Il fuoco che brucia dentro: viaggio nelle radici
invisibili della cistite ricorrente
"Ogni mese, puntuale come un orologio infuocato, torna. Brucia, costringe, costringe a fermarsi. La domanda è: da dove arriva davvero questo fuoco?"
C’è un disturbo, apparentemente banale, che tormenta milioni di donne nel silenzio, nella vergogna, nella solitudine. Si chiama cistite ricorrente, e spesso viene liquidata come un semplice problema batterico. Ma quando ritorna, ostinata e crudele, anche dopo mille antibiotici, diventa qualcosa di più: un messaggio del corpo che chiede ascolto profondo. Forse anche perdono.
La medicina occidentale la classifica come infezione del tratto urinario. Diagnosi chiara, soluzione (apparentemente) semplice: antibiotici, antinfiammatori, probiotici. Eppure, per molte donne, la cistite è una compagna costante, più psicologica che batterica, più invisibile che clinica.
Il corpo non dimentica. Lo sanno bene le donne che soffrono
di cistiti da stress, da rabbia repressa, da relazioni non elaborate, da traumi
mai portati alla luce. Il sintomo diventa rituale, come se il corpo, per via di
una saggezza più antica, sapesse che solo attraverso il dolore può richiedere
attenzione.
Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la vescica è legata all’elemento Acqua, in coppia con i Reni, ma attenzione: l’Acqua non è solo fredda e stagnante. Se non circola, se viene compressa o trattenuta, può diventare vapore, calore patologico, fuoco interno. Ed è lì che nascono le infiammazioni.
La cistite, in MTC, può essere espressione di calore
umido nella vescica (spesso da alimentazione scorretta, eccessi sessuali,
infezioni), fegato che invade la vescica, (quando la rabbia non trova
sfogo e si dirige verso l’Acqua), vuoto di Yin del rene, con calore da
deficit che risale verso la vescica, deficit di Qi della milza, che non
riesce più a contenere l’umidità.
C’è anche un’altra lettura, più sottile: la vescica è l’organo del lasciar andare. E chi soffre di cistiti recidivanti spesso fatica a lasciar andare. Vecchi legami, colpe, emozioni, ricordi dolorosi. Così il corpo, ogni mese, infiamma ciò che è trattenuto.
In molte culture tradizionali, la malattia è una forma di comunicazione. Il corpo è messaggero. Se non si viene ascoltati nei piani superiori (psiche, anima), l’organismo grida con i mezzi che ha. La vescica è il punto più basso del tronco, quasi simbolicamente il luogo dove sedimentano le emozioni non elaborate.
Freud parlava di "isteria somatica", Jung di "ombra psichica", la MTC di "Shen disturbato" e "Qi in ribellione". In ogni caso, il messaggio è chiaro: non guarirà ciò che non viene integrato.
La vera cura non può limitarsi a sopprimere il sintomo.
Occorre un approccio integrato ad esempio fitoterapia
cinese e occidentale (per raffreddare il calore e drenare l’umidità), trattamenti
energetici (come punti riflessi, moxibustione, cromopuntura, biorisonanza
per riequilibrare il meridiano della vescica), counseling olistico e
tecniche di rilascio emozionale (per liberare ciò che si trattiene), alimentazione
anti-infiammatoria (povera di zuccheri, alcol e cibi piccanti), esercizi
di respirazione e meditazione, per rilassare il pavimento pelvico e il
sistema nervoso.
Inoltre, è essenziale indagare il significato personale del sintomo. Che cosa ti sta chiedendo la tua vescica? Cosa non riesci a lasciare andare? A cosa ti aggrappi con paura?
La cistite è solo una scintilla: ascoltarla può diventare l’occasione per riscoprire un nuovo modo di abitare il proprio corpo, la propria storia, la propria energia.
Se vivi episodi ricorrenti di cistite e senti che non è solo un problema fisico, affronta la radice del fuoco con un percorso olistico personalizzato.
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