Ci sono momenti nella vita che non si misurano con il tempo ordinario. Sono quei respiri sospesi tra una parola e la successiva, quella manciata di secondi tra il momento in cui un maestro di cerimonia abbassa il tea bowl e il momento in cui lo riprende. Sono le pause che fanno tremare l’aria di significato. In Giappone questi momenti hanno un nome: MA.
Non è facile trovare una traduzione soddisfacente in italiano, e questa stessa difficoltà traduttiva racconta già molto della distanza culturale tra il pensiero occidentale e quello orientale. MA (間) significa letteralmente ‘intervallo,’ ‘spazio tra due cose,’ ‘pausa.’ Ma nessuna di queste parole cattura davvero l’essenza di ciò che i giapponesi intendono. Perché MA non è uno spazio neutro, non è il nulla tra due oggetti o due eventi. È uno spazio vivo, carico di potenziale, gravido di significato. È, in una parola, il respiro dell’esistenza.
ne parlo in un articolo su BRAINFACTOR rivista scientifica di neuroscienze
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o qui <MA: il silenzio che parla, ovvero l’arte giapponese della pausa vivente - BRAINFACTOR>

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