mercoledì 14 gennaio 2015

La morte della conversazione

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Erano stati progettati per aiutarci nelle relazioni di tutti i giorni: sapere che c'è coda, che hai perso il treno e prenderai quello dopo, che stai bene e hai voglia di tornare a casa e di abbracciare la persona a cui vuoi bene. E’ splendido quando sei lontano non solo sentire, ma vedere sul tuo tablet i tuoi amici, i tuoi familiari, i colleghi di lavoro come se fossero lì con te. Tutto bene dunque con gli smartphone?
No, non sempre è così, lo sappiamo per esperienza e ora ce lo dimostra questo bellissimo reportage fotografico.
E così al ristorante dobbiamo rispondere agli sms o alle mail, lo stesso vale quando siamo in vacanza o quando viaggiamo: una volta ci si tuffava in un buon libro o si lasciavano vagare i pensieri guardando fuori dal finestrino, oppure si socializzava con i compagni di viaggio quelli che vedi tutte le mattine.
Ora, invece, io per primo, subiamo il sottile fascino di essere sempre aggiornati sull’ultima notizia o l’ultimo post pubblicato su Facebook, tutti siamo incollati al nostro smartphone e la conversazione langue.
Che peccato, quante grandi occasioni perse, quanta ricchezza nel conoscere nuove persone e consolidare le amicizie esistenti: cosa importano 500, 1000 amici su un social network se poi non sappiamo nemmeno chi sono veramente?
Proviamo, almeno ogni ntanto, a chiudere il tablet e torniamo a conversare: vedrete quanto è bello.

1 commento:

Marella Pollastrelli ha detto...

Non si può che essere d'accordo, anche se si lavora sul web, sui social ecc., il piacere di un buon libro, maneggiando la vecchia cara carta, o di una bella conversazione, guardando in faccia il tuo interlocutore, è un piacere impagabile