martedì 23 dicembre 2008

Auguri per il 2009

Gli anni sono come i libri:
più se ne consuma,
più diventano preziosi
(Wolfgang Goethe 1749 - 1832)

Grazie a tutti coloro che hanno visitato questo blog, a chi ha partecipato ai miei corsi e a chi continuerà a farlo.

domenica 21 dicembre 2008

Bilanci e crisi

La fine di ogni anno ci porta inevitabilmente a fare bilanci. L’imprenditore tira le somme tra gli utili e gli investimenti, lo studente tra gli esami fatti e quelli ancora da affrontare, il precario tra i curricula inviati e i colloqui che ha sostenuto.

Questa mattina ho incontrato una mia allieva che è alla ricerca di un nuovo lavoro. Dal suo punto di vista la crisi economica che stiamo attraversando non le permetterà mai di migliorare e in questo momento il bilancio della sua esistenza è assolutamente e drasticamente negativo.

Questo episodio mi ha ricordato un bel racconto di Paulo Coelho in cui una coppia seduta al ristorante, osservando un albero di Natale illuminato, faceva il bilancio della loro unione, del loro essere insieme. Lui, guardando le palline colorate, le parlava dei successi raggiunti, delle difficoltà superate, di come alla fine potevano ritenersi soddisfatti. Lei, invece, rimaneva concentrata su un unico dettaglio: tra le mille luci accese dell’albero una era bruciata.

Cerco sempre di essere un sano realista e di diffondere attraverso i miei corsi l’idea e l’importanza di vivere nel presente. Proprio in un momento buio come questo bisogna avere la volontà di trovare con tutte le forze anche solo una piccola lampadina accesa: sarà quella a dare luce a tutto l’albero.

Finché c’è energia abbiamo il dovere di cambiare noi stessi, le cose e le persone che ci circondano anche quando ci fanno notare solo le luci spente. Molte persone me lo hanno dimostrato con la loro vita e proprio per questo ci credo.

giovedì 18 dicembre 2008

Pensiero del fine settimana

Un saggio buddhista volle intraprendere un viaggio nell'eternità, per vedere la differenza tra il regno dei buoni e quello dei cattivi. Per primo visitò l'inferno. Gli apparve come un disperato banchetto. Sulle tavole ben imbandite c'erano appetitosi piatti di riso. I dannati dovevano mangiarselo con lunghissime bacchette. Ciascuno cercava in ogni maniera di portarsi il buon cibo alla bocca, ma sempre si scontrava e il buon riso cadeva. Tutti si affannavano, ciascuno per sé e tutti gemevano per la fame, tra urla e bestemmie.

Lasciata quella visione infernale, il saggio buddhista salì nel regno dei buoni. Con meraviglia rivide appetitosi piatti di riso e bacchette lunghissime. Eppure tutti mangiavano beati, serenamente composti.

Quale il segreto di tanta pace? Semplicissimo: ciascun beato non pensava a nutrire se stesso, ma imboccava con amore il fratello che gli stava di fronte.

martedì 16 dicembre 2008

Stress da Natale

Mente e Cervello, mensile di neuroscienze, dedica un articolo allo stress da Natale.

In effetti riflettevo proprio in questo giorni sul cumulo degli impegni da chiusura anno a cui devono sottostare tutte le aziende.
Come consulente mi ritrovo tempestato da telefonate di clienti che stanno vivendo vere e proprie patologie da stress scaricando nervosismo e disagi sui propri colleghi.
Risultato? Anziché volerci più bene, come vorrebbe il messaggio natalizio, i rancori nascosti vengono a galla facendoci perdere il gusto di questa festa.
È quello che Paola Emilia Cicerone, autrice dell’articolo, definisce “Mal di Natale”; un male che non colpisce esclusivamente chi è solo, ma soprattutto chi, oltre agli impegni di lavoro, si trova a fare in conti con una vera e propria ansia da prestazione natalizia.
E’ meglio spostare la nostra attenzione sulla quotidianità senza farsi troppo coinvolgere né dai buonismi né dalla necessità di restare negli schemi.
Questo non giustifica, come sottolinea l’articolo, chi per partito preso odia il Natale o le feste in genere: il Natale è una festa importante che dovrebbe farci fermare per vedere che i piccoli miracoli che compiamo ogni giorno possono essere veramente grandi.
Personalmente voglio ascoltare il silenzio e con la mente vuota prendermi cura di me e di chi amo, semplicemente.

domenica 14 dicembre 2008

Liceo Legnani: una lezione sulla psicologia neocognitiva

Lo scorso 3 dicembre ho tenuto il primo incontro dei tre in programma presso il Liceo Legnani di Saronno (Varese), indirizzo Socio-psicopedagogico. Questa scuola come ormai sapete mi invita spesso a tenere delle conferenze rivolte agli allievi degli ultimi anni, le “giovani menti del futuro”. E’ sempre bello avere un contatto diretto con i ragazzi perché mi stimolano a utilizzare una metodologia didattica vivace e diretta lontana dai discorsi ufficiali. In questo incontro ho parlato della psicologia neocognitiva e di come le differenti scuole di pensiero al suo interno approcciano la risoluzione dei problemi. I prossimi temi saranno i modelli di leadership e alcune applicazioni psicanalitiche.
Ringrazio per l’invito la Prof. Donatella Pigozzi, sempre attenta a proporre ai suoi allievi incontri di approfondimento dei temi normalmente trattati nel programma scolastico.

giovedì 11 dicembre 2008

Pensiero del fine settimana









Respirano lievi gli altissimi abeti

racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
avvolge ogni ramo, via via.

Le candide strade si fanno più zitte;
le stanze raccolte più intente.
....
In niveo brillar di lustrini,
il candido Giorno là fuor s'accresce,
divien sempiterno Infinito.

martedì 9 dicembre 2008

Maschera e identità

“Mi domando se la persona non debba pensarsi come proprietaria di un magazzino di maschere da indossare per gli altri, sapendo che questo è un modo di rispettarli e essere per loro, non per se stessi”.
È quello che si chiede Alessandro Pizzorno nel suo libro “Sulla Maschera
È un volumetto che ho letto tutto d’un solo fiato e che ho trovato interessantissimo.

Il tema della maschera viene sviluppato partendo da una frase di Nietzsche: “Senza dubbio è spaventoso quando si scopre per la prima volta la maschera sotto la quale si appare”.
Attraverso psicologia, antropologia, cultura e tradizioni l’uomo viene visto con tutte le forme delle sue maschere. La maschera quindi non è solo un oggetto, ma qualcosa che mi protegge, nasconde e rivela, non solo nel mondo dell’arte e del teatro, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Così uomini e donne ogni mattina indossano maschere diverse per recitare ruoli sempre più complessi e alla fine si ritrovano a cambiare maschera a seconda del ruolo e del momento in cui “recitano” la parte. L’aspetto interessante è che spesso indossiamo la nostra maschera più per piacere agli altri che a noi stessi.
Da leggere assolutamente, voto 8

giovedì 4 dicembre 2008

Pensiero del fine settimana

Ho imparato dal mio maestro a non riferirmi solo ai colleghi, e a provare un piacere profondo nell'incontrare persone di altri saperi, altre culture. Parlarsi addosso non serve, è il confronto che arricchisce: più diversi si è e più si impara reciprocamente.

martedì 2 dicembre 2008

Abbey Programme nelle “cronache” dell’Abbazia di Noci

I due corsi Abbey Programme che ho tenuto prima dell’estate all’Abbazia di Noci (Bari) sono presenti anche nelle cronache dell’Abbazia grazie all’infaticabile penna del Padre Priore Giuseppe Poggi, che da sempre si occupa di lasciare una traccia di tutti gli avvenimenti accaduti nel monastero.

Ecco il testo come riportato nella rivista La Scala, mensile pubblicato dall’Abbazia stessa:

Abbey Programme: organizzazione e territorio secondo la Regola benedettina.
“Sono venuti al nostro monastero oltre una quindicina di dirigenti ENEL provenienti da diverse Regioni per tre giorni di studio e di approfondimento, organizzati dal dott. Paolo G. Bianchi di Lomazzo (Como). Che per qualche giorno si era già inserito totalmente nella vita della nostra comunità…..
Se vuoi continuare la lettura scarica qui il testo completo

domenica 30 novembre 2008

Abbey Programme® all’UCID pugliese

Sono reduce da un viaggio in terra di Puglia che mi ha portato a tenere all’Abbazia Madonna della Scala di Noci (Bari) una giornata Abbey Programme® sul tema dell’ascolto ai soci dell’UCID pugliese. Il nutrito gruppo di dirigenti e imprenditori erano accompagnati dal loro presidente Ruggiero Cristallo (brillante organizzatore della giornata) e da Mons. Gavino Giannotti, Consulente Ecclesiastico e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Nonostante la giornata particolarmente intensa l’attenzione è stata alta e particolarmente proattiva.
Grazie a tutti, spero di rivedervi presto.

Per chi fosse interessato al testo dell’intervento, può cliccare qui.

giovedì 27 novembre 2008

Pensiero del fine settimana

Il futuro è come il paradiso,
tutti lo esaltano,
ma nessuno ci vuole andare adesso

James Baldwin (1924 - 1987)

martedì 25 novembre 2008

Obiettivi e risultati

È di questa mattina la telefonata di un imprenditore mio cliente che sta realizzando dei grossi progetti, non solo di formazione, nonostante i tempi di crisi. Lo conosco da tempo e conosco anche bene la sua impazienza.
Quando arriveranno i risultati?

La costruzione di ogni attività prevede tempo, una semina lunga ma soprattutto costante. I risultati verranno, perché il mercato premia solo chi crede in se stesso e nel proprio lavoro.

Per questa ragione voglio rispondere con due pensieri di Hagakure, il codice dei Samurai, che mi sembrano due buoni spunti di riflessione.
“Con un passo dopo l’altro giungerò a destinazione: non mi fermerà la parola storta del nemico nè il silenzio di chi non accetta lo scorrere delle cose. Non mi fermeranno le condizioni avverse, il dolore improvviso o una rinnovata solitudine”.

“Quando l'acqua è alta anche la barca sale. Se le persone di talento o quelle che compiono delle imprese secondo i loro desideri, incontrano delle difficoltà, trovano anche la forza di superarle. Molto diverso, invece, è il caso di coloro che si perdono nelle difficoltà”.

domenica 23 novembre 2008

Formazionezero su Liquida

Uno dei miei post più letti è “Come fare un curriculum: alcuni suggerimenti”. Questo post ha attirato l’attenzione anche di Liquida Magazine, rivista on line di Liquida, un aggregatore di contenuti generati dai bloggers, un luogo virtuale che cerca di raccogliere e rendere più fruibili i contenuti della blogosfera.
Liquida Magazine ha raccolto i consigli dalla rete per chi si appresta a “mettere mano” al suo curriculum e sono contento di essere tra i bloggers citati.

giovedì 20 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

Samurai Lab in Valledoro spa- Parte II

E’ passato ormai un mese dalla fine del percorso Samurai Lab che avevo iniziato a primavera in Valledoro spa. Due appuntamenti che hanno coinvolto i grossisti Valledoro di tutta Italia nella “Via della spada giapponese”. Ho aspettato fino ad ora per parlarvene perché volevo mi arrivassero tutte le foto che vedete qui sotto.

Anche questa volta c’è stato tanto coinvolgimento con un lavoro di squadra positivo e propositivo: una buona semina presuppone sempre un buon raccolto.

Grazie ancora a Giorgio e Giulio Zubani che hanno creduto in Samurai Lab fin dal nostro primo incontro.

Crea il tuo Labloop Foto-Slideshow per MySpace, Facebook o la tua Homepage! Mostrare tutte le foto di questo Slideshow

domenica 16 novembre 2008

Samurai Lab® in Gavazzi

Sabato 8 novembre ho concluso l’esperienza Samurai Lab® team building in Gavazzi Impianti.
Questa formazione va ad integrarsi con il piano più generale di cambiamento che l’azienda sta realizzando e, per quanto mi riguarda, consolida una collaborazione già esistente da lungo tempo.
Grazie a tutti per l’entusiasmo di squadra dimostrato al corso e per scaricare tutti i commenti dei partecipanti cliccate qui.

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giovedì 13 novembre 2008

Pensiero del fine settimana


Un maestro Zen che si chiamava Gisan pregò un giovane studente di portargli un secchio d'acqua per raffreddare il suo bagno. Lo studente portò l’acqua e, dopo aver raffreddato il bagno, gettò a terra quel po' d’acqua che era rimasta nel secchio.

"Stupido!" lo sgridò il maestro. "Perché non hai dato l’acqua rimasta alle piante? Con che diritto sprechi anche una sola goccia d'acqua in questo tempio?"
In quel momento il giovane studente raggiunse lo Zen. E cambiò il proprio nome in Tekisui, che vuol dire una goccia d'acqua.
(antica storia Zen)

martedì 11 novembre 2008

Tonello: la pressa piegatrice più grande d’Europa

Roberta Tonello che avete già conosciuto in un mio precedente post mi ha inviato questa mail:

Caro Paolo, finalmente in funzione!!! Dopo un anno per la progettazione, un anno per la costruzione, una fondazione di13x9x6metri di profondità, 16 trasporti eccezionali da Milano a Buttrio, dopo aver smantellato (e rimontato) quasi totalmente lo stabilimento per collocarla all’interno e dopo 4 mesi di montaggio in loco, finalmente abbiamo potuto vedere realizzato un sogno…. la più grande pressa piegatrice d’Europa è ora in funzione. Il giorno del collaudo, il 1° agosto 2008, è stata una delle giornate più emozionanti per tutta l’azienda.

L’inizio di questa operazione, come sai, risale al 2004, anno in cui non ti conoscevo ancora. Il nostro incontro nel maggio di quest’anno, in occasione del mio primo Abbey Programme®, mi ha dato, e mi sta dando, la forza di portare avanti questo progetto difficile e ambizioso.

In alcuni momenti sento l’oppressione “del fare” e allora ripenso alla serenità che l’Abate trasmetteva ai suoi monaci, ma anche a quel senso di responsabilità nell’affrontare il lavoro che era richiesto a tutti perché tutti sono, e si devono sentire, ugualmente partecipi al progetto comune.
Ammetto che nei momenti di tensione è difficile coordinare atteggiamenti e parole anche se cerco di farlo il più possibile. Per questo ho in progetto, a breve, di partecipare al mio secondo Abbey Programme®.

Nel frattempo puoi scaricare qui l'articolo apparso su "Deformazione" - la piu' aggiornata rivista tecnica specializzata sulla lavorazione della lamiera e del tubo metallico – in occasione del collaudo della pressa piegatrice. Grazie e un a risentirci a presto”.

Roberta Tonello, imprenditore

domenica 9 novembre 2008

Obama e la Xerox

Quelle che vi voglio raccontare oggi sono due storie tutte americane.

Un uomo con la pelle scura, figlio di un’americana e di un Keniota, punta alla Casa Bianca e, non senza fatica, vince: Barack Obama è il nuovo presidente degli USA.
Una donna di colore, Ursula M. Burns, dopo una laurea in Ingegneria meccanica alla Columbia University, entra come semplice stagista in Xerox. Passo dopo passo, scala le vette dell’azienda e ne diventa presidente nell’aprile 2007.
L’America sognata dai nostri nonni come paese delle opportunità, tra pregi e difetti, ha ancora da insegnarci.

Da anni faccio formazione, conferenze, lezioni universitarie. Incontro manager e studenti, direttori risorse umane e operai. Parlo di cambiamento, preparo piani e strategie, cerco con la formazione “esperienziale” di realizzarlo o almeno di crearne i presupposti. Poi, ad un certo punto, improvvisamente, il cambiamento si ferma: perché?
Perché, ad esempio, un alto dirigente è più impegnato a pensare alla sua auto aziendale che al bene dell’azienda oppure perché il responsabile delle risorse umane licenzia una stagista solo perché “non ha Santi protettori”.

Capacità e meriti non sono più considerati e tanto meno le competenze che, per quanto acquisite, non saranno mai quelle richieste. Figli di un medioevo ancora vivo, per risalire la scala gerarchica dobbiamo fare una sola cosa: servire bene il capo.

Grazie a Dio, non sempre è così: ogni tanto qualche dirigente e imprenditore che lotta contro i Titani esiste; non farà molto, ma almeno ci testimonia che si può essere diversi e credere nel cambiamento.
E se comunque l’America è sempre l’America, voglio continuare a credere in queste persone perché il vero cambiamento in un mondo di Baroni sono proprio loro.

giovedì 6 novembre 2008

Pensiero del fine settimana

"That’s the genius of America - that it can change"
"Questo il genio dell’America - che sa cambiare"
(Barack Obama, 44esimo presidente degli Stati Uniti)

martedì 4 novembre 2008

Formatore di cani: un libro eccezionale


Una storia del Devon dice: “Dio stava assegnando i nomi a tutti gli animali mentre lo seguivano e poiché gli animali erano moltissimi l’operazione durò molti giorni, finché non ne rimase solo uno. Aveva le lacrime agli occhi che gli scendevano lungo il muso e Dio gli chiese perché piangesse. “Perché non ho un nome fu la risposta”. E Dio disse:“Vedi, il tuo l’ho tenuto per ultimo perché tu sarai il migliore amico dell’uomo e quindi devi avere un nome molto speciale, il tuo nome sarà uguale al mio (GOD) ma sarà scritto al contrario (DOG)”.

È un grande amore quello che guida da anni Graeme Sims nel suo lavoro di addestratore di cani, amore che lo ha portato a parlare della sua esperienza nel libro “L’uomo che sussurrava ai cani” di recente pubblicazione in Italia.
Perché parlare di cani in un blog sulla formazione?

L’esperienza di Grame mi ha colpito molto e mi ha fatto scoprire molti parallelismi tra il suo e il mio lavoro. Non che i miei clienti siano dei cani, ovviamente, ma voglio spiegarvi a cosa mi riferisco raccontandovi quello che mi è capitato oggi.


Una dirigente di un’importante azienda mi ha detto che spesso, nelle relazioni con i collaboratori, si è accorta che, dove possibile, privilegia la comunicazione non verbale. In altre parole segue più l’istinto che la ragione. Non sempre ha successo; infatti la tecnica è complessa, va affinata, necessita di grande attenzione ai dettagli e di molta osservazione.

E’ una comunicazione che va colpire quegli istinti primordiali che tutti possediamo e sui quali spesso ci basiamo per articolare la prima impressione, quella sensazione che la ragione non potrebbe definire.


Se volete saperne di più leggete questo libro: è avvincente e vi assorbirà subito fin dall’inizio. Scoprirete come nell’affascinante lavoro dell’addestratore servano umiltà, umanità e tanta leadership.

Del resto di alcuni cani si dice che gli manchi la parola: noi umani, a volte, ne usiamo troppe e male.

domenica 2 novembre 2008

Formazione esperienziale: quali caratteristiche deve avere il formatore?

Ho letto con interesse l'articolo che l'amica e collega Daniela Fregosi, esperta di formazione esperienziale, ha scritto per Ticonzero.
Come formatore “di stampo esperienziale” ho particolarmente apprezzato lo scritto di Daniela perché ha il merito di fare chiarezza sul campo e di evidenziale le finalità proprie della formazione esperienziale.

“L’experiential learning non punta solo sull’attivismo dei partecipanti ma è strutturato e finalizzato per raggiungere precisi obiettivi comportamentali. Non si fa vivere un’esperienza solo perché questa anima un’attività ma soprattutto perché quella specifica esperienza ha un significato metaforico preciso da decodificare successivamente e raccordare alle competenze target che si intendono sviluppare”.

Ecco il passaggio critico che vorrei sottolineare: la decodifica della metafora e il suo collegamento alle competenze da sviluppare. Chi può farlo? L’esperto tecnico che guida l’attività, da solo, è insufficiente; come pure lo è il formatore che non abbia una conoscenza approfondita dell’attività stessa. Quindi è fondamentale la perfetta integrazione fra esperto tecnico e docente. In Abbey Programme® e Samurai Lab® ho voluto fare un passo in più perché la mia lunga frequentazione del mondo benedettino e la pratica costante di arti marziali in una delle più antiche scuole di spada giapponese, mi permettono di vestire sia i panni dell’esperto tecnico che quello del docente.

Proprio in questi giorni sto completando un Samurai Lab in una grossa azienda e gli aspetti più apprezzati sono il poter condividere il gioco di squadra negli esercizi fisici e le trasposizioni che riesco a portare con la mia esperienza di aula. Conoscere bene sia l’aspetto tecnico che quello di docenza aiuta moltissimo il processo della testimonianza in presa diretta.

Sono convinto che il futuro della formazione siano le "esperienze". Del resto, attraverso l'esperienza del gioco il bambino diventa adulto e l’importante è saper decodificare le metafore affinchè tutto non si risolva in una mera un’attività ricreativa.

Qui potete scaricare l’articolo in formato pdf. In fondo all’articolo c’è una breve bibliografia utilissima per iniziare ad approfondire l’argomento.

martedì 28 ottobre 2008

Diversità e scienza


Da sempre esiste in ogni gregge una pecora nera, ma non per questo il pastore la isola dal gruppo.

“Diversità” è la tematica che sta animando il "Festival della scienza" di Genova (fino al 4 novembre 08).
Dietro al semplice concetto di diversità, in effetti, si nascondono tante implicazioni e il programma del Festival ne propone sei legate a tecnologia, mente, linguaggi, vita, materia ed idee.
Da sempre è la scienza che ci dice che non esiste un'unica e assoluta verità; forse sarà proprio la scienza a trasformare i nostri preconcetti e farci capire che dalla diversità possono nascere opportunità.
La scienza infatti, nel suo pluralismo, può insegnarci a vincere l'indifferenza e la resistenza al cambiamento perché il metodo di ricerca empirico che la caratterizza non prevede mai dogmi assoluti. Ne è un esempio il fatto ogni legge scientifica è discutibile fino alla scoperta successiva.

Spero che questo Festival ci aiuti a migliorare nella comunicazione interpersonale, nell'ascolto reciproco perché l'uomo ha ancora molte sfide aperte che possono essere vinte con la creatività e la voglia di fare.

domenica 26 ottobre 2008

Consapevolezza ed Ebraismo

Anche oggi mi piace continuare con voi il viaggio nella consapevolezza proponendovi il pensiero del rabbino Levi Brackman, autore del libro “Jewish wisdom for business success

Secondo Levi la Torah (il libro sacro per eccellenza degli Ebrei in cui però ha radici anche la fede cristiana) può insegnare lo spirito della positività, dote indispensabile per portare a termine buoni affari perchè “la via più facile per il successo è scoprire la gioia e l’appagamento in ogni cosa che facciamo”.

Le azioni positive che noi stessi creiamo ci ritornano tramite un cerchio portando benefici a tutte le persone coinvolte.
In questo la Torah rende consapevoli dei loro pregi e difetti coloro che si confrontano con essa e con la storia del popolo di Israele.

Attraverso una fede che passa di mano in mano come una pietra preziosa l’uomo può avere la conoscenza e la consapevolezza di sé visualizzando in questo percorso gli aspetti da rivalorizzare e quelli da condividere coi propri compagni di viaggio.

Questa storia antica di popolo e di valori scritti nella pietra ci insegna come nella vita per avere consapevolezza del presente siano importanti l’aiuto reciproco e la speranza nel futuro.

martedì 21 ottobre 2008

Consapevolezza e Cristianesimo

Continuo il percorso iniziato nel precedente post proponendovi due libri, non recentissimi, ma sempre attuali del gesuita indiano Antony de Mello: “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” e “Il sogno”.

Secondo Padre Antony è importante ritrovare l’intimità con noi stessi in quella che il cristianesimo definisce coscienza. “Scopri te stesso e riprenditi la vita” perché “La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti”.

Nei brevi capitoli, con tanto umorismo e pillole di cristianesimo, l’autore ci guida in questo viaggio e, grazie a numerosi esercizi, ci insegna a sognare per ritrovare gioia ed entusiasmo.

Un sistema pratico per chi ha difficoltà a ritrovarsi in filosofie lontane: perché la consapevolezza è già dentro casa nostra basta saperla cercare.

domenica 19 ottobre 2008

Consapevolezza e Buddhismo

Il 15 ottobre scorso lo scienziato cognitivo Jon Kabat-Zinn, pioniere delle applicazioni cliniche della “Mildfulness - Consapevolezza”, ha ricevuto all’Università di Torino il premio “Mente e Cervello per le Scienze Cognitive”.

Raggiungere la Consapevolezza significa ridurre ansia e depressione, migliorare le proprie performance o il benessere. Come arrivarci?
Secondo Jon attraverso la meditazione quotidiana e regolare. Questa attenzione che parte da pratiche altamente sofisticate allena vari aspetti della mente e del cuore sviluppando le facoltà di una mente posta a un livello superiore: la mente consapevole. La parola mente e cuore nelle lingue asiatiche, non a caso, si traduce con un unico termine. Jon si riferisce soprattutto alla meditazione Buddhista ma nei prossimi post vedremo che anche altre filosofie e religioni ne parlano.

Il merito di Jon è quello di avere utilizzato queste tecniche di meditazione in contesti clinici e medici con risultati strabilianti.

La felicità non è una pillola, ma si può raggiungere: lo sforzo è sempre quello di essere costanti e di mettere in discussione se stessi.

giovedì 16 ottobre 2008

Pensiero del fine settimana

Un grande re bandì un concorso:"Artisti di tutto il mondo, premierò chi di voi mi farà un bel ritratto!"
Alcuni prepararono i colori più vivi, altri scelsero la creta più plasmabile, altri il marmo più bello.

Giunse anche un piccolo gruppo di estrosi artisti greci con sacchi pieni di arena.
A ciascuno fu assegnata una delle stanze del palazzo reale e tutti si misero al lavoro.

Venne finalmente il giorno della sospirata premiazione. Il re ammirò ritratti dai vivaci colori, statue plasmate con arte, marmi che sembravano vivi.


Poi entrò nella sala dei greci, che con la sabbia avevano semplicemente lucidato le pareti di marmo così da renderle riflettenti come uno specchio.

"Dov'è il mio ritratto?" chiese il re agitandosi.

Sembrava che non ci fosse, eppure su ogni parete si rifletteva un'immagine viva: portava proprio il volto del re e aveva le sue stesse sembianze e movenze.
Gli estrosi artisti greci furono premiati

(leggenda orientale)

martedì 14 ottobre 2008

La Cassiera scrittrice

“Le tribolazioni di una cassiera” di un supermercato è il titolo di un best seller che arriverà in Italia a gennaio. In Francia è già al top delle classifiche di vendita proprio nei supermercati.
L’autrice è Anna Sam, una laurea in lettere in tasca, una donna che terminati gli studi si vede costretta, come tante altre in questi tempi difficili, a ripiegare su un posto da cassiera.
“All’inizio era un blog dove le cassiere si scambiavano commenti e aneddoti” dice Anna, “ora diventerà anche un racconto per bambini e un film”.
Un bel successo per chi ha subito per tanti anni le umiliazioni dei clienti prepotenti in fila alla cassa.
Secondo Anna, la cosa peggiore è che la cassiera è un’entità invisibile: diventa una persona solo quando la carta di credito non funziona o quando chiede il pagamento dei sacchetti. Ed è altrettanto vero che quando ci muoviamo tra scaffali zeppi di ogni ben di dio, plastiche colorate, super offerte imperdibili, alla cassiera spetta il ruolo più sgradevole: farci pagare dopo che abbiamo fatto la fila.

Nei miei corsi di formazione, soprattutto nei supermercati, ho conosciuto tante donne come Anna, anche con lauree che, sebbene autorevoli, risultano poco richieste dal mercato. Molte hanno fatto proposte per migliorare il loro lavoro ma quasi sempre gli è stato impedito facendole ripiombare nella routine del “buongiorno, arrivederci e grazie”.

Se sentite una madre dire al figlio: “Vedi, se sei bravo a scuola, lavorerai a una cassa come quella signorina là” (fatto veramente accaduto ad Anna) ora potete commentare che nulla è così scontato perché dietro alla cassa potrebbe esserci una scrittrice famosa.

domenica 12 ottobre 2008

Dedizione al lavoro

Ho rivisto da poco il flm del regista giapponese Yoki Yamada “The Twilight Samurai”.
Il protagonista, Saibei, nonostante l’appartenenza ad un prestigioso clan di samurai, è costretto dalla morte prematura della moglie a lavorare i campi e a prendersi cura delle figlie e dell’anziana madre”. E’ un samurai apparentemente privo di ambizioni, un uomo semplice e triste (il suo soprannome è “crepuscolo”, Twilight Samurai appunto).
Eppure dietro a questa immagine priva di esteriorità si cela un guerriero fedele all’etica dei samurai che emergerà nel momento in cui gli verrà ordinato di battersi contro un pericoloso nemico.

È un film che fa riflettere sul senso del dovere e su come i sentimenti possano avere un ruolo predominante anche nelle prove estreme.
E’ molto bello, la sua unica pecca è di essere in giapponese (sottotitoli in italiano) il che prevede una certa predisposizione.
Lo consiglio a tutti coloro che svolgono il loro lavoro con amore pur sapendo di non essere schiavi della carriera, perché essere samurai al giorno d’oggi significa soprattutto dedizione, in particolar modo nelle difficoltà.
Voto 10

giovedì 9 ottobre 2008

Pensiero del fine settimana

Due bonzi camminavano per una strada. Videro una ragazza giovane e bella esitante nell'attraversare una grande pozzanghera.
"Vuoi che ti aiuti?" le disse uno dei due. Ella annuì e senza esitazioni il bonzo gentile la prese tra le braccia e la depose pulita al di là del pantano.

L'altro bonzo rimase muto e stupito. Ma la sera, rientrando nel tempio, si fece coraggio e rimproverò il compagno così: "La nostra regola ci vieta simili cortesie. Le donne devono stare lontano da noi, soprattutto se giovani e belle".

L'altro rispose sereno: "Io la ragazza graziosa l'ho lasciata al di là della pozza; non aveva più bisogno di me. Tu invece la porti ancora, inutilmente, con te, nel tuo cuore".

(antica storia zen)

martedì 7 ottobre 2008

Crisi mutui: colpa del testosterone

Il 30 settembre scorso l’Ansa ha battuto questa notizia – “Per una psicologa inglese, Julia Noakes, che ha molti clienti della City, il problema della finanza mondiale e' il testosterone dei maschi. Julia sostiene che c'e' troppo individualismo aggressivo e troppa poca femminilita' nella gestione delle banche. Anche Heather McGregor, cacciatrice di teste alla City, e' d'accordo e sottolinea che in Inghilterra le banche meno toccate dalla crisi sono quelle dove le donne sono state promosse ai vertici”.

Pensavo che il mondo anglosassone avesse superato le barriere del maschilismo tipico dei paesi latini, evidentemente sbagliavo.
Questo mi fa riflettere ulteriormente su come la formazione debba portare ad un profondo cambiamento di tendenza non solo nel campo delle pari opportunità, ma soprattutto in quello della leadership.

Noi uomini, abituati a vederci manager e capi sin da bambini dobbiamo imparare a ad avere in cordata anche delle valide compagne o a mettere in conto di avere un capo donna. Del resto sono i fatti a parlare chiaro anche in Italia e le aziende governate da donne sopravvivono più a lungo.

sabato 4 ottobre 2008

A scuola da Alain Ducasse

“Esattamente un anno fa, durante un Abbey Programme®, decisi di lasciare il “posto fisso” e diventare imprenditrice di me stessa. Ora ho anche il diploma della Scuola di Alta Cucina di Alain Ducasse”.
E’ Gabriella Pecchia, di cui vi ho già parlato in un precedente post, che ha raggiunto questo traguardo importante per la sua professione e che mi chiede di pubblicare la sua testimonianza per gli amici del blog. La potete scaricare qui.

giovedì 2 ottobre 2008

Pensiero del fine settimana

Pallido e tremante un servo arabo, di ritorno dal mercato di Baghdad, supplica il suo padrone: "Salvatemi signore mio! Devo fuggire lontano. Al mercato ho urtato per caso una donna, l'ho guardata per bene: era la Morte! Purtroppo quella mi ha fissato a lungo con meraviglia e mi ha fatto un gesto quasi di minaccia".
Il padrone gli diede un cavallo e il servo volò verso la città di Samarra, lontano dalla Morte.
Ma il padrone, prima di sera, volle vederci chiaro e si recò lui pure al mercato.
Incontrò la Morte.
Le chiese: "Perchè stamani hai fatto un gesto di minaccia al mio servo?"
"Non era un gesto di minaccia" rispose la Morte "Era solo un gesto di meraviglia. Ero molto sorpresa di trovare a Baghdad uno che Allah mi aveva comandato di prendere a Samarra, questa notte!"
(antica leggenda araba)

martedì 30 settembre 2008

La mente svuotata - 2

La mente vuota, di cui vi ho già parlato anche nel mio post precedente, può essere applicata anche nel campo delle vendite.
Ne parlavo di recente ad un Samurai Lab® proprio ad un gruppo di area manager e responsabili vendita.

Mi accorgo spesso di come i venditori siano fermi nelle loro convinzioni e vedano il cliente più come un avversario da sconfiggere che come un partner. La mente svuotata ci permette di non avere pregiudizi e di ascoltare di più cogliendo in modo più appropriato i reali bisogni del cliente e creando una maggiore fidelizzazione.

Gli antichi maestri samurai insegnavano che in uno scontro vinceva chi sapeva svuotare la mente dai suoi pensieri per riempire il proprio cuore del valore dell'avversario.
E cosa c'è di più importante della soddisfazione dei nostri clienti?

domenica 28 settembre 2008

La mente svuotata - 1

Mushin 無心 è lo stato mentale che i samurai acquisivano attraverso lo studio delle arti marziali e nella pratica della meditazione. Usando un’espressione zen potrebbe essere tradotto come: “La mente della non mente”.
Mushin significa quindi combattere con “la mente vuota” cioè priva di risentimento o rabbia nei confronti del proprio nemico per essere più efficaci nel raggiungere la vittoria.

Oggi avere consapevolezza di sé attraverso il “mushin” significa conoscere i propri limiti e poterli applicare con successo in ogni campo. Questo eviterebbe di arrivare a dei risultati insoddisfacenti pur di vincere la partita a tutti i costi. Le arti marziali ci insegnano che bisogna sapersi fermare e, una volta vuotata le mente, agire: saranno i fatti a parlare e determinare il nostro valore.

giovedì 25 settembre 2008

Pensiero del fine settimana

Un saggio maestro orientale ricevette la visita d'un asceta saccente. Con la tradizionale ospitalità gli versò il tè e, sempre sorridente, gli colmò la tazza da farla traboccare.
L'asceta rimase stupito da un simile gesto scortese ed esclamò: "La tazza è piena, il tè va perduto!"
Rispose serenamente il saggio guru: "Come in una tazza piena non si può versare nuovo tè, così in una mente superba è impossibile immettere altri pensieri. Se vuoi progredire nella scienza della vita rinuncia alle tue idee e ascoltami con animo docile".

Dopo molti anni passati in umiltà, l'asceta ritornò dal grande maestro. Questi, come sempre gli servì il tè e colmò la tazza dell'ospite fino all'orlo. Fu allora che l'asceta prese un petalo di rosa e umilmente lo depose sul tè.
Il petalo galleggiava e la tazza non straripò.
"Chi è piena di umile saggezza" concluse il saggio guru "può sempre apprendere qualcosa di nuovo e bello".

(Antica storia Zen)

martedì 23 settembre 2008

Samurai Lab® in Comfort Zone

Qui sopra mi vedete con il Direttore Commerciale la Responsabile Trade marketing e gli area Manager Italia di Comfort Zone, nota azienda di Parma del settore della bellezza e benessere al termine di due giornate di corso Samurai Lab®.
Come è ormai tradizione, per gli amici del blog, riporto le loro emozioni del dopo corso.

"Trovo molto forte ed interessante il lavoro fisico che viene fatto nel corso. Fare, oltreché pensare. È molto bello confrontarsi, con altri colleghi e compagni di lavoro: sudando, si crea un ambiente che rende una squadra più forte ed unita. Può essere una formazione adatta a team che sviluppano molto in aula e poco in …palestra (come noi). Lo trovo molto moving”.
Davide Manzoni – direttore commerciale

"Samurai Lab® è stato un tempo per spogliarsi dai condizionamenti, dagli obblighi del dover essere per lasciare lo spazio al sentire. È stato un fluire di sensazioni, di emozioni, di energia per liberarsi di inutili protezioni e del superfluo per lasciare spazio alla piena consapevolezza del sé.
Essere ricettivi, mettersi sempre in gioco, non bastarsi mai: questo corso può mostrarti la strada per avvicinarti a questo".
Simona Vernasca - Trade Marketing

"La valutazione è positiva. Bella l’esperienza con le spade, che eleva i concetti di focalizzazione ed il valore dell’allenamento continuo. Consiglio Samurai Lab® perché il mondo dei Samurai con le sue Regole è affascinante".
Mauro Ziccardi

"Grazie di cuore".
Francesco Redaelli

"Ho trascorso una nuova esperienza positiva e di crescita personale. In modo particolare mi ha colpito tutto quello che riguarda la cultura dei samurai. Reputavo l’uso della spada una cosa semplice, ma mi sono accorto della complessità dietro ad ogni singolo esercizio. Da domani porterò già con me questa esperienza e nel quotidiano utilizzerò perseveranza, disciplina, ricerca della perfezione… grazie mille".
Carmine de Sieno

"Destino rivelato e tanta voglia di scoprire e accrescere la conoscenza e la pratica dell’arte della spada e delle arti marziali. Tra i punti di forza che condivido e sento miei sicuramente emergono i valori come la lealtà e la generosità.
Affascinante il senso della disciplina che proprio in Samurai Lab® ha stimolato la voglia di mettersi alla prova e in discussione".
Roberto Vingelli

"Un punto di forza di questo corso è sicuramente l’aver appreso concetti della cultura e filosofia dei samurai. Conto di mettere in pratica nella mia vita lavorativa quotidiana l’arte della concentrazione e focalizzazione appresa in questo corso. Consiglierei questo corso per fare tesoro delle discipline orientali così lontane dalla nostra cultura, ma indispensabili per comprendere il senso delle virtù".
Stefano Sellan

"Doveroso conoscere e far proprie parte o almeno qualche spunto sulla filosofia samurai. Chiunque nel suo piccolo, nella vita privata e nel lavoro potrebbe migliorare con questi insegnamenti di vita. La cultura occidentale con un pizzico di quella orientale ne gioverebbe notevolmente. Migliorerei i suggerimenti teorico pratici per sedimentare qualche concetto prima che la frenetica quotidianità ci faccia dimenticare tutto".
Corrado Mattioli

"Il corso è buono sotto l’aspetto teorico e ottimo sotto l’aspetto pratico. Coordinarsi, organizzarsi, ascoltare, sincronizzarsi, essere equilibrati fanno di questi due giorni di corso un alimento nutritivo per poter lavorare nel prossimo futuro. Ho appurato nei movimenti che è importante sincronizzare il proprio corpo per entrare in armonia e equilibrio con se stessi. Consiglierei questo corso a chi si vuole rimotivare".
Alessandro Francalanza

"Punti di forza: trasferire con semplicità gli insegnamenti dell’antico codice d’onore dei samurai.
Aree di miglioramento: entrare maggiormente nelle tematiche del mondo del benessere/spa in cui operiamo.
Consiglierei Samurai Lab® perché è un’opportunità di crescita personale e di consapevolezza di sé.
Utile e indispensabile sarà applicare i fondamenti dei samurai alla vita quotidiana".
Marco Adriano

domenica 21 settembre 2008

Come essere un samurai oggi

Ho terminato di recente un corso Samurai Lab® a Parma (nei prossimi post foto e commenti). Tra le tante domande, i partecipanti mi hanno chiesto come si può essere un samurai oggi.
Nelle arti marziali è tradizione dare risposte rifacendosi ai “maestri”. Il grande maestro e samurai Yamamoto Tsunetomo nel suo “Hagakure - Il Codice Segreto dei Samurai” ci insegna che:

“In una disciplina non si giunge mai al termine. Quando pensi di essere arrivato alla fine, sei contro lo spirito della disciplina. Se, giorno per giorno, finché sei in vita, continui nell'esercizio, dopo la tua morte diranno che sei stato un bravo maestro. E' difficile raggiungere l'unità interiore anche praticando una disciplina per tutta la vita. Finché la tua mente non è pura non può dire di aver conseguito la vera Via. Perciò persevera nella pratica dei valori con grande coraggio”.

Allora sarai un samurai, anche oggi.

giovedì 18 settembre 2008

martedì 16 settembre 2008

L’ambiente di lavoro

Oggi voglio proporvi una storia che ho letto e che mi ha fatto riflettere molto:
"Due giovani lavoravano nella stessa azienda da anni e rimasero turbati quando, senza preavviso, l'impresa chiuse i battenti e si ritrovarono disoccupati. Entrambi si misero alla ricerca di un nuovo lavoro.
Il primo giovane era molto irrequieto. Detestava l'idea di cambiare, imparare cose nuove e conoscere persone nuove, ma si obbligava a ricordare che non aveva scelta se voleva guadagnare.
L'altro prendeva le cose con più filosofia e guardava al cambiamento come un'opportunità per crescere.
Senza saperlo fecero il colloquio per un posto nella medesima azienda, molto simile a quella che avevano lasciato.
Il primo giovane si agitò per tutta la durata del colloquio e verso la fine gli chiesero se avesse domande. "Sì" disse, "Potrebbe dirmi come sono le persone che lavorano qui?".
L'uomo che lo stava intervistando gli rispose :"Mi parli prima del posto che ha lasciato. Com'erano le persone lì?". "Non un granchè devo ammettere" disse il ragazzo con molta impazienza. "Erano testarde, litigiose, e polemiche". "E allora mi rincresce dirle che troverà qui la stessa situazione" disse l’uomo.
Il giorno successivo arrivò al colloquio l'altro giovane e anche a lui fu chiesto se avesse domande. "Oh sì", disse allegramente. "Potrebbe dirmi come sono le persone che lavorano qui?".
Lo stesso uomo che aveva intervistato l’altro ragazzo ribatté anche questa volta :"Mi parli prima del posto che ha lasciato. Com'erano le persone lì?".
"Dove lavoravo erano cordiali e disponibili, sempre affettuosi e le confesso che mi è dispiaciuto molto andarmene". L’uomo gli sorrise: "In questo caso sono lieto di dirle che troverà qui persone dello stesso tipo".

Siamo sempre noi a determinare la qualità del lavoro che ci circonda e, quando lo scegliamo, a farne un inferno o un paradiso.

domenica 14 settembre 2008

I samurai e la pace


I partecipanti dei miei corsi Samurai Lab® mi chiedono spesso se le arti marziali portino alla violenza: mi rendo conto che non è facile rispondere.
Per farlo propongo questa massima samurai:

“Il Buono è colui che, potendo fare il male, sceglie il bene.
il Pacifico è colui che, potendo far guerra, sceglie la pace.
Essere significa, quindi,
scegliere di essere e non dover essere.
Non mi direte che un vegliardo è casto,
che un povero è parsimonioso,
che un neonato è pacifico.
Pacifico è colui che porta la spada e non la sguaina
Chi non porta la spada non saprà mai se è pacifico”.

I tempi in cui vivevano i samurai sono cambiati solo nelle modalità, non nell’essenza e la lotta tra aziende che si contendono il mercato è sempre più agguerrita. Essere spiritualmente e tecnicamente preparati è fondamentale per vincere oggi come allora.
Chi conosce bene la guerra conosce soprattutto il valore della pace
Ma non bisogna dimenticare che i samurai erano anche poeti, scrittori, musicisti, pittori e uomini di scienza.
E’ la completezza dell’uomo che fa la differenza, sempre.

mercoledì 10 settembre 2008

Il valore delle persone

Michael Phelps a Pechino ha battuto sette record del mondo.
Mi è piaciuta una sua dedica, con l'ottava medaglia d'oro al collo: «Al professore d'inglese delle medie secondo cui non avrei mai avuto successo».

Quante volte incontro persone sulle quali non si sarebbe investito un centesimo, ma che, nelle giuste condizioni, sfruttando al meglio le loro inclinazioni riescono prepotentemente ad emergere. Il loro cammino è disseminato da dubbi, magari da tante incertezze e a volte anche dal peso di un giudizio stroncante inappellabile di chi non ha saputo capire e vedere.

Chi ha fatto fatica ad affermarsi, ad “arrivare” nel proprio settore, di solito si distingue per la sua umanità e disponibilità forse perché nessuno li ha aiutati nella loro scalata o forse perché vogliono dimostrare che si può essere diversi. La loro vita non è stata facile e quindi cercano, per quello che possono, di non fare agli altri quello che hanno ricevuto.

La nostra capacità di esprimere giudizi è infinita, ma spesso si basa più sui pregiudizi che sull’obiettività. Anche in aula è forte la tentazione di dedicare più tempo con chi è apparentemente brillante anziché soffermarsi con chi fa più fatica ad emergere.
Sono convinto che sia più utile offrire una chance in più che “tagliare le gambe” a chi vorrebbe provare a correre: nella gara della vita l’importante è provarci.

domenica 7 settembre 2008

Vacanze antistress

Archiviate le vacanze mi guardo in giro e vedo facce più stanche di prima delle ferie. Leggendo un articolo apparso su “Psicologia Contemporanea” dal titolo “Lo stress del turista” ho trovato interessante il decalogo antistress, forse non tutti sono riusciti ad applicarlo

1. essere consapevoli degli scopi reali che ci si propone nella vacanza
2. scegliere compagni di vacanza che condividono gli stessi scopi
3. scegliere destinazioni compatibili con gli scopi
4. programmare in funzione di questi scopi le modalità per realizzare la vacanza
5. se ci si affida a un tour operator chiarire fin dall’inizio cosa si vuole ottenere
6. scegliere con cura il mezzo di trasporto e essere consapevoli degli stress che ne derivano
7. scegliere con cura gli eventi correlati alle vacanze
8. saper dimensionare la durata in base alle proprie esigenze fisiche e non strafare
9. avere consapevolezza delle abitudini di dove ci si reca e che possono essere diverse dalle nostre
10. ricordarsi che se anche si deve cambiare qualche abitudine (alimentare o di vita) si è sempre se stessi.

Detto ciò, per chi è già tornato potrebbe essere utile conservare il decalogo per le prossime ferie, chi ancora deve partire ancora spero possa utilizzarlo e chi sta già pensando al prossimo anno “buona organizzazione”.

martedì 2 settembre 2008

"Un cuore sacro": manager di spirito

« Ciascuno di noi possiede due cuori: uno, il più razionale, eclissa l'altro che però irradia una luce nascosta un calore di cui nessuno può fare a meno, è il cuore sacro ». Quando ce ne accorgiamo questo cuore ci fa cambiare…

Irene Ravelli, la protagonista del film, è una spregiudicata manager di successo. Un giorno incontra una bambina sconosciuta, sfuggevole e imprevedibile, ma che sa tutto di lei. Irene scopre quasi per caso che la bambina vive per strada rubando per aiutare i più poveri e la morte improvvisa della bimba, a causa di un incidente, segna per Irene l’inizio di un cambiamento radicale: apre una mensa per i poveri nell’antico palazzo di famiglia ed è ossessionata dall’idea di dover aiutare tutti. Irene si ammalerà ma dopo la guarigione potrà tornare più fortificata alla sua vita di manager e di donna.

Ho rivisto da poco questo film del 2004. E’ una viaggio complesso e doloroso alla ricerca del sè più profondo che dimostra come il ritrovare noi stessi ci metta in comunicazione con gli altri e che spiritualità e managerialità possono coesistere senza entrare in conflitto.
L’insegnamento più bello, che nasce dal mistero di questa bambina, è che le persone che ci vogliono bene restano sempre con noi anche quando non ci sono più o non abbiamo avuto l’occasione di conoscerle in modo approfondito.
Da vedere. Voto 10.

domenica 31 agosto 2008

Come fare un curriculum: alcuni suggerimenti

Preparare un curriculum è sempre un momento traumatico: si rischia di dire troppo oppure di essere "troppo stringati" o, peggio, di non mettere in luce le nostre reali capacità. Nel dramma e nella fatica di cercare un lavoro il problema è di non sapere mai qual è il curriculum giusto.

Spesso i miei allievi mi chiedono di revisionare i loro curricula e mi accorgo sempre di più di come non esista il curriculum giusto in assoluto.
Il curriculum deve essere modellato sulla base dell'obiettivo, del posto di lavoro al quale aspiriamo, deve essere adattato al destinatario in modo che chi lo leggerà può farsi subito un’idea chiara, capendo le nostre esperienze.

Per questo è fondamentale evitare errori di percorso. Il primo tra questi è il sottovalutarsi o sopravvalutarsi.
Recentemente ho incontrato una brava venditrice al dettaglio che presa dalla routine non si rendeva conto di quante abilità e di quanta creatività stava applicando nel suo lavoro. La descrizione nel curriculum, per me che la conosco, non era veritiera e tendeva a sminuire le sue reali capacità epotenzialità.

Dall’altra parte c’è chi pensa di avere già il mondo in tasca e di colpire nel segno con un’autoanalisi ingigantita. E' un atteggiamento rischioso perché le nostre reali capacità saranno messe alla prova tutti i giorni, fin dal primo istante.

Un’altra cosa da ricordare è di tenere sempre il curriculum aggiornato: ogni singola esperienza, anche quelle che sembrano più banali, è importante nell’evoluzione di una persona.
Suggerisco sempre di aggiungere al CV una foto, possibilmente sorridente: non è sembrando seri che saremo valutati tali.

Quando si prepara un curriculum bisogna pensare che l’azienda più importante da mettere sul mercato siamo noi e che il posto di lavoro da occupare è solo un altro punto di partenza, non di arrivo.

giovedì 28 agosto 2008

Pensiero del fine settimana

"La vita di Gandhi era la sua lezione. Era unico tra gli statisti del secolo per la determinazione con cui viveva secondo i suoi valori. In lui la personalità pubblica si fondeva completamente con il comportamento privato. Era un grande leader e al tempo stesso un filosofo che conduceva esperimenti su se stesso, per applicare a sé i propri ideali".

martedì 26 agosto 2008

Navigare a vista

Anche oggi, nonostante gli strumenti più sofisticati, nella navigazione per mare è rimasta la tradizionale buona regola di "montare la guardia" (chi di voi è andato in crociera per le vacanze se ne sarà accorto).
Un marinaio, armato di binocolo, durante la notte, scruta l'orizzonte per segnalare eventuali pericoli per la nave. In un mondo ipertecnologico questo incarico sembra inutile eppure, anche con tutte le sicurezze possibili, è sempre meglio saper "navigare a vista".

Alcuni mesi fa ho incontrato un collega che mi diceva di come oggi sia impossibile riuscire a fare previsioni di lavoro oltre i tre mesi. Il mercato è diventato un mare in tempesta in cui anche le strumentazioni più sofisticate non possono sostituire l’intuito e la sensibilità dell’uomo, la famosa "navigazione a vista". Per questo bisogna tornare ad imparare a fare la “guardia” come i marinai e, nella tempesta come nella bonaccia, avvertire il timoniere del pericolo per condurre la nave verso un porto sicuro.
Come sempre le antiche regole e le tradizioni hanno qualcosa da insegnarci.