giovedì 18 dicembre 2025

Quando anca e schiena smettono di parlarsi


 


Ti è mai capitato di trattare l’anca… e il dolore resta? Oppure di lavorare sulla schiena, ma qualcosa non torna?
Nel mio lavoro olistico incontro spesso persone che vivono proprio questa sensazione: il dolore non è mai in un solo punto, ma sembra muoversi, cambiare volto, resistere.

 

È qui che entra in gioco la Hip‑Spine Syndrome, una condizione che la medicina occidentale sta iniziando a nominare con chiarezza e che, dal mio punto di vista, trova una lettura sorprendentemente coerente anche nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

 

In ambito ortopedico si parla di Hip‑Spine Syndrome quando problematiche dell’anca e della colonna lombare coesistono e si influenzano a vicenda. Artrosi dell’anca, rigidità lombare, stenosi, instabilità: il corpo cerca compensi, ma spesso li paga con il dolore.

 

Il risultato è un quadro confuso in cui il dolore inguinale può sembrare lombare, le tensioni ai glutei faticano a risolversi e la rigidità mattutina si accompagna spesso a un senso di affaticamento nel cammino.

 

Il punto non è scegliere se trattare l’anca o la schiena, ma capire come dialogano tra loro.

 

Nella Medicina Tradizionale Cinese, anca e colonna non sono mai viste come distretti separati. Entrambe appartengono al territorio del Rene (Shèn), l’organo che governa le ossa, il midollo e la stabilità profonda.

 

Nel Su Wen si legge: “Il Rene governa le ossa e genera il midollo.”

 

Quando l’energia del Rene è in deficit — per età, stress cronico, sovraccarico o paura — il corpo perde radicamento. Clinicamente questo si manifesta come lombalgia profonda, senso di instabilità del bacino e un dolore che tende a migliorare con il calore e a peggiorare con la stanchezza.

 

Accanto al Rene, nella mia esperienza clinica emerge quasi sempre il ruolo del Fegato. Il Fegato governa tendini e muscoli e assicura la fluidità del movimento.

 

Quando il Qi di Fegato è stagnante, a causa di vita sedentaria, stress emotivo o frustrazione, il bacino perde adattabilità. L’anca diventa rigida, la colonna inizia a compensare e il dolore tende a spostarsi, cambiando sede e intensità.

 

In MTC diciamo: “Dove il Qi non scorre, nasce il dolore”.
E nella Hip‑Spine Syndrome questa frase diventa estremamente concreta.

 

Dal punto di vista posturale, la Hip‑Spine Syndrome è spesso una perdita di coordinazione del centro. Il bacino non distribuisce correttamente il carico, la colonna si irrigidisce a scopo protettivo e il sistema nervoso entra in uno stato di allerta costante.

 

Dal punto di vista energetico, parliamo di stasi di Qi e Xue nei meridiani di Rene, Vescica, Fegato e Cistifellea.

 

Trattare solo la struttura senza restituire qualità al movimento è spesso insufficiente.

 

Nel mio approccio integro osservazione posturale globale, lavoro sul bacino come fulcro di equilibrio, riequilibrio energetico dei meridiani coinvolti e rieducazione al movimento fluido e percepito. L’obiettivo non è aggiustare una singola parte, ma rimettere in relazione l’intero sistema.

 

La Hip‑Spine Syndrome ci insegna qualcosa di prezioso: il corpo non ragiona per compartimenti. Anca e colonna sono due espressioni dello stesso centro.

 

 

Quando iniziamo ad ascoltarle insieme — tra biomeccanica e Medicina Tradizionale Cinese — il dolore smette di essere solo un problema da eliminare e diventa un messaggio da comprendere.

 

Forse la vera domanda non è “dove intervenire”, ma “come ristabilire il dialogo”. 

Se senti che anca e schiena raccontano una storia più ampia, questo è il momento giusto per ascoltarla.

 

Bibliografia essenziale

  • Valli F., Hip‑Spine Syndrome: cos’è il conflitto anca‑colonna, Gazzetta dello Sport – Salute, 2025
  • Neumann D.A., Kinesiology of the Musculoskeletal System, Elsevier
  • Maciocia G., La pratica della Medicina Cinese, CEA
  • Deadman P. et al., A Manual of Acupuncture, JCM Publications
  • Huang Di Nei Jing – Su Wen

 

 

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