lunedì 2 marzo 2015

L'invenzione della Brugola

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Una vite su 5 porta il suo nome (qui la storia del brevetto). 

Nessuno penserebbe mai che dietro a un oggetto così semplice e di uso così comune c'è una storia imprenditoriale antica e un cognome tipicamente lombardo: il sig. Brugola appunto che esportò in tutto il mondo il “Made in Brianza”.

Leggete qui l’articolo che commemora la sua morte. Un uomo semplice dedito al suo lavoro, semplice come girare una vite.

venerdì 27 febbraio 2015

Pensiero del fine settimana

"L’avidità, la rabbia e la stupidità vanno sempre insieme. Quando nel mondo accade qualcosa di male, se osserviamo con attenzione, vedremo che è in relazione con queste tre cose. Se guardiamo ciò che vi è di buono, ci accorgeremo che non manca di saggezza, umanità e coraggio"


giovedì 19 febbraio 2015

lunedì 16 febbraio 2015

La parola contraria

Ho parlato diverse volte del valore e del significato della "parola". In questo ambito il mio più grande maestro è stato il monastero benedettino dove "la Parola" assume sempre un signifcato oggettivo, più ampio, da scrivere proprio con la maiuscola e da non confondere con "le parole". Queste invece sono come le pietre di un selciato, vanno affrontate una ad una, con pazienza e dedizione, con attenzione e cura: possono dirigerti alla meta, ma possono farti cadere o sbagliare strada. "Le parole" devono servire per capire "la Parola".

E così nel mondo delle "parole" non si è mai finito di imparare e conoscere. E' il caso di un piccolo libro che mi è stato regalato nei giorni scorsi "La parola contraria" di Erri De Luca. Al di là delle vicende giudiziarie narrate nello scritto e sulle quali non ho competenza e conoscenza alcuna di giudizio, questo libro mi ha aiutato a scoprire come "la parola contraria" possa essere utilizzata e interpretata dagli altri nelle varie situazioni della vita.
La parola su cui De Luca maggiormente si sofferma è "sabotaggio", il reato che gli è stato contestato.
Interessante vedere come possa essere applicata a vari ambiti e come anche una semplice ricetta di cucina possa essere "sabotata" cambiando un ingrediente e di conseguenza il risultato.

La riflessione rimane su come il significato e il significante a volte si intreccino  in percorsi e meandri che anzichè liberarci ci ingabbino anche nella vita di ogni giorno: un compito male assegnato verrà male interpretato e mal eseguito, una discussione mal gestita produrrà astio e contesa, una buona azione mal espressa verrà male interpretata producendo effetti contrari.
Tutti sabotaggi che esistono nella nostra vita quotidiana quando perdiamo la linearità di ciò che cerchiamo e di ciò che diamo. Tutto questo è cartamente complesso e affascinante allo stesso tempo e ci induce a riflettere su ogni movimento causa-effetto. E anche qui il monastero, luogo dove molti antichi testi sacri vengono studiati attentamente, ci insegna come ci si debba concentrare sempre sulle cause per produrre gli effetti desiderati. Nuova "parola contraria" di una società che invece ci spinge al risultato ad ogni costo senza analizzarne le cause e soprattutto senza stimarne le conseguenze?

sabato 14 febbraio 2015

Pensiero del fine settimana


I piedi dell’uomo non occupano che un piccolo spazio di terra, ed è grazie allo spazio che non occupa che l’uomo può camminare sulla terra immensa.

La mente dell'uomo non penetra che una minuta parte della verità, ed è proprio grazie a quello che non penetra, che la mente dell’uomo può abbracciare il Cielo.

lunedì 9 febbraio 2015

In monastero si diventa Manager


"La Regola di San Benedetto può aiutare ad essere più efficienti a casa, in ufficio e in compagnia. E c'è chi va in monastero per ritrovare la giusta motivazione".
Questo è il tema dell'articolo-intervista che il n. 5 di Vivere Sani e Belli di quest'anno dedica al mio Abbey Programme.
Una proposta che nel corso degli anni, attraverso adeguamenti e aggiornamenti che hanno portato alla nascita di Abbey Programme Coaching e di Abbey Programme Counseling, rimane sempre richiesta e continua a destare l'interesse della stampa, delle imprese e di chi vuole dare un nuovo senso al suo lavoro e alla sua vita.
L'esperienza benedettina rimane un ottimo punto di partenza per una "revisione" personale tra piccoli segreti da copiare dai monaci e momenti di stacco e quiete per ricaricarsi e ricominciare rinvigoriti

Qui puoi leggere l'articolo di Alessia Lucchese.



giovedì 5 febbraio 2015

Un disturbo, un libro di Tiziano Cornegliani



Disordine
Il magico potere del riordino, di Marie Kondo

domenica 1 febbraio 2015

Pensiero del fine settimana

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L’instabilità è feconda se ci ricorda il limite,
è motivo di saggezza se la voglia dell’eccesso
non la fa degenerare in ossesione e ansia

Salvatore Natoli

mercoledì 28 gennaio 2015

Multitasking: un danno irreversibile


Ci richiedono sempre più prestazioni e noi, di conseguenza, stimoliamo costantemente il nostro cervello e il nostro corpo a rispondere velocemente e in modo adeguato. Ci sembra bello poter fare tante cose contemporaneamente, e, nel nostro piccolo, ci appaga essere iper efficienti. Purtroppo gli effetti collaterali non solo sono svariati, ma anche irreversibili.

Se ne parla in questo articolo di Corriere Neuroscienze nel quale il neuroscienziato Daniel J. Levitin, direttore del Laboratory for Music, Cognition and Expertise alla McGill University e autore del libro “The Organized Mind: Thinking Straight in the Age of Information Overload.” (La mente organizzata: restare lucidi nell’era dell’eccesso di informazione ndr) sostiene che « Si è visto che il multitasking aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e di adrenalina, l’ormone del “lotta o scappa”, che può stimolare eccessivamente il cervello e causare annebbiamento o pensieri disturbati — racconta Levitin —. Il multitasking crea un circolo vizioso di dipendenza dalla dopamina, premiando effettivamente il cervello a perdere la concentrazione e a cercare stimoli esterni. A peggiorare le cose, la corteccia prefrontale ha una “distorsione da gadget”, il che significa che la sua attenzione può essere facilmente distratta da qualcosa di nuovo - gli oggetti luccicanti proverbiali che usiamo per invogliare i bambini, cuccioli e gattini".

A quanto pare essere così performanti non è un gran bene e allora mi tornano alla mente gli insegnamenti dei monaci benedettini che si impegnano sempre ad affrontare una cosa alla volta, mettendoci attenzione per evitare di doverci ritornare per correggere le situazioni. Mi pare un passaggio importante anche sotto il profilo sociale: basta supereroi solo apparentemente capaci di fare tutto, ma persone normali abili nel dare risposte efficaci nel momento in cui servono e soprattutto presenti nel momenti di darle non solo a parole, ma anche coi fatti.

sabato 24 gennaio 2015

Un disturbo, un libro di Tiziano Cornegliani


Alcolismo

Di là dal fiume e tra gli alberi,
di Ernest Hemingway

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