Se potessi sedermi accanto a te adesso
non ti parlerei di legge né di doveri.
è tornare a casa con le mani sporche
e lo sguardo pulito.
è fare spazio,
lasciare entrare i sentimenti buoni,
allargare quel territorio fragile
dove si resta vivi.
Che il rispetto
è una ricchezza
che non ti possono rubare.
Figlio mio,
questa città ti chiede troppo
e ti dà poco.
Ti mostra tutto
e non ti insegna quasi niente.
Ma non lasciare che ti rubi l’anima
per qualche secondo di adrenalina
e di paura negli occhi degli altri.
Non barattare il tuo nome
con un titolo da cronaca nera.
Non trasformare il tuo dolore
in un mestiere.
Se stanotte senti salire la rabbia,
siediti.
Parlami.
Respira.
Lascia passare l’onda.
Non sei nato per essere
un rumore oscuro.
Sei nato
per essere una voce limpida.
E anche se nessuno
te l’ha detto abbastanza,
io te lo scrivo qui, nel buio:
tu vali
anche quando non fai paura a nessuno.
Buonanotte, figlio mio.
Farò il possibile
per essere quell’anima buona
che ti insegni, finalmente,
a restare umano.
(Federico Quaranta)

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