Ti è mai capitato di trattare l’anca… e il dolore
resta? Oppure di lavorare sulla schiena, ma qualcosa non torna?
Nel mio lavoro olistico incontro spesso persone che vivono proprio
questa sensazione: il dolore non è mai in un solo punto, ma sembra
muoversi, cambiare volto, resistere.
È qui che entra in gioco la Hip‑Spine Syndrome, una condizione che la medicina occidentale sta iniziando a nominare con chiarezza e che, dal mio punto di vista, trova una lettura sorprendentemente coerente anche nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC).
In ambito ortopedico si parla di Hip‑Spine Syndrome quando problematiche dell’anca e della colonna lombare coesistono e si influenzano a vicenda. Artrosi dell’anca, rigidità lombare, stenosi, instabilità: il corpo cerca compensi, ma spesso li paga con il dolore.
Il risultato è un quadro confuso in cui il dolore inguinale può sembrare lombare, le tensioni ai glutei faticano a risolversi e la rigidità mattutina si accompagna spesso a un senso di affaticamento nel cammino.
Il punto non è scegliere se trattare l’anca o la schiena, ma capire come dialogano tra loro.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, anca e colonna non sono mai viste come distretti separati. Entrambe appartengono al territorio del Rene (Shèn), l’organo che governa le ossa, il midollo e la stabilità profonda.
Nel Su Wen si legge: “Il Rene governa le ossa e genera il midollo.”
Quando l’energia del Rene è in deficit — per età, stress cronico, sovraccarico o paura — il corpo perde radicamento. Clinicamente questo si manifesta come lombalgia profonda, senso di instabilità del bacino e un dolore che tende a migliorare con il calore e a peggiorare con la stanchezza.
Accanto al Rene, nella mia esperienza clinica emerge quasi sempre il ruolo del Fegato. Il Fegato governa tendini e muscoli e assicura la fluidità del movimento.
Quando il Qi di Fegato è stagnante, a causa di vita sedentaria, stress emotivo o frustrazione, il bacino perde adattabilità. L’anca diventa rigida, la colonna inizia a compensare e il dolore tende a spostarsi, cambiando sede e intensità.
In MTC diciamo: “Dove il Qi non scorre, nasce il
dolore”.
E nella Hip‑Spine Syndrome questa frase diventa estremamente concreta.
Dal punto di vista posturale, la Hip‑Spine Syndrome è spesso una perdita di coordinazione del centro. Il bacino non distribuisce correttamente il carico, la colonna si irrigidisce a scopo protettivo e il sistema nervoso entra in uno stato di allerta costante.
Dal punto di vista energetico, parliamo di stasi di Qi e Xue nei meridiani di Rene, Vescica, Fegato e Cistifellea.
Trattare solo la struttura senza restituire qualità al movimento è spesso insufficiente.
Nel mio approccio integro osservazione posturale globale, lavoro sul bacino come fulcro di equilibrio, riequilibrio energetico dei meridiani coinvolti e rieducazione al movimento fluido e percepito. L’obiettivo non è aggiustare una singola parte, ma rimettere in relazione l’intero sistema.
La Hip‑Spine Syndrome ci insegna qualcosa di prezioso: il corpo non ragiona per compartimenti. Anca e colonna sono due espressioni dello stesso centro.
Quando iniziamo ad ascoltarle insieme — tra biomeccanica e Medicina Tradizionale Cinese — il dolore smette di essere solo un problema da eliminare e diventa un messaggio da comprendere.
Forse la vera domanda non è “dove intervenire”, ma “come ristabilire il dialogo”.
Se senti che anca e schiena raccontano una storia più ampia, questo è il momento giusto per ascoltarla.
Bibliografia essenziale
- Valli F., Hip‑Spine Syndrome: cos’è il conflitto anca‑colonna, Gazzetta dello Sport – Salute, 2025
- Neumann D.A., Kinesiology of the Musculoskeletal System, Elsevier
- Maciocia G., La pratica della Medicina Cinese, CEA
- Deadman P. et al., A Manual of Acupuncture, JCM Publications
- Huang Di Nei Jing – Su Wen

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