giovedì 16 maggio 2013

Pensiero del fine settimana


C’è un’antica tradizione in alcuni monasteri Zen del Giappone, secondo la quale se un monaco errante può vincere un dibattito sul Buddismo con uno dei monaci residenti, acquisisce il diritto di pernottare una notte, altrimenti deve proseguire il suo cammino.
Vi era uno di questi monasteri, tenuto da due fratelli; il più anziano era molto istruito, e il più giovane era piuttosto stupido, e in più orbo di un occhio.

Una sera un monaco errante capitò da quelle parti a chiedere ospitalità.

Il fratello maggiore era molto stanco, perché aveva passato tutto il giorno a studiare, perciò disse al più giovane che doveva essere lui ad affrontare il dibattito. «Abbi cura che il vostro dialogo avvenga in silenzio», lo ammonì.
Alcune ore dopo il viandante si presentò dal monaco più anziano dicendo: «Vostro fratello è proprio un tipo straordinario!
Ha vinto il dibattito in modo assolutamente geniale, così ora devo andarmene, non mi è possibile rimanere». «Prima di andarvene – disse il fratello più anziano - vorreste essere così gentile da raccontarmi com’ è andato il dibattito?». «Beh – disse il viandante – per prima cosa
io ho sollevato un dito per simboleggiare il Buddha. Allora il vostro giovane fratello ha alzato due dita, che stavano a rappresentare il Buddha e il suo divino insegnamento.
Così io ho sollevato tre dita ad indicare il Buddha, il suo divino insegnamento e i suoi discepoli.
A questo punto il vostro sagace fratello agitò il pugno chiuso davanti alla mia faccia, ad indicare che tutte queste tre cose provengono da un’ unica realizzazione».
E con queste parole il viandante partì. 

Alcune ore più tardi, il giovane monaco comparve davanti al fratello con aria afflitta. «Mi è parso di capire che hai vinto il dibattito».
Gli disse il fratello più anziano. «Non ho vinto niente – rispose - quel viandante era proprio un villano». «Toh – esclamò l’altro – raccontami come è andata…»
«Sai cha ha fatto – proseguì il giovane – appena mi ha visto ha alzato un dito per insultarmi, per farmi notare che sono orbo di un occhio.
Ma ho pensato che, poiché era un forestiero, era mio dovere comportarmi educatamente, così ho alzato due dita per congratularmi con lui che di occhi ne aveva due.
A questo punto quello screanzato ha alzato tre dita per farmi capire che in due avevamo solo tre occhi, così non ci ho visto più… sono diventato pazzo di rabbia e l’ho minacciato di spaccargli il muso con un pugno».

L’anziano fratello rise.

antica storia zen

martedì 14 maggio 2013

Maestri e Allievi

Avere un buon “Maestro” è fondamentale per la nostra crescita personale. Ma esistono ancora i veri “Maestri”? E soprattutto siamo in grado ancora di essere “Allievi” o ci limitiamo ad essere “studenti”? 
Nani o giganti, tutti abbiamo bisogno di crescere, ma non possiamo farlo da soli… E la storia ce lo insegna.
Ne parlo su Brainfactor nel mio ultimo articolo dal titolo "Maestri e allievi"



lunedì 13 maggio 2013

Samurai Lab su Sport & Work


Dopo l'uscita con un articolo dedicato ad Abbey Programme in questo numero Sport & Work dedica al mio Samurai Lab e alle sue applicazioni in azienda un articolo dal titolo

"L’arma vincente per affrontare le sfide in azienda? Il pensiero del samurai". 



venerdì 10 maggio 2013

Pensiero del fine settimana



"Fai un lavoro che ami
e non dovrai lavorare
neppure un giorno
della tua vita"

Proverbio Arabo

mercoledì 8 maggio 2013

L'angolo di Tiziano


Trovarsi nel "posto giusto al momento giusto" o incontrare la persona che potrà cambiare l'evoluzione degli eventi della nostra esistenza sono solo alcune delle situazioni nelle quali ognuno spera di incappare almeno una volta nella vita. E allora ci si chiede "Ma il caso esiste veramente?". Nulla è per caso anche se gli attori restiamo sempre noi. Tiziano ci guida nella riflessione su questo.

venerdì 3 maggio 2013

Abbey Programme su iWowWe



iWowWe è stata fondata nel 2007 da Bill Starkey, con l'obiettivo di cambiare il mondo della comunicazione, introducendo su larga scala la videocomunicazione.
Oggi è leader nel settore della videocomunicazione online.

Nell'ambito di varie iniziative che iWowWe Italia sta organizzando mi è stato chiesto un intervento dal titolo "Abbey Programme, i manager in monastero". 

Questa videoconferenza sarà trasmessa nella serata di martedi 7 maggio alle ore 21 nel programma "Siamo in diretta…" con Silvia Malics e Claudio Sangalli.

Il link per assistere alla diretta è:  http://bit.ly/ZoOnA5  e lo potete condividere liberamente.
Vi chiedo solo di scrivere il vostro nome e di chi vi ha passato l'invito facendo l'adesione sulla pagina Facebook 


Vi aspetto numerosi come sempre

domenica 28 aprile 2013

Mitologia degli alberi


“La distruzione dei boschi e delle foreste del pianeta non comporta solo gravi danni ecologici. Spesso si dimentica che con gli alberi scompare anche un prezioso patrimonio culturale dell’umanità”. (Jacques Brosse,Mitologia degli alberi). 

Mi colpiscono sempre i tronchi pietrificati e quello che si riesce a produrre dagli scarti del legno o dalle piante abbattute dai fulmini o dalla vecchiaia.
In tutte le tradizioni religiose del mondo, antiche e moderne, c’è sempre presente un albero per simboleggiare il legame tra la terra e il cielo. Le radici dell’albero affondano nella terra, nella realtà, ma i suoi rami si stendono verso l’alto, verso il cielo. E mentre l’albero cresce noi godiamo dei suoi frutti, della sua ombra delle forme di vita che ospita.
Intorno agli alberi sono fioriti miti e leggende tanto da impregnare di densi significati anche la storia di noi uomini: Jacques Brosse ce ne parla nel suo bellissimo libro “Mitologia degli alberi, dal giardino dell’Eden al legno della croce”.
Brosse ci mostra come egizi, semiti, cretesi, indiani, greci, latini, germanici e celti si avvicendino con le loro leggende sotto le fronde dei loro alberi con un enorme rispetto sapendo che la nostra vita e il nostro respiro è legato a loro.
E’ un viaggio mitico e mistico nel quale ritrovare e ritrovarsi in un momento in cui abbiamo bisogno sia di radici che di speranze che ci elevino al cielo.

venerdì 26 aprile 2013

Pensiero del fine settimana



"Le aziende prestano troppa attenzione a quanto costa fare certe cose. 
Dovrebbero preoccuparsi di più di quanto costa non farle."

martedì 23 aprile 2013

L'invidia



“L’esistenza è puntuazione di forza e come tale non solo tende a conservarsi, ma riesce a conservarsi solo se è capace di espandersi: nel contempo ogni puntuazione di forza è sempre una forza limitata. Da qui discende che il bisogno di espansione genera insofferenza non solo nei confronti di quello che ci limita, ma anche rispetto al proprio limite. In questa dinamica risiedono le condizioni strutturali per l’impiantarsi dell’invidia” (Salvatore Natoli).

L’invidia scatta quando ci sentiamo impotenti di fronte alle situazioni e perdiamo il rapporto con la realtà soffermandoci più sulle apparenze e sui pregiudizi che sulla concretezza dei fatti.
Molte volte incontro persone che mi parlano dei successi degli altri soffermandosi solo sugli aspetti esteriori quali ricchezza, vita agiata, carriere brillanti.

Che il mondo non si basi su un concetto di giustizia sociale è una grande verità, ma ciò non significa che anche nel nostro piccolo dobbiamo continuamente incrementare questa convinzione: il perseguirla porta solo ad un impoverimento crescente partendo dalla propria auto-de-valorizzazione.

Cosa fare? Le maggiori filosofie del mondo ci insegnano a:

1. vivere in serenità migliorando le proprie condizioni sulla base degli effettivi bisogni
2. mettersi in gioco costantemente
3. vedere i risultati sempre in un’ottica di crescita
4. non lasciarsi vincere dall’invidia: se nessuno invidiasse gli altri questi non avrebbero niente di cui farsi invidiare
5. evitare di diventare motivo di invidia cercando di produrre sempre effetti positivi con spirito solidale e gratuito.

lunedì 22 aprile 2013

Samurai Lab a Monza

Il tema della risoluzione dei problemi quotidiani è da sempre un "focus" dell'attività imprenditoriale e dirigenziale. La proposta di Samurai Lab è quella di utilizzare gli antichi insegnamenti dei samurai medievali e la loro metodologia di addestramento personale e di gruppo in preparazione agli eventi. "La Via della Spada giapponese: risolvere i problemi attraverso la disciplina e l'automotivazione" è il primo corso teorico e pratico con la metodologia Samurai Lab che propongo quest'anno in collaborazione con Eco-network.
Se desideri maggiori informazioni su Samurai Lab clicca qui per leggere i commenti di chi ha già partecipato e qui per il video.