Ci sono fasi della vita in cui il corpo smette di sussurrare e inizia a parlare con chiarezza. La menopausa è una di queste soglie. Non si presenta come una malattia, ma come una trasformazione profonda, spesso fraintesa, in cui il corpo femminile riorganizza le proprie risorse biologiche, energetiche ed espressive.
“Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume”, scriveva Eraclito, e la menopausa rappresenta proprio questo: un passaggio irreversibile che chiede ascolto, non resistenza.
Dal punto di vista medico, la riduzione degli estrogeni incide su numerosi tessuti bersaglio, tra cui il cavo orale, le gengive, le mucose e le corde vocali. Secchezza orale, gengiviti, alterazioni della voce, bruciore e sensibilità aumentata non sono disturbi marginali, ma segnali di una riorganizzazione sistemica.
Ippocrate affermava che “il corpo è un tutto armonico”, e ignorare questi segni significa perdere informazioni preziose sullo stato generale dell’organismo.
La bocca, nella tradizione occidentale, è spesso ridotta a funzione meccanica, ma in molte culture antiche è considerata una soglia sacra.
Nei Salmi si legge: “La bocca dell’uomo esprime ciò che trabocca dal cuore”.
In Medicina Tradizionale Cinese, la bocca è strettamente collegata alla Milza e allo Stomaco, organi responsabili non solo della digestione del cibo, ma anche dell’assimilazione dell’esperienza. Quando l’energia della Milza si indebolisce, le mucose perdono nutrimento e stabilità, manifestando secchezza e fragilità.
La menopausa, secondo la MTC, è un momento in cui il Jing del Rene entra in una nuova fase di distribuzione.
Il Huangdi Neijing afferma che “quando il Rene si indebolisce, la voce cambia e le ossa perdono forza”. La voce, infatti, è un’espressione diretta dell’energia profonda: la sua alterazione non è solo un fenomeno meccanico, ma un segnale di riequilibrio incompleto tra Yin e Yang. La raucedine, la perdita di estensione vocale o l’affaticamento nel parlare raccontano un corpo che sta ridefinendo la propria identità energetica.
Anche la filosofia orientale offre chiavi di lettura illuminanti.
Laozi scriveva che “ciò che è morbido e flessibile è più forte di ciò che è rigido”. Durante la menopausa, i tessuti perdono elasticità, ma questa perdita invita a sviluppare una flessibilità diversa, più interna. La secchezza orale, ad esempio, può essere letta come un invito a nutrire lo Yin, a rallentare, a coltivare il silenzio e l’ascolto.
Dal punto di vista psicologico, la voce rappresenta l’identità sonora dell’individuo. Carl Gustav Jung osservava che “ciò a cui resistiamo persiste”. Molte donne vivono la menopausa come una sottrazione, reprimendo emozioni, parole non dette, desideri inespressi. Questa tensione trova spesso espressione nel distretto orale e laringeo, dove corpo ed emozione si incontrano.
La psicologia somatica contemporanea riconosce che la bocca è una delle principali zone di somatizzazione del controllo e della rinuncia.
Anche la pedagogia ci insegna qualcosa su questo passaggio. Maria Montessori sosteneva che “ogni crisi è un’opportunità di crescita”.
La menopausa può diventare un momento educativo profondo, in cui la donna impara a nutrirsi in modo nuovo, non solo attraverso il cibo, ma attraverso relazioni più autentiche, confini più chiari e una voce più fedele a sé stessa. La bocca, in questo senso, non è solo un organo, ma un luogo di verità.
La tradizione cristiana parla spesso di parola come atto creativo. Nel Vangelo di Giovanni si legge: “In principio era il Verbo”.
Perdere la voce, sentirla fragile o instabile, può generare smarrimento, ma può anche aprire a una parola più essenziale. In MTC si direbbe che il Cuore, sede dello Shen, sta cercando una nuova modalità di espressione. Quando lo Shen è disturbato, la voce perde centratura e il linguaggio diventa affaticato.
Dal punto di vista fisiologico, la riduzione estrogenica influisce sulla microcircolazione gengivale, sul trofismo dei tessuti e sulla composizione della saliva.
Tuttavia, come ricordava Galeno, “non basta curare l’organo se si ignora la causa”. La causa, in molti casi, risiede in uno squilibrio energetico globale, aggravato da stress cronico, alimentazione disarmonizzata e mancanza di spazi di recupero.
Il pensiero taoista invita a considerare ogni fase della vita come necessaria. Zhuangzi scriveva che “la trasformazione è la legge del Cielo”.
La menopausa non è una fine, ma un cambio di direzione dell’energia vitale. Quando questo cambiamento non viene accompagnato, il corpo utilizza la bocca, le gengive e la voce come canali di segnalazione privilegiati, perché sono luoghi di contatto tra interno ed esterno.
La voce, infine, è anche strumento relazionale.
Viktor Frankl affermava che “l’uomo si realizza nel significato”. Ritrovare una voce stabile e presente durante la menopausa significa ritrovare senso, direzione e dignità del proprio percorso. Il riequilibrio energetico, in questo contesto, non è un intervento tecnico, ma un processo di riconnessione profonda con il proprio ritmo naturale.
Accogliere i cambiamenti della bocca e della voce durante la menopausa significa imparare ad ascoltare il corpo come un alleato.
Come insegna il Neijing, “chi conosce se stesso non teme il tempo”. Il benessere nasce quando il cambiamento viene sostenuto, non contrastato.
Se senti che questo passaggio della vita chiede uno spazio di ascolto, integrazione e riequilibrio energetico, ti invito a proseguire il tuo percorso nei miei studi di Lomazzo e Buttrio.
Sono luoghi pensati per accompagnare il cambiamento in modo rispettoso e profondo, sostenendo il benessere generale attraverso un lavoro energetico mirato, consapevole e personalizzato.
Bibliografia essenziale
Rossi M., Menopausa e sistemi integrati di cura, 2021
Wang J., Kidney Jing and Aging in TCM, 2020
Li X., Oral Health and Hormonal Transitions, 2022
Bianchi P.G., Energia, cicli di vita e consapevolezza, 2022
Smith L., Voice, Identity and Hormonal Change, 2023
Chen H., Yin Deficiency Patterns in Midlife Women, 2024
Kumar A., Integrative Approaches to Menopause, 2021

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