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venerdì 8 settembre 2023

LE VOSTRE DOMANDE: LA NORMALITA'

 


Esiste la “normalità”? questa la domanda di Fabio.

In realtà oggi come oggi qualsiasi aspetto che fino a ieri poteva essere definito “normale” viene espresso con differenti modalità tendenti all’”eccezionale”…

Il concetto di "normalità" è un concetto relativo e varia in base al contesto culturale, sociale, psicologico e temporale. In generale, si riferisce a uno stato o a un comportamento che si adatta alle norme o agli standard generalmente accettati in una determinata società o ambiente. Tuttavia, è importante notare che la normalità può variare ampiamente da una cultura all'altra e può cambiare nel corso del tempo.

Nel contesto sociale, la normalità spesso si riferisce a ciò che la maggioranza delle persone considera come comportamenti, abitudini o caratteristiche conformi alle aspettative sociali prevalenti. Ciò che è considerato normale può influenzare la percezione e il giudizio delle persone su sé stesse e sugli altri.

Dal punto di vista psicologico, il concetto di normalità può essere associato alla salute mentale. Ad esempio, il comportamento e le emozioni che si discostano significativamente dai modelli di funzionamento psicologico tipico possono essere considerati anormali o indicativi di disturbi mentali.

Tuttavia, molte critiche sono state mosse nei confronti del concetto di normalità, poiché può contribuire a stigmatizzare chiunque si discosti dalla norma. Ciò può portare alla discriminazione e alla marginalizzazione di individui o gruppi che non si conformano alle aspettative predominanti.

Nel complesso, il concetto di normalità è complesso e soggetto a interpretazioni diverse. È importante considerare il contesto culturale, sociale e individuale quando si discute di normalità e cercare di evitare giudizi negativi o pregiudizi basati su standard predefiniti.

Tuttavia, è importante sottolineare che ciò che è considerato "normale" può variare ampiamente da una cultura all'altra e può evolvere nel corso del tempo. Quello che potrebbe essere considerato normale in un'epoca potrebbe non esserlo in un'altra. Inoltre, il concetto stesso di normalità può essere complesso e problematico, poiché può portare a esclusione o discriminazione di coloro che non si conformano a determinati standard (era “normale” avere schiavi e “anormale” lottare contro la schiavitù).

Molte questioni legate alla normalità sono strettamente legate a valutazioni sociali, morali ed etiche. Pertanto, è importante riflettere criticamente sulla nozione di normalità e considerare i diversi punti di vista e le esperienze delle persone prima di fare giudizi o prendere decisioni basate su questo concetto.

Cosa fare per “essere nella normalità” e soprattutto per sentirsi bene con se stessi:

Accettazione di sé: accetta te stesso per quello che sei. Non cercare di conformarti completamente alle aspettative degli altri. La diversità è una parte naturale della vita.

Empatia: cerca di comprendere gli altri e metterti nei loro panni. Questo può aiutarti a sviluppare relazioni più significative e adattarti meglio alle situazioni sociali.

Comunicazione efficace: impara a comunicare chiaramente e ascoltare attentamente gli altri. Una comunicazione aperta può aiutarti a evitare malintesi e conflitti.

Igiene personale: mantieni buone abitudini di igiene personale e cura del corpo, poiché ciò può contribuire a farti sentire più sicuro di te stesso e a migliorare l'interazione sociale.

Interessi comuni: partecipa a attività che ti interessano e che sono condivise dalla tua cerchia sociale. Questo ti darà l'opportunità di connetterti con gli altri attraverso interessi simili.

Rispetto per gli altri: tratta gli altri con rispetto e gentilezza, indipendentemente da differenze culturali, religiose o personali.

Bilancio tra vita sociale e personale: trova un equilibrio tra il tempo che trascorri con gli altri e il tempo che dedichi a te stesso. È importante avere momenti di riflessione e relax.

Educazione continua: cerca di imparare costantemente e rimanere aperto alle nuove idee. Questo può aiutarti a tenere il passo con i cambiamenti nella società.

Sviluppo delle abilità sociali: se hai difficoltà nelle interazioni sociali, puoi lavorare sulle tue abilità sociali attraverso la pratica e l'esposizione graduale alle situazioni sociali.

Mantenere un atteggiamento positivo: coltiva un atteggiamento ottimista e aperto verso la vita. Questo può influenzare positivamente il modo in cui gli altri ti percepiscono.

 

BIBLIOGRAFIA

"The Birth of the Clinic" (1963) di Michel Foucault: In questo libro, Foucault esplora come il concetto di "normalità" e "anormalità" abbia influenzato lo sviluppo delle istituzioni mediche e come le pratiche mediche siano state plasmate da queste idee.

"The Normal and the Pathological" (1966) di Georges Canguilhem: Quest'opera si concentra sulla definizione di normale e patologico nel contesto delle scienze della vita e della medicina, esaminando come queste definizioni abbiano influenzato la pratica medica.

"The Question of Lay Analysis" (1926) di Sigmund Freud: In questo testo, Freud esplora la differenza tra normalità e patologia nella sfera della psicologia, discutendo l'importanza dell'analisi psicoanalitica.

"Madness and Civilization" (1961) di Michel Foucault: Quest'opera analizza lo sviluppo storico dei concetti di normalità e follia nella società occidentale, evidenziando come tali concetti siano cambiati nel tempo.

"The Society of the Spectacle" (1967) di Guy Debord: Sebbene non sia incentrato esclusivamente sul concetto di normalità, questo libro affronta la modernità e la società dei consumi, esaminando come l'immagine di una "normalità" sia stata costruita e diffusa attraverso i media e la cultura di massa.

"Abnormal: Lectures at the Collège de France 1974-1975" di Michel Foucault: In queste lezioni, Foucault continua ad esplorare il concetto di "anormalità", analizzando come le pratiche sociali e mediche abbiano cercato di categorizzare e comprendere ciò che esce dagli schemi dominanti.

"Stigma: Notes on the Management of Spoiled Identity" (1963) di Erving Goffman: In questo libro, Goffman esamina come le persone che deviano dalla norma vengano stigmatizzate dalla società e come questo influenzi la loro identità e il loro ruolo sociale.

"The Presentation of Self in Everyday Life" (1959) di Erving Goffman: Sebbene non sia specificamente focalizzato sulla normalità, questo testo esplora come le persone presentino se stesse agli altri nelle interazioni quotidiane, contribuendo alla comprensione del concetto di "normalità" sociale.

 

IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine - Terapie Olistiche e Bionaturali
Lomazzo (CO) - Buttrio (UD) - 328 8755091

VISITA IL MIO SITO www.paologbianchi.com

 

 

 

mercoledì 13 ottobre 2021

DEDICATO A CHI SOFFRE LA NORMALITA'

 



 

Essere “normali” oggi pare sia complicatissimo. Non sono io a dirlo, ma tutte quelle persone che ogni giorno mi chiedono percorsi di counseling e di crescita personale o che, accusando disturbi fisici dovuti al troppo stress accumulato in un mondo in cui si sentono un “alieni”, cercano un po’ di benessere.

 

Non sono assolutamente persone “malate”, ma solo persone che si pongono delle domande, che non fingono che tutto vada bene, che vorrebbero capire ed essere capite, ma che soprattutto vedono questo mondo con “occhi diversi”.

 

E’ forse un male essere persone che hanno il senso del bello? Che hanno il senso della creatività anche dove i lavori sono sfiancanti o ripetitivi? Che sanno essere empatici e collaborativi senza che nessuno te lo imponga? Che di fronte ad una notizia non si accontentano, ma si informano, leggono, studiano? Che usano internet per trovare informazioni e non per diffondere fake news o sensazionalità?

 

Di solito sono persone che soffrono perché si sentono “diverse”, fuori moda o fuori tema.

 

Sentirsi male perché non si è omologati non è una patologia anche se chi la sente la vive come tale: il risultato è un dolore continuo che spesso porta all’isolamento.

Ma è giusto che sia cosi?

Personalmente credo di no soprattutto se guardiamo a queste persone e ci accorgiamo che sognano, amano, vivono creano come tutti gli altri, solo lo fanno in modo differente.

 

Il problema è capire chi è sano e chi è malato…

 

E se la malattia fosse volere semplicemente essere connessi con la propria “anima”?

Non è una colpa volere sperimentare sulla propria pelle infinite possibilità, imparare da tutto sia esso un sogno o un momento che si sa può solo essere passeggero;  allora li vedi tranquilli che si allontanano dalla competizione sfrenata rendendosi così liberi da ogni sfruttamento perché consapevoli di essere parte di un tutto infinito.

 

Li vedi cercare nella sofferenza dell’altro un motivo per voler cambiare le cose senza abusare di chi è più debole, perché per loro non esiste debolezza, ma forza in ogni essere vivente.

Sono uomini e donne che non vanno di moda, che non appariranno né sui giornali, né in tv, che credono sia più importante “esserci” che “avere”:

 

E anche se beffati, derisi come sciocchi da quelli apparentemente più forti sono proprio loro che hanno scoperto il vero senso della vita dove forma e sostanza sono la stessa identità.

 

Eppure si sentono stranieri a questa terra, tanto da porsi domande se sono “fuori posto”: gente che come diceva Gaber “non ha bisogno di un crocifisso, ma cerca un dio dentro se stesso” per essere partecipe di una cre-azione e ri-creazione che possa realmente cambiare le cose.

 

Per queste persone la vita non è un bicchiere pieno o vuoto, ma è solo vita da vivere con dignità, fermezza, e ci si applicano con una disciplina da samurai perché tutto quello che potranno lasciare è un mondo migliore a quello che hanno trovato. A volte te lo confessano: pensano basti un gesto, un sorriso, una parola taciuta o una carezza per poterlo realizzare.

 

E il mondo, quello esterno lo sa: queste persone non saranno mai schiave perché libere dentro così come lo era Mandela nei pochi metri della sua cella.

 

Normali come Dei Immortali che trascinano dietro loro il cosmo delle energie senza sentirsene la forza, ma molto il carico, ecco come si sentono.

 

NO, Non sono malati: sono solo uomini e donne vere e per questo si fanno domande.

E quando trovano le risposte vedi la luce che da dentro li fa risplendere prima che tornino a illuminare la normalità. Il mondo, l’universo è vostro.

 

Siete i benvenuti perché a voi dedico il mio lavoro. Grazie di esistere, persone al centro.

 

Crescita personale e benessere psicofisico

Terapie olistiche e bionaturali - Lomazzo (CO) – Buttrio (UD)

www.paologbianchi.com