Negli ultimi anni la ricerca biomedica ha concentrato gran parte dei suoi sforzi sull’identificazione e sulla neutralizzazione degli agenti patogeni responsabili delle malattie infettive. La dichiarata pandemia da SARS-CoV-2 non ha fatto eccezione, orientando l’attenzione prevalentemente verso il virus, le sue varianti e i meccanismi di ingresso nelle cellule umane. Tuttavia, alcune recenti evidenze scientifiche suggeriscono la necessità di ampliare lo sguardo e di tornare a considerare in modo più sistemico il ruolo dell’organismo ospite e del suo stato di equilibrio interno.
In questo contesto si inserisce uno studio italiano pubblicato su Frontiers in Immunology, condotto presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, che ha indagato l’azione dell’acido acetilsalicilico nei confronti dell’infezione da SARS-CoV-2. I risultati mostrano come l’aspirina sia in grado di interferire con la struttura della proteina Spike, riducendone l’affinità di legame con il recettore ACE2, passaggio cruciale per l’ingresso del virus nelle cellule. Parallelamente, è stata osservata una modulazione della risposta infiammatoria, con una riduzione dei processi che contribuiscono al danno polmonare nei modelli sperimentali.
È importante sottolineare che l’aspirina non agisce come antivirale diretto, né elimina il virus. La sua azione sembra piuttosto orientata a modificare il contesto biologico in cui il patogeno opera, rendendo l’ambiente cellulare meno favorevole alla progressione dell’infezione e limitando le risposte infiammatorie eccessive che rappresentano uno dei principali fattori di gravità clinica nel Covid-19.
Questa prospettiva, apparentemente innovativa nel linguaggio della farmacologia moderna, trova un’interessante consonanza con i principi della Medicina Tradizionale Cinese.
In tale sistema medico, le malattie epidemiche non sono mai considerate esclusivamente come il risultato di un agente esterno, ma come l’esito dell’interazione tra un fattore patogeno e un organismo che presenta condizioni di Vuoto, Stagnazione o squilibrio interno.
Numerose analisi condotte in ambito MTC hanno descritto la Covid-19 come una combinazione di Calore Tossico, Umidità e Stasi di Qi e Sangue, con coinvolgimento prevalente del Polmone e della Milza. In termini biomedici contemporanei, questi quadri corrispondono a stati di infiammazione sistemica, disfunzione immunitaria e alterazioni della microcircolazione.
L’azione dell’aspirina sulla modulazione dell’infiammazione e sulla fluidità dei processi biologici richiama in modo sorprendente il principio della MTC secondo cui il trattamento deve mirare a muovere ciò che è stagnante e a ridurre gli eccessi, affinché il patogeno non trovi condizioni favorevoli per radicarsi. In entrambi i modelli, seppur con linguaggi e strumenti differenti, emerge una visione della malattia come fenomeno sistemico, nel quale il terreno biologico gioca un ruolo determinante quanto l’agente causale.
Lo studio italiano non autorizza in alcun modo l’automedicazione né propone l’aspirina come soluzione terapeutica universale per la Covid-19. Al contrario, rafforza la necessità di un approccio prudente, integrato e basato su evidenze cliniche solide. Il valore principale di questi risultati risiede nella conferma di un concetto chiave: la modulazione dell’infiammazione e il mantenimento dell’equilibrio fisiologico rappresentano elementi centrali nella prevenzione delle forme gravi di malattia.
Alla luce di queste considerazioni, appare sempre più evidente come la prevenzione e la gestione delle patologie infettive non possano limitarsi all’intervento farmacologico mirato sul patogeno, ma debbano includere una valutazione globale dello stato dell’organismo. Fattori quali infiammazione cronica di basso grado, stress, assetto metabolico, qualità della respirazione e adattabilità del sistema neuroimmunoendocrino assumono un ruolo cruciale nel determinare la risposta individuale all’infezione.
Il dialogo tra medicina convenzionale e modelli sistemici come la Medicina Tradizionale Cinese non rappresenta una contrapposizione ideologica, ma un’opportunità epistemologica. Quando approcci diversi convergono sull’importanza del terreno biologico, dell’equilibrio e della regolazione dei processi interni, si apre uno spazio di riflessione che può arricchire la pratica clinica e la ricerca futura.
Da questo punto di vista, la salute non emerge come il risultato di una guerra contro un nemico esterno, ma come l’espressione di un sistema capace di adattarsi, modulare e autoregolarsi. Ed è forse in questa direzione che la medicina del futuro è chiamata a evolvere.
Se la ricerca scientifica ci mostra che la gravità di una malattia dipende anche dal terreno biologico su cui agisce, allora la prevenzione non può essere ridotta a un atto occasionale o emergenziale. Prevenire significa intervenire prima, in modo continuo e consapevole, sui fattori che regolano l’equilibrio dell’organismo.
Educare al proprio benessere generale con una visione olistica (complessiva) ha sempre l’obiettivo di anticipare qualsiasi stato dell’infiammazione cronica di basso grado: questo non è un approccio alternativo alla medicina, ma una sua naturale estensione.
Lavorare sulla regolazione del sistema neurovegetativo, sulla fluidità dei tessuti e sulla capacità adattativa della persona significa creare le condizioni affinché l’organismo risponda in modo più efficace agli stimoli esterni, inclusi quelli infettivi.
La prevenzione autentica non si limita a evitare la malattia, ma costruisce salute nel tempo. È un processo che richiede ascolto, consapevolezza e un lavoro integrato sulla persona nella sua globalità.
In questa prospettiva, il compito dei professionisti (sanitari e del benessere) è accompagnare le persone verso un equilibrio più stabile affinché il terreno non diventi il punto debole, ma la prima linea di protezione.
Provare per credere.
Bibliografia essenziale
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Frontiers
in Immunology
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Aspirin Alters SARS-CoV-2 Spike Glycosylation and Reduces ACE2 Binding
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The
Lancet Rheumatology
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Journal
of Traditional Chinese Medicine (2020–2022)
TCM patterns and integrative approaches in COVID-19 management
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Nature
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(2021)
Immune response, cytokine imbalance and systemic inflammation in
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Pharmacological
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Anti-inflammatory drugs and modulation of COVID-19 outcomes

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