domenica 18 gennaio 2026

PER RIFLETTERE

 


Se potessi sedermi accanto a te adesso

non ti parlerei di legge né di doveri.

 Non ti farei la morale dei giusti.

 Ti parlerei di dignità.

 Ti direi che la forza vera

è tornare a casa con le mani sporche

e lo sguardo pulito.

 Che il coraggio ( il raggio del cuore )

è fare spazio,

lasciare entrare i sentimenti buoni,

allargare quel territorio fragile

dove si resta vivi.

Che il rispetto

è una ricchezza

che non ti possono rubare.

Figlio mio,

questa città ti chiede troppo

e ti dà poco.

Ti mostra tutto

e non ti insegna quasi niente.

Ma non lasciare che ti rubi l’anima

per qualche secondo di adrenalina

e di paura negli occhi degli altri.

Non barattare il tuo nome

con un titolo da cronaca nera.

Non trasformare il tuo dolore

in un mestiere.

Se stanotte senti salire la rabbia,

siediti.

Parlami.

Respira.

Lascia passare l’onda.

Non sei nato per essere

un rumore oscuro.

Sei nato

per essere una voce limpida.

E anche se nessuno

te l’ha detto abbastanza,

io te lo scrivo qui, nel buio:

tu vali

anche quando non fai paura a nessuno.

Buonanotte, figlio mio. 

Farò il possibile

per essere quell’anima buona

che ti insegni, finalmente,

a restare umano.

(Federico Quaranta)

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