lunedì 21 luglio 2014

Dottore che pensa di me?

E' difficile non avere pareri personali, come è altrettanto difficile non avere preconcetti. Serve molta disciplina, una ricerca continua, una ferma volontà di apertura mentale e soprattutto tanto amore per i propri assistiti.
L'iniziativa di cui si parla in questo articolo è altamente innovativa perchè riguarda l’ambito clinico e si chiama “Open Notes” che altro non è che il diario che ogni medico o terapeuta normalmente tiene con gli appunti che riguardano ogni suo paziente. Ora, con “Open Notes” accedendo a un sito dedicato è possibile rivedere le sessioni o gli incontri con il medico e leggere cosa pensa di noi.
Personalmente credo che sarebbe sufficiente chiederlo in modo diretto, ma sono comunque convinto che uno strumento di questo genere potrà solo migliorare la tanto complessa relazione che si stabilisce tra chi cura e chi deve guarire soprattutto per quei numerosi aspetti psicologici ed emotivi che restano di solito nascosti. La collaborazione è sempre utile e quando si tratta di salute credo sia ancora più necessaria: c'è solo da sperare che questo strumento venga ben utilizzato da ambo le parti.

giovedì 17 luglio 2014

L'angolo di Tiziano

"L'alfabeto ci fa strani scherzi: dopo Noia, ecco Ossessione, che ha mille volti. Si può essere ossessionati dal sesso, dal gioco, e dal gioco d’azzardo, dal denaro, dal passato, dalla sete di vendetta o di giustizia, dallo scrivere, e chissà da quante altre cose. Ognuna di queste ossessioni ha molti libri in tema, e spesso si tratta di grandi libri..."
Clicca qui per scaricare il contributo di Tiziano di oggi.

mercoledì 16 luglio 2014

Hotel, arte e benessere


Nel bellissimo film pluripremiato con gli Oscar "Indovina chi viene a cena" la Hepburn, uno dei protagonisti principali, aveva una galleria d'arte che raccoglieva le opere di pittori, scultori e le esponeva nelle stanze degli hotel di lusso dando la possibilità ai clienti di acquistarle. Un'idea sicuramente geniale e innovativa soprattutto se pensiamo che parliamo di un film girato nel 1967. 

Spostandomi molto per lavoro e dimorando in diversi hotel, spesso mi sono reso conto della "bruttezza" di certe stampe anonime o poco appropriate agli ambienti. Ora, per fortuna, qualcosa sta cambiando e in questo articolo se ne parla diffusamente.

Non c'è niente di peggio per chi viaggia di camere poco accoglienti e, come sempre, l'arte aiuta. Meno male che qualcuno se n'è accorto e sono nate delle catene alberghiere specifiche che fanno delle opere d’arte il loro punto di forza. Del resto cosa c'è di meglio quando non si è a casa propria di uno spazio rigenerante che non sia anonimo, ma che ti faccia sentire bene?

lunedì 14 luglio 2014

Pago io lo stage

Quanto cambia il mondo del lavoro? Tanto e molto velocemente. E in tutto questo un giovane neolaureato non può più perdere tempo nei soliti stage non remunerati in cui solitamente impara ad usare la macchina del caffè e quella delle fotocopie. Così agenzie internazionali hanno iniziato a proporre stage in importanti aziende estere dove realmente si può fare un'esperienza degna di essere chiamata tale e che sicuramente arricchirà il proprio curriculum. Dov'è il problema? Che tutto questo ha un costo ed è a carico dello stagista.

Per imparare bisogna insomma pagare e, profumatamente. L'idea sembra funzionare a scapito purtroppo di chi non può permettersi certe cifre e che, a quanto pare, dovrà ricorrere al solito sistema delle conoscenze o alla lunga trafila di lavori e lavoretti. Come al solito, molte capacità andranno sprecate e perse per strada solo perchè non si può pagare la retta. Un vero peccato!

lunedì 7 luglio 2014

Le vacanze, che stress

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Molti sono già partiti, altri ormai sono in procinto di farlo, altri ancora non potranno permettersi nulla, ma tutti con i primi caldi pensiamo alle vacanze. C’è chi vive il ricordo di vacanze al mare o in montagna da bambini o chi anche solo ama scorrazzare per città vuote trovando comunque il modo di dimenticare gli impegni e divertirsi, ma tutti abbiamo voglia di non pensare.
Quello delle vacanze è un tempo per se stessi che andrebbe sfruttato per ritrovare pace e armonia soprattutto con la nostra parte più profonda. Una passeggiata, un buon libro o una sana conversazione lontano dalla fretta sono già ottimi antidoti a quello stress che la crisi sembra aver intensificato oltre misura. Che si parta o si resti l’importante è fermare il tempo ed evitare la frenesia del fare almeno per qualche giorno. Rivivere un senso di stacco e lasciare che le cose trascorrano senza frenesia. È un bellissimo spazio libero in cui potersi finalmente dire che si possono fare cose normali: quali sono quelle che ormai abbiamo dimenticato e che ci ricordano che siamo prima di tutto persone e che ci dobbiamo volere bene, nella semplicità.

venerdì 4 luglio 2014

L'angolo di Tiziano


Le ferie si avvicinano ed è interessante esplorare con Tiziano la noia, uno stato d’animo che per dirla con Leopardi, è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani…


martedì 1 luglio 2014

E tu ti auto-controlli?


Stanchi, stressati, oppressi dalle preoccupazioni, dal troppo lavoro o al contrario dalla totale mancanza? Risultato: basta una piccola scintilla, un nonnulla e i nervi saltano facendoci perdere quell’autocontrollo che abbiamo gestito in modo ragionevole durante tutta la giornata

Eppure a quanto pare secondo Trend in Cognitive Sciences e questo articolo di Corriere Salute è solo una questione di stanchezza; l’autocontrollo non si esaurisce mai e alcuni piccoli trucchi possono aiutarci. I consigli riportati nell’articolo sono tanti, ma tutto sommato riassumibili nel concetto di sapere valutare le priorità e quindi non lasciarsi trascinare da eventi che ci allontanano dagli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere.
Anche se può sembrare impossibile visti i tempi frenetici in cui viviamo, la logica è sempre la stessa: sapersi fermare, dedicare del tempo per se stessi e soprattutto non continuare a vederci e sentirci al centro del mondo, ma come una parte di una comunità viva che ha bisogno anche di noi.

I samurai sapevano ben gestire queste situazioni proprio grazie al loro lungo allenamento allo spirito di gruppo e alla continua ricerca dell’identità personale e spirituale.

Poi se proprio non riusciamo più a “staccare la spina” bisogna saperlo ammettere e lasciarsi guidare sapendo che ciò che vogliamo veramente costa comunque fatica per essere raggiunto e che con pazienza, costanza e determinazione potremo sicuramente farcela.

martedì 24 giugno 2014

E’ sabato e io mi fermo


La civiltà tecnica è la conquista dello spazio da parte dell’uomo. E’ un trionfo al quale spesso si perviene sacrificando un elemento essenziale dell’esistenza, cioè il tempo. Nella civiltà tecnica, noi consumiamo il tempo per guadagnare lo spazio.” Per questo ha senso fermarsi e riconquistare il proprio tempo. Da millenni molti ebrei ortodossi lo fanno dedicando il Sabato, il giorno del riposo, esclusivamente allo studio, alla preghiera, alla relazione con gli altri e vivendoli come un dono eccezionale capace di dare quel nutrimento e quel carburante capace di aiutarli a vivere il resto della settimana. Ne parla Abraham Joshua Heschel ne “Il sabato, il suo significato per l’uomo moderno”. Un libro scritto per tutti quelli che credono nella riconquista del proprio tempo come un valore assoluto che riporta a considerarsi esseri sociali e soprattutto persone autentiche. “L’eternità esprime un giorno” quello in cui non abbiamo bisogno della maschera per ricongiungerci al nostro vero Io.