venerdì 29 agosto 2025

CISTITE e MTC



Il fuoco che brucia dentro: viaggio nelle radici invisibili della cistite ricorrente

"Ogni mese, puntuale come un orologio infuocato, torna. Brucia, costringe, costringe a fermarsi. La domanda è: da dove arriva davvero questo fuoco?"

C’è un disturbo, apparentemente banale, che tormenta milioni di donne nel silenzio, nella vergogna, nella solitudine. Si chiama cistite ricorrente, e spesso viene liquidata come un semplice problema batterico. Ma quando ritorna, ostinata e crudele, anche dopo mille antibiotici, diventa qualcosa di più: un messaggio del corpo che chiede ascolto profondo. Forse anche perdono.

La medicina occidentale la classifica come infezione del tratto urinario. Diagnosi chiara, soluzione (apparentemente) semplice: antibiotici, antinfiammatori, probiotici. Eppure, per molte donne, la cistite è una compagna costante, più psicologica che batterica, più invisibile che clinica.

Il corpo non dimentica. Lo sanno bene le donne che soffrono di cistiti da stress, da rabbia repressa, da relazioni non elaborate, da traumi mai portati alla luce. Il sintomo diventa rituale, come se il corpo, per via di una saggezza più antica, sapesse che solo attraverso il dolore può richiedere attenzione.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la vescica è legata all’elemento Acqua, in coppia con i Reni, ma attenzione: l’Acqua non è solo fredda e stagnante. Se non circola, se viene compressa o trattenuta, può diventare vapore, calore patologico, fuoco interno. Ed è lì che nascono le infiammazioni.

La cistite, in MTC, può essere espressione di calore umido nella vescica (spesso da alimentazione scorretta, eccessi sessuali, infezioni), fegato che invade la vescica, (quando la rabbia non trova sfogo e si dirige verso l’Acqua), vuoto di Yin del rene, con calore da deficit che risale verso la vescica, deficit di Qi della milza, che non riesce più a contenere l’umidità.

C’è anche un’altra lettura, più sottile: la vescica è l’organo del lasciar andare. E chi soffre di cistiti recidivanti spesso fatica a lasciar andare. Vecchi legami, colpe, emozioni, ricordi dolorosi. Così il corpo, ogni mese, infiamma ciò che è trattenuto.

In molte culture tradizionali, la malattia è una forma di comunicazione. Il corpo è messaggero. Se non si viene ascoltati nei piani superiori (psiche, anima), l’organismo grida con i mezzi che ha. La vescica è il punto più basso del tronco, quasi simbolicamente il luogo dove sedimentano le emozioni non elaborate.

Freud parlava di "isteria somatica", Jung di "ombra psichica", la MTC di "Shen disturbato" e "Qi in ribellione". In ogni caso, il messaggio è chiaro: non guarirà ciò che non viene integrato.

La vera cura non può limitarsi a sopprimere il sintomo.

Occorre un approccio integrato ad esempio fitoterapia cinese e occidentale (per raffreddare il calore e drenare l’umidità), trattamenti energetici (come punti riflessi, moxibustione, cromopuntura, biorisonanza per riequilibrare il meridiano della vescica), counseling olistico e tecniche di rilascio emozionale (per liberare ciò che si trattiene), alimentazione anti-infiammatoria (povera di zuccheri, alcol e cibi piccanti), esercizi di respirazione e meditazione, per rilassare il pavimento pelvico e il sistema nervoso.

Inoltre, è essenziale indagare il significato personale del sintomo. Che cosa ti sta chiedendo la tua vescica? Cosa non riesci a lasciare andare? A cosa ti aggrappi con paura?

La cistite è solo una scintilla: ascoltarla può diventare l’occasione per riscoprire un nuovo modo di abitare il proprio corpo, la propria storia, la propria energia.

Se vivi episodi ricorrenti di cistite e senti che non è solo un problema fisico, affronta la radice del fuoco con un percorso olistico personalizzato.

Prenota una consulenza o un trattamento presso il nostro studio: mettiamo insieme antiche tradizioni e approccio tecnico scientifico per aiutarti a ritrovare equilibrio, libertà e benessere profondo.

BIBLIOGRAFIA

  1. Sihra N., Goodman A., Zakri R., Sahai A., Malde S.
    Cystitis and urinary tract infections in women: a holistic approach.
    British Journal of General Practice, 2020; 70(693): 312–313.
  2. Foxman B.
    Urinary tract infection syndromes: occurrence, recurrence, bacteriology, risk factors, and disease burden.
    Infectious Disease Clinics of North America, 2020; 34(3): 511–530.
  3. Huang W., et al.
    Effects of Chinese herbal medicine on recurrent urinary tract infections: a systematic review and meta-analysis.
    BMC Complementary Medicine and Therapies, 2021; 21: 19.
  4. Jiang M., Wang C., Zhang Z., Zhang Q.
    Traditional Chinese Medicine for Recurrent Urinary Tract Infection: From Clinical Use to Basic Research.
    Journal of Ethnopharmacology, 2023; 306: 116220.
  5. Schoendorfer N., Grimes A. M.
    Recurrent Urinary Tract Infections and the role of the gut–bladder axis: emerging insights.
    Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, 2022; 12: 927315.
  6. Natour M.
    Medicina Tradizionale Cinese: fisiologia, patologia e clinica dei cinque elementi.
    Edizioni AMAL, 2021.
  7. Orloff J.
    The Empath’s Survival Guide: Life Strategies for Sensitive People.
    Sounds True, 2020.
  8. Maté G.
    The Myth of Normal: Trauma, Illness, and Healing in a Toxic Culture.
    Avery, 2022.
  9. Liu Y., et al.
    Study on the correlation between Liver Qi stagnation and recurrent urinary tract infection in women.
    Chinese Journal of Integrative Medicine, 2021; 27(6): 433–438.
  10. Di Stanislao C.
    Psicosomatica e medicina integrata: dalla Mente al Corpo e ritorno.
    Tecniche Nuove, 2021.

 

 

venerdì 22 agosto 2025

Accanto a te: la forza segreta della presenza

 




“Essere accanto è già un prendersi cura, perché la solitudine pesa quanto una malattia.”
— Albert Camus

 

C’è un’immagine che resta impressa e che può guidarci a lungo nella riflessione: una madre che, per amore e per necessità, decide di sedersi accanto al proprio figlio autistico durante le ore di scuola. 

 

Non un gesto eroico, non un proclama, ma un atto di straordinaria semplicità. 

 

Da questo gesto prende vita il libro di Maria Gariup, Accanto a te. Quella forza segreta che ci fa affrontare le avversità, una testimonianza che diventa narrazione universale: cosa significa davvero essere accanto?

 

La letteratura ha sempre colto il valore salvifico della vicinanza. 

 

Nei Fratelli Karamazov, Dostoevskij riconosce nella compassione la forza che salva dall’abisso. 

 

Hannah Arendt, in Vita activa, pone la relazione con l’altro al cuore dell’esperienza politica: senza apparire reciprocamente, saremmo invisibili. 

 

Albert Camus, con la lucidità dei suoi aforismi, ci ricorda che la solitudine è essa stessa una malattia.

 

Il gesto della madre di Gariup, apparentemente minimo, diventa allora simbolo di una nuova pedagogia del vivere: la presenza come cura

 

Non si tratta solo di amore privato, ma di azione pubblica. In un’aula scolastica, sedersi accanto diventa resistenza a una società che troppo spesso isola, marginalizza, divide.

 

Questa intuizione trova eco nella sociologia contemporanea. 

 

Michèle Lamont, in Seeing Others (2023), mostra come il riconoscimento dell’altro sia una forma di guarigione collettiva, capace di contrastare le fratture sociali. 

 

Donatella Della Porta, analizzando i movimenti civili, evidenzia come la trasformazione sociale nasca dalla perseveranza nel “fare comunità”, anche in condizioni di crisi. 

 

Il gesto narrato da Gariup si iscrive allora in questa dinamica: un atto privato che si fa comunitario, trasformando la fragilità in energia condivisa.

 

La filosofia occidentale ha posto l’essere-con al centro della riflessione. 

 

Heidegger, in Essere e tempo, definisce l’esser-con (Mitsein) come condizione originaria: non esistiamo mai in solitudine, perché il nostro essere è sempre gettato con altri. 

 

Levinas, radicalizzando questo concetto, afferma che il volto dell’altro è chiamata etica: l’altro ci chiede responsabilità infinita.

 

Nel gesto della madre che siede accanto, queste teorie trovano carne e concretezza. Non più concetti astratti, ma un corpo che si mette accanto a un altro corpo, una voce che si dispone all’ascolto, un volto che accoglie. Qui l’etica si incarna nella quotidianità, e la filosofia si traduce in prassi.

 

Se l’Occidente sottolinea la responsabilità, l’Oriente offre una prospettiva complementare: la presenza come armonia energetica

 

Nel pensiero taoista, nulla è separato: il Qi, l’energia vitale, scorre in tutti i viventi e nei loro rapporti. Così come nessun organo esiste isolato dagli altri, nessun individuo vive fuori dalla rete di relazioni.

 

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) traduce questo in diagnosi e pratiche: salute non è assenza di sintomi, ma equilibrio dinamico tra Yin e Yang, tra interno ed esterno, tra individuo e contesto. 

 

Il gesto della madre ricorda il ruolo del Cuore (Xin), organo-sovrano che non governa con la forza, ma con l’armonizzazione. Il cuore è accanto agli altri organi, garantendo coerenza e ritmo. Allo stesso modo, la madre accanto al figlio non impone, ma accompagna, rendendo possibile la circolazione armonica del Qi.

 

Oggi la MTC è più che mai parte del dibattito globale: il 99% delle strutture sanitarie regionali in Cina offre servizi MTC, con oltre un milione di operatori e decine di migliaia di istituzioni dedicate. Alla conferenza mondiale del 2024 è stata rilanciata la necessità di integrare la MTC con la medicina moderna, per promuovere salute preventiva, innovazione e coesistenza tra sistemi. Una lezione che ben si sposa con l’insegnamento di Gariup: guarire non è sopprimere, ma integrare.

 

Ogni fragilità è anche occasione di resilienza. 

 

Richard Sennett, in Insieme, ricorda che la cooperazione nasce dal saper abitare il conflitto e la differenza. La madre del racconto, accettando il limite, costruisce resilienza non solo per sé e per il figlio, ma per la scuola intera, trasformando un’aula in laboratorio di comunità.

 

Le ricerche più recenti sul concetto di resilienza (Coleman et al., 2023; Yin & Mostafavi, 2023) lo confermano: resilienza non è resistere a un urto, ma trasformarlo in opportunità, e questo processo è tanto più efficace quanto più equo e condiviso. 

 

Anche qui Oriente e Occidente si incontrano: nella MTC il sintomo non è nemico da combattere, ma linguaggio da interpretare. Così la diversità non è peso, ma messaggio.

 

L’opera di Maria Gariup e la MTC, a prima vista lontane, si illuminano reciprocamente. La sua testimonianza ci invita a ripensare la guarigione non solo come pratica clinica, ma come cura del legame.

 

L’Occidente ci ricorda la responsabilità etica, il riconoscimento dell’altro, la forza del Mitsein. L’Oriente ci insegna che la salute non è meccanismo, ma equilibrio dinamico, flusso di relazioni invisibili.

 

Accanto, allora, non è solo una posizione nello spazio. È un atto filosofico, un gesto politico, uno stato energetico. È la vera cura che unisce corpo, mente e spirito.

 

Nelle nostre comunità, nei nostri studi, nelle nostre famiglie, abbiamo bisogno di ripensare la cura. Non è solo farmaco o tecnica, ma presenza, ascolto, continuità.

 

La lezione di Accanto a te è un invito diretto: possiamo essere, nel quotidiano, quel piccolo tassello che trasforma la solitudine in presenza? 

 

Possiamo integrare i saperi Orientali e Occidentali in una nuova medicina che non solo guarisce, ma accompagna?

 

La sfida è già qui. Basta un gesto semplice, ma potentissimo: mettersi accanto.

 



 

https://www.libraccio.it/libro/9791222772714/maria-gariup/accanto-a-te.-quella-%C2%ABforza-segreta%C2%BB-che-ci-fa-affrontare-le-avversit%C3%A0.html

 

 

Bibliografia

  • Lamont, Michèle. Seeing Others: How Recognition Works and How It Can Heal a Divided World. Harvard University Press, 2023.
  • Della Porta, Donatella et al. Mobilising in a (former)-red subculture industrial district: the case of the No-Keu permanent assembly. European Societies, 2024.
  • Coleman, Natalie et al. Weaving Equity into Infrastructure Resilience Research and Practice. arXiv:2310.19194, 2023.
  • Yin, Kai; Mostafavi, Ali. Deep Learning-driven Community Resilience Rating based on Intertwined Socio-Technical Systems Features. arXiv:2311.01661, 2023.
  • Sennett, Richard. Insieme. Rituali, piaceri, politiche della collaborazione. Feltrinelli, nuova edizione 2021.
  • La Medicina Tradizionale Cinese: un’antica scienza per il benessere contemporaneo. Medicina Cinese Integrata, 2024.
  • MTC tra boom giovanile e sanità fragile. Istituto Confucio Milano, 2024.
  • Conferenza mondiale sulla MTC. People’s Daily, 2024.

 

“Nonsolo testa: il corpo ricorda, la psiche scrive”



Dove il Corpo Pensa e l’Anima Sente: La psicosomatica della Medicina Cinese

“Là dove l’anima non arriva, il corpo urla.” — Anonimo

Quando ci ammaliamo, è davvero solo il corpo a cedere? O è l’intera persona, con la sua storia, le sue emozioni, i suoi pensieri, a cercare una via d’uscita nel linguaggio del dolore?


La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) non ha mai diviso ciò che l’essere umano moderno ha separato con chirurgica precisione: psiche e soma, emozione e funzione, spirito e organo.

Non c'è dualismo: l’anima abita il corpo, e il corpo parla l’anima.

Fin dai suoi testi classici, come il Huangdi Neijing, la MTC descrive una medicina che non si occupa solo della carne e del sangue, ma dell’energia che li attraversa (Qi), dei pensieri che li influenzano, delle emozioni che li muovono.

Ogni organo è sede di un aspetto dello spirito: il Fegato custodisce la collera e la visione, il Polmone il distacco e la malinconia, il Cuore la gioia e la coscienza, la Milza il pensiero ossessivo, i Reni la paura...

Il corpo è una mappa emozionale, un teatro delle passioni dove ogni squilibrio emotivo si iscrive nella carne.

La medicina occidentale chiama questo psicosomatica, ma in Oriente non c’è bisogno di coniare un termine: è semplicemente medicina.

Platone stesso, nei Dialoghi, suggeriva che "non si può curare il corpo senza curare l’anima".

E' Cartesio, secoli dopo, a tagliare l’essere umano in due: res cogitans e res extensa, pensiero e materia. Da lì, inizia l’era della specializzazione, della frammentazione, della perdita di senso.

La MTC, invece, si è mossa per millenni nel senso opposto: cura la persona nella sua totalità, in dialogo costante con l’ambiente, le stagioni, le relazioni.

“Il medico che non conosce l’anima dell’uomo, non potrà curarne il corpo.” — diceva Paracelso.

In questo senso, la MTC è profondamente psicosomatica: non per moda, ma per origine.

Nel cuore, secondo la medicina cinese, risiede lo Shen: lo spirito, la coscienza, la nostra capacità di sentire, pensare, amare.

Quando lo Shen è disturbato, l’intero organismo perde coerenza. Il battito si fa irregolare, il sonno fragile, l’ansia cresce.

Il “malessere dell’anima” si traduce in alterazioni fisiologiche reali: insonnia, tachicardia, digestione alterata, dolori diffusi.
Il corpo non è “psicosomatico” nel senso che si inventa la malattia: è un traduttore fedele di ciò che accade nei livelli più sottili della coscienza.

In un trattamento di MTC — che si tratti di digitopressione, coppettazione, biorisonanza, fitoterapia o suono-terapia — si cerca sempre la radice, non solo il ramo.

Un’emicrania ricorrente? Non solo vasi o nervi, ma forse rabbia repressa, sogni bloccati, stagnazione del Qi del Fegato.
Un’insonnia cronica? Non solo iperattivazione cerebrale, ma forse uno Shen turbato da dolore affettivo o senso di disconnessione.

La psicosomatica cinese non è una diagnosi in più, è un modo di guardare l’essere umano: nella sua interezza, nella sua profondità.

E tu, come stai davvero?

Non come stanno i tuoi esami del sangue.
Non come ti vedi allo specchio.
Ma come ti senti dentro, nel profondo.

Il sintomo non è il nemico. È un messaggio.

Smetti di spegnere i segnali.
Comincia ad ascoltare.

Scegli un percorso che vada oltre la superficie, che onori la connessione tra il tuo corpo, la tua storia e la tua essenza.


La Medicina Tradizionale Cinese non ti divide in parti: ti ricompone.

La guarigione inizia quando qualcuno — o qualcosa — ti guarda e ti dice:

"IO TI VEDO INTERO"


Bibliografia:

  • Qi, F. et al. (2021). Emotion-related pathogenesis in Traditional Chinese Medicine. Integrative Medicine Research.

  • Kim, J.H., et al. (2023). The Role of Shen in Chinese Medicine and Modern Psychology: An Integrative Review. Journal of Integrative Medicine.

  • Bäckryd, E. (2022). From Cartesian Dualism to Spiritual Holism: Bridging Eastern and Western Understandings of Suffering. Philosophy, Ethics, and Humanities in Medicine.

  • Liu, Y. et al. (2020). Psychosomatic disorders from the perspective of Traditional Chinese Medicine: Patterns and treatments. Chinese Medicine Journal.

mercoledì 20 agosto 2025

L' amore grasso


 

 

“Il corpo parla il linguaggio delle nostre emozioni. Scopri nell’articolo L’amore grasso come i legami affettivi influenzano il benessere psicofisico e quali strumenti la medicina olistica mette a disposizione per ritrovare equilibrio e leggerezza. Leggilo ora e inizia il tuo percorso di consapevolezza.”

ne parlo nel mio ultimo articolo su RIGENERAINFORMA nella rubrica "consigli utili"

per leggere l'articolo clicca qui 

o qui sotto

<https://www.rigeneralife.com/consigli-utili/10989/amore-grasso/>

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Lomazzo (CO) o Buttrio (CO) 

 

 

 

 

lunedì 18 agosto 2025

E poi si ri-torna


 

“C’è sempre un momento, al ritorno, in cui il corpo è qui ma l’anima indugia ancora altrove.”

Hai mai sentito quella lieve malinconia che accompagna la fine di una vacanza?
Non è solo nostalgia. È il tuo sistema energetico che cerca di ritrovare il centro dopo essersi espanso.

La Medicina Tradizionale Cinese lo sa da millenni: ogni rientro è un passaggio delicato, un piccolo rito interiore che chiede ascolto, lentezza, cura.

“L’anima ha bisogno di più tempo del corpo per tornare da un viaggio.” — Jean-Yves Leloup

C’è una soglia che attraversiamo senza accorgercene, ogni volta che rientriamo dalle vacanze. Non è una porta fisica, né una data sul calendario. È un passaggio energetico, sottile, silenzioso, spesso ignorato.

Il corpo rientra nelle sue abitudini. Ma lo Shen, lo spirito cosciente secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ha bisogno di più tempo. Di spazio. Di riconoscimento.

Non basta tornare. Bisogna ritrovare il centro, perché ogni viaggio, anche quello più breve, ci cambia.

E ogni ritorno è una riscrittura.

La MTC non vede l’essere umano come una macchina da riattivare, ma come un sistema in relazione costante con la natura.
Le vacanze sono momenti di rallentamento Yin, necessari per riequilibrare l’eccesso di Yang che governa la vita urbana, il lavoro, il fare.
Quando torniamo, dovremmo farlo gradualmente, preservando parte di quel ritmo lento, come una medicina preziosa.

In medicina cinese, ogni cambiamento — anche il ritorno dalle ferie — è un “varco energetico”.
Se attraversato con consapevolezza, fortifica. Se ignorato, indebolisce.
Il corpo può accusare disturbi del sonno, digestione alterata, stanchezza anomala.
Sono segni che l’energia (Qi) non ha ancora trovato la sua via di rientro.

La stagione tardo-estiva, secondo la MTC, è dominata dall’Elemento Terra, legato alla milza e allo stomaco, organi della trasformazione.
È il momento perfetto per integrare ciò che abbiamo vissuto durante la pausa e trasformarlo in energia stabile per affrontare l’autunno.

La Terra è anche il centro, il baricentro del sistema dei Cinque Movimenti.
Rientrare, quindi, non è tornare indietro, ma ritrovare il proprio centro, nutrirlo, stabilizzarlo.

Come scriveva Rainer Maria Rilke:
“Torna in te stesso. In te è la fonte del bene.”

In ottica terapeutica, il periodo post-vacanze è ideale per riequilibrare la Milza e lo Stomaco con trattamenti Tuina, digitopressione o Moxa, stimolare punti come Zusanli (ST36) o Sanyinjiao (SP6) per rinforzare il Qi, favorire il radicamento attraverso riflessologia plantare o tecniche di centratura, accompagnare lo Shen con essenze floreali, respirazione consapevole o suoni armonici

È il momento di consolidare i benefici della pausa prima che lo stress li disperda.

Ogni cambiamento, anche il più piccolo, ha bisogno di essere metabolizzato.
Se non lo facciamo, rischiamo di portare con noi una disarmonia sottile, che col tempo può diventare disagio, malattia, o semplice disconnessione.

Secondo il pensiero taoista, ciò che non viene “vissuto fino in fondo” rimane sospeso nel corpo.

E allora il ritorno non è più un rientro, ma una frattura tra ciò che siamo stati e ciò che torniamo a fare.

Non lasciare che la bellezza della tua pausa si dissolva nel rientro.
Trasforma il ritorno in un rito di ricentratura, un gesto d’amore verso il tuo equilibrio profondo.


Con trattamenti energetici, riflessologia, suoni armonizzanti o semplici esercizi di respiro, puoi accompagnare corpo e Shen nel viaggio di rientro.

Contattami per costruire insieme un percorso post-vacanza personalizzato secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese.

Perché rientrare, se fatto bene, può essere la più potente delle partenze.

 

Bibliografia

  • Kaptchuk, T. J. (2021). The Web That Has No Weaver. McGraw-Hill.
  • Fruehauf, H. (2020). Classical Chinese Medicine and Seasonal Transitions. The Lantern.
  • Wang, Y. et al. (2022). Spleen Qi and Emotional Integration in Traditional Chinese Medicine. Chinese Journal of Integrative Medicine.
  • Shen, Y. (2023). Zang Fu and the Psychology of Return. Asian Medicine Journal, 18(2).

venerdì 8 agosto 2025

Riposo, vacanza e ri-generazione (e porta con te i tuoi animali)

 


“Non ci si ammala solo per ciò che si fa, ma anche per ciò che non si lascia andare.”


La vacanza, per molti, è diventata un lusso. Per altri, una corsa mascherata da pausa. Ma in Oriente si insegna da secoli che il vero riposo è medicina: non un vuoto da riempire, bensì uno spazio sacro in cui corpo, mente e spirito si riordinano.


Per la Medicina Tradizionale Cinese, fermarsi nel modo giusto è un atto terapeutico.
Ma siamo ancora capaci di farlo?

 “Talvolta il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

C’è un momento, tra la fine del fare e l’inizio del lasciarsi andare, in cui il tempo cambia densità.
Non è più quello cronometrico delle agende, né quello produttivo dei risultati. È il tempo dell’essere.


Lo stesso tempo che, da secoli, la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) onora come spazio necessario per la rigenerazione profonda.

In un’epoca che premia il pieno e l’iperstimolazione, la vacanza vera è diventata un atto quasi rivoluzionario: non il viaggiare compulsivo, non il “riempire” il vuoto con impegni diversi, ma saper sostare nel vuoto.

E come insegna il Tao:
“Trenta raggi convergono nel mozzo, ma è dal vuoto del centro che nasce l’uso del carro.” (Dao De Jing, cap. 11)

Nella visione energetica della MTC, ogni stagione, ogni organo, ogni momento della giornata ha un suo movimento, un suo ritmo.

Ma non esiste salute se non c’è alternanza tra attività e riposo, tra Yang e Yin.

Il riposo profondo, quello che non è sonno forzato né ozio distratto, ma ricarica consapevole, è ciò che nutre il Jing, l’essenza vitale che ci permette di vivere a lungo e con qualità.

La vacanza, allora, non è solo una sospensione: è una forma di cura.
Un “vuoto fertile” dove il corpo si disintossica, lo Shen (spirito) si pacifica, e il respiro torna a scorrere in armonia.

La MTC non si interessa solo della quantità, ma soprattutto della qualità dell’energia.
E così dovrebbe essere anche per le vacanze.

Viaggi caotici, check-in serrati, corse turistiche: sono vacanze solo per l’ufficio, non per il cuore


Una vacanza curativa, secondo la visione energetica orientale, dovrebbe assecondare il ritmo naturale dell’organismo (svegliarsi col sole, rallentare al tramonto), favorire il contatto con i quattro elementi (terra, aria, acqua, fuoco del sole), ridurre il “rumore interno” (meno stimoli, più ascolto), permettere di ritrovare la spontaneità, che la MTC chiama Ziran, cioè "essere ciò che si è, naturalmente"

Come scrisse Pascal: “Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dal suo non saper restare tranquillo in una stanza.”

Il cuore, in MTC, è sede dello Shen, lo spirito cosciente, la mente emozionale.

Quando è disturbato da troppo pensare o da troppa fretta, il cuore perde la sua funzione regale: governare in silenzio e con lucidità.

La vacanza è lo spazio sacro in cui il cuore può ritrovare il suo battito naturale, senza interferenze.

Non è un caso che molte pratiche di guarigione orientale — dalla meditazione al Qi Gong, dalla digitopressione Tuina al semplice camminare scalzi — vengano insegnate nei ritiri, nei templi, nei luoghi di quiete.

Molti scrittori hanno colto questa verità, forse ancor prima della scienza.

“La più grande delle ricchezze è potersi concedere il lusso del tempo.” — Seneca

“Tutti i pensieri veramente grandi sono concepiti mentre si cammina.” — Friedrich Nietzsche

Ogni estate ha una storia. Ogni pausa ha un senso. E ogni silenzio ha qualcosa da dirti.” — Anonimo (ma potrebbe essere la sintesi perfetta di questo mio post)

Non aspettare che sia il tuo corpo a implorare riposo.

Concediti una pausa consapevole, quella che nutre davvero l’essenza vitale, ristora lo Shen e ristabilisce l’armonia interna.

Scopri i trattamenti stagionali e le consulenze ispirate alla MTC per ritrovare equilibrio, ritmo e presenza.
Contattami per creare insieme il tuo spazio di rigenerazione.
Perché la salute comincia nel momento in cui scegli di ascoltarti.

 

Bibliografia

  • Fruehauf, H. (2021). Classical Chinese Medicine and the Art of Nourishing Life. The Lantern Journal.
  • Kaptchuk, T. J. (2020). The Web That Has No Weaver. McGraw-Hill.
  • Jiang, Y. et al. (2022). Heart–Mind Connection in Chinese Medicine: Implications for Emotional Health. Chinese Medicine Journal, 15(1).
  • Yu, X. et al. (2023). Ziran and Authenticity: A Daoist Perspective on Mental Wellbeing. Philosophy East and West, 73(2).
  • HeartMath Institute (2020). Coherence and Regenerative Practices in Stress Management. White Paper.

 

mercoledì 6 agosto 2025

Il cuore silenzioso del cavallo. Quando la biofisica incontra l’anima


 




dedicato a Federica e al suo fedele destriero Cinabelle, un unico grande cuore selvaggio...

"‘Il vento del cielo soffia tra le orecchie di un cavallo’ – recita un proverbio arabo. Forse è per questo che, accanto a lui, il peso dell’anima si alleggerisce."

"Da sempre, il cavallo accompagna l’uomo non solo nel cammino sulla terra, ma nel viaggio dentro sé stesso: simbolo di forza silenziosa, nobile ascolto e guarigione profonda."

Succede spesso nei luoghi dove la natura conserva ancora il suo respiro: un uomo entra nel recinto, stressato, irrequieto, distratto. Davanti a lui un cavallo. Non succede nulla. Nessuna parola. Nessun gesto eclatante. Solo presenza. Eppure, dopo pochi minuti, quell’uomo respira più lento. Il cuore batte con più calma. L’agitazione si scioglie. La mente si svuota. Cos’è successo?

Chi è abituato a vivere vicino a questi animali lo sa bene: c’è un silenzioso potere nel loro stare. Ma oggi la scienza inizia a spiegare ciò che per secoli è stato intuito solo poeticamente.

Il cuore del cavallo genera un campo elettromagnetico cinque volte più potente di quello umano. Secondo le ricerche dell’HeartMath Institute, questo campo si estende fino a 9 metri e interagisce attivamente con il nostro sistema nervoso autonomo.

Durante il contatto, il nostro ritmo cardiaco tende ad armonizzarsi con quello del cavallo in un fenomeno chiamato coerenza cardiaca interspecifica (McCraty et al., 2021).

Come un diapason biologico, il cuore del cavallo “accorda” il nostro sistema, stimolando uno stato di calma, presenza e equilibrio.

Ma perché questo fenomeno ci commuove tanto?
Forse perché il cavallo non parla, non giudica, non invade. Eppure, agisce su di noi più profondamente di tante parole.

Non stupisce che culture antiche, orientali e occidentali, abbiano sempre visto nel cavallo un simbolo archetipico di forza, libertà e guarigione.

Nella tradizione taoista, il cuore (Xin) non è solo un organo, ma la sede della coscienza spirituale (Shen). È il “sovrano” degli organi, il centro che deve restare in pace perché tutto il sistema funzioni. 

Quando il Shen è disturbato, emergono ansia, insonnia, agitazione. Il contatto con il campo armonico del cavallo può essere visto, secondo i principi della MTC, come una forma esterna di “agopuntura energetica”, capace di riportare l’ordine del cuore.

Platone, nella sua allegoria del carro alato, descrive l’anima come un auriga che guida due cavalli: uno impetuoso e ribelle, l’altro docile e nobile. Il lavoro dell’anima è trovare equilibrio tra questi due poli.


Nel cavallo esterno, reale, possiamo forse vedere il riflesso di quello interiore: una forza che, quando ben diretta, può elevarci.

Anche nel pensiero cristiano il cavallo è simbolo ambiguo, ma spesso connesso alla rivelazione interiore

Sant’Agostino parlava del cuore come di un “occhio nascosto” capace di vedere la verità. E se fosse proprio l’animale, con il suo cuore potente e non filtrato dalla mente, ad aprire quello sguardo?

Oggi la equiterapia  è riconosciuta in ambito psicologico, neurodivergente, motorio e relazionale.

Le sue basi sono meccaniche, comportamentali, ma anche biofisiche. Il cavallo, con la sua massa cardiaca, esercita un’influenza ritmica e una presenza regolatrice.

Una ricerca pubblicata su Frontiers in Veterinary Science (Beetz et al., 2020) ha dimostrato che la presenza dei cavalli riduce significativamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e aumenta l’ossitocina, favorendo stati emotivi più calmi e relazionali.
In un certo senso, il cavallo ci “ricalibra”, come un agopunto che, invece di essere stimolato da un ago, viene risvegliato da una frequenza vivente.

In MTC, ogni organo è legato a un elemento, una stagione, un’emozione.

Il cuore appartiene al Fuoco, stagione estate, emozione gioia. Ma attenzione: non la gioia euforica, bensì quella serena, centrata, aperta. Il cavallo, con la sua naturale regalità e calma, incarna proprio questa qualità.

Come i monaci tibetani intonano mantra per armonizzare l’interno, così il battito del cavallo è un mantra incarnato, una vibrazione naturale che ci ricorda chi siamo.

La prossima volta che ti sentirai sopraffatto, prova a cercare un cavallo. Non serve cavalcarlo. Basta esserci. Respirare accanto a lui.

Perché forse, prima ancora della parola, ciò che cura è la frequenza.
E in un mondo frenetico e dissonante, il cuore del cavallo ci ricorda un ritmo antico, più vicino alla terra e più vicino a noi stessi.

Vuoi esplorare come il potere vibrazionale delle frequenze può armonizzare anche il tuo sistema energetico?

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Il cuore sa. Ascoltalo.

Bibliografia 

  • McCraty R., Shaffer F. (2021). Heart rate variability: New perspectives on physiological mechanisms, assessment of self-regulatory capacity, and health risk. Global Advances in Health and Medicine, 10.

  • Beetz A., et al. (2020). The effect of horse-assisted therapy on anxiety and stress in children: a systematic review. Frontiers in Veterinary Science, 7:544.

  • Kemp M. (2022). Biofield science and healing: clinical applications of energy medicine. Journal of Integrative Medicine, 20(1).

  • Kaptchuk T.J. (2021). The Web That Has No Weaver: Understanding Chinese Medicine. McGraw-Hill.

  • Wang Y. et al. (2020). The role of Shen (spirit) in diagnosis and treatment in traditional Chinese medicine. Chinese Journal of Integrative Medicine, 26(3), 219–225.


Ho incontrato un vampiro!




I vampiri senza denti: figure energetiche dell’invisibile

 

"Ti è mai capitato di sentirti svuotato dopo aver parlato con qualcuno, come se ti avessero prosciugato ogni energia vitale?"
Non è fantasia, né esoterismo: il fenomeno ha radici profonde nella psicologia, nella tradizione, nella filosofia orientale e nella Medicina Tradizionale Cinese.

Queste figure non hanno mantelli né zanne, ma sanno nutrirsi della tua luce interiore. Li chiamiamo vampiri energetici.

 “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” William Shakespeare, Amleto

I vampiri esistono? Non quelli dalla pelle diafana e i canini aguzzi che affollano romanzi gotici e serie televisive, ma altri, più subdoli, che non si nutrono di sangue ma di vitalità.

Vampiri energetici: un ossimoro affascinante che invita alla riflessione più che alla paura. Non sono morti viventi, ma vivi mortificanti, spesso inconsapevoli del loro agire. Non ti lasciano morsi sul collo, ma uno strano senso di svuotamento dopo la loro compagnia.

In un mondo che ha smarrito la consapevolezza del Qi — l’energia vitale — e che riduce l’umano alla sua produttività, i vampiri energetici proliferano. Li incontriamo nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, persino in noi stessi quando siamo divorati da emozioni stagnanti. Non servono croci o aglio per difendersi, ma una nuova ecologia dell’energia.

La figura del vampiro attraversa secoli e culture, mutando volto ma non sostanza. Dal Dracula di Bram Stoker al Nosferatu di Murnau, fino agli “emotional vampires” della psicologia moderna, il tratto comune è l’appropriazione non consensuale dell’energia altrui. Il vampiro è colui che non produce luce propria, ma vive della luce degli altri.

Carl Gustav Jung avrebbe visto nel vampiro l’archetipo dell’Ombra: l’energia repressa, non integrata, che si manifesta come parassita psichico. In chiave alchemica, è il nigredo, la fase di putrefazione che precede la rinascita, ma se non viene trasmutato, rimane distruttivo. 

La Medicina Tradizionale Cinese conosce da millenni ciò che in Occidente solo oggi iniziamo a chiamare “energetico”. Le dinamiche tra le persone possono provocare reali spostamenti di Qi. Alcuni individui, in costante deficit di energia, tendono inconsapevolmente ad “agganciarsi” agli altri per colmare i propri vuoti.

Nel linguaggio della MTC, il vampiro energetico è spesso associato a una condizione di vuoto di milza e cuore, con tendenza alla preoccupazione eccessiva, all’ansia e alla manipolazione emotiva. Oppure può derivare da un vuoto di rene, in particolare del Jing, l’essenza vitale: soggetti spossati, che cercano costantemente “carburante” negli altri, soprattutto in relazioni affettive sbilanciate.

D’altro canto, chi subisce queste dinamiche può manifestare stasi di Qi del fegato (frustrazione, irritabilità), vuoto di Qi del polmone (tristezza, vulnerabilità) o attacchi al Wei Qi, la barriera difensiva esterna. Quando il sistema difensivo energetico è compromesso, anche la mente perde lucidità, si fa manipolabile, permeabile.

Non è raro che i ruoli si invertano. Il salvatore compulsivo, per esempio, apparentemente sempre pronto ad aiutare, può inconsapevolmente “drenare” l’altro nel suo bisogno di sentirsi indispensabile. In MTC, questa è una tipica espressione di stagnazione del Qi del cuore, che cerca di riempire i propri vuoti attraverso l’altrui sofferenza.

Anche l’ipocondriaco cronico, che chiede ascolto continuo e ossessivo, non chiede tanto cura quanto energia. Come un pozzo senza fondo, rifiuta ogni tentativo di guarigione reale, perché la sua patologia è diventata il modo per assorbire attenzione e presenza.

Il Qi, ci ricorda la medicina cinese, va coltivato e protetto. L’ambiente, le emozioni, la dieta, il sonno, le relazioni: tutto contribuisce a nutrirlo o a consumarlo. La consapevolezza, dice il Tao Te Ching, è il primo passo per il non-agire distruttivo:

 “Conoscere gli altri è intelligenza, conoscere se stessi è saggezza. Chi vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente.”

Laozi, Tao Te Ching

Riconoscere un vampiro energetico (in sé o nell’altro) è già un atto di consapevolezza. Ma è solo il primo passo. Serve poi un’educazione al confine, alla qualità del proprio Qi, al rispetto reciproco dell’invisibile.

In MTC, la protezione non si ottiene solo “difendendosi”, ma rinforzando il proprio centro (Milza), consolidando il radicamento (Reni) e aprendo il cuore (Cuore e Pericardio). Tecniche come il Qi Gong, la meditazione, l’uso mirato di fitoterapici e punti specifici (come Ren 6, St 36, Bl 23, Pc 6) possono aiutare a costruire un campo energetico più solido.

Non si tratta di diventare eremiti per non incontrare “vampiri”, ma di imparare l’arte taoista del vuoto: lasciare che l’energia negativa scivoli via, senza opporre resistenza, ma senza permetterle di entrare.

Il vampiro energetico è un simbolo potente. Ci ricorda che ogni relazione è uno scambio, e che lo squilibrio invisibile può essere più tossico di una ferita visibile. Che la salute non è solo assenza di malattia, ma integrità del nostro campo vitale.

In un tempo che consuma tutto, anche il silenzio, il respiro e l’ascolto diventano pratiche rivoluzionarie. E forse, per guarire davvero, dobbiamo imparare non a difenderci dai vampiri, ma a trasformare in luce ciò che chiede luce.

Se vuoi approfondire come proteggere il tuo campo energetico, rafforzare il tuo Qi e riconoscere i segnali sottili degli squilibri emotivi nelle relazioni, esplora le pratiche della Medicina Tradizionale Cinese con un operatore esperto.

Prenota una consulenza o un trattamento energetico integrato per ritrovare centratura, forza e lucidità.

Trasforma l’esperienza del “consumo” in un cammino di consapevolezza.

 

 

Bibliografia

  1. K. T. Sweeney et al., Energetics and Psychophysiology: The Invisible Exchange, Journal of Energy Psychology, 2021.
  2. Zhang Y. et al., The Role of Qi in Interpersonal Energy Exchange, Chinese Medicine Journal, 2022.
  3. Barbara E. Brennan, Core Light Healing, Hay House, 2020.
  4. McTaggart L., The Power of Eight, Atria Books, 2021.
  5. Yu T. et al., Meridian Sensitivity and Energetic Balance: New Approaches, Integrative Medicine Reports, 2023.
  6. Judith Orloff, Thriving as an Empath, Sounds True, 2020.
  7. Wang Y., Emotional Vampirism and Shen Disturbance: A Comparative Study, TCM Research Bulletin, 2024.
  8. Dacher E., Integral Health: A Path to Human Flourishing, Basic Health Publications, 2020.
  9. Liu J. et al., Acupuncture and Emotional Regulation: Role of Pericardium and Heart Meridians, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022.
  10. Ronchi E., Energia sottile e medicina cinese, Edizioni Mediterranee, 2021.

 

lunedì 4 agosto 2025

Delle cose nuove: l'enciclica e la MTC




Nel maggio del 1891, Papa Leone XIII firmava la sua enciclica Rerum Novarum, destinata a segnare una svolta epocale nel pensiero sociale della Chiesa. Un uomo erudito e lucido, profondamente immerso nei fermenti dell’epoca post-rivoluzionaria, capace di cogliere l’urgenza di un mondo nuovo che si affacciava – spesso tragicamente – alla modernità.

Ma cosa succede quando esso degenera in alienazione o sfruttamento? Quando il ritmo vitale viene distorto da dinamiche di squilibrio?

In questo crocevia si collocano due visioni: la Rerum Novarum (1891), enciclica sociale che riflette sulle condizioni degli operai durante la rivoluzione industriale, e la Medicina Tradizionale Cinese, che nei suoi millenni di storia ha sviluppato una visione dell’essere umano come microcosmo inserito in un sistema di relazioni naturali e sociali.

ne parlo nel mio ultimo articolo sulla rivista scientifica BRAINFACTOR

clicca qui per leggere l'intero articolo

oppure qui

<Delle cose nuove: giustizia, equilibrio e dignità nella Rerum Novarum e nella Medicina Tradizionale Cinese - BRAINFACTOR>

venerdì 1 agosto 2025

Gravidanza, sole e mare e la MTC


 

“D’estate si partorisce luce.” Così scrive Marguerite Duras, cogliendo, in una frase sola, il mistero della creazione e la sua coincidenza con la stagione della massima espansione. 

L’estate non è solo tempo di vacanza: è tempo di fuoco, di apertura, di respiro profondo. Ma cosa accade quando nel corpo di una donna si accende la vita, proprio mentre il mondo esterno brucia di luce solare? 

Come accompagna la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) questa sincronia tra il Fuoco del Cielo e il Fuoco interiore della gravidanza? 

Secondo la MTC, ogni stagione corrisponde a un elemento, un organo, un’emozione. L’estate è il tempo dell’elemento Fuoco, che governa il Cuore, sede dello Shen, lo Spirito. Il Cuore si apre alla Gioia e ama la leggerezza. 

Ma proprio in estate, se il Fuoco è eccessivo, possono manifestarsi insonnia, agitazione, irrequietezza emotiva. Per una donna in gravidanza, questi segni possono essere amplificati dalla profonda trasformazione energetica in atto. Sole e mare: nutrimento o dispersione? 

Nel pensiero cinese, il sole non è solo luce e calore, ma anche yang puro: movimento, espansione, azione. Esporsi al sole durante la gravidanza, con saggezza e misura, può aiutare a tonificare il Qi difensivo, rafforzare lo Yang e migliorare l’umore. 

Purtroppo un’eccessiva esposizione può condurre alla dispersione del Qi e alla perdita dei fluidi corporei, essenziali nella gestazione. Anche il mare ha un valore energetico preciso: simbolo dell’acqua e della profondità dello Yin, è terapeutico per la donna gravida, poiché aiuta a riequilibrare lo Yang estivo. Nuotare dolcemente, immergersi, lasciarsi sostenere, significa nutrire i Reni, sede dell’Essenza (Jing) che la donna trasmette al feto. Il contatto con l’acqua calma il Cuore, armonizza lo Shen e sostiene l’energia prenatale del bambino. 

Durante la gravidanza estiva, la MTC suggerisce di seguire il ritmo naturale del giorno: camminare lentamente al mattino presto, quando l’energia Yang inizia a salire, e dedicare la sera a pratiche di calma come la respirazione consapevole, il Qi Gong dolce, la riflessologia plantare su punti rilassanti come Yin Tang, Shen Men e San Yin Jiao. In questo modo si accompagna la gravidanza come si accompagna una fioritura: con cura, ascolto e silenzio. 

L’alimentazione in gravidanza deve tenere conto del calore estivo, ma senza cadere nell’estremo opposto. Bevande ghiacciate o frutta troppo cruda possono indebolire la Milza, che in MTC è responsabile della produzione del Qi. Meglio privilegiare cotture leggere, verdure dal sapore dolce e rinfrescante (zucchine, cetrioli, insalate), frutti di stagione maturi, pesce azzurro e brodi tiepidi con erbe come menta o crisantemo. 

Troppo spesso le donne incinte nei mesi caldi vengono invitate solo a “resistere”, a sopportare gonfiori, stanchezza, caldo. Ma la MTC ci invita a trasformare la visione: l’estate è il momento perfetto per aprirsi alla creazione, perché Cuore e Utero – legati da un meridiano straordinario – comunicano più facilmente. Il mare, la luce, il respiro, le piante, la musica: tutto può diventare parte di un rituale di accompagnamento alla nuova vita. 

Se sei in dolce attesa e stai vivendo la tua gravidanza d’estate, ricorda che questa stagione ti offre strumenti meravigliosi per connetterti con la vita che cresce in te. 

Non si tratta solo di proteggersi dal caldo, ma di accogliere il Fuoco, regolarlo, armonizzarlo, e lasciare che diventi luce interiore. 

Vuoi approfondire come vivere al meglio la gravidanza secondo la Medicina Tradizionale Cinese? Ti aspetto per una consulenza personalizzata nei miei studi di Buttrio (UD) e Lomazzo (CO): trattamenti energetici, riflessologia, MTC,  e molto altro per accompagnare ogni fase della gestazione con dolcezza e saggezza. 

Contattami ora: la vita ha già cominciato a danzare.

 

BIBLIOGRAFIA

Basile, L. et al. (2022). Sun exposure and pregnancy: benefits and risks. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(3), 1201.

De-Regil, L.M. et al. (2020). Vitamin D supplementation for women during pregnancy. Cochrane Database of Systematic Reviews, 8.

Weller, R.B. et al. (2021). Sunlight and health: shifting the focus from vitamin D to nitric oxide. Journal of Investigative Dermatology, 141(4), 939–944.

Furlanetto, T.W. et al. (2023). Seawater bathing during pregnancy: a safe and potentially beneficial habit? Frontiers in Public Health, 11, 1190021.

American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG). (2021). Guidelines for exercise and environmental exposures in pregnancy.

Leone, C. et al. (2020). Heat and pregnancy: maternal and fetal effects of environmental heat exposure. Environmental Health Perspectives, 128(9).

Couto, S. & Araújo, J. (2024). Therapeutic effects of thalassotherapy in pregnancy: an integrative review. Journal of Integrative Medicine, 22(1), 55–63.

Romagnoli, F. (2021). Nascere con la natura. Rimedi naturali e benessere durante la gravidanza. Edizioni Mediterranee.

Gladstar, R. (2020). Herbal Healing for Women: Medicinal Herbs for Healing, Hormones, and Reproductive Health. Storey Publishing.

McGrath, J. et al. (2021). Sunlight, vitamin D and pregnancy outcomes. In: Integrative Medicine (Rakel D., ed.), Elsevier.