lunedì 25 novembre 2013

Curarsi con i libri


Che le medicine alternative acquistino sempre maggior spazio nel mondo delle cure è ormai un dato di fatto, così come la ricerca verso la naturopatia si spinga sempre più verso l'autocura. Quello che propone l’Editore Sellerio è invece un libro dal titolo curioso: "Curarsi con i libri"

Avevate mai pensato di poterlo fare? Eppure c'è una lettura specifica per ogni malanno, debitamente ordinato  alfabetico. E non solo. È anche possibile segnalare libri che "curano" attraverso un sito dedicato in modo da ampliare, con il contributo di tutti, questo originale prontuario medico.
Del resto chi di noi non ha il suo libro preferito da rileggere quando si sente depresso o quello da spulciare quando ha bisogno di consigli? Sarebbe interessante sapere anche da voi qual è il vostro libro “curativo” in modo da condividerlo con gli amici del blog, evidenziando magari effetti particolari o controindicazioni.
Ringrazio Tiziano per la segnalazione

giovedì 21 novembre 2013

L'angolo di Tiziano


Cari amici del blog,
dopo una breve pausa di riflessione, ho individuato un percorso (anche grazie ai suggerimenti della nostra Paola) che spero piacerà a molti e che - ancor più – vorrei vi stimolasse a inviare i vostri contributi (questa è una speranza che coltivo davvero tanto…).
Dunque, si tratta di questo: abbiamo individuato un “alfabeto dei sentimenti”: amore, amicizia, coraggio, dolore, famiglia, felicità… e a ciascun sentimento dedicheremo un articoletto che rimandi a uno o più libri, o comunque a una lettura, esemplare. L’ispirazione ci è venuta da quel fantastico libro che è Sillabari, di Goffredo Parise.
Oggi iniziamo con “A” come amore che potete scaricare qui. 
Buona lettura!
Tiziano

domenica 17 novembre 2013

Praglia: la vita di un’Abbazia


Che l'Abbazia di Praglia (Padova) sia la sede privilegiata del mio Abbey Programme è ormai risaputo. Sono ormai centinaia le persone che hanno avuto modo, anche grazie a questo progetto formativo, di avvicinarla, conoscerla apprezzarla nella sua totalità. Ora i nove secoli di storia di questa magnifica abbazia benedettina e dei suoi monaci è stata raccolta in un volume di 800 pagine dal titolo "Santa Maria Assunta di Praglia: storia, arte, vita di un’abbazia benedettina".
Quest'opera monumentale, che peraltro mi onora citando tra le varie attività nella storia dell'Abbazia anche il mio Abbey Programme, verrà presentata al pubblico il prossimo 23 novembre presso il Centro Congressi dell'Abbazia. 
Oltre al Padre Abate saranno presenti autorità locali e nazionali e relatori di eccezione.
Se volete partecipare l'ingresso è gratuito e qui potete scaricarel’invito con il programma della giornata.

Se siete interessati all’acquisto potete contattare direttamente il P. Cellerario Don Mauro Maccari OSB all'indirizzo mail <amministrazione@praglia.it>  per prenotare il volume.

giovedì 14 novembre 2013

Pensiero del fine settimana


Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù.

Dal film “L’attimo fuggente” di Peter Weir, 1989   

martedì 12 novembre 2013

Il cervello istruzioni per l'uso


una sala dell'esposizione
Non posso resistere, il mio interesse per le neuroscienze fa parte del mio mestiere e reputo questa un’occasione imperdibile: "Brain, il cervello, istruzioni per l'uso" un'esposizione interattiva di carattere scientifico nata da una collaborazione tra il Museo di Storia Naturale di Milano e l'American Museum of Natural History di New York.

L’idea è di festeggiare i 175 anni del museo di Storia Naturale di Milano con una mostra interamente dedicata alla materia grigia e a 100 miliardi di neuroni.
Se il cervello è la vostra passione sappiate che la mostra sarà aperta fino al 13 aprile 2014. E se non siete appassionati penso che una visita vi possa comunque aiutare ad acquisire una maggiore autoconoscenza che aiuti a migliorare la gestione della propria vita. Personalmente non mancherò.

Milano, Museo Civico di Storia Naturale
Corso Venezia 55
18 ottobre 2013 - 13 aprile 2014

domenica 10 novembre 2013

Parnasus sostituisce i libri


Addio pesanti cartelle e zaini e addio anche ai trolley colorati trascinati dai piccoli studenti. E così spariscono anche i liceali con i libri sotto braccio: la vittoria dei tablet ipertecnologici è alle porte.
Che si debba usare sempre più la tecnologia è fuori dubbio e che l'infinita varietà di informazioni in rete permetta di svolgere qualsiasi genere di ricerca senza avere la necessità di spostarsi è ormai realtà. Ora i tablet entrano anche nelle scuole sostituendo i libri; ne è un esempio il Liceo trentino «Andrea Maffei» dove ogni studente è armato di tablet e relativa connessione internet. Il progetto si chiama Parnasus.

Devo ammettere che ho sempre odiato la cartella pesante, zaini e zainetti pieni di libri e ben venga questa sperimentazione altamente all'avanguardia, ecologica e pratica. Sul mio cellulare ho salvato una dozzina di libri (sono agli inizi!) che sfoglio mentre viaggio sul treno o sul metrò e, tuttavia, sono molto fiero della mia piccola biblioteca “cartacea” vecchio stampo accumulata anno dopo anno.
La mia paura è, invece, che queste tecnologie producano una sorta di analfabetismo di ritorno quali il non saper più scrivere a mano, con la penna (ricordo alle elementari carte assorbenti e inchiostro fino ai gomiti), ma del resto il mondo va avanti e ci si deve adeguare.
L'importante è saper utilizzare tutto con saggezza, senza farsi prendere la mano, e saper ritornare ogni tanto al "vecchio" per apprezzare "il nuovo". I copisti nelle antiche abbazie hanno cercato di tramandare con le capacità dell'epoca ciò che era lo scibile umano, ora sta a noi saperlo gestire in modo sapiente per trasmetterlo alle generazioni future.

giovedì 7 novembre 2013

Pensiero del fine settimana


"La cosa più importante sono le persone, non le macchine.
Le persone ispirano e alimentano la curiosità, le macchine no".
Steve Jobs (1955 - 2011)

“Nella testa di Steve Jobs” di Kahney Leander, Sperling & Kupfer



martedì 5 novembre 2013

Il dolore che non c'è

Tutti vorremmo evitare la sofferenza sia psichica che fisica, fin da bambini impariamo cosa sia il dolore e cerchiamo di annientarlo, esorcizzarlo, combatterlo.
Non è il caso di Isaac che a soli 5 anni, insieme all'alfabeto e alla scrittura, deve anche imparare che cosa sia il dolore.

Isaac non sente il dolore e questo rende il suo corpo vulnerabile a tutto: dalla bruciatura alla rottura di un arto, Isaac, nella sua insensibilità, può farsi danni irreparabili e rischiare la vita stessa. L'influsso che questa situazione comporta si riflette anche cognitivamente sulla reazione al dolore psichico che, pur essendo diverso, non permette a Isaac di fare le giuste valutazioni sul senso della sofferenza.
Da sempre filosofie antiche e religioni ci aiutano a capire, interpretare o utilizzare il dolore come esperienza: senza di esso l’animo umano e la persona fisica sono "incomplete": ecco perchè il compito dei genitori e degli educatori di aiutare Isaac nella sua normale crescita è ancora più arduo.
Riflettendo sulla storia di Isaac mi rendo conto ancora più di come la nostra psiche e il nostro organismo si reggano su equilibri perfetti che dobbiamo imparare ad ascoltare in modo da cogliere quei piccoli segnali che ogni tanto ci lancia in modo da fermarci ed imparare a conoscerci di più e meglio.

domenica 3 novembre 2013

Workers buy out, sopravvivere alla crisi

Il mito della fenice che risorge dalle proprie ceneri è spesso citato durante corsi di formazione o le consulenze, ma oggi, in Italia, esistono imprese che riescono a “risorgere”?

Sembra impossibile, eppure la risposta è affermativa e, secondo quanto emerso da questa inchiesta de “il bureau”sono anche più di una.
(Clicca qui per vedere la mappa).

La formula non è complessa: alcune imprese sono riuscite, attraverso il passaggio a una società cooperativa, a rinascere e a rimanere sul mercato.
E’ il workers buy out con il quale i dipendenti rilevano l’azienda e ne diventano proprietari. Il fenomeno è del tutto nuovo in Italia, ma sta assumendo una dimensione importante che, data la particolarità del tessuto imprenditoriale del nostro Paese, lo porterà verso un ulteriore sviluppo.



Come sempre quando le risposte non arrivano, sono le persone che devono sapersele cercare. In “For all the people” - saggio sul movimento cooperativo statunitense - l’autore John Curl  scrive che, nonostante una crisi sempre più dura e la sostanziale indifferenza dei media sull’argomento, gli “elementi embrionali di un’economia più cooperativa sono sempre più evidenti”. Ora spetta alla società scegliere quale strada imboccare: “Il mondo può emergere da questa crisi con una nuova economia, oppure può sprofondare in una distopia davvero cupa». E come insegna l’antico motto “l’unione fa la forza”.