Visualizzazione post con etichetta Cose interessanti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cose interessanti. Mostra tutti i post

lunedì 24 agosto 2020

PENSANDO A JUNG - ESSERE NEL FLOW

 

 

...delle profonde respirazioni ogni mattina. 

 Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza. 

La sera era l'ora delle preghiere, l'ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita. 

Sempre l'indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l'abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte. Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave. Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. 

Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l'attesa. Tutto ciò che si può avere subito non interessante. L' attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente. 

Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell'equipaggio. Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando. 

Come andò a finire, Capitano?
 

Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. 

Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto. 

Vi privarono anche della primavera? Sì, quell'anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito comunque, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più. 

 (Dal Libro Rosso di Carl Gustav Jung)

venerdì 21 agosto 2020

A proposito di idioti


"Quando Gandhi studiava giurisprudenza all'Università di Londra aveva un professore, Peters, che non lo sopportava; Gandhi, però, non era tipo da lasciarsi intimidire. 
 
Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto. Il professore disse: –Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme?– Ok Prof, sto volando via…rispose Gandhi, che andò a sedersi a un altro tavolo. Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi al successivo esame, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande. 
 
Allora decise di fargli la domanda seguente: – Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa; la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. 
Quale delle due cose tiene per sé?– Certamente il denaro, Prof. –Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza.– 
 
Lei ha ragione Prof; in fondo, ciascuno sceglie quello che NON ha!
 
Il professore, furioso, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e glielo restituì. 
 
Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro. –Professore, Lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto!

giovedì 7 aprile 2016

Meditazione a Lomazzo (CO)

Cari amici del blog, è con vero piacere che vi annuncio che il nostro incontro mensile di meditazione, respirazione e rilassamento a partire dal 20 aprile 2016 si terrà presso la sede Auser di Lomazzo, Via Manzoni 1 come sempre alle 20:30. 
Vi aspettiamo come sempre motivati e numerosi.





venerdì 13 novembre 2015

Dimmi cosa leggi e ti diro' chi sei


qui a Formazionezero da sempre sosteniamo che delle buone letture aiutino non solo a stare meglio, ma ad affrontare anche con maggiore serenità le difficoltà della vita. Per molto tempo, uno dei collaboratori più attivi del blog, l’amico Tiziano Cornegliani nella sua rubrica "Un disturbo un libro" ci ha parlato dei malesseri nella letteratura, ma ci ha anche guidato alla lettura di romanzi affascinanti per aiutarci a riscoprire e riscoprirci nella vita di tutti i giorni.
E, a quanto pare, come espresso chiaramente in questo articolo de Il Corriere della Sera - neuroscienze "la narrativa «di qualità» aumenta le abilità di comprensione delle relazioni sociali, l’intuizione dei sentimenti, dei pensieri e delle reazioni degli altri. I lettori mettono in gioco risorse interpretative flessibili e quindi sollecitano funzioni sofisticate".
Sempre secondo questa ricerca leggere è come massaggiare i neuroni: aumenta la vitalità, l'empatia, la capacità relazionale e, perchè no, ci aiuta a ritrovare con i sogni un po' di speranza e di felicità interiore, quindi auguro a tutti buona lettura.

giovedì 15 ottobre 2015

Il Nobel per l'economia

Il premio Nobel 2015 per l'Economia è stato assegnato allo scozzese Angus Deaton per i suoi studi sui consumi, povertà e welfare.

Il professore ha anche formulato quello che è noto come il "paradosso di Deaton", basato sull'osservazione dell'eccessiva regolarità del consumo di fronte a shock inattesi del reddito permanente: in sostanza oltre una certa soglia di reddito l'attitudine ai consumi non cambia.

Come sempre a farla da padrone sono necessità impellenti e desideri (soprattutto in tempi di crisi) e per quanto ci si sforzi di capire come far spendere di più alle persone, essere felici rimane il sogno di tutti.
Saper costruire la propria felicità al di là dei teoremi economici rimane la cosa più difficile, ma anche la più sicura quando nasce da noi stessi giorno dopo giorno.

mercoledì 7 ottobre 2015

Nobel per la medicina


"Quello assegnato oggi è un premio alla lotta contro le malattie della povertà, che colpiscono centinaia di milioni di persone ogni anno. Le ricerche sulle infezioni provocate da parassiti condotte da Campbell e Omura hanno infatti permesso di mettere a punto nuove armi contro malattie (come la cecità fluviale e la filariasi linfatica) che affliggono un terzo della popolazione mondiale, concentrata in Africa sub-sahariana, Sud Asia e Centro-Sud America".

Quindi stavolta l'attenzione si è rivolta a scoperte che possano aiutare Paesi ancora in via di sviluppo e così la commissione ha fatto cadere la sua scelta sull’irlandese Campbell, il giapponese Omura premiati per studi sui parassiti nematodi e sulla cinese Tu per la scoperta dell’artemisinina, l’antimalarico più usato al mondo.

Interessanti anche le biografie di questi tre scienziati e gli studi che li hanno portato a queste straordinarie terapie che si sono rivelate rivoluzionarie per l'umanità.

martedì 17 marzo 2015

Ti vedo, l'aiuto che a distanza diventa concreto

"Ti vedo" così esprimevano il loro affetto i personaggi del noto film "Avatar". Vedere è un principio vitale e l'esperienza del vedere è indispensabile per la vita di tutti i giorni. Ricordo sempre con affetto e nostalgia la bellissima esperienza con i ciechi (così volevano essere definiti) del Centro di Lugano i quali hanno partecipato con entusiasmo a un mio Samurai Lab

Oggi, è una notizia recentissima, sono i cellulari ad entrare in azioni per aiutare i non vedenti. Come? Con una semplice app.
"Il funzionamento è semplicissimo: si scarica la app, ci si registra inserendo il proprio nome, la propria mail, la propria categoria di appartenenza (se si è un non vedente o un volontario vedente) e le lingue che si parlano, si accettano le condizioni e si è pronti al primo utilizzo. A questo punto, quando chi non vede ha bisogno di aiuto apre la app, clicca su connetti, e viene stabilita una connessione audio-video col primo volontario disponibile. Il volontario, grazie alla fotocamera del telefono, vede dove si trova la persona non vedente e che cosa sta facendo, e può così aiutarla come se le due persone fossero insieme, dando indicazioni, istruzioni, dicendo dove spostarsi".

Sostengo da sempre che le tecnologie debbano aiutare l'uomo a vivere meglio. Questa tecnologia mi piace in modo particolare perchè resta "umana" e fa leva sul senso della solidarietà: mette in contatto chi ha bisogno di aiuto con chi si propone di rendersi utile. Cosa ci può essere di più straordinario di due persone che non si conoscono, ma che entrano in contatto a distanza anche solo per schiacciare il pulsante di un citofono? Questi sono i miracoli di oggi.

martedì 10 marzo 2015

Vivien Maier, questa sconosciuta



I numeri parlano chiaro: più di 150.000 negativi tra cui molti mai sviluppati; sto parlando di Vivien Maier passata al secolo come una baby sitter eccentrica, ma alla storia come una tra le più grandi fotografe al mondo.

La sua storia è simile a quella di molti altri artisti restati pressochè sconosciuti in vita e scoperti per caso dopo la morte.
Anche per Vivien il caso ha voluto che un giornalista, John Maloof di Chicago in procinto di scrivere un libro sulla storia della sua città, comprasse ad un'asta un baule appartenuto ad una fotografa dilettante. Poi la scoperta del materiale più straordinario che si potesse mai pensare tanto da collocare Vivien tra i precursori della "street photo".

E' proprio vero che quando l'arte di una persona ha veramente qualcosa da dire supera tutti gli ostacoli e per quanto la si celi verrà sempre a galla. Ed è un’altra grande verità che l’artista più autentico continua la sua ricerca tutta la vita rendendosi conto che quell'attimo magico che può suggellare la sua arte potrebbe essere sempre un passo dopo, magari anche dopo la vita stessa.
E come sempre dal silenzio nasce qualcosa di grande.

giovedì 5 marzo 2015

L'attualità di Re Lear


Recentemente ho rivisto la tragedia di Shakespeare Re Lear e ho avuto modo di apprezzarne l'attualità. La storia è semplice: un re alla fine della sua vita decide di dividere il suo regno tra le tre figlie purchè queste gli dimostrino a parole quanto lo amano. Due lo ammantano di belle parole e si conquistano parte del regno, la terza non riesce a esprimere a parole il vero amore che prova per lui perché, semplicemente, non lo si può fare. Il Re la disereda. Da qui scatta l'eterna battaglia per il potere dove tra figli veri e riconosciuti, sorelle ambiziose e generi avidi scoppiano guerre e rivalità. E' una storia antica che si perpetua, fatta di tradimenti e di trame ordite nel buio pur di arrivare in alto.
 
Non è permesso guardare in faccia a nessuno e fermarsi di fronte a niente: unico scopo sovrastare gli altri. Alla fine la giustizia che prevale sa di amaro e dopo guerre e montagne di cadaveri, uomini che impazziscono al punto da non vedere più cosa stanno facendo, altri che vengono accecati per non riconoscere la verità, la morale è che “il senso” della parola è così potente che può essere usato sia per il bene che per costruire il male.
Come sempre in Shakespeare l'animo umano è scandagliato in tutti i suoi aspetti e ciò che rimane alla fine è silenzio di fronte alla tragedia del non voler capire che l'unico modo per vivere il potere non è asservirlo ma portarlo al servizio del bene.
"La maturità è tutto", così si conclude questa tragedia che tanto rispecchia quelle dei nostri giorni e mentre invecchiamo la strada che Shakespeare ci indica è quella appunto del diventare saggi e maturi uscendo dai nostri schemi egoistici e guardano oltre, dove non esiste baratro in cui cadere, ma solo ardui sentieri da percorrere per divenire "grandi veramente" senza eserciti, regni e cavalieri, ma solo con un animo puro e sincero. Quanto abbiamo ancora da imparare!

lunedì 2 marzo 2015

L'invenzione della Brugola


Una vite su 5 porta il suo nome (qui la storia del brevetto). 

Nessuno penserebbe mai che dietro a un oggetto così semplice e di uso così comune c'è una storia imprenditoriale antica e un cognome tipicamente lombardo: il sig. Brugola appunto che esportò in tutto il mondo il “Made in Brianza”.

Leggete qui l’articolo che commemora la sua morte. Un uomo semplice dedito al suo lavoro, semplice come girare una vite.

mercoledì 14 gennaio 2015

La morte della conversazione

-->
Erano stati progettati per aiutarci nelle relazioni di tutti i giorni: sapere che c'è coda, che hai perso il treno e prenderai quello dopo, che stai bene e hai voglia di tornare a casa e di abbracciare la persona a cui vuoi bene. E’ splendido quando sei lontano non solo sentire, ma vedere sul tuo tablet i tuoi amici, i tuoi familiari, i colleghi di lavoro come se fossero lì con te. Tutto bene dunque con gli smartphone?
No, non sempre è così, lo sappiamo per esperienza e ora ce lo dimostra questo bellissimo reportage fotografico.
E così al ristorante dobbiamo rispondere agli sms o alle mail, lo stesso vale quando siamo in vacanza o quando viaggiamo: una volta ci si tuffava in un buon libro o si lasciavano vagare i pensieri guardando fuori dal finestrino, oppure si socializzava con i compagni di viaggio quelli che vedi tutte le mattine.
Ora, invece, io per primo, subiamo il sottile fascino di essere sempre aggiornati sull’ultima notizia o l’ultimo post pubblicato su Facebook, tutti siamo incollati al nostro smartphone e la conversazione langue.
Che peccato, quante grandi occasioni perse, quanta ricchezza nel conoscere nuove persone e consolidare le amicizie esistenti: cosa importano 500, 1000 amici su un social network se poi non sappiamo nemmeno chi sono veramente?
Proviamo, almeno ogni ntanto, a chiudere il tablet e torniamo a conversare: vedrete quanto è bello.

lunedì 24 novembre 2014

I bambini adottano un nonno per il pranzo


Ho appena letto di un progetto che può avere risvolti interessanti. Gli anziani soli, ma ancora in forze e che possono essere dare aiuto alla comunità sono tanti e i bambini che possono usufruire del loro aiuto sicuramente possono apprezzarne la loro presenza. Del resto si sa che ai bambini piacciono le storie raccontate dai nonni, la loro compagnia paziente, la loro cura e attenzione.
Così il Comune di Milano ha pensato di inserire anziani autosufficienti nelle mense scolastiche: lo scopo alleviare la loro solitudine con l’allegria dei bambini e in cambio avere la loro compagnia. L'iniziativa si chiama “Adotta un nonno” e sta portando in contatto i bambini nelle scuole di quartiere con molti anziani. Trovo sia un nuovo modo di socializzare, inserendo sempre più il fattore della relazione umana in tempi in cui viene sempre meno, e soprattutto di "ricompattare" quell’idea di continuità di cui tutti abbiamo bisogno per sentirci ancora persone.

mercoledì 12 novembre 2014

Il cantico delle creature? In mano benedettina


Nessuno ha trafugato alcun tesoro, tanto meno il Cantico di frate sole che tutti conosciamo e che il poverello di Assisi in tutta la sua santità ci ha tramandato. Si tratta di un importante restauro rivolto ai testi più antichi e noti della tradizione francescana che grazie a mani benedettine, nel Centro del restauro del libro dell'Abbazia di Praglia (Padova), hanno ritrovato luce e nuovo splendore in vista di una lunga trasferta a New York.

Il Centro di restauro del libro di Praglia da sempre è noto in tutto il mondo per la perizia dei monaci e dei restauratori che hanno riportato in vita migliaia di capolavori inestimabili. Nel mio Abbey Programme una parte del programma è sempre dedicata alla visita di questo centro per testimoniare come un'arte così antica possa, anche grazie a strumenti moderni, essere esempio di managerialità e manualità.






venerdì 24 ottobre 2014

Il commercio più antico? A Lomazzo (Como), da 500 anni


E’ interessante vivere in un luogo e scoprirne col passare del tempo aspetti sempre nuovi. Vivo a Lomazzo (Como) da 18 anni e, proprio in occasione dell'evento Lomazzo in Fiera, scopro che questa cittadina ha uno dei mercati più antichi di tutta la Lombardia.
Quella del commercio, ora come allora, è un’attività che gioca un ruolo chiave, soprattutto in piccole città e paesi e l’attività del commerciante spesso non è legata solo alla vendita di prodotti, ma svolge un ruolo sociale mantenendo il rapporto con le persone e il territorio.
Quest'anno il mercato di Lomazzo compie 500 anni d'età: è stato infatti istituito nel lontano 1514, per concessione del Duca di Milano Massimiliano Sforza e per l’occasione il Comune di Lomazzo, con il patrocinio di Regione Lombardia, DG Cultura Identità e Autonomie, in collaborazione con le Associazioni di Categoria del Commercio, insieme con l'Associazione Commercianti per Lomazzo e con il supporto delle Associazioni presenti sul territorio, organizza una fiera e una speciale giornata di festa per il cinquecentenario del Mercato di Lomazzo, domenica 26 ottobre 2014.
Invece sabato 25, alle 21:00 avrà luogo la rievocazione storica della vicenda dei Carcano e di Massimiliano Sforza che ha dato il via al mercato lomazzese.
Una proposta alternativa tra figuranti, bancarelle, storia e modernità per passare un week end in allegria.
Per chi volesse saperne di più qui il sito ufficiale con maggiori informazioni. 
Qui la locandina con il programma delle due giornate.

martedì 17 giugno 2014

Il mio dottore è un cane


No, tranquilli non voglio parlar male di nessun medico, ma semplicemente segnalare un'interesante articolo de “Il Corriere Salute” in cui si parla di Pet Terapy e di una ricerca condotta al Centro Diurno Alzheimer Amaducci di Sesto Fiorentino (Firenze), pubblicata dalla rivista scientifica International Psychogeriatrics  cha ha coinvolto due cuccioli e dieci ultrasessantenni afflitti da demenza grave.
Il risultato emerso è che il prendersi cura dei cuccioli ha ridotto le manifestazioni di ansia e di tristezza ed ha aumentato in modo evidente quelle di piacere e interesse, sentimenti che in questa categoria di pazienti sono decisivi indicatori di qualità della vita.
Non molto tempo fa avevo ricevuto questo video bellissimo in cui un cucciolo giocava e coccolava un bambino down.
Evidentemente superare le barriere dei propri handicap e dedicarsi esclusivamente e semplicemente all’affetto fa bene: e in questo, come sempre, la natura, priva dei nostri tipici egoismi ce lo insegna. Una carezza certo non sostituisce una medicina, ma di certo aiuta il cuore e lo spirito.

mercoledì 28 maggio 2014

Il mio biglietto da visita

-->
Non ho mai pensato che potessero sparire, nemmeno oggi ai tempi di facebook o dei tablet e personalmente li trovo insostituibili. Sto parlando dei biglietti da visita, quei cartoncini che parlano di noi e del nostro mestiere. Ne conservo tanti, li sfoglio, li vado a rivedere e, come la collezione delle figurine dei calciatori, mi ricordano volti, persone,  situazioni, incontri e scontri. Fanno parte della vita di ogni professionista che, deve ben studiare colori, font, testo cercando, in poche righe, di colpire l'attenzione e fare arrivare un messaggio chiaro: questa è la mia identità, il mio stile e per te posso fare questo.
 
Ricordo ogni mio biglietto da visita, le modifiche che hanno subìto nel tempo sulla base di esperienze, di cambiamenti di luoghi o situazioni. Tutto, dal carattere, ai colori rispecchiava e identificava il mio stesso stato d'animo in relazione alle nuove idee da affrontare o alle vecchie da consolidare. No, non penso proprio possano sparire (leggi approfondimento qui) perchè rappresentano un mondo: quello in cui viviamo realmente e quei contatti veri che sono stati sanciti, come di solito accade, da una stretta di mano. 
Non è un caso che, recentemente, una cara amica mi abbia regalato un bellissimo porta biglietti da visita realizzato artigianalmente da suo padre. Un regalo molto gradito pronto a raccogliere nuove sfide, nuovi accordi e, spero, nuove persone da conoscere.

lunedì 26 maggio 2014

Pezzi da novanta


Le origini di questo modo di dire, per la maggior parte siciliane, sono diverse. Michele Pantaleone, nel suo importante saggio Mafia e politica (Einaudi, Torino 1962), spiega che il "pezzo da novanta" era propriamente il più grosso petardo di ferro, alto 26 cm, che veniva sparato nelle feste a conclusione dei giochi di fuochi e degli spari dei mortaretti.
Un altro significato ci arriva dal gergo militare: nella seconda guerra mondiale, i cannoni anticarro erano detti 90/53, cioè con calibro di 90 mm e bocca da fuoco lunga 53 volte il calibro. Un'altra origine più colorita è legata al "teatro dei pupi" dove il "pezzo da novanta" era il personaggio principale dell'opera che per l'appunto era alto 90 cm anziché  75 cm come degli altri.
Viviamo in un mondo in cui molti sono i pezzi da novanta: sono tutte quelle persone che fanno pesare il loro status e, in qualsiasi ambiente, non esitano a sbandierare il loro potere.Molte poi sono le persone che vorrebbero essere dei pezzi da novanta e che pur mancando di capacità, qualità o potere reale si spacciano per grandi personaggi.

Se ritorniamo alla prima possibile origine del"pezzo da novanta", onestamente, dobbiamo ricordare che un grosso petardo fa solo un gran botto e che quanto al burattino, anche se più grande degli altri è sempre manovrato da sottili fili invisibili, quelli del burattinaio. Infine, per quanto riguarda il cannone è l'unico strumento che potrei considerare efficace se non fosse che è diventato obsoleto rispetto alle moderne e più sofisticate armi in uso.

È curioso vedere come un modo di dire che dovrebbe sottolineare l'importanza di qualcuno nasca da cose futili o che avevano un senso tempo fa come nel caso del cannone. Forse l'essere importanti è qualcosa di interiore certo è che i veri "pezzi da novanta", quelli che lasciano un segno nel mondo si guardano bene dall'apparire, fare botti o esplosioni, ma lavorano nel silenzio tutti i giorni.

lunedì 28 aprile 2014

C'è un libro gratis per te

No, stavolta non è la solita pubblicità per attirare eventuali clienti e nemmeno una trovata promozionale per invogliare all'all'acquisto dell'ultimo best-seller. Si tratta di un’iniziativa molto più semplice, immediata e pratica che si ispira all'antico rito napoletano del "caffè sospeso", l'abitudine di lasciare un caffè pagato per chi non può permetterselo. Qui basta entrare in libreria e andare nell'angolo dei "libri sospesi", scegliere un libro e lasciarlo pagato per altri, senza dimenticare la dedica per il lettore sconosciuto che lo riceverà.
L'idea a quanto pare sta spopolando dando la possibilità a molti di accedere, gratuitamente, alla bellezza della lettura.
Un'iniziativa simile è attiva anche nella biblioteca comunale della mia città e sono rimasto sorpreso di come molti lascino anche libri "impegnativi" o costosi e non quei soliti “libretti” dai quali vogliamo liberaci.
Mi piace fantasticare su chi leggerà il mio “libro sospeso” e devo dirvi che l'idea di poter avere un libro gratis mi piace tanto quanto lasciarne uno per una persona sconosciuta.