggio, ma anche rancore.

Il capezzolo è una zona ricca di punti del meridiano dello Stomaco e del Cuore: il piercing può interferire con l’equilibrio emozionale, soprattutto in donne con cicli irregolari o difficoltà affettive.

L’ombelico è considerato il centro del corpo (Shenque): bucarlo potrebbe alterare l’equilibrio dell’energia prenatale, secondo alcune scuole di MTC e Qi Gong (ho conosciuto una nota agopuntrice che basa tutto il suo lavoro quasi esclusivamente su pochi punti intorno all’ombelico).

Il rischio non è solo fisico (infiammazioni, cicatrici), ma energetico. Tuttavia, alcune pratiche tribali usavano i piercing in contesti rituali, per passaggi iniziatici, liberazione da traumi o blocchi. Il dolore era mezzo di risveglio, non moda.

Secondo poi l’auricoloterapia — branca della MTC e medicina riflessa — l’orecchio rappresenta l’intero corpo umano in miniatura, come un feto capovolto. Ogni sua zona corrisponde a un organo, una funzione, un’emozione. Non è un caso che nell’antichità l’orecchio fosse oggetto di particolare attenzione: la MTC ci insegna ad applicarvi semi, aghi, pressione, per modulare funzioni profonde come il sonno, la digestione, l’ansia.

Il punto Shen Men, uno dei principali calmanti del sistema nervoso, viene spesso attraversato dai piercing nella cartilagine superiore.

I punti del rene, del fegato e del polmone, localizzati nel padiglione centrale, possono essere compromessi da piercing o orecchini multipli.

Il punto Zero, punto di riequilibrio generale, vicino al trago, è spesso soggetto a stimolazioni inconsapevoli tramite orecchini decorativi.

Un orecchino o un piercing, se posizionato in una zona sensibile, può dunque alterare — anche cronicamente — la funzione riflessa. Alcune persone riportano insonnia, agitazione o disturbi digestivi inspiegabili che migliorano una volta rimosso il gioiello e trattata la zona con tecniche riequilibranti (magneti, cromoterapia auricolare, moxa o digitopressione).

In medicina orientale, l’orecchio è anche sede dell’energia del Rene — radice della vita — e riceve il riflesso dell’energia prenatale. Per questo i taoisti considerano l’orecchio una zona da proteggere, non da forare.

Dunque il corpo è una pergamena o un tempio inviolabile?

Il buddhismo, in molte sue correnti (soprattutto Mahayana e Zen), tende a scoraggiare le modificazioni corporee non necessarie. Il corpo è un veicolo: non va né idolatrato né mutilato.

Il taoismo è più fluido, ma invita a mantenere il corpo come lo si è ricevuto, perché ogni parte ha uno scopo nella circolazione del Qi e nel processo alchemico interiore.

Eppure, nelle correnti contemporanee del pensiero orientale, si fa strada una lettura più libera: se un simbolo sulla pelle aiuta a trasformare un dolore in un percorso, allora ha valore: non il segno in sé, ma il viaggio che rappresenta. E questo apre a riflessioni contemporanee che possano andare a braccetto con le mode.

In alcune terapie integrate, come la riflessologia energetica, la cromopuntura o l’uso dei diapason, si è osservato che tatuaggi o piercing in specifici punti possono alterare la risposta del corpo. Un tatuaggio su Ren Mai (il meridiano anteriore centrale) può influenzare l’energia sessuale e creativa. Un piercing sulla lingua può disturbare la comunicazione profonda, il dialogo con sé.

In questi casi, si possono usare trattamenti complementari: biorisonanza, trattamenti auricolari, campi elettromagnetici pulsati, oppure tecniche di Qi Gong per riequilibrare.

Serve consapevolezza, prima di tutto.

In definitiva, la MTC non demonizza. Osserva. Interroga. Chiede: “perché hai scelto quel simbolo?”, “perché quel punto del corpo?”. Se la risposta è profonda, il gesto può essere integrato. Se, al contrario, nasce solo dalla moda, potrebbe squilibrare.

La medicina orientale invita a trasformare il corpo in un mandala: ogni atto, ogni segno, ogni foro diventa sacro solo se consapevole.

La pelle è sempre la  frontiera tra visibile e invisibile, tra esteriore ed interiore, come scriveva Italo Calvino, “tutto ciò che tocca la superficie è solo l’inizio di un viaggio sotterraneo.”

La pelle, per l’Oriente, è un confine sottile tra mondo interno ed esterno, tra l’essere e il divenire; tatuarla, forarla, modificarla non è mai un gesto banale.

È un atto rituale, che merita ascolto e rispetto.

Unire saggezza antica e libertà moderna richiede attenzione. Ma può aprire, se fatto in consapevolezza, la porta a una nuova forma di cura: quella che passa attraverso il segno, il simbolo, il dolore che si fa medicina.

In un’epoca che ci spinge a imprimere sull’esterno ciò che forse non sappiamo ancora nominare dentro, tatuaggi e piercing diventano mappe di un viaggio interiore, segni visibili di domande invisibili. Ma ogni segno inciso sulla pelle risuona, amplifica o disturba una nota profonda del nostro organismo sottile.

La Medicina Tradizionale Cinese come abbiamo già detto, non giudica, ma invita all’ascolto. Non nega il simbolo, ma chiede consapevolezza: quale energia stai attivando? quale memoria stai risvegliando?

La pelle, confine tra il mondo e il sé, può essere portale di guarigione o barriera al fluire del Qi.

Forse non è il tatuaggio a curare o ferire, ma l’intento che lo guida. Forse non è il piercing a squilibrare, ma il silenzio con cui lo attraversiamo.

Tra pelle e spirito, tra ago e segno, resta una domanda antica: cosa vuoi davvero raccontare al tuo corpo?

Vuoi capire se un tatuaggio o un piercing stanno interferendo con il tuo equilibrio energetico?

Scopri come la Medicina Tradizionale Cinese può aiutarti a leggere i segni sulla pelle come messaggi del corpo.

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Il corpo ha memoria. Ascoltarlo è il primo passo verso la guarigione.

 

Bibliografia

  • Zhang, Y., et al. (2021). The Meridian System and Biofield Hypothesis: A Review of Empirical Evidence. Journal of Integrative Medicine, 19(2), 87–94.
  • Ma, L., & Wang, X. (2022). Acupuncture Points and Energetic Modulation in Body Art Practices. Chinese Medicine Modernization Review, 7(4), 233–240.
  • Chen, H., & Tao, Y. (2023). Traditional Chinese Medicine and the Energetic Impacts of Body Piercing. Journal of Eastern Healing Arts, 18(1), 56–68.
  • Nguyen, V. T. (2021). Tattoos as Spiritual Expression in Southeast Asian Cultures. Asian Ritual Studies, 33(2), 102–117
  • Rossi, E., & Da Lio, G. (2020). Le mappe del corpo: MTC e pratiche somatiche. Edizioni Mediterranee.
  • Nakamura, T. (2024). Modern Aesthetics Meets Ancient Energy Systems. Asian Body-Mind Integration Journal, 9(3), 74–89.

giovedì 10 luglio 2025

La Divina Commedia come viaggio terapeutico




Nel celebre verso che apre la Divina Commedia, Dante Alighieri scrive: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” (Inferno I, 1–3).

La selva oscura, metafora di smarrimento e disorientamento, si configura come il punto di partenza di un viaggio che è sia spirituale che terapeutico, riflettendo un processo di recupero e trasformazione.

Questo smarrimento non è solo esistenziale, ma secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), è l’indicazione di uno squilibrio energetico che interrompe il fluire armonioso del Qi, l’energia vitale che attraversa il corpo e la mente.


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domenica 22 giugno 2025

VERO O NON VERO?



Lo specchio e la nebbia: percezione e realtà tra Occidente, Oriente e Medicina Tradizionale Cinese

 

"Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo."
— Anaïs Nin

 

La storia dell’umanità è attraversata da un interrogativo profondo: ciò che percepiamo è reale o è solo un’illusione del nostro apparato sensoriale e mentale? Se in Occidente la questione è diventata una sfida epistemologica e scientifica, in Oriente si è trasformata in una via spirituale. La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), figlia di una visione energetico-relazionale del mondo, incarna una sintesi raffinata di percezione e realtà, integrando corpo, spirito e ambiente in un’unica danza vitale.

 

Nella civiltà occidentale, la frattura tra percezione e realtà si è acuita a partire dal pensiero cartesiano. René Descartes, nel celebre cogito ergo sum, separa il pensiero (res cogitans) dalla materia (res extensa), inaugurando una visione dualistica che domina tuttora la scienza moderna.

 

"La percezione non ci dà mai l’essenza delle cose, ma solo il loro fenomeno."
— Immanuel Kant, Critica della ragion pura

 

Da allora, l’esperienza sensoriale è vista con sospetto: ciò che vediamo potrebbe essere un’illusione. L’oggettività diventa il parametro della realtà, e la soggettività – e con essa la percezione – qualcosa da superare o correggere. La scienza contemporanea, pur ammettendo l’influenza dei bias cognitivi e dell’osservatore (come dimostrato dalla meccanica quantistica), tende a ridurre la percezione a un artefatto biologico.

 

"Non percepiamo il mondo: lo interpretiamo."
— Varela, Thompson & Rosch, The Embodied Mind (1991)

 

Le filosofie orientali rovesciano l’equazione. Il mondo percepito è un’illusione (Māyā, nella tradizione indiana), ma non per questo è falso: è solo parziale, impermanente. Il fine non è separare soggetto e oggetto, ma trascenderli nella loro interconnessione.

 

"Ciò che per l’ignorante è il mondo, per il saggio è l’apparenza di un sogno." 
Upanishad

 

Nella tradizione taoista, la realtà non è fissa ma mutevole, governata dal Dao, l’indefinibile principio che regola ogni trasformazione. La percezione non è illusione ma parte del processo conoscitivo, da affinare piuttosto che respingere.

 

"Il Dao che può essere detto non è l’eterno Dao."
— Laozi, Dao De Jing

 

Il cuore della questione orientale è la pratica: meditazione, respirazione, silenzio. La realtà si svela quando la mente smette di afferrare. Come scrive Alan Watts:

"Il problema non è che la percezione inganni, ma che vogliamo definire l’indefinibile."
— Alan Watts, La via dello Zen

 

In MTC, percezione e realtà si incontrano nel concetto di Qi (energia vitale). Il medico non cerca tanto la realtà oggettiva della malattia, quanto la qualità della relazione tra interno ed esterno, tra yin e yang, tra cielo e terra.

 

"La malattia non è un’entità, ma uno squilibrio nella rete di relazioni."
— Elisabeth Rochat de la Vallée, The Essential Book of Chinese Medicine

 

La diagnosi in MTC si basa sulla percezione profonda: osservazione, ascolto, palpazione, interrogatorio. Ogni tecnica è un affinamento dei sensi e della consapevolezza.

 

La realtà del corpo non è mai separata dallo spirito (Shen), e la percezione dell’altro – del suo volto, della sua voce, del suo polso – è già parte della cura. Non si tratta di “vedere la verità”, ma di percepire l’armonia o la disarmonia nel flusso del Qi.

 

"Là dove il Qi scorre libero, non c'è dolore. Dove c'è dolore, il Qi è bloccato."
— Su Wen (Testo fondamentale di MTC)

 

La realtà in MTC è processuale, in divenire, legata al tempo (ritmi circadiani, stagioni, cicli vitali) e al contesto. Il terapeuta è testimone di un’armonia che si è persa, e guida – con aghi, erbe, parole o silenzio – il paziente verso una nuova coerenza energetica.

 

L’Occidente misura, l’Oriente ascolta. Ma oggi, grazie alle neuroscienze, si apre uno spiraglio di convergenza. Studi recenti dimostrano che la percezione modifica la realtà cerebrale e corporea: ciò che crediamo influenza ciò che siamo (Benedetti, 2021).

 

"Il cervello costruisce il mondo a partire da ipotesi predittive."
— Andy Clark, The Experience Machine (2023)

 

Anche la fisica quantistica suggerisce che l’osservatore modifica il sistema osservato, avvicinandosi alla visione taoista della realtà come co-creazione.

 

"Non è il mondo a essere oggettivo, ma l’esperienza condivisa."
— Carlo Rovelli, Helgoland (2020)

 

La verità non è mai solo “là fuori” né solo “dentro di noi”. È in quella zona intermedia dove percezione e realtà si toccano, come due mani in preghiera. Forse, come suggerisce la MTC, la vera guarigione inizia quando smettiamo di inseguire la realtà assoluta e impariamo ad ascoltare i mutamenti del Qi, le sfumature dello Shen, la vibrazione del mondo.

 

"Non si tratta di capire, ma di accordarsi."
— François Jullien, Une seconde vie (2022)

 

Bibliografia

  1. Clark, A. (2023). The Experience Machine: How Our Minds Predict and Shape Reality. Penguin.
  2. Rovelli, C. (2020). Helgoland. Adelphi.
  3. Varela, F. J., Thompson, E., & Rosch, E. (1991). The Embodied Mind. MIT Press.
  4. Jullien, F. (2022). Une seconde vie. Grasset.
  5. Rochat de la Vallée, E. (2010). The Essential Book of Chinese Medicine. Singing Dragon.
  6. Watts, A. (2021). La via dello Zen (nuova edizione). Adelphi.
  7. Benedetti, F. (2021). Placebo: Il potere della mente. Carocci.
  8. Laozi. (2020). Dao De Jing (trad. contemporanea). Mondadori.
  9. Kant, I. (2022). Critica della ragion pura (ed. commentata). Laterza.
  10. Descartes, R. (2021). Discorso sul metodo (ed. critica). Einaudi.

 

martedì 10 giugno 2025

Il Velo di Maya 2.0 — Controllo dell'informazione e manipolazione delle menti nell'era mediatica




“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.” — George Orwell, 1984

 

Nel tessuto invisibile delle nostre giornate, mentre scorriamo passivamente gli aggiornamenti sui social, le notizie filtrate dai grandi media e le narrazioni confezionate ad arte, si muove una forza tanto silenziosa quanto pervasiva: la manipolazione dell'informazione.

Non si tratta più di censura plateale o di propaganda bellicosa: oggi il controllo si manifesta come un raffinato gioco di riflessi, simile al Velo di Maya di schopenhaueriana memoria, un’illusione che separa l’uomo dalla verità.

 

Il Velo di Maya, nella filosofia orientale e poi nella rilettura occidentale di Schopenhauer, rappresenta l’illusione percettiva che impedisce all’essere umano di vedere la realtà ultima delle cose. Tutto ciò che percepiamo con i sensi è una rappresentazione, non la verità: siamo immersi in un mondo fenomenico che ci allontana dall'essenza profonda del reale.

 

Solo attraverso un percorso di consapevolezza possiamo sollevare quel velo e accedere alla conoscenza autentica.

 

Nel mondo iperconnesso, informare non è più sinonimo di illuminare, ma spesso coincide con formare – nel senso più plastico del termine. Le menti vengono modellate, orientate, pacificate o agitate a seconda degli interessi di poteri non sempre visibili.

 

E proprio come nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), dove il flusso dell’energia (Qi) può essere bloccato o diretto per ottenere determinati effetti sul corpo, allo stesso modo i flussi informativi vengono canalizzati per plasmare la coscienza collettiva.

 

“Il Tao che può essere detto non è il vero Tao.” — Tao Te Ching, Lao Tzu

La saggezza orientale ci offre una chiave interpretativa sottile ma potente: non tutto ciò che appare è reale, e ciò che è reale non sempre appare. In un contesto dove l’opinione pubblica è nutrita a colpi di titoli sensazionalistici e frame narrativi binari, la complessità viene sistematicamente espulsa. Il pensiero critico si atrofizza. È la semplificazione il primo atto della manipolazione.

 

La MTC insegna che per curare un malessere bisogna intervenire sulle cause profonde, spesso invisibili. Eppure, la comunicazione contemporanea sembra operare al contrario: ignora le radici per bombardare i sintomi. Le paure collettive vengono alimentate ad arte, le emozioni orientate come aghi d’agopuntura su punti nevralgici del corpo sociale. È un’agopuntura emotiva e narrativa, fatta non di aghi ma di parole, immagini, omissioni.

 

Il controllo non avviene più solo con la forza, ma attraverso la costruzione del consenso, come osservava Antonio Gramsci. La cultura dominante diventa senso comune, e la narrazione egemone si trasforma in verità auto-evidente. I contenuti più virali non sono necessariamente i più veri, ma quelli che rispondono meglio alle logiche del mercato dell'attenzione.

 

 “I fatti non cessano di esistere perché vengono ignorati.” — Aldous Huxley, Il mondo nuovo

 

Nel nuovo ecosistema mediatico, dominato da algoritmi e da una costante sete di attenzione, la narrazione è sovrana. Ogni fatto viene incapsulato in uno storytelling, trasformato in “contenuto” da consumare rapidamente, digerire emotivamente e dimenticare subito dopo. La realtà diventa secondaria rispetto alla sua rappresentazione. Come sosteneva Guy Debord, viviamo in una società dello spettacolo, dove “tutto ciò che era vissuto direttamente si è allontanato in una rappresentazione”.

 

Ma non basta sapere che il velo esiste. Occorre smascherarlo. La vera rivoluzione, oggi, è epistemologica: è la lotta per la qualità dell’attenzione. Come insegna il Chan (Zen cinese), l’essenza del risveglio è vedere chiaramente, contemplare senza giudizio. In un mondo che vive di reattività, la contemplazione è un atto eversivo.

 

Il Qi dell'Informazione Nel sistema dei meridiani della MTC, i blocchi energetici causano malattia. E così accade anche nel corpo della società: quando l’informazione non scorre liberamente, si ammala la democrazia, si atrofizza la libertà interiore. Le parole, se distorte o manipolate, diventano tossine. Il Qi dell’informazione è la verità dinamica, sempre in movimento, mai assoluta. Ma deve poter fluire.

 

“Il saggio è come l’acqua: flessibile, trasparente, indispensabile.” — Zhuangzi

 

Eppure, i media mainstream spesso si comportano come diga, non come fiume. Regolano il flusso, decidono cosa può passare e cosa deve restare in ombra. Il risultato? Una massa sempre più polarizzata, priva di bussola interiore, soggetta a emozioni indotte e incapace di discernere l'origine di ciò che crede.

 

A ciò si aggiunge la manipolazione algoritmica: ciò che vediamo online è già filtrato, selezionato, cucito su misura per rinforzare le nostre credenze. Le cosiddette filter bubbles e camere dell’eco creano un cortocircuito epistemico. Il mondo diventa una conferma continua di sé stesso.

 

Lo specchio infranto “L’uomo è ciò che pensa tutto il giorno.” — Ralph Waldo Emerson

 

Se i pensieri sono alimentati da ciò che leggiamo, ascoltiamo, vediamo, allora chi controlla i contenuti controlla l’identità. Ma l’identità non è una prigione: è un campo di battaglia. La libertà non consiste nell’essere informati, ma nell’essere capaci di scegliere tra le informazioni. E per scegliere, bisogna vedere.

 

Come insegnava il Buddha, la via verso l’illuminazione passa per la retta visione – che non è solo vedere ciò che accade, ma vedere come accade, perché accade, a chi giova.

Allora, forse, spezzare il Velo di Maya non è solo un atto filosofico, ma politico. E spirituale. Perché in un mondo dove tutto è manipolazione, la vera resistenza è il discernimento. Il vero atto rivoluzionario è restare svegli.

 

“La mente è tutto. Ciò che pensi, diventi.” — Buddha

“Conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli dei.” — Iscrizione del tempio di Delfi

“Non cercare la verità, smetti solo di nutrire opinioni.” — Seng-ts’an, Versi sulla Fede nella Mente

 

Bibliografia essenziale

 

  • Pariser, E. (2021). The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You. Penguin.
  • Han, B.-C. (2020). La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite. Einaudi.
  • Harari, Y. N. (2020). 21 lezioni per il XXI secolo. Bompiani.
  • Zuboff, S. (2020). Il capitalismo della sorveglianza. Luiss University Press.
  • Morozov, E. (2022). Contro l'algoritmo: Potere, politica e democrazia nell'era digitale. Laterza.
  • Debord, G. (2023, ried.). La società dello spettacolo. Castelvecchi.
  • Natour, M. (2021). Energia e informazione nella Medicina Tradizionale Cinese. Amal Edizioni.
  • Sun, M. & Li, W. (2023). "Media Control and Qi Flow: A Comparative Study of Information and Traditional Chinese Medicine". Journal of Alternative Cultural Studies.
  • Floridi, L. (2020). Etica dell'intelligenza artificiale. Raffaello Cortina.
  • Crouch, C. (2021). Post-democrazia. Laterza.
  • Murgia, M. (2022). Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più. Einaudi.
  • McChesney, R. W. (2021). Digital Disconnect: How Capitalism Is Turning the Internet Against Democracy. The New Press.
  • Gramsci, A. (2020, ried.). Quaderni del carcere. Einaudi.
  • Lao Tzu. Tao Te Ching. Trad. contemporanee, 2023.
  • Seng-ts’an. Versi sulla Fede nella Mente. Commentari 2020-2024.