Avete mai visto il film Rashomon di Akira Kurasowa?
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bene, ve lo consiglio vivamente.
La storia in breve: un samurai nel Giappone medioevale (ma potrebbe essere anche ai giorni nostri) viene ucciso e un giudice indaga ascoltando quattro testimoni.
Per quanto attendibili le quattro versioni non coincidono rendendo i testimoni non plausibili. Il film ha addirittura creato il termine "effetto Rashomon" per descrivere le situazioni in cui le verità percepite superano quella reale aprendo un dibattito molto ampio su "soggettività" ed "oggettività".
Cosa è la verità? O meglio quale verità vogliamo vedere e poi riportare? E quale verità ci è riportata per evidenti secondi fini?
Il dibattito è aperto e, entrando anche nel campo della deontologia e dell'etica, dovrebbe farci riflettere: quanto di ciò che sentiamo è reale, o meglio il più vicino possibile a fatti ed eventi?
Quando vengo chiamato per dei percorsi formativi di gruppo apro sempre le sessioni con un vecchio gioco: faccio vedere un'immagine complessa a un partecipante che poi dovrà descriverla ad un altro e così via.
Cosa pensate che resti della vera immagine? Ben poco e il più delle volte è letteralmente travisata proprio perchè filtrata dalle esperienze personali di ognuno.
Per questo dico sempre che una fonte non basta, servono fonti diverse, documentazioni e tanto tempo da dedicare alla ricerca (sempre se non ci si accontenta della prima informazione) e anche i "consigli degli esperti" a volte sono travisati dal loro unico punto di vista. Un esempio?
Se aveste la necessità di un intervento chirurgico importante considerereste valida solo la prima opinione o consultereste più professionisti?
Questo vale per ogni cosa. Certo anche la fiducia è fondamentale, ma ogni buon vero professionista aiuta a capire, a ricercare, a non dare nulla per scontato e lotta col suo assistito cercando in più fonti la soluzioni ideale.
Quindi:
Non dare nulla per scontato è la parola d'ordine, lo dobbiamo prima di tutto a noi stessi e alla nostra coscienza che conosce bene sia noi che i fatti in cui siamo emotivamente coinvolti. La ricerca scientifica vera si basa su questo!
Essere centrati e prima di agire riflettere su fatti ed opinioni distinguendone uno dall'altro.
Ricordare che chi non la pensa come noi non è un nemico, ma qualcuno che ha avuto altre fonti e per questo è necessario dialogo e apertura mentale (importante da parte di entrambi).
Non dare nulla per scontato perchè la realtà è un nostro costrutto e parte da noi con la non aderenza totale ai condizionamenti e alle etichette.
Ricordare che la censura è sempre esistita e quando non è evidente è rappresentata da una sorta di "pensiero unico" rivolto e creato per altri scopi.
Darsi da fare sempre perchè ciò che si sa sia utile a tutti concretamente e non sia solo saper ripetere come i pappagalli le prime parole del libro credendo di saperlo tutto senza averlo letto.
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