Ti capita di sentirti più sensibile, stanco emotivamente o inspiegabilmente malinconico proprio a dicembre? Magari piangi più facilmente, ti irriti per poco o senti il bisogno di isolarti, mentre intorno a te tutti parlano di festa, gioia e magia del Natale. Se ti riconosci in questa sensazione, sappi che non c’è nulla di sbagliato in te. Molte persone vivono in questo periodo quello che viene definito emotional overload, ovvero un sovraccarico emotivo.
L’emotional overload non è una malattia né un segnale di fragilità psicologica. È una condizione di saturazione del sistema emotivo e nervoso che si manifesta quando siamo esposti a troppi stimoli, richieste ed emozioni concentrate in un tempo ristretto, senza adeguati spazi di recupero. In pratica non è che sentiamo “troppo”, ma che sentiamo troppe cose tutte insieme.
Dicembre è un mese particolarmente predisposto a questo fenomeno. In poche settimane si accumulano chiusure lavorative, bilanci di fine anno, scadenze, impegni sociali, aspettative familiari e un flusso costante di stimoli sensoriali. Il sistema nervoso resta così in uno stato di attivazione prolungata, con pochissime occasioni di decompressione reale. A questo si aggiunge una forte pressione emotiva: culturalmente dicembre dovrebbe essere un periodo felice, luminoso, condiviso. Quando ciò che proviamo non coincide con questa narrazione, può nascere una tensione interna fatta di senso di inadeguatezza e auto-giudizio, che aumenta ulteriormente il carico emotivo.
Anche il corpo contribuisce a rendere questo periodo più delicato. Le giornate più corte e la riduzione della luce naturale influenzano i ritmi circadiani e la regolazione dell’umore, rendendo il sistema emotivo più reattivo e meno stabile. Non si tratta necessariamente di depressione stagionale, ma di una maggiore vulnerabilità fisiologica. Inoltre, dicembre attiva fortemente la memoria emotiva: musiche, odori e rituali natalizi richiamano ricordi profondi, legati alla famiglia, alle perdite, alle attese, a ciò che è stato o che non è stato. Il cervello emotivo non distingue tra passato e presente, e ciò che non è stato integrato può riaffiorare con forza.
Se osserviamo questo fenomeno attraverso la lente della Medicina Tradizionale Cinese, il quadro diventa ancora più chiaro. Dicembre appartiene pienamente alla stagione dell’Inverno, che in MTC è associata all’elemento Acqua e agli organi Reni e Vescica. L’Inverno è il tempo del raccoglimento, del silenzio, della conservazione dell’energia e dell’introspezione. È il momento in cui il movimento naturale della vita tende verso l’interno, non verso l’espansione. Quando, invece, continuiamo a vivere come se fossimo in piena estate emotiva — sempre attivi, sociali, performanti — creiamo una frattura tra il ritmo naturale e quello imposto.
In MTC le emozioni non sono separate dal corpo, ma ne rappresentano un’espressione diretta. Il sovraccarico emotivo di dicembre può essere letto come un segnale di dispersione dell’energia dei Reni, legata alla capacità di contenere, rallentare e sentirsi al sicuro. Quando questa energia è sotto stress, possono emergere stanchezza profonda, paura sottile, ipersensibilità e difficoltà a “tenere insieme” ciò che sentiamo. Non a caso, l’Inverno è anche la stagione in cui è più facile percepire vulnerabilità e bisogno di protezione.
Da questa prospettiva, l’emotional overload non è qualcosa da combattere, ma un messaggio di disallineamento. Il corpo e il sistema emotivo chiedono meno dispersione e più ascolto, meno esposizione e più interiorità. Ignorare questo richiamo significa forzare un ritmo che non è sostenibile nel lungo periodo.
C’è poi un aspetto simbolico condiviso sia dalla psicologia occidentale sia dalla visione orientale. Dicembre rappresenta una chiusura. In MTC, l’Inverno prepara il seme della primavera, ma solo se viene rispettato come tempo di quiete e conservazione. Allo stesso modo, il bilancio emotivo di fine anno richiede lentezza e spazio. Se acceleriamo questo processo o lo riempiamo di rumore, il sistema nervoso si sovraccarica.
Il sovraccarico emotivo può manifestarsi con irritabilità, pianto improvviso, affaticamento mentale, difficoltà di concentrazione o alternanza tra bisogno di solitudine e bisogno di vicinanza. Non sono segnali di debolezza, ma indicatori di saturazione. Spesso, però, invece di ascoltarli, cerchiamo di controllarli. Ci sforziamo di essere positivi, minimizziamo ciò che proviamo, riempiamo ogni spazio con attività o tentiamo di razionalizzare le emozioni. Paradossalmente, tutto questo aumenta la tensione invece di ridurla.
Ciò che davvero aiuta è cambiare direzione. Riconoscere il sovraccarico emotivo e dargli un nome è già una forma di regolazione. Ridurre gli stimoli non necessari, rallentare i ritmi e concedersi micro-pause quotidiane di silenzio, respiro o semplice presenza corporea permette al sistema nervoso di riequilibrarsi. Dal punto di vista della MTC, significa nutrire l’energia dell’Inverno, proteggere le riserve vitali e rispettare il bisogno di interiorità.
Forse dicembre non ci rende più fragili. Ci rende più permeabili. E la permeabilità, se rispettata invece che combattuta, può diventare uno spazio di consapevolezza, integrazione e chiusura dei cicli. Il vero invito di questo periodo potrebbe non essere quello di brillare a tutti i costi, ma di sentire con più verità.
Se ti riconosci in queste parole, fermati un momento e chiediti se il tuo ritmo di vita è in sintonia con la stagione che stai attraversando, fuori e dentro di te. Concederti rallentamento, ascolto e contenimento oggi non è una rinuncia, ma un atto di cura profonda verso il tuo equilibrio futuro.
Se vuoi posso aiutarti in tal senso.
Bibliografia essenziale
McEwen B.S., Physiology and
Neurobiology of Stress and Adaptation.
Siegel D.J., The Developing Mind.
Porges S.W., The Polyvagal Theory.
Maciocia G., I fondamenti della
Medicina Cinese.
Vanity Fair Italia, Emotional overload:
perché a dicembre ci sentiamo più emotivi.

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