Un lago, mille sassi
Immaginate un lago. La sua superficie, al mattino presto, è immobile — uno specchio perfetto in cui si riflettono il cielo, gli alberi, la luce del giorno che comincia. Adesso immaginate che qualcuno, da riva, lanci sassi a ritmo incessante — uno dopo l'altro, senza sosta, senza mai lasciar tornare la quiete. Il lago non scomparirà, ma non potrà mai più riflettere nulla con chiarezza. Nessuna immagine si formerà sulla sua superficie. Solo cerchi concentrici che si sovrappongono, si disturbano, si annullano a vicenda.
Questo è ciò che accade alla mente umana nell'era della guerra cognitiva: non viene distrutta, ma viene resa incapace di vedere chiaramente. E un essere umano che non riesce più a vedere chiaramente è un essere umano che non riesce più a scegliere, a sentirsi, a curarsi. È un essere umano malato, nel senso più profondo — non clinicamente, ma energeticamente, esistenzialmente.
L'articolo "Dopo la verità, prima della menzogna" di Fabio Ciancone, pubblicato su Il Tascabile il 13 maggio 2026, descrive con precisione e lucidità una realtà che chi lavora nel campo del benessere integrale non può ignorare. Ciancone ricostruisce la strategia del flood the zone — l'allagare il campo informativo con stimoli caotici e contraddittori — come tattica deliberata di destabilizzazione cognitiva, già teorizzata dall'ideologo MAGA Steve Bannon nel 2019 e oggi operativa su scala globale. I ministeri della Difesa la chiamano Cognitive Warfare. Io la chiamo, con linguaggio diverso ma non contraddittorio, una forma contemporanea di alterazione del campo energetico collettivo.
Il corpo come campo di battaglia: la prospettiva olistica
La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) insegna che l'essere umano è attraversato da flussi di Qi — energia vitale — che circolano lungo meridiani precisi, garantendo l'armonia
tra le funzioni fisiche, emotive e mentali. Quando questi flussi vengono alterati, bloccati o dispersi, si manifestano prima i sintomi sottili — stanchezza inspiegabile, irritabilità, difficoltà di concentrazione, senso diffuso di ansia — e poi, progressivamente, le manifestazioni più strutturate. La MTC non separa mai la mente dal corpo: ogni disarmonia interna ha una radice energetica, e ogni aggressione esterna — inclusa quella informativa — si sedimenta nel corpo come tensione, come blocco, come perdita di centratura.
Quello che Ciancone descrive come effetto della guerra cognitiva sull'opinione pubblica — "l'obiettivo di tali strategie è il caos, la confusione generata dall'estrema polarizzazione che rallenta fino a immobilizzare l'azione decisionale" (dal dossier Cognitive Warfare del Ministero della Difesa italiano, 2023) — è esattamente ciò che nella pratica olistica riconosciamo come stasi del Qi: l'energia che non scorre più, che si accumula e si disperde contemporaneamente, producendo quello stato di paralisi reattiva che molte persone descrivono come non riesco a fare nulla, ma non riesco nemmeno a stare fermo.
Hildegard von Bingen, la grande mistica e medica benedettina del XII secolo, parlava di viriditas — la forza verde, la vitalità originaria dell'essere vivente — come di una proprietà intrinseca dell'anima umana che può essere offuscata ma non estinta. Nel suo Causae et Curae descriveva come le passioni disordinate, i pensieri ossessivi e le emozioni non elaborate producessero uno stato di humorum perturbatio — uno squilibrio degli umori — che si manifestava nel corpo come stanchezza, malinconia e perdita di orientamento (von Bingen, H., Causae et Curae, Mimesis, 2020). Oggi sostituiremmo "humorum perturbatio" con sovraccarico del sistema nervoso autonomo, ma la sostanza del processo è la stessa. La tradizione parla, la scienza contemporanea conferma.
L' infodemia come patologia energetica collettiva
Carl Gustav Jung, nella sua riflessione sulla psiche collettiva, aveva intuito che le forze che abitano il campo culturale di una civiltà — gli archetipi, le narrazioni dominanti, i simboli condivisi — non sono mere astrazioni: agiscono sulla psiche individuale con la stessa concretezza con cui un campo magnetico agisce sulle particelle di ferro. Come egli stesso scriveva, "il confronto con l'Ombra è, per così dire, il saggio dell'apprendistato sul cammino del sé" (Jung, C.G., Aion, Bollati Boringhieri, 2021). L' Ombra collettiva — ciò che una società non vuole vedere di sé stessa — si nutre precisamente di quei meccanismi di disinformazione e manipolazione che Ciancone analizza con cura nel suo articolo.
L'AI slop — i contenuti artificiali generati in massa per saturare la sfera informativa — produce quello che potremmo definire un'entropia simbolica: una proliferazione di immagini, parole e narrazioni prive di coerenza interna, che non comunicano significato ma lo erodono progressivamente. In questo senso, la guerra cognitiva non è solo un problema politico: è una crisi del senso, un attacco alla capacità umana di costruire narrazioni coerenti della propria esperienza. E senza una narrazione coerente, senza la capacità di interpretare ciò che ci accade, l'essere umano perde il filo che lo connette a sé stesso — e, con esso, la capacità di curarsi davvero.
La Scuola Medica Salernitana — il più antico centro di medicina scientifica dell'Occidente medievale — sosteneva nel suo celebre Regimen Sanitatis Salernitanum che il benessere dell'uomo dipende dall'equilibrio di tre fattori: il corpo, la mente e l'anima. L'influenza negativa delle passioni turbate, dell'angustia animi — l'angoscia dell'anima — veniva considerata causa primaria di ogni declino della vitalità. Non diversamente, il sovraffollamento informativo produce oggi un'angustia animi digitale: una forma di angoscia senza oggetto preciso, diffusa e persistente, che svuota l'individuo della sua capacità di scelta consapevole.
La vulnerabilità sistemica: quando il rumore esterno diventa silenzio interno
Il documento del Ministero della Difesa italiano citato da Ciancone identifica come leva primaria della guerra cognitiva i bias cognitivi — quelle deformazioni sistematiche del giudizio che ci rendono più vulnerabili alla manipolazione. Ma c'è qualcosa di più profondo che vale la pena esplorare in questa sede. Il filosofo e monaco zen Thich Nhat Hanh, nella sua riflessione sulla consapevolezza come pratica di presenza radicale, scriveva che "la vera comprensione non è mai separata dalla compassione. Quando siamo confusi, siamo anche incapaci di amare" (Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo, Ubaldini, 2022). La confusione cognitiva prodotta dalla guerra dell'informazione non è quindi solo un problema epistemico: è una crisi della relazionalità, della capacità di stare in contatto con sé stessi e con gli altri in modo autentico.
In termini di Medicina Quantistica — un campo di ricerca che studia le interazioni tra i campi bioenergetici dell'organismo e i campi elettromagnetici dell'ambiente — il bombardamento informativo incoerente può essere paragonato a un'esposizione prolungata a un rumore di fondo che interferisce con la coerenza dei segnali biologici. Il fisico e biologo Fritz-Albert Popp ha dimostrato che le cellule comunicano attraverso fotoni coerenti — luce biologica ordinata — e che questa coerenza è sensibile alle perturbazioni del campo. Se trasferiamo questa logica al livello del sistema nervoso e del campo percettivo-emotivo, possiamo ipotizzare che la saturazione informativa produca una de-coerenza del campo cognitivo-energetico: una perdita di ordine interno che si manifesta come affaticamento, disorientamento e ridotta capacità di discernimento.
Il discernimento come pratica di benessere
La risposta olistica alla guerra cognitiva non è, banalmente, "spegnere i dispositivi" — sebbene il confine digitale sia una pratica igienica fondamentale. La risposta è più profonda e riguarda il ripristino di quella che in MTC chiamiamo la funzione dello Shen — la mente-spirito che risiede nel Cuore — e che nei testi classici viene descritta come la facoltà di distinguere, di separare l'essenziale dal superfluo, il vero dal falso, il nutrimento dal veleno.
Il Nèijīng Sùwèn, il testo fondamentale della medicina cinese classica, afferma che "quando il Cuore è tranquillo, le diecimila cose sono in ordine" (Ni, M., The Yellow Emperor's Classic of Medicine, Shambhala, 2022). Il Cuore nella MTC non è solo l'organo che pompa il sangue: è la sede della coscienza, dell'integrazione psichica, della capacità di dare senso all'esperienza. Quando lo Shen è perturbato — per stress cronico, sonno insufficiente, sovrastimolazione sensoriale o sovraccarico informativo — l'individuo perde la capacità di orientarsi, di scegliere, di agire in modo coerente con i propri valori.
Il counseling olistico, che integra la dimensione psicologica con quella corporea ed energetica, lavora esattamente su questa funzione: non gestire i sintomi, ma ripristinare la capacità di ascolto interno. Come scriveva Viktor Frankl — sopravvissuto all'Olocausto e fondatore della logoterapia — "tra lo stimolo e la risposta c'è uno spazio. In quello spazio sta il nostro potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta risiedono la nostra crescita e la nostra libertà" (Frankl, V., Logoterapia e analisi esistenziale, Morcelliana, 2023). Quello spazio — quel silenzio fertile tra impulso e azione — è esattamente ciò che la guerra cognitiva cerca di eliminare. Il lavoro olistico è, in buona parte, il lavoro di restituire quell'intervallo.
La mindfulness come antidoto sistemico
La pratica della mindfulness — intesa non come tecnica di rilassamento ma come allenamento sistematico alla presenza consapevole — è oggi una delle risposte più studiate al problema del sovraccarico cognitivo. Ricerche recenti (Lazar, S. et al., "Mindfulness-based interventions and media literacy: a pilot study", Journal of Cognitive Enhancement, 2023) hanno rilevato che soggetti con pratica regolare di mindfulness mostravano una significativamente maggiore capacità di riconoscere le tecniche manipolative nei contenuti mediatici, una ridotta reattività emotiva ai contenuti di disinformazione e una maggiore coerenza nelle scelte decisionali. Non è sorprendente: la mindfulness allena esattamente la funzione dello Shen di cui parla la MTC — la capacità di osservare l'esperienza senza esserne travolti.
Nel contesto formativo e pedagogico, l'educazione al discernimento informativo diventa una pratica di cura del sé non meno importante dell'igiene alimentare o del movimento fisico. Come scriveva Paulo Freire — la cui opera ha profondamente influenzato il pensiero su formazione, coscienza critica e trasformazione sociale — "la coscienza critica è integrazione dell'uomo con la sua realtà" (Freire, P., La pedagogia degli oppressi, EGA, 2021). La coscienza critica, in questo senso, non è solo un valore intellettuale: è una condizione di benessere psicofisico, una forma di igiene energetica nel senso più pieno del termine. Formarsi alla presenza — questo è il cuore del lavoro che porto avanti da anni attraverso Formazionezero.
Un'economia della crisi e il suo impatto sul benessere collettivo
Ciancone, nell'articolo che ha ispirato questa riflessione, non si ferma all'analisi ideologica ma scende nella dimensione economica: la precarizzazione del lavoro giornalistico, l'acquisto di grandi testate da parte di oligarchi senza competenza editoriale, la crisi strutturale del giornalismo tradizionale. Il 42% dei giornalisti freelance in Italia guadagna meno di cinquemila euro lordi all'anno — non solo un dato di povertà economica, ma una condizione di vulnerabilità sistemica che rende il campo informativo più permeabile alla manipolazione.
Dal punto di vista del benessere olistico, questa crisi economica ha una dimensione collettiva che non possiamo ignorare. Il filosofo coreano Byung-Chul Han descrive come la società della prestazione — quella in cui l'individuo si auto-sfrutta inseguendo la logica produttivistica del rendimento massimo — produca una forma di esaurimento collettivo che lui chiama "burnout della società": "La società della prestazione produce una stanchezza che non si può risolvere con il riposo. È una stanchezza che svuota, non una stanchezza che nutre" (Han, B.C., La società della stanchezza, Nottetempo, 2022). Il giornalista precario, il lettore sopraffatto, il cittadino disorientato: sono manifestazioni diverse dello stesso esaurimento sistemico.
La risposta non è solo politica. È anche, e forse soprattutto, una risposta del singolo che sceglie di prendersi cura della propria capacità di presenza, di discernimento, di radicamento nel proprio centro vitale. Nessun cambiamento collettivo è possibile senza persone che abbiano ritrovato la bussola di sé stesse.
Riportare l'acqua alla fonte
Torniamo al lago della metafora iniziale. I sassi continueranno a cadere — forse sempre più in fretta, sempre più numerosi. Ma c'è qualcosa che i sassi non possono togliere al lago: la sua profondità. Sotto la superficie agitata, il fondo rimane immobile. E in quella profondità — nell'immobilità che nessuna perturbazione superficiale può raggiungere — abita la nostra capacità di vedere chiaramente, di scegliere consapevolmente, di agire in modo autentico.
Il lavoro che svolgo nei miei studi attraverso il Programma Origin è esattamente questo: accompagnare le persone a ritrovare quella profondità; non attraverso la fuga dal mondo, ma attraverso il radicamento in sé stesse. Attraverso il riequilibrio energetico — che integra la prospettiva della MTC, della Medicina Quantistica, del counseling olistico e della mindfulness — è possibile recuperare quella coerenza interna che la guerra cognitiva cerca di erodere. Non si tratta di diventare impermeabili al mondo: si tratta di tornare a sentirsi abbastanza centrati da non esserne sommersi.
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Se senti che il campo informativo ti ha lasciato stanco, disorientato, incapace di distinguere ciò che è essenziale da ciò che è rumore, ti invito a contattarmi. Non per darti risposte preconfezionate, ma per accompagnarti a ritrovare le tue. Il riequilibrio energetico non è un lusso: è una necessità di questo tempo.
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Bibliografia
Ciancone, F. (2026). Dopo la verità, prima della menzogna. Il Tascabile, 13 maggio 2026. https://www.iltascabile.com/linguaggi/dopo-verita-prima-menzogna/
Ministero della Difesa Italiano (2023). Cognitive Warfare. La competizione nella dimensione cognitiva. Edizione 2023. Disponibile su: www.difesa.it
Jung, C.G. (2021). Aion. Ricerche sul simbolismo del sé. Torino: Bollati Boringhieri.
von Bingen, H. (2020). Causae et Curae. Le cause e le cure delle malattie. A cura di Beretta, M. Milano: Mimesis.
Thich Nhat Hanh (2022). La pace è ogni passo. Roma: Ubaldini Editore.
Ni, M. (2022). The Yellow Emperor's Classic of Medicine. Boston: Shambhala Publications.
Frankl, V. (2023). Logoterapia e analisi esistenziale. Brescia: Morcelliana.
Lazar, S. et al. (2023). Mindfulness-based interventions and media literacy: a pilot study. Journal of Cognitive Enhancement, vol. 7, n. 2, pp. 114–129.
Freire, P. (2021). La pedagogia degli oppressi. Torino: EGA Editore.
Han, B.C. (2022). La società della stanchezza. Milano: Nottetempo.
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