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mercoledì 8 novembre 2023

LE VOSTRE DOMANDE: QUANDO NON SI RIESCE A PIANGERE



A seguito di un precedente post Giovanna mi chiede “e quando si vorrebbe piangere, ma non ci si riesce?”.

Completo quindi il post precedente provando a dare qualche risposta.

Il desiderio di piangere, ma l'incapacità di farlo può essere un' esperienza comune che può essere influenzata da molteplici fattori, sia psicologici che olistici.

In alcuni casi, le persone possono avere difficoltà a piangere a causa di blocchi emotivi. Questi blocchi possono essere causati da traumi passati, repressione delle emozioni o una paura di mostrare vulnerabilità.

La depressione può influenzare negativamente le emozioni e portare a una mancanza di reattività emotiva, inclusa la capacità di piangere.

L' ansia può rendere difficile il rilascio delle emozioni, poiché il corpo è costantemente in uno stato di allerta.

L' accumulo di stress può impedire alle persone di sentire e liberare le loro emozioni in modo naturale.

La dieta, l'esercizio fisico e il sonno possono influenzare lo stato emotivo. Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano possono aiutare a mantenere un equilibrio emotivo.

Le pratiche olistiche come lo yoga, la meditazione, il Taichi e la terapia con le varie tipologie di massaggio (soprattutto quello riflessologico-metamerico) possono aiutare a rilassare il corpo e la mente, consentendo alle emozioni di emergere più liberamente.

Mantenere una buona igiene emotiva significa prendersi cura delle proprie emozioni attraverso la terapia, la condivisione delle emozioni con gli amici o la famiglia, o la scrittura di un diario emotivo.

Se si desidera piangere ma ci si sente bloccati, potrebbe essere utile esplorare queste diverse dimensioni, sia dal punto di vista psicologico che olistico. Se il problema persiste e sta influenzando negativamente la vita, è consigliabile consultare proprio un professionista della salute mentale, uno psicoterapeuta o se si sceglie una via complementare un operatore olistico (verificare sempre la credibilità e le certificazioni) per aiuto e supporto nell'affrontare le proprie emozioni e risolvere eventuali problemi sottostanti.


 

IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine - Terapie Olistiche e Bionaturali
Lomazzo (CO) - Buttrio (UD) - 328 8755091

VISITA IL MIO SITO www.paologbianchi.com

 



 


lunedì 2 ottobre 2023

LE VOSTRE DOMANDE: FA BENE PIANGERE?

 


Fa bene piangere? Mi chiede Angela…

Piangere può avere effetti benefici per la salute mentale e emotiva di una persona.

Piangere consente di liberare e esprimere emozioni intense, come tristezza, frustrazione, rabbia o ansia. Questo può aiutare a scaricare tensioni emotive accumulate.

Il pianto può ridurre i livelli di stress e di ansia. Quando piangiamo, il nostro corpo rilascia endorfine, che possono avere un effetto calmante.

Piangere può comunicare agli altri il nostro stato emotivo, permettendo loro di comprendere meglio cosa stiamo passando e offrendo un potenziale sostegno.

Il pianto può fungere da catarsi, consentendo di affrontare e elaborare meglio situazioni difficili o dolorose.

Dopo aver pianto, molte persone riferiscono di sentirsi sollevate e in grado di affrontare meglio le sfide emotive.

Al contrario piangere fa male in diverse situazioni e per diverse ragioni.

Quando si è feriti fisicamente o si sperimenta un disagio fisico intenso, il pianto può essere una risposta naturale. Il pianto in questo caso può aumentare il disagio o il dolore.

Il pianto è spesso una reazione alle emozioni intense come la tristezza, la rabbia, la frustrazione o la delusione. Piangere in risposta a queste emozioni può essere doloroso perché mette in evidenza il disagio emotivo che si sta vivendo.

Il pianto può essere una reazione allo stress e all'ansia. In alcuni casi, il pianto può essere causato da un senso di impotenza o da una situazione di sovraccarico emotivo.

La perdita di una persona cara può causare pianto intenso e doloroso. Il lutto è un processo emotivo complesso e il pianto è una parte importante di questo processo.

In alcune persone con depressione, il pianto può diventare un sintomo cronico e può causare disagio fisico e emotivo.

Quando ci si sente impotenti o frustrati di fronte a una situazione difficile o insolubile, il pianto può essere una reazione naturale. Questo tipo di pianto può essere accompagnato da una sensazione di impotenza e frustrazione.

Tuttavia, è importante notare che il pianto è anche una reazione normale e sana in molte situazioni. Aiuta a liberare emozioni, ridurre lo stress e può essere un modo per esprimere i sentimenti.

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Inoltre, se il pianto diventa eccessivo o persistente, potrebbe essere indicativo di problemi di salute mentale che richiedono l'attenzione di un esperto della salute mentale. In generale, piangere è una risposta naturale alle emozioni e può essere salutare sempre quando avviene in modo moderato e bilanciato.

 

BIBLIOGRAFIA

 

"The Psychological and Physiological Effects of Tears" (Le effetti psicologici e fisiologici delle lacrime) Ad Vingerhoets, pubblicato in: Journal of Psychology and Behavioral Science, 2013: questo articolo esamina gli effetti del pianto sulla salute mentale e fisica, esplorando come il pianto possa agire come una forma di liberazione emotiva.

"Crying: A Biopsychosocial Phenomenon" (Il pianto: un fenomeno biopsicosociale), Lauren Bylsma, Asmir Gračanin, e Ad Vingerhoet, pubblicato in: Emotion Review, 2011: Questa recensione fornisce una panoramica delle ricerche sulla funzione e i benefici del pianto dal punto di vista biologico, psicologico e sociale.

"Crying and Psychological Health" (Pianto e salute psicologica), Randy R. Cornelius, pubblicato in: The International Journal of Psychiatry in Medicine, 1986: questo studio esamina il rapporto tra il pianto e la salute mentale, evidenziando come il pianto possa contribuire al benessere psicologico.

"Tears and Fears: An Uncertain Relationship" (Lacrime e paure: una relazione incerta), Oren Hasson, pubblicato in: Ethology, 2017: questo articolo discute delle teorie evolutive dietro al pianto e alla sua relazione con le emozioni, inclusa l'ansia e la paura.

"Crying as a Release of Emotional Pain: A Functional MRI Investigation" (Il pianto come liberazione del dolore emotivo: un'indagine con la risonanza magnetica funzionale), Tillmann H.C. Kruger, pubblicato in: NeuroReport, 2015: questo studio utilizza la risonanza magnetica funzionale per esplorare come il pianto possa essere associato al sollievo da dolore emotivo.

 

 

IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine - Terapie Olistiche e Bionaturali
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